scultura_3_invito_mail-02

Le Cinque Anime della Scultura. IIIa Edizione – concept curatoriale e presentazione degli artisti

«La scultura, come tutte le arti, è una via regia per conoscere il mondo e svelarne i segreti.”

Olivier Delahaye, Le Ventre lisse, 2005

Tablinum: quante declinazioni può conoscere l’arte? Tra le infinite sfumature con cui l’artista plasma la propria visione del mondo abbiamo cercato d’indagare le vie per cui si snodano le suggestioni di cinque scultori.

Cinque. Un numero non certo casuale. Un numero simbolicamente evocativo che fin dai tempi antichi è  associato all’atto di sperimentare, alla conoscenza concreta dei fatti, del cambiamento, del “mutamento di stato” di una situazione.

Gli antichi greci lo riconducevano a Hermes, messaggero degli dei, tramite tra cielo e terra. Cinque sono anche i sensi che fanno da bussola per l’essere umano nella sua esistenza: da un punto di vista emotivo, mentale e fisico, ad una condizione sempre nuova.

Il numero cinque è simbolo di una mente polimorfa,  costantemente  votata all’intelligenza e alla curiosità, porta con sé la tendenza ad avvicinarsi, a volte anche in modo pericoloso, a linee di confine, di trasgressione.

Il Numero Cinque è legato alla quinta lettera dell’alfabeto ebraico : Hey ( ה ), che significa intuizione, illuminazione. I cabalisti, individuano tre stadi per la lettera Hey, i quali si pongono su tre livelli diversi, successivi, in merito allo sviluppo della consapevolezza dell’essere umano nell’arco di tutta la propria esistenza.

Il mistero della nascita, la totale inconsapevolezza con cui l’essere umano è “gettato” in questo mondo, viene qui superata dall’entusiasmo nello scoprire quanto di bello e fertile è presente nel mondo che lo circonda. Arriviamo, qui, a intuire quella misteriosa potenza all’interno della nostra esistenza che ci sospinge al di là della contingenza.

Ma non dimentichiamo che questo numero conserva in sé  la  forza  dell’autoespressione. E Infatti, le componenti fisiche corrispondenti alla capacità di parlare, sono esattamente cinque: lingua, denti, palato, labbra e gola.

hans makart i cinque sensi.jpgProprio per la complessa interazione tra intelletto e parola, il cinque suggerisce di utilizzare ogni tipo di disciplina interiore ed esteriore, al fine di “traghettare” la nostra personalità, da uno stato di disagio, di ricerca di un aliquid, allo stato desiderato. Solo governando bene la comunicazione, l’espressione di idee, sentimenti e fatti, è possibile giungere a uno scambio equilibrato e quindi crescere.

Una simbologia tanto intensa che trova le sue diverse impressioni nelle opere di questi cinque scultori. Armonia e contrasto, ricerca e sublimazione si fondono nelle loro opere.

La scultura riunisce in sé il concreto tentativo di plasmare il mondo che ci circonda e allo stesso tempo di infondere ad esso le suggestioni che s’imprimono con maggiore forza nell’animo umano. Un’interpretazione di cui l’artista si trasforma in un medium privilegiato.

La terza edizione de Le cinque anime della scultura, presso officinacento5 si rivela un tentativo di plasmare il mondo che ci circonda grazie a un’ acuta analisi dei propri sensi e una declinazione fatta di suggestioni che si concretizza in cinque diverse anime d’artista.


LE CINQUE ANIME DELLA TERZA EDIZIONE

Risultati immagini per alexandra slava sevostianova

 Alexandra Slava Sevostianova,  artista dalle origini ucraine, è anagraficamente la più giovane tra gli artisti selezionati per questa terza edizione.

La sua è una carriera di promettenti successi: a soli vent’anni, Alexandra Slava Sevostianova ha già riscosso importanti riconoscimenti tra cui quello di The Art Renewal Center e le sue opere sono già parte di importanti collezioni private in Ucraina, Malta, Francia e in Italia.

In occasione delle Cinque Anime della Scultura, esporrà quattro opere, plasmate in argilla, in cui al rigore anatomico, riecheggiante una classica perfezione, si fonde la forte sensibilità di un’artista che sa guardare oltre la contingenza librandosi sulle ali delle proprie emozioni.

Le sue sculture si fanno manifesto della lotta che lo scultore ingaggia in favore di bellezza e verità contro la trivialità della vita di tutti giorni. Proprio la volontà di librarsi al di sopra delle brutture della quotidianità in nome di un più alto ideale è l’ispirazione primaria di “Call for Angels” una scultura che si fa manifesto programmatico delle emozioni che spingono l’artista all’atto creativo.

“My Ukraine” è un tributo alla propria patria d’origine stretta nelle spire di serpenti che non sono riusciti a piegarne la forza e pronta a risorgere più bella che mai.  “The Unbearable Lightness” esprime tutta l’insostenibile leggerezza di un rapporto amoroso come tanti, vissuto fra gli alti e i bassi della quotidianità, ma che non abbandona la propria aspirazione a sublimarsi in un sentimento eterno e incorruttibile. “Take My Pain Away”  è un autoritratto in cui l’artista non esita ad esporsi all’occhio dello spettatore in tutta la propria fragilità interiore.


Risultati immagini per cecilia martin birsaCecilia Martin Birsa dichiara di non poter vivere che d’Arte: “senza potrei solo sopravvivere”.

Ed è proprio questa urgenza irrinunciabile, quanto il respirare, che emerge nelle sue sculture. Esse sono realizzate con un medium inusuale che ci stupisce per la sua semplicità e per le forme che la scultrice riesce, non senza fatica, a liberare da esso: la pietra di fiume con tutta la sua atavica imprevedibilità che “parla di magma, abissi, ghiaccio e terra”.

Medium come la mucronite, il granito o il serpentino richiedono un vero e proprio atto di maieutica per liberare quelle forme che attendono in un dormiveglia, durato secoli, forse anche millenni, di essere risvegliate.

In occasione de Le Cinque Anime della Scultura, Cecilia Martin Birsa riproporrà tre opere accolte con grande successo in occasione della sua ultima personale a Venezia presso la Galleria Melori&Rosenberg in concomitanza del cinquecentenario del Ghetto Ebraico di Venezia: “Arcuata”, “Donna allo Specchio” e “Nodo Nero”.

In queste sculture, l’artista libera dalla pietra forme dalla sensualità atavica propria dell’universo femminile che si rivela saldamente legato a quel mistero arcano e inesauribile che è la vita e che giunge attraverso tutto ciò che ruota attorno a esso.


teresa conditoTeresa Condito è stata membro del Collettivo la Grand Bouffe presso la 56° Biennale di Venezia, dove ha ricevuto il premio ufficiale dallo stato del Guatemala e dal Commissario del Padiglione Nazionale. Torna ad esporre con Tablinum a seguito di Ars Naturans, svoltasi in agosto presso il Museo Giardino Botanico di Villa Carlotta.

Il suo sviluppo artistico vede nella creazione di volumi scultorei la sua forma comunicativa più efficace ed espressiva. I materiali prescelti spaziano  dal marmo al corten passando per l’alluminio, l’acciaio, il plexiglass e le pietre preziose.

Le opere esposte in occasione de Le Cinque Anime della Scultura esprimono eloquentemente una fase di forte ispirazione artistica in cui le emozioni fanno scaturire nuove soluzioni creative. Nascono così opere come “Black and White”, “Thrill” e “Metamorphosis”.

Si tratta di sculture in plexiglass di piccolo formato in cui alla trasparenza di questo materiale si legano  forme volutamente astratte e colori contrastanti fra loro, così come le due facce da cui è possibile ammirare la scultura in un corto circuito emozionale che restituisce la forte emotività dell’artista e lo stato di continua metamorfosi in cui esercita la propria particolare sensibilità mediante il processo creativo.


Risultati immagini per roberto piaiaRoberto Piaia ha da sempre rappresentato l’animo femminile fondendo nelle sue opere, pittoriche e scultoree, l’insegnamento degli antichi maestri a tecniche fortemente innovative, frutto di studio e sperimentazione costanti che lo rendono un vero e proprio pioniere.

Ideatore della tecnica pittorica dell’Assurfivo, Piaia nel 2009  entra ufficialmente nel Gotha dei migliori pittori d’Italia, avendo ricevuto dal Comitato Critico del Catalogo d’Arte Moderna, edito da Mondadori, la classificazione di AIC, cioè Alto Interesse Critico. Nel 2011 espone alla 54 Biennale di Venezia padiglione Italia e presenta ufficialmente la sua prima  statua di marmo di Carrara “Iris” e un dipinto  a olio dal titolo “Darya in Cladico”.

In ambito scultoreo la sua ricerca lo ha portato a rielaborare un’ ideologia artistica  in cui il classico si congiunge alla dinamicità. Per questo le sue sculture si fanno fusione di valori al contempo pittorici e scultorei.

Le sue creazioni scultoree sono realizzate utilizzando il marmo statuario o la fusione di bronzo. In esse pur mantenendo come soggetto d’ispirazione la figura femminile, i volumi del corpo sono costituiti da una doppia elica che si avvita su se stessa creando una spirale.

Piaia presenterà durante Le Cinque Anime della Scultura  “Mudra” e “Oltre in Bronzo” realizzate una in bronzo, l’altra con una particolare lega in bronzo e acciaio frutto di studi e sperimentazioni personali. In Mudra, Piaia traspone sul piano scultoreo i concetti propri dell’Assurfivo che fondono inscindibilmente rappresentazioni che scopriamo solo in apparenza inconciliabili:  il realismo figurativo di volto e mani astrae la propria compostezza dal sapore accademico nel volume spiraleggiante del corpo, dove le forme richiamano concetti tipicamente surrealisti dominati dall’arcano e dalla fantasia.

In “Oltre in Bronzo” il concetto di leggerezza e scomposizione materica è richiamato dalla scomposizione del corpo femminile in una doppia elica in cui l’esecuzione rasenta l’utopia in “uno studio machiavellico di pieni e vuoti”.


Risultati immagini per pablo atchugarryPablo Atchugarry si divide fra l’Uruguay, sua patria d’origine, e l’Italia, a Lecco, dove vive dal 1978.

Sin dagli albori della propria carriera ha dedicato la propria ricerca artistica alla scultura esprimendo attraverso vari materiali la propria poetica, componendo con cemento, legno e metalli fino ad approdare al marmo statuario di carrara con il quale ha realizzato le sue celebri sculture monumentali.

Giunto in Italia, a Lecco, nel 1978, ha intrapreso la sperimentazione e la creazione di sculture monumentali in marmo di carrara. Il suo primo tributo non può che essere a Michelangelo Buonarroti con due opere “ La lumiere” e “ la Pietate”.

Diventato ormai un’ icona artistica dell’ Uruguay, ha realizzato in occasione della 50ª Biennale di Venezia il gruppo scultoreo “Soñando la Paz”.

Nel 2015 ha esposto 40 delle sue opere in una personale a Roma presso il Museo dei Fori Imperiali “Pablo Atchugarry. Città Eterna, eterni marmi”  e ha realizzato per il padiglione Uruguaiano della Expo 2015 una scultura intagliata nel legno di un ulivo vecchio più di 800 anni, intitolata “La vida después de la vida” 

L’artista presenterà in occasione de Le Cinque Anime della Scultura la sua ultima creazione, “Senza Titolo”, da poco terminata, in marmo statuario di Carrara.

Il marmo sembra schiudersi al tocco dello scalpello di Pablo  Atchugarry in candide pieghe che mutano e al contempo si cristallizzano scandendo il tempo dell’Arte che scorre con l’apparente lentezza delle creazioni immortali. Essenzialità e purezza delle forme sono il linguaggio di quest’opera che ci si presenta senza un titolo stabilito dall’artista e lascia libera l’interpretazione dello spettatore di spaziare fra significante e significato.

 

 

Displaying 2016 - Statuary Carrara marble h 60.5x30x22 cm Untitled.jpg

Senza Titolo, marmo statuario di Carrara, 60,5 x 30×22 cm, 2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

scultura_3_invito_mail-02

Comunicato Stampa Le Cinque Anime della Scultura. IIIa Edizione

scultura_3_invito_mail-02Tablinum Cultural Management torna a indagare le declinazioni dell’arte attraverso “Le Cinque Anime della Scultura”. Dal 8 ottobre 2016 al 21 ottobre 2016 presso lo spazio comasco di officinacento5, in Como, si terrà la terza edizione delle Cinque Anime della Scultura. L’Inaugurazione della mostra si terrà sabato 8 ottobre 2016 dalle ore 19.30 presso lo spazio comasco di officinacento5 (Viale Lecco 105 Como)

Nei giorni successivi sarà osservato il seguente orario di visita: Mar – Ven 14.00 – 18.00 Sab – Dom : 10.30 – 12.00 – 14.00 – 18.00 L’ingresso è libero a tutti gli eventi in programma.

Il concetto curatoriale da cui scaturisce tale rassegna è legato alla simbologia artistico – estetica del numero cinque: simbolo di una mente polimorfa, in costante mutamento, che ci spinge ad utilizzare ogni nostra competenza esteriore e interiore per raggiungere un’ aliquid. Una simbologia intensa che permea tutto il percorso espositivo: armonia e contrasto, ricerca e sublimazione si fondono in questo percorso espositivo ed emozionale che si concretizza in cinque diverse anime d’artista. La scultura riunisce in sé il concreto tentativo di plasmare il mondo che ci circonda e allo stesso tempo di infondere a esso le suggestioni che s’imprimono con maggiore forza nell’animo umano. Un’interpretazione di cui l’artista si trasforma in un medium privilegiato. Per questo ci siamo riproposti di riunire cinque scultori e cinque modi diversi di tradurre nel linguaggio estetico il mondo che ci circonda attraverso un’acuta analisi dei propri sensi e una declinazione fatta di suggestioni che si concretizzino nelle opere realizzate da cinque diverse anime d’artista. In questa terza edizione, a dare voce alle cinque anime della scultura saranno cinque scultori internazionali selezionati da Tablinum per l’eccellenza dell’esecuzione e per la peculiarità delle tecniche e dei materiali utilizzati ma anche per il diverso dialogo che le loro opere sanno innescare con lo spettatore.

Alexandra Slava Sevostianova, è anagraficamente la più giovane tra gli artisti selezionati per questa terza edizione. La sua è una carriera di promettenti successi: a soli vent’anni, Alexandra Slava Sevostianova ha già riscosso importanti riconoscimenti tra cui quello di The Art Renewal Center e le sue opere sono già parte di importanti collezioni private in Ucraina, Malta, Francia e in Italia.

Roberto Piaia ha da sempre rappresentato l’animo femminile fondendo nelle sue opere, pittoriche e scultoree, l’insegnamento degli antichi maestri a tecniche fortemente innovative, frutto di studio e sperimentazione costanti che lo rendono un vero e proprio pioniere. Piaia presenterà alle Cinque Anime della Scultura le sue opere “Mudra” e “Oltre in Bronzo” realizzate una in bronzo, l’altra con una particolare lega in bronzo e acciaio frutto di studi e sperimentazioni personali, entrambe espressione della corrente artistica dell’Assurfivo di cui è fondatore.

Teresa Condito è stata membro del Collettivo la Grand Bouffe presso la 56° Biennale di Venezia, dove ha ricevuto il premio ufficiale dallo stato del Guatemala e dal Commissario del Padiglione Nazionale, torna a esporre con Tablinum a seguito di Ars Naturans, svoltasi in agosto presso il Museo Giardino Botanico di Villa Carlotta. Le opere esposte in occasione de Le Cinque Anime della Scultura esprimono eloquentemente una fase di forte ispirazione artistica in cui le emozioni fanno scaturire nuove soluzioni creative. Nascono così opere come “Black and White”, “Thrill” e “Metamorphosis”. Cecilia Martin Birsa In occasione de Le Cinque Anime della Scultura, riproporrà tre opere accolte con grande successo alla sua ultima personale a Venezia presso la Galleria Rosenberg in concomitanza del cinquecentenario del Ghetto ebraico di Venezia: “Arcuata”, “Donna allo Specchio” e “Nodo Nero”; sculture in cui l’artista libera dalla pietra forme dalla sensualità atavica propria dell’universo femminile.

Pablo Atchugarry si divide fra l’Uruguay, sua patria d’origine, e l’Italia, dove vive dal 1978. Sin dagli albori della propria carriera ha dedicato la propria ricerca artistica alla scultura esprimendo attraverso vari materiali la propria poetica, Nel 2015 ha esposto 40 delle sue opere in una personale a Roma presso il Museo dei Fori Imperiali “Pablo Atchugarry. Città Eterna, eterni marmi” e ha realizzato per il padiglione Uruguaiano della Expo 2015, una scultura intagliata nel legno di un ulivo vecchio più di 800 anni intitotala “La vida después de la vida”. L’artista presenterà in occasione de Le Cinque Anime della Scultura la sua ultima creazione, “Senza Titolo”, da poco terminata, in marmo statuario di Carrara.

social 1

Lust for Art: Inner Asymmetries – Essentia

Tablinum: eccovi il video della presentazione delle mostre #InnerAsymmetries ed #Essentia, delle artiste Mieke Van den Hoogen e Monique Laville. Durante l’intervista il project manager di TCM Alessandro Ceriolii illustra gli aspetti curatoriali delle mostre.

catalogo-monique-laville

Monique Laville – Web Art catalogue

Tablinum: is proud to present its annual program of thematic exhibitions – LUST FOR ART – dedicated to the artists and promoted by our curatorial department.
Following the success of “Art Expo – FEED THE WORLD WITH ART”, which recorded a total of 42,590 visitors last year, this time we have decided to look at art through the eyes of those who both love it passionately and collect it. Art was an essential factor in the development of our society and the passion has been its motor.
As Flaubert wrote: “If there is something to worship on this earth and among all Nothingness, if there is something holy, pure, sublime, something that should support this huge desire of infinity and vagueness which is called the soul, then this is the art “.
That is why we wish to celebrate our LUST FOR ART through the works of a selected shortlist of contemporary artists from several European nations.
We want to do this by being guided by the feelings we experience in works of art.In a century in which culture, and therefore also art is its lifeblood, too often brushed aside or subjected to an extraneous logic, we believe it is important to dwell upon this sensitive awareness.

Art and aesthetic enjoyment: art possesses the power to reawaken the spiritual potential that lies dormant within each individual.
Art stimulates our desire and also our sense of aesthetics together with our lust for possession.

This perception embodies and implies not only the admiration of art but also the experience of an elaboration of feelings.
By means of these art exhibitions, we will investigate this aesthetic mechanism which art triggers within us by examining all our perceptions. At first glance, art attracts our attention and then deeply penetrates our inner reflection and our aesthetic enjoyment.

Artistic libido is a psychological and creative energy located within the mind: the brain and creativity resemble a puzzle whose pieces consist of language and perception.
We invite you to discover yourselves through art and its universal language.

LUST for ART 2016 will be hosted from 1st July 2016 to 30 September in the charming Museum and Botanical Garden of Villa Carlotta on Lake Como.
We are pleased to offer to art lovers and collectors the works of five international artists gathered here in five solo exhibition:

Joakim Hansén – Human Symphony  1.07.2016 – 17.07.2016
Maria Mouriadou – In Itinere  1.07.2016 – 17.07.2016
Teresa Condito – Ars Naturans  23.07.2016 – 17.07.2016
Monique Laville – Essentia  16.09.2016 – 30.09.2016
Mieke Van Den Hoogen Huijgen – Inner Asymmetries  16.09.2016 – 30.09.2016

This slideshow requires JavaScript.

catalogo-monique-laville

Inner Asymmetries – Art web catalogue

Tablinum is proud to present its annual program of thematic exhibitions – LUST FOR ART – dedicated to the artists and promoted by our curatorial department.
Following the success of “Art Expo – FEED THE WORLD WITH ART”, which recorded a total of 42,590 visitors last year, this time we have decided to look at art through the eyes of those who both love it passionately and collect it. Art was an essential factor in the development of our society and the passion has been its motor.
As Flaubert wrote: “If there is something to worship on this earth and among all Nothingness, if there is something holy, pure, sublime, something that should support this huge desire of infinity and vagueness which is called the soul, then this is the art “.
That is why we wish to celebrate our LUST FOR ART through the works of a selected shortlist of contemporary artists from several European nations.
We want to do this by being guided by the feelings we experience in works of art.In a century in which culture, and therefore also art is its lifeblood, too often brushed aside or subjected to an extraneous logic, we believe it is important to dwell upon this sensitive awareness.

Art and aesthetic enjoyment: art possesses the power to reawaken the spiritual potential that lies dormant within each individual.
Art stimulates our desire and also our sense of aesthetics together with our lust for possession.

This perception embodies and implies not only the admiration of art but also the experience of an elaboration of feelings.
By means of these art exhibitions, we will investigate this aesthetic mechanism which art triggers within us by examining all our perceptions. At first glance, art attracts our attention and then deeply penetrates our inner reflection and our aesthetic enjoyment.

Artistic libido is a psychological and creative energy located within the mind: the brain and creativity resemble a puzzle whose pieces consist of language and perception.
We invite you to discover yourselves through art and its universal language.

LUST for ART 2016 will be hosted from 1st July 2016 to 30 September in the charming Museum and Botanical Garden of Villa Carlotta on Lake Como.
We are pleased to offer to art lovers and collectors the works of five international artists gathered here in five solo exhibition:

Joakim Hansén – Human Symphony  1.07.2016 – 17.07.2016
Maria Mouriadou – In Itinere  1.07.2016 – 17.07.2016
Teresa Condito – Ars Naturans  23.07.2016 – 17.07.2016
Monique Laville – Essentia  16.09.2016 – 30.09.2016
Mieke Van Den Hoogen Huijgen – Inner Asymmetries  16.09.2016 – 30.09.2016

This slideshow requires JavaScript.

2-fixed

The inner worlds of the women translated in sculpture’s masterpieces

Tablinum: certain works of art, as in a mirror, give us not only the external reality of things but also their inner life with all its complex asymmetries and dysmorphic evolutions. This happens with sculptures of the Dutch artist Mieke Van Den Hoogen – Huijgen.

Returning from her last New York expo, which ended in June, Mieke Van Den Hoogen – Hujigen presents to the public of Villa Carlotta a series of ceramics.

These works are inspired by the archaic vases, full of tribal references, made according to ancient Indian and African processing techniques.

Mieke in them combines their artistic feeling with the atavistic impulse of the clay modeling in order to create shapes reminiscent of daily life.

In some sculptures, like Castle, the roughness of the clay is approached to the intensity of the primary colors. In sculptures like Castle, the roughness of the clay is approached to the intensity of the primary colors

It creates a blackout between the highly innovative shape and the reference to arcane gestures that are reinterpreted by a genuine taste of shaping the clay no longer undergo the rigor of a creative process in which the ultimate purpose is the creation of a tool for a daily use.

The common thread with the tradition is interrupted here and it is triggered the creative process of the artist with her own free will to play with shapes and color.

The inner asymmetries is the concept behind the series of female torsos, in which is transposed all the feminine sensibility of an interiority fragmented and prey to conflicting emotions.

We can notice this well in such works as  Fixed or series of the female bodies in which we find busts or woman faces fragmented and held together by ropes and string.

The attempt is to reconstruct an identity shattered, or to contain an irrevocable epilogue that underlies a careful autonalisi’s own self.

The raw material is always the clay, with its malleability and adaptability, that technique is well suited to e represent the continuous evolutions of  the interiority.

The women’s bodies, here shaped into a bust of classical composure, are fragmented and, often, the pieces are held together by ropes and wires in order to represent the infinite and contradictory lacerations.

Atavistic symbol reveal a  symbolic language: golden snakes flowing on a woman’s body in order to evoke the most sinful of the unions or, in some sculptures, the color itself becomes the object of a true metamorphosis that, starting from the shade of color,  gives way to scales reptile … lust and sin are hereby confirmed as the oldest and sinful combination that has ever existed.

We would like to ask to Mieke some questions about her sculptures and poetry that pushes  artist  to create new works of art.

– About your artistic career: there was one particular moment or reason that led you to start?

Before I had an education in art, the academia, I made a study in physiotherapy. This study confronted me with mem, women and children with disabilities I never heard and seen. This made a deep impression on me , I never forgot.
After I failed the last exam I wanted to do something diffrent.  I was painting for a long time and I dicided to begin an education in art, becoming a art- teacher. But when I finnished there was no place at all at any school. Then I became mother and I stayed at home for 10 years, in the village we lived was nocreche. After that I wanted to workand to start I followed a new education, in  ceramics.

– In your works we find continually recalls to the feminine world. Could you explain what are the emotions that push you to the realization?

 The education in physiotherapy  was the direction of the interest of my later work, I could not loose what I saw in my first study.

That is why I am making  fragile women. Women, because I can immagine how it feels to be a woman. I hope I can feel the inner world of a woman. The fragility you can only create when you are building with clay, not when you are carving like a sculptor, building with peaces of clay is a big risk because the clay must be half dry and it breaks often.

– How do you combine your technique of pottery  with your poetry?

 For me it is challenge to make objects as thin and as great as passible without breaking the piece of clay. I like to use all kind of colours and structures, even sand and ashes. But I also use lace topress it in the clay, using my fantasy by working.

– Ceramic is a sculptural technique “per via di porre” as written by Leon Battista Alberti. Do you never experienced the creation through technical “per via di levare” ? Have you noticed any differences in your performance and poetry?

 You can make the skin of the clay more expressive when you are building instead of carving.

– A few months ago you held a solo exhibition in New York. How was your experience of European artists exhibiting in the Big Apple? Have you noticed any difference in the public or in relationships with collectors?

There is a great difference by exposing in New York or in Europe.
The gallery in N.Y. did not want the more difficult work, the work that was placed had to breath joy and fun and be too emotional charged, so some works were refused.

This slideshow requires JavaScript.


Mieke Van den Hoogen Huijgen has focused on ceramics from 1987 to 1991 at the University of Maastricht.

Since February 1992 he founded his own studio in Elsloo and then moved to Nijmegen since 1997.

During her studies at the University of Maastricht her interest was focused particularly on ceramics and about the expressive possibilities of the small fragment, where thanks to the lessons of Desiré Tonnaer (Maastricht) and Piet Hermans (Venray) she examined its  potential, especially in monumental objects.

She write about her works: a woman’s body fascinates me not because it represents an ideal of beauty, but rather because it is a representation of a body that is experienced, whose emotions are read in the way of presenting itself to the spectator.

What I want to express in my work is the asymmetric. This is why my sculptures are made of clay and the contents are expressed in fragmentary form “.

Mieke also realizes works similar to vessels, made according to ancient Indian techniques, they are sometimes painted with the help of the airbrush and sometimes made with a silkscreen decoration. These works represent all the artist’s creative freedom and joy that experimented freely for the sake of creating new forms and color gradients.

Elisa Larese


spazio105_009.jpgMIEKE VAN DEN HOOGEN – HUIJGEN focused her training on ceramics from 1987 to 1991 at the University of Maastricht.

Since February 1992 he founded his own studio in Elsloo and then moved to Nijmegen since 1997.

During her studies at the University of Maastricht her interest was focused particularly on ceramics and about the expressive possibilities of the small fragment, where thanks to the lessons of Desiré Tonnaer (Maastricht) and Piet Hermans (Venray) she examined its  potential, especially in monumental objects.

She write about her works: a woman’s body fascinates me not because it represents an ideal of beauty, but rather because it is a representation of a body that is experienced, whose emotions are read in the way of presenting itself to the spectator.

What I want to express in my work is the asymmetric. This is why my sculptures are made of clay and the contents are expressed in fragmentary form “.

Mieke also realizes works similar to vessels, made according to ancient Indian techniques, they are sometimes painted with the help of the airbrush and sometimes made with a silkscreen decoration. These works represent all the artist’s creative freedom and joy that experimented freely for the sake of creating new forms and color gradients.

 

3-custom

Tecnologia digitale al servizio dell’arte

Tablinum: la sinergia tra due realtà tanto diverse quanto complici, quali arte e tecnologia, ha aperto nuove possibilità di fruizione in ambito museale ed espositivo.

É così che la fruizione dell’arte si avvia verso una grande trasformazione: lo spazio espositivo e il museo diventano organismi sensibili che modificano il rapporto visitatore-opera d’arte introducendo nuovi paradigmi di interazione e fruizione.

Una delle motivazioni che sta alla base di questa trasformazione è sicuramente da cercarsi nel rapporto tra opera d’arte e utente. L’opera d’arte, pur mantenendo il suo valore di bene culturale unico, seguendo la parabola della propria riproducibilità tecnica, secondo le dinamiche già evidenziate da Benjamin, ha di fronte a se numerose possibilità di approfondimento da parte del pubblico e si trasforma sino a divenire positivamente “virale”: l’opera d’arte,  nell’epoca della sua rielaborazione virtuale e digitale, viene accostata alle innumerevoli opportunità di riproduzione virtuale/digitale ed è moltiplicata e replicata in un sistema di comunicazione multi-layer che non solo la rende accessibile in diversi tempi e modi, ma la decontestualizza permettendone l’esistenza in diverse dimensioni (condizione d’uso) e a differenti livelli di approfondimento.

Risultati immagini per museo visita smart phone

Curatori e allestitori, grazie alle nuove tecnologie, possono usufruire della grande opportunità di dare  forma a nuovi spazi e a nuovi modelli di fruizione in cui l’opera d’arte possa divenire: virtuale, digitale e multimediale, diventano infatti territori di confronto e di sperimentazione per approdare a logiche allestitive che progettualmente richiedono da un lato una competenza registica interdisciplinare, che permetta l’esperienza della fruizione come un vero e proprio evento, e dall’altro una specificità tecnica in grado di controllare e sfruttare al massimo le potenzialità tecnologiche.

A spingerci all’integrazione fra arte e tecnologia sono  obbiettivi  come la relazionalità e innovazione. L’allestimento passa da un modello spaziale narrativo in cui vige il classico ordinamento cronologico-enciclopedico, ad un sistema di racconto sistemico fatto di livelli e focus.

Il modello curatoriale è di tipo spaziale performativo: si sollecita la partecipazione del visitatore avvicinandosi al paradigma del gioco in cui le nuove tecnologie sono chiamate a sorprendere e performare lo spazio e la relazione tra opera d’arte e soggetto, fino ad arrivare al modello spaziale simulato in cui allo spazio reale si “affianca” quello virtuale aprendosi a nuove dimensioni della fruizione esperienziale

Risultati immagini per museo nuove tecnologieRealizzare un connubio fra arte e tecnologia rappresenta quindi una grande opportunità e al contempo una scommessa per i professionisti culturali.

Tablinum ha raccolto il guanto di sfida e ha deciso di creare, attraverso il proprio lavoro curatoriale e allestivo,  un dialogo fra questi due mondi: non per forza l’innovazione ci allontana dalle opere, dalla storia o dal bello ma puo’, piuttosto, essere impiegata per fornire nuovi strumenti di approfondimento e farsi motivo di stimolo, punto di partenza per stimolare la curiosità del fruitore.

I nostri progetti curatoriali prevedono la rielaborazione dei dati attraverso il supporto digitale: i cataloghi vengono realizzati su piattaforme online che ne consentono la condivisione su tutte le piattaforme virtuali garantendone una condivisione rapida e diffusa a livello globale. Il percorso curatoriale consente diversi livelli di approfondimento grazie alla presenza dei codici QR presenti sulle didascalie cartacee di ogni opera  o sui pannelli espositivi. Attraverso una tecnologia semplice e intuitiva quale quella della lettura dei codici Qr, accessibile con il semplice utilizzo di uno smartphone, è possibile accedere a contenuti on line approfonditi relativi all’artista curato, il suo curriculum artistico, le quotazioni di mercato, approfondire dettagli teorici che hanno dato orgine alla sua tecnica. Inoltre non mancano i supporti multimediali, in particolare rappresentati dai video, utilizzati nel contesto del percorso espostivo, diventano un fondamentale mezzo per apportare contenuti di immediata fruizione con un linguaggio di impatto immediato, reso più accattivante dall’inserimento di musica e immagini contestualizzate, il visitatore è accompagnato ad una fruizione fortemente empatica ed emozionale.

Elisa Larese