DAVVERO “CON LA CULTURA NON SI MANGIA”?

cultura italianaStudio Tablinum: Leggere sulle prime pagine di molti giornali i giorni scorsi che “Roma ed Atene arrivano ultime nella classifica europea delle nazioni che investono in cultura”, non può non lasciarci una sensazione mista fra l’indignazione e lo sconforto.

I dati forniti da Eurostat sono a dir poco inquietanti: l’Italia è all’ultimo posto in Europa per percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura 1,1% a fronte del 2,2% dell’Ue a 27 e al penultimo posto, seguita solo dalla Grecia, per percentuale di spesa in istruzione (l’8,5% a fronte del 10,9% dell’Ue a 27). Guardando i soli dati della voce “cultura”, l’Italia con il suo 1,1% di spesa pubblica è superata dalla Grecia (1,2%) e da tutti gli altri Paesi dell’Ue a 27 con la Germania all’1,8%, la Francia al 2,5% e il Regno Unito al 2,1%.

Certo simili dati non dovrebbero stupirci in un Paese in cui i membri del governo sono arrivati ad affermare con allarmante convinzione che “con la cultura non si mangia” ma perlomeno spingerci alla ricerca di un modo per invertire quest’allarmante, e oserei dire suicida, tendenza.

Ma le buone notizie non finiscono qui: la strutturale mancanza di fondi ha portato all’annullamento della Settimana della Cultura 2013 da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ha dovuto sospendere, per il momento, l’ormai storica settimana primaverile di apertura gratuita dei luoghi statali dell’arte. In sostituzione dell’evento promosso dal nostro ministero Legambiente darà da oggi il via alla “Settimana della Bellezza”. Il messaggio, come spiega Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente è quello di  “sottolineare al futuro governo l’assoluta necessità di un’inversione di tendenza rispetto ai tagli finanziari fatti in questi ultimi anni alla cultura e quella di una nuova governance dei beni culturali”.

Forse sarebbe bene ricordarci chi siamo e, soprattutto chi siamo stati. Il retaggio storico e culturale della nostra penisola ne ha fatto, fin dall’antichità, il fulcro della cultura europea: sede dell’Impero Romana e della Chiesa Cattolica, punto d’incontro di numerosissime civiltà mediteranee, territorio di diffusione di svariati movimenti artistici. E oggi con ben 47 siti Unesco presenti sul nostro territorio possiamo davvero permetterci di finire “agli onori della stampa” con simili, infelici primati?

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