IL FUTURO DELLA CULTURA E’ LEGATO ALLA TECNOLOGIA? PARTECIPA AL NOSTRO SONDAGGIO !

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ImmagineTre sono, com’è noto, gli obiettivi alla base di ogni azione mirata alla salvaguardia dei Beni Culturali: la tutela, la valorizzazione, la fruizione. Questi obiettivi, tra loro intimamente connessi, non possono prescindere nella nostra epoca, che potremmo definire fortemente tecnologizzata dal coinvolgimento di competenze tecnico-scientifiche che, attraverso un coordinato lavoro di ricerca, consentano l’applicazione delle nostre conoscenze tecnologiche al serivizio dei beni culturali. Se, per quanto riguarda la tutela e la valorizzazione, i ritrovati in campo tecnologico ci permettono di ottenere importanti informazioni sui componenti del manufatto, il suo stato di conservazione, i meccanismi che lo hanno indotto, indispensabili per la progettazione, realizzazione e l’impiego di metodologie e tecniche di intervento, nel campo della fruizione l’uso della tecnologia si focalizza soprattutto sull’ integrazione delle applicazioni virtuali che possono “assistere” il fruitore durante la visita oppure sulla diffusione delle informazioni relative ad un evento culturale attraverso canali trasversali, alternativi alla comunicazione tradizionale, che hanno conosciuto grandissima diffusione soprattutto tra le fasce medio-basse di età. Quali sono i possibili futuri sviluppi dell’integrazione fra tecnologia e fruizione culturale? Delle risposte interessanti al nostro studio si potrebbero raggiungere indagando il rapporto privilegiato con la tecnologia, sviluppato soprattutto dalle fasce più giovani della popolazione e di come questa familiarità influisca anche sulle modalità di furizione culturale. Ormai i principali musei del mondo offrono la possibilità d’integrarare la visita con delle applicazioni. Questi dati potrebbero, ad esempio,essere molto utili per la creazione di nuovi percorsi interattivi nella visita delle mostre. La comprensione dell’interazione fra giovani e tecnologie e del passaggio di informazioni attraverso i canali dei social può aiutare a comprendere come raggiungere e sensibilizzare alla conoscenza e, quindi, alla fruizione consapevole del bene culturale le giovani generazioni.

Secondo la ricerca resa pubblica dal centro studi Assirm nel Novembre 20121, condotta su un campione di 1.500 casi rappresentativi dell’utenza internet italiana suddiviso per fascia di età, sesso, area geografica, istruzione, utilizzo internet è emerso che in Italia, i giovani tra i 18 e i 30 anni, i primi cresciuti durante il boom dei social network e del web 2.0, sono il 14% della popolazione, la percentuale più bassa di tutta Europa. Di questi, il 91% è iscritto a un social network, il 55% è iscritto a un forum, il 34% segue uno o più blogger con continuità, il 17% ne ha uno proprio. I siti maggiormente visitati sono Youtube, Facebook e Wikipedia. Il 92% degli intervistati guarda video su internet, l’84% visita profili altrui, il 79% condivide link o contenuti e il 74% legge sul web le opinioni su marche e prodotti. Inoltre, i giovani 2.0 consultano post e commenti nel web (65%), partecipano a concorsi a premi e consultano/acquistano in gruppi d’acquisto (63%), scrivono qualcosa di sé e dei propri pensieri (61%) e seguono i consigli in rete di persone che non conoscono (59%).

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