BRAY LO PROMETTE: “MAI PIU’ UN ALTRO CASO POMPEI IN ITALIA”

SFONDOStudio Tablinum: Pompei è uno dei 47 siti italiani inseriti nella prestigiosa lista UNESCO. Luoghi dall’immenso valore culturale e storico conosciuti in tutto il mondo ma purtroppo salvaguardati con crescente difficoltà dallo Stato che ne dovrebbe garantire la tutela e la conservazione e proprio Pompei, dopo i clamorosi crolli degli ultimi anni e il conseguente commissariamento, è il caso più tristemente noto.

Il sito archeologico di Pompei è stata nominato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’ Unesco nel 1977. Purtroppo, negli ultimi anni, le carenze nella manutenzione e gestione del sito sono state sempre più evidenti fino all’episodio del crollo della Schola Armatorum, avvenuto nel novembre 2010 e seguito da ulteriori distacchi causati in prevalenza dalle pesanti piogge; ultimo evento di questo genere è stato, lo scorso 22 dicembre, il crollo di una colonna della casa di Loreio Tiburtino; a ribadire, come a distanza di tre anni, i problemi siano ancora irrisolti.

Christopher Young, esperto di gestione del patrimonio culturale del World Heritage Center,  e commissario incaricato a Pompei nel 2008, nel corso dell’ultimo Unesco Committee di Parigi ha evidenziato come, nonostante buona parte dei resti di Pompei sia in buone condizioni, i problemi riscontrati siano numerosi, a partire dagli «inappropriati metodi di restauro e da una generale mancanza di personale qualificato. I progetti di restauro sono esternalizzati e la qualità del lavoro dei contraenti non è in corso di valutazione. Non è presente un sistema di drenaggio efficiente, con conseguente infiltrazione di acqua e umidità eccessiva che degrada gradualmente la condizione strutturale degli edifici e la loro decorazione».

Alla luce di questi dati il Ministro dei beni culturali Massimo Bray ha espresso la propria volontà di impegnarsi nella salvaguardia del patrimonio culturale del nostro Paese ”non ci sarà mai più un caso Pompei” ha dichiarato  il ministro dei Beni culturali Massimo Bray in audizione alle Commissioni di Camera e Senato ”Mi impegno a razionalizzare le risorse e a cercare i fondi per ridare al Mibac la dgnita’ che merita. Ma se guardo ai dati sui fondi del Mibac capisco che di casi Pompei ne potrebbe succedere uno al giorno”.

Essenziale darsi un piano d’azione mirato per salvaguardare un patrimonio culturale che racchiude in se un’enorme potenzialità culturale ed economica per l’Italia. Per questo è importante  “Promuovere l’impegno condiviso di tutti gli attori istituzionali coinvolti. Dobbiamo aumentare la capacità di usare i fondi europei e anche di fare sistema”A distanza di due anni dal decreto la piena e completa attuazione del progetto per i restauri di Pompei rappresenta una priorità assoluta per l’Italia e la comunità mondiale”.

Nonostante i problemi rilevati, Pompei ha attirato più di 2,3 milioni di visitatori, con picchi di 20.000 presenze giornaliere confermandosi uno dei siti UNESCO più visitati.  Pompei ed Ercolano, cristallizzate nel tempo da una catastrofe naturale, che le ha sepolte sotto una pioggia di ceneri e lapilli, detengono uno dei più grandi tesori dell’archeologia classica; la testimonianza della quotidianità in una città dell’impero romano.

Le dichiarazioni del nuovo ministro dei beni culturali lasciano sperare in un futuro meno dominato dalla coltre dell’incuria e caratterizzato da una consapevole valorizzazione dei tesori che abbiamo ereditato e che costituiscono il fulcro della nostra identità culturale… finalmente s’intravede la luce in fondo al tunnel?

 

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