Alla scoperta di Narni sotterranea.

Studio Tablinum: la valorizzazione del patrimonio culturale italiano non può non scaturire da una conoscenza profonda dei tesori della penisola. Perché allora non approfittare della bella stagione per scoprirne i segreti?

Un esempio lo possiamo trovare nel centro geografico dell’Italia, ovvero la città di Narni, che diede i natali all’imperatore Nerva e al Gattamelata. Tornata a essere luogo di interesse specialmente in seguito alla realizzazione del film Le cronache di Narnia, la città umbra che ha ispirato il romanzo di C. S. Lewis ha effettivamente analogie con quel mondo fantastico: dalla statua di un leone conservata a Palazzo Eroli che ci ricorda il leone Aslam, protagonista della saga, alle porte che conducono a Narni sotterranea, un mondo non meno affascinante di quello a cui porta l’armadio magico della finzione letteraria. Se oggi ne possiamo parlare è grazie a sei ragazzi appassionati di speleologia che nel 1979 fecero casualmente una sensazionale scoperta: dai giardini pubblici di San Bernardo si poteva accedere ai locali sotterranei del complesso conventuale di San Domenico, con annessa chiesa ipogea risalente al 12º secolo, completamente affrescata.

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Ma non finisce qui; attraversando un locale dove è presente una cisterna romana, si arriva a una cella completamente ricoperta di graffiti, molti dei quali rappresentanti simboli massonici: è la “stanza dei tormenti”, così chiamata nei documenti ritrovati negli archivi vaticani e al Trinity College di Dublino. L’autore dei graffiti, Giuseppe Andrea Lombardini, era stato incarcerato dal Tribunale dell’Inquisizione nel 1759; egli era un caporale del S. Uffizio di Spoleto, colpevole di aver aiutato a fuggire un suo amico dalla prigionia. I messaggi lasciano intendere la sua innocenza per un’ingiusta sentenza: essi non sono rimasti vani, grazie all’impegno di quei ragazzi ormai adulti che non hanno mai abbandonato la ricerca della verità, che è stata svelata anche grazie a tutte quelle persone che, dopo aver visitato i sotterranei di Narni, hanno messo a disposizione le loro conoscenze per aiutare nelle ricerche.

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Un esempio di interesse collettivo per un bene culturale a cui dovremmo guardare e che non ci fa smettere di sperare: le grandi scoperte possono accadere per caso, ma è la passione per la verità che le porta a compimento.

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