Digitalizzazione dei beni culturali: una forma di catalogazione contemporanea.

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Studio Tablinum: si è da poco conclusa la Biennale di Venezia 2013, che con il tema del Palazzo Enciclopedico offre uno spunto di interessante riflessione sulla catalogazione. Questa moderna ‘ossessione’ che dall’Enciclopedia settecentesca ha assunto diverse forme fino ai nostri giorni, si può servire oggi di strumenti come Internet, attraverso il quale possiamo immettere dati e fruire delle informazioni.

È innegabile che lo schermo di un computer non evoca lo stesso fascino delle pagine di un libro antico, ma ogni studioso al passo con i tempi deve ormai fare i conti con la digitalizzazione del sapere: ovvero, un’aggregazione di materiali culturali che si può trovare in rete, condivisibile da tutti, utile ai fini della consultazione allo stesso modo di una ricerca d’archivio.
Sono le stesse biblioteche ad organizzarsi in tal senso, rendendo un ‘bene comune’ il loro immenso patrimonio librario. L’Italia si allinea così alla strategia politica di Europa 2020, che al fine della crescita dell’Unione Europea fissa tra gli obiettivi la digitalizzazione del patrimonio culturale: un traguardo auspicabile poiché la rete, strumento flessibile e aperto, necessita un lavoro di riordino e catalogazione.

In questo compito un prezioso aiuto è fornito da Europeana.com e CulturaItalia.it, portale quest’ultimo della cultura italiana gestito dal ministero per i Beni e le Attività Culturali. Questi siti indirizzano l’utente verso specifiche notizie afferenti alla cultura evitando che, in un panorama artistico variegato come quello italiano, esse si disperdano e vengano suddivise in discipline tra loro apparentemente inconciliabili. Quello che permette Internet è invece un dialogo tra i settori culturali, che può mantenere vivo l’interesse anche nei confronti dei ‘non addetti ai lavori’ ed evitare l’isolamento o l’attenzione dei soli specialisti. Ci auguriamo di continuare su questa strada, che potrebbe aprire nuove possibilità agli studiosi del campo umanistico, non sempre a loro agio nei confronti delle nuove tecnologie.

Francesca Corsi

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