Dialogo con l’artista: Alberto Magrin si racconta.

@ studiotablinum: È un’atmosfera suggestiva quella che si respira nel complesso di vicolo Valdina, sorto in epoca paleocristiana, che dopo numerosi rimaneggiamenti è costituito oggi dall’ex-convento delle Benedettine di S. Maria in Campo Marzio e dall’annessa chiesa dedicata a S. Gregorio Nazianzeno.

vernissage (9)

Nella Sala del Cenacolo, un’accogliente luce soffusa ci introduce alle 16 opere di Alberto Magrin, light-boxes poste a terra che permettono un percorso autonomamente gestito dal visitatore. Fotografie ironiche a prima vista, esse nascondono in realtà una forte denuncia sociale, vedi ‘Tra il maschio e la femmina’ (2003) e ‘Le radici della conoscenza’ (2012), ma donano anche una speranza all’uomo che viene esortato ad amare e ad amarsi. Si respira una realtà sospesa, grazie anche ad opere come ‘Anele’, ispirata alla levitazione. Un invito a fermarsi, a staccarsi momentaneamente dalla vita frenetica di ogni giorno, e a riflettere, per poi però tornare nella società come uomini attivi e partecipi, come suggerito dall’opera ‘Civis Romanvs’. Alla base del lavoro di  Magrin vi è un rapporto tra l’uomo e il mondo che non esclude né la sfera politica e sociale, né quella artistica e spirituale.

between male and femaleAnele

Le tue opere, caratterizzate da un forte impatto emotivo, sono nate seguendo la teoria junghiana delle coincidenze significative, o sincronicità, ovvero la contemporaneità di due eventi connessi quanto al significato, ma in maniera acausale. Ci porta a considerare la nostra vita sotto un altro aspetto, che non è quello logico, legato al rapporto causa-effetto. È una modalità di spiegazione estranea alla nostra cultura che tende invece a dare importanza alla ragione e al controllo. Secondo te la “coincidenza” in che modo può giovare all’uomo e all’arte?

La ‘coincidenza’ può giovare ad ogni uomo per poter crescere interiormente e spiritualmente, la maggior parte degli uomini fanno finta di nulla davanti ad un segno-disegno quotidiano e non si ravvedono continuando ad errare nel proprio cammino individuale. Ogni qualvolta arriva una ‘coincidenza’ rimaniamo come davanti ad un bivio per poter scegliere quale percorso intraprendere attraverso l’utilizzo del libero arbitrio. Il sentire con il cuore la strada giusta (quasi sempre la più complessa), permette alla ragione di connettersi con lo scibile umano collegando se stessi all’evoluzione terrena del mondo intero. Ogni intuizione artistica è una visione poetica, una scoperta scientifica che permette all’uomo di sentire il profumo dell’ultima rosa nata sulla Terra. Noi siamo cresciuti per coglierla inondando il mondo di tal profumo estasiante.

Parlaci della tua Fondazione dedicata a Gustavo Adolfo Rol.

 L’Associazione scientifica in onore di Gustavo Adolfo Rol fu fondata per iniziare la scienza ad un percorso pionieristico nei confronti della ricerca scientifico-spirituale sulla base della scoperta che Gustavo Adolfo Rol ottenne collegando la quinta musicale al colore verde ed al calore. Tale scoperta permetteva a Gustavo Adolfo Rol di eseguire esperimenti scientifico-spirituali con personaggi come Einstein, Fellini, Zeffirelli, ed altri. Lo stesso Gustavo Adolfo Rol parlò di Rudolf Steiner come un pioniere che aprì uno spiraglio verso la spiritualità umana ma pur mettendosi a disposizione della scienza, il CICAP, Piero Angela ed altri piccoli omuncoli scettici come tristi S.Tommaso contemporanei offesero e crocefissero sia in vita che dopo la serietà e l’umiltà di questo grande uomo del novecento che in realtà si definiva un uomo comune, una ‘grondaia’ che convogliava l’acqua arrivata dal cielo. Il grande insegnamento di Gustavo Adolfo Rol fu che ogni uomo vivente ha le stesse capacità di divenire scienziato di se stesso se desidera sviluppare le proprie capacità spirituali. La forza di volontà a cui facevano riferimento sia Rudolf Steiner che Gustavo Adolfo Rol permetterebbe ad ogni singolo uomo di illuminare il proprio cammino attraverso l’utilizzo del proprio ‘spirito intelligente’ in rapporto con la ‘coscienza sublime’ individuale.

Credi che la civiltà contemporanea stia perdendo il rapporto con il sacro?

 La società contemporanea ha già perso il rapporto con il sacro da decenni, sta a lei ristabilire il senso dell’equilibrio interiore ed esteriore che ogni uomo può ottenere con se stesso e con il prossimo. Esiste un legame tra materia e spirito che gli uomini dissacrano quotidianamente. Dissacrare è semplice, sacralizzare è molto più complicato. Come un serial killer dissacra la vita, milioni di uomini dissacrano la propria esistenza terrena. Gli esseri umani tendono a separare invece che unire. La scienza, l’arte, la religione, l’economia, la politica fanno parte di un’unione armonica che l’uomo tende a separare. L’economia mondiale dovrebbe basarsi sulla dignità dell’uomo non su egoismi statali che producono soltanto guerre a carattere economico.  Sia l’economia che la finanza possono diventare un cancro sociale se utilizzati per soverchiare e distruggere il prossimo.

Il cambiamento e lo sviluppo socio-culturale internazionale dipendono esclusivamente da una rivalutazione e da un rinnovamento del sistema strutturale societario dalla base sino all’apice della piramide sociale.

La ricerca scientifico-spirituale a cui l’umanità deve aspirare ed approdare inizia abbattendo le differenze istituzionali politico-religiose e ricercando i punti d’unione tra le varie ideologie spirituali. Si devono eliminare le differenze economiche date dalle diversità monetarie ricercando una forma di economia unica e globale abolendo l’utilizzo della moneta (Es: interscambi di servizi prestazionali attraverso l’utilizzo di voucher). Ciò permetterebbe di cancellare le guerre economiche ed il potere di acquisto di uno Stato nei confronti di un altro come di un uomo nei confronti di un altro.

Bisogna abbattere i confini fisici ed istituzionali tra gli Stati che non permettono agli uomini di spostarsi liberamente nel mondo legandoli alle singole burocrazie interne. Annullando le differenze politiche ed ideologiche a salvaguardia della vita umana (l’abolizione della pena di morte, la rivalutazione dell’esistenza di carceri e cimiteri con in alternativa l’introduzione d’istituti educativi e di lavoro socialmente utile, l’introduzione di database on-line degli spiriti dei defunti con relative raccolte fotografiche e biografiche dei migliori momenti della loro vita), si rivaluterebbe una ricerca scientifica impostata verso un sapere ed un’esperienza unica e non ripetibile.

Lo spirito di ogni uomo vive della propria unicità, crescita biologica ed interiore. Ogni forma corporea e materiale rappresenta fisicamente lo ‘spirito intelligente’ dell’uomo che la abita, sia negli atteggiamenti che nel carattere, ma soprattutto nel pensiero. Il pensiero di ogni singolo uomo riesce ad abbattere i confini spazio-temporali nel momento in cui riesce a collegare la sua unicità relativa (sia corporea che spirituale) all’assoluto (sia corporeo che spirituale).

Aspirare ad un’armonia universale significa aspirare prima di tutto ad un’armonia individuale ricercando dentro di sé quell’equilibrio interiore dato dall’unione tra lo scibile umano: tra arte ed economia, tra economia e scienza, tra scienza e politica, tra politica e religione, tra Stato e Chiesa. Solo ed esclusivamente l’amore nei confronti del prossimo e di se stesso è quell’ingrediente necessario o meglio il legante che permette al singolo individuo di eliminare quei confini nonché limiti spazio-temporali per crescere come individuo ed amare gli altri indipendentemente dalle differenze ideologiche, politiche o religiose.

L’utilizzo di un’unica lingua mondiale, l’abolizione degli eserciti con la conservazione della sola polizia di controllo. Il cambiamento dello stato di diritto: la garanzia di un’abitazione per la tutela di ogni nucleo familiare (interscambiabile a piacimento con un altro nucleo familiare), la garanzia dell’istruzione, del cibo, dell’abbigliamento, dei beni di consumo primario, della sanità e dell’utilizzo dei trasporti pubblici gratuiti (aereoporti, ferrovie, metropolitane, tram, autobus, biciclette, etc.) con l’ausilio di card personalizzate all’atto della nascita. L’inserimento nel mondo del lavoro ad ogni maggiorenne e/o laureato con la possibilità di cambiare lavoro liberamente.

La creazione e l’utilizzo gratuito di biblioteche di settore on-line collegate tra loro. Lo sviluppo di una società basata sulla solidarietà umana permetterebbe all’individuo di far crescere il valore interiore della propria spiritualità eterna a favore di una dignitosa ma temporanea vita vissuta fisicamente.

Tutto ciò comporterebbe oltre alla cancellazione della criminalità, l’innalzamento spirituale del proprio io e l’innalzamento spirituale di una società globalizzata.

La tua ultima mostra a Roma presso la Camera dei Deputati, “eterna-mente”, è stata inaugurata dalla performance “Al-cool” (pesca in un bicchiere di spumante italiano): una performance statica, silenziosa, se confrontata con il recente panorama contemporaneo. Più che l’azione, si poteva percepire il clima dell’attesa.

 Più che di attesa parlerei di calma ed equilibrio. La serenità e la tranquillità che una persona può avere in mezzo al caos totale indipendentemente da quel che gli accade intorno creano quel centro in cui la fede, l’allontanamento dal desiderio e dal sé individuale collegano le teorie orientali alle preghiere occidentali, il senso del vuoto al nulla eterno per cui ogni cosa ha il suo scopo. Matisse dipingeva fiori durante la guerra. Io ho pescato per un quarto d’ora uomini e donne in un bicchiere di spumante italiano con al posto dell’esca una moneta bucata che da tiratura limitata qual era è diventata un pezzo unico.

performance 'Al-cool'   senza valore

Parlaci della scultura ‘Without value’ (moneta d’oro forata con il volto dell’artista).

 Nel 2002 ebbi una visione. Fu una sorta di preveggenza del crollo economico mondiale. Avevo questa moneta d’oro a tiratura limitata dell’Apollo 12 che mio nonno regalò a mio padre quando nacqui. Mio nonno quand’ero bambino gettò le mie fotografie in giardino abbandonando la nostra famiglia. Il destino volle che io in futuro utilizzai la fotografia come linguaggio artistico. Disegnai questo elettrodo in rame con il mio profilo sia per esorcizzare la figura di mio nonno che come forma di protesta nei confronti della mercificazione della vita. Un giorno un critico mi chiese quanto valeva una mia opera. Io gli risposi se lui conoscesse il valore di uno dei suoi occhi o di suo figlio. Una volta forata la moneta con l’aiuto di un’industria specializzata che utilizzava l’elettricità per forare metalli pubblicai l’opera su Flash Art (2002). La mia testa era nel bel mezzo degli astronauti dell’Apollo 12. All’inizio del 2003 il primo astronauta Israeliano cadde con lo Shuttle in una città americana chiamata Palestine in Texas. Sarà solo una coincidenza o è qualcosa di più? Forai altre 60 monete inviandole nei più grandi musei al mondo. Dopo qualche mese mi arrivarono i ringraziamenti di diversi direttori museali, dal British Museum, al Prado di Madrid, all’Hermitage di San Pietroburgo, al Carnegie di Pittsburgh, etc. La vita come l’amore non hanno alcun valore, sono inestimabili.

Hai deciso di fondare la ‘Magreen Gallery’ per poter gestire personalmente i tuoi lavori. Hai un approccio protettivo nei confronti delle tue opere?

 Al contrario la ‘Magreen Gallery’ vuol lasciare libere le opere di crescere e viaggiare il mondo. Le ho sempre donate ed inviate nel mondo lasciandole libere di autogestirsi tanta è la fede che ho in loro. La ‘Magreen Gallery’ è un simbolo per cui ogni opera come ogni figlio dev’essere lasciato libero di viaggiare nel mondo. L’unico grande insegnamento che ebbi da mio padre fu quando a vent’anni partii per andare a vivere a Londra con una valigia colma di libri ed una di ricambi. Con le lacrime agli occhi mio padre nella stazione ferroviaria di Rapallo disse al suo unico figlio tagliandosi il cordone ombelicale da solo: ‘Vai e fa quello che vuoi, perché io nella mia vita non l’ho mai potuto fare’.

Alla mostra erano presenti a terra le light-boxes, con cornici di alluminio, realizzate tramite l’utilizzo di tecniche fotografiche digitali. Da dove è scaturita questa idea?

 Nacqui un martedì verso le 12 da Luciana e Luciano, due luci, una piccola ed esile come una candela, l’altro grande e corposo come il sole. Quando una candela incontra una stella è come unire microcosmo a macrocosmo, relativo ad assoluto. La luce divenne dentro di me l’espressione della vita, del verbo, un’attrazione inevitabile, come ogni bambino nasce dal grembo in cui per nove mesi ha vissuto nel buio totale e tutto d’un tratto vede quello spiraglio che gli apre il cuore e lo fa respirare per la prima volta.

Hai detto che le tue opere parlano della vita e non della morte. Spiegaci meglio il tuo pensiero in proposito.

 E’ semplice, la morte non esiste, chi crea monumenti ad essa diventa martire di se stesso, vive nascosto da sé e dagli altri, non riesce ad amarsi per quel che è. L’effimero in carne ed ossa gode della propria superficialità e sopravvive soltanto in superficie, non potrà mai percepire le profondità e le grandi acque degli oceani. La vita eterna al contrario sopravvive al dolore ed alla morte, non finisce, siamo gli ultimi frutti di migliaia di anni di storia e dobbiamo essere grati ed onorati di quest’immenso dono chiamato ‘vita’ rappresentandolo ed omaggiandolo eternamente attraverso l’utilizzo della creatività. L’immaginazione ha un grande potere, ci dimostra quanto possiamo avvicinarci a Dio. In fondo siamo tutti strumenti nelle mani di Dio e se lo vogliamo possiamo utilizzare le Sue mani per creare la nostra esistenza, tanto è speciale quanto è unica. Nelle nostre mani come nelle Sue scorre il sangue nelle vene come scorrono i fiumi sulla Terra. Un piccione era un piccione cinquecento anni fa, l’uomo si evolve, innaffia se stesso, cresce sia fisicamente che spiritualmente, se lo vuole.

C’è un’opera o un artista in particolare che ti ha ispirato e ti ha spinto a scegliere la strada che hai intrapreso?

Sicuramente lo spirito di Leonardo Da Vinci ha influenzato molto il mio percorso artistico che a un certo punto della mia vita si è incrociato con lo spirito di Rembrandt. Per entrambi questi grandi artisti del passato sia ‘il pensiero’ che ‘l’uomo’ sono stati al centro della loro e della mia ricerca artistica.

Come vedi il futuro dell’arte contemporanea?

 Per fortuna, anzi direi finalmente, siamo arrivati ad un punto di svolta. Il mondo dell’arte ha appena affossato l’idiozia e la banalità di chi vuol scioccare o provocare le masse per scopi commerciali fine a se stessi rappresentando esclusivamente le proprie ossessioni nonché repressioni individuali scollegate totalmente dal sé collettivo. Quest’anno è nato un bambino che valica il rapporto spazio-temporale. L’arte nobile con la A maiuscola ambisce a far crescere l’umanità. Donare la propria vita all’arte vuol dire abbandonare tutto quello che si ha per quello in cui si crede come fece San Francesco per amore nei confronti di Dio. Leonardo affermava che un genio nasce da un atto d’amore. Di conseguenza, l’unico ingrediente che può rendere eterna ogni opera d’arte è l’amore che le si infonde. E l’amore per nostra fortuna non è programmabile, arriva quando vuole lui inaspettatamente, ti travolge come un’Onda sconvolgendoti la vita, non ha né hit parade né classifiche e vive al di là del tempo vissuto come se intorno a lui non ci fosse nessuno. Ti fa sentire come se fossi l’unico abitante della Terra. Solo in quell’istante capisci quant’è importante saper amare il prossimo con tutto te stesso. Ogni uomo dentro di sé nell’istante in cui ama è il tuo riflesso, diventa con te e come te l’unico abitante della Terra. Per questo motivo ogni opera d’arte è il tuo autoritratto e nel contempo il ritratto del figlio che hai desiderato con tutto il tuo cuore, che ami con tutto te stesso indipendentemente da chi diventerà da grande. E tu senti dentro te stesso che scavalcherà i secoli cancellando il tempo vissuto ed il tempo che mai vivrai.

magrin1_n

Biografia

Alberto Magrin nasce il 29 dicembre 1970 a Rapallo (Genova). Dopo aver studiato architettura all’Università di Genova, fonda a Torino l’Associazione scientifica Gustavo Adolfo Rol. Partecipa alla fondazione dell’Organizzazione Internazionale d’Arte Digitale ‘ONDA’. Progetta l’ONDA Contemporary Art Museum per permettere ad artisti di calibro internazionale di dialogare e confrontarsi con il rapporto tra la loro stessi e l’eternità. Tramite una serie di donazioni ha ideato e realizzato la ‘Magreen Gallery’, una rete mondiale di gallerie le cui opere sono state collocate in istituzioni pubbliche e private, tra cui: The British Museum di Londra, Museo Nacional Del Prado a Madrid, Galleria Civica Arte Contemporanea a Trento, Spazio Oberdan a Milano, Musèe de Beaux Art di Lione, The State Hermitage Museum di San Pietroburgo. Attualmente vive e lavora a Rapallo e S.Maria Coghinas (Sassari), Italia.

www.magrin.it

Francesca Corsi

Advertisements

2 thoughts on “Dialogo con l’artista: Alberto Magrin si racconta.

  1. Alberto traduce il vivere quotidiano in meraviglia e stupore, rende il suo pensiero con un candore elementare lasciando libero chi gode della sua arte di accostare elementip sino a trovare quella gradevole sensazione che lo mette in sintonia e rivela l’arte del creato oscurata dalla consuetudine.

Comments are closed.