Olympos: Hera, la madre gelosa

358px-Hera_Campana_Louvre_Ma2283StudioTablinum: in questo articolo tratteremo le vicende della madre degli dei, Hera.

Chi era esattamente questa divinità ?

Hera, oltre che la sposa divina del padre degli dei, ne era anche la sorella, figlia dei divini Crono e Rea. Considerata all’unanimità la divinità più importante del Pantheon.

 

Con il fratello Zeus, condivise la disgrazia di aver per padre il brutale che non esitò ad inghiottirla non appena generata. Fu proprio grazie al coraggioso intervento del fratello, che con lei salvò anche gli altri fratelli divini, che poterono essere affrancati da un destino d’oblio eterno.

 

Crebbe in armonia, accolta e allevata da Oceano e Teti, divinità legate alla seconda generazione d’immortali, quella dei Titani, avi dell’eroe omerico Achille.

matrimonioIn seguito, trasferitasi nel giardino delle Esperidi, sposo il fratello Zeus. Matrimonio che fu sancito da tutte le divinità; per l’occasione la dea Gea fece spuntare dalla terra un albero carico di pomi d’oro, albero che Eracle prima ed Ulisse poi, nei loro pellegrinaggi, ebbero modo di apprezzare.

 

L’amore fra queste due divinità fu al centro del gossip divino, fra tradimenti, sotterfugi e vendette, anche brutali. Essendo Hera la divinità custode della fedeltà coniugale, oltre che del matrimonio, capirete da voi come qualcosa non torna. Probabilmente, essendo stato Zeus innamorato di lei già al tempo in cui Crono regnava sui Titani, volle fare scontare alla consorte le conseguenze di questa lunga attesa compiendo scorribande amorose a destra e a manca.

La madre degli dei, che ci viene descritta dai testi antichi come austera ed algida, sedeva sul trono divino indossando la corona detta polos e impugnando uno dei suoi simboli prediletti, la melagrana. Inoltre aveva un animale di compagnia alquanto “regale”, uno splendido pavone. Fu definita da Omero la dea dagli occhi “bovini”, per via di quel suo sguardo mite.

era disinibitaIn verità mi piace immaginare la madre degli dei, tutt’altro che “passiva”, scopriamo insieme il perché.

 

Il rapporto fra Hera e Zeus inizio con un inganno. Il padre degli dei la vide passeggiare sola e pensierosa ed invaghitosi di lei, come spesso gli accadeva con tutte le belle creature femminili, decise che doveva essere sua ad ogni costo, si tramutò quindi, in un volatile, in un cuculo per l’esattezza, e si appostò sulla sommità di un monte, da lì fece scatenare un violento temporale, quindi sotto mentite spoglie e solo in apparenza innocue, si rifugiò fra le braccia della dea, che subito intenerita, riscaldò il povero animale. Quand’ecco che il mascalzone, riprese le sue forme regali, si apprestò a sedurre Hera. La dea cercò di negarsi ma alla fine capitolò. Traiamo una morale da questa vicenda, vecchia come il mondo, ma sempre attuale: mai fidarsi degli uomini che si presentato sotto determinate spoglie perchè potrebbero celarne ben altre.

 

Da questo episodio Hera non mancò mai di escogitare vendette, anche trasversali, nei confronti del marito fedifrago. Purtroppo per lei, ne seppe qualcosa la giovane fanciulla Io, sedotta dal padre degli dei, con un altro dei suoi ingeniosi stratagemmi. Per non farsi cogliere in flagrante dalla moglie, trasformò la giovane in una vacca mentre lui si tramutò in un io_era_zeustoro. Puntualmente Hera li scoprì e fece inseguire Io da un tafano che la perseguitò sino al suo arrivo in Egitto, dove Zeus le fece finalmente riprendere sembianze umane. Dobbiamo proprio a questo tradimento la splendida colorazione della coda del pavone: il dio Hermes, per mandato di Zeus, uccise il custode Argo dai cento occhi, messo a guardia della fanciulla-vacca Io dalla madre degli dei, al fine di evitare ulteriori tradimenti; morto che fu Argo i suoi occhi furono posti sulla coda dell’animale sacro alla vendicativa Hera. Anche il nome dello stretto che separa l’Europa dall’Asia, che oggi chiamiamo Bosforo, è da attribuirsi a questa vicenda mitica: nel tentativo di scappare alla persecuzione del tafano inviatole da Hera, la povera Io attraversò quello stretto che da qual momento prese il nome di Bos-foros, “passaggio della vacca”. Si attribuisce anche una similitudine fra la dea egizia Iside e la fanciulla Io, poiché, proprio dall’unione fra Zeus e la stessa Io nacque Epafo, re d’Egitto, al quale è stata attribuita la costruzione della città di Tebe. Si pensa che la madre Io divenne la divinità di quella città, proprio lei, la fanciulla-vacca, si celerebbe dietro la figura di Iside, che non ha caso porta sul capo due corna bovine tra le quali è posto un sole scintillante.

 

Hypnos_Sonno_2Trai due coniugi ci fu una sorta di costante competizione basata su astuzie e reciproci dispetti. Una delle più celebri è conservata tra le pagine del poema par eccelence, l’Iliade: quando Zeus, dal suo sommo trono, sentenziò che nessuna divinità dovesse influenzare l’esito della guerra di Troia, rimanendo neutrali, lasciare a gli uomini le cose degli uomini. Hera, con il fratello Poseidone, avevano ben altri propositi; la loro volontà era infatti quella di prendere parte attivamente allo scontro fra gli achei ed i troiani, a favore dei primi. Decise così di contravvenire gli ordini di Zeus. Si fece prestare la cintura dalla dea Afrodite, cintura che racchiudeva tutto l’amore del mondo, si truccò e si mise il suo abito più bello e, per concludere l’astuzia, si recò dal dio Hypnos* al quale chiese un favore, ossia di far addormentare il proprio sposo subito dopo aver giaciuto con lei; per tre grazieconvincere l’ inizialmente riottoso Hypnos, promise lui concedergli la mano di una della tre Grazie*, la bella Pasitea. Quindi, armata di tutto punto, si presentò dal padre degli dei che non le seppe certo resistere e, dopo essersi lasciato completamente soggiogare dal fascino di Hera, si addormento. Da quel momento le divinità furono libere di parteggiare per l’una e l’altra parte, condizionando gli esiti delle battaglie fra achei e troiani. Dobbiamo a questo episodio mitico la sonnolenza post prestazione maschile ? Chi conosce questi misteri.

 

Una di queste astuzie costò però ad Hera un trattamento davvero umiliante, Zeus: in un eccesso d’ira, l’appese ad una nuvola con alle caviglie due incudini che ne impedivano completamente i movimenti. Provate ad immaginare le urla e le risate di scherno da parte degli altri, poco misericordiosi, olimpi.

 

IssioneAnche Hera fu sedotta da altri spasimanti ma a differenza di Zeus fu sempre troppo austera e morigerata e non cedette mai alle loro avance, In un episodio fu addirittura sardonica. Lo sventurato Issione, re della Tessaglia, si invaghì di lei; Hera ne fu infastidita data la natura zotica dello stesso. Per punirlo di tanta audacia plasmo una nuvola ad immagine e somiglianza della sua regina, Issione non intuendo l’inganno, si uni alla nuvola generando delle creature favolose: i centauri, metà uomini e metà cavalli. Dopo averlo deriso per la sua totale stoltezza Hera ordino ad dio Hermes, che come avrete capito si occupava del “lavoro sporco” fra gli olimpi, di punirlo legandolo ad una ruota. Da allora il povero Issione ruota in eterno senza trovare pace.

 

TiresiaSempre indisposta ad accettare le sconfitte, la madre degli dei, quando contraddetta diveniva bizzosa. Il povero indovino tebano Tiresia* ebbe modo di saggiare queste divine bizze; chiamato al cospetto di Zeus ed Hera per stabilire chi dei due avesse ragione in merito al piacere sessuale, chi ne avesse di più durante un amplesso, Tiresia rispose che, per via della sua vicissitudine personale, fosse la donna a trarne maggior beneficio. Hera adirata per questa sconveniente risposta lo sfioro sul viso rendendolo cieco.

 

Come abbiamo visto, spesso irritata con il consorte, Hera se la prese soprattutto con le sue amanti, divine e mortali, e soprattutto con i loro figli.

Eracle nella cullaLa vittima di Hera più nota è l’eroe semidio Heracle, che come beffa porta nel suo nome “propizio ad Hera”, diciamo che solo durante l’apoteosi dell’eroe, Hera, si riconciliò veramente con lui, mentre rese la sua vita terrena ardua, sin dalla culla, quando inviò due serpi che l’eroe ancora in fasce, uccise; poi con le celeberrime dodici fatiche ed infine con la pazzia che portò Eracle ad uccidere i propri figli. Non potendo colpire il padre Zeus, fece pagare un caro prezzo al figlio. Provvedette il padre degli dei a ricompensare Heracle dei torti subiti per mano di Hera, facendolo assurgere sull’Olimpo, dopo la propria morte.

 

Semele ZeusAltre vicende gettano una luce misteriosa e crudele su Hera, come la punizione che inflisse alla madre di Dioniso, Semele. Con un inganno Hera fece apparire Zeus in tutta la sua maestosità a Semele che, non potendo reggere la vista del padre divino, morì incenerita all’istante.

Tentò addirittura, per la solita gelosia, d’impedire il parto a Latona, madre di Artemide ed Apollo.

Si spinse persino a consigliare, con grande spregiudicatezza, di uccidere Callisto, splendida ninfa dei boschi e compagna di caccia di Artemide, a causa del figlio di Zeus che portava in grembo. Per proteggerla dalla furia di Hera, Zeus trasformò Callisto in un’orsa.

 

In questo episodio abbiamo visto come una divinità regale e maestosa come Hera possa subire l’influenza della gelosia e a volte divenire crudele. Unica attenuante un consorte di difficile “gestione”… Il prossimo mese scopriremo la divinità più affascinate e conturbante del Pantheon: Afrodite.

 

                                                                                                                                                                                                      

Alessandro Cerioli

* Dio del sonno, figlio di Erebo e fratello di Thanatos.

* Divinità della bellezza e della natura, abitano l’Olimpo con le Muse.

* Indovino tebano, visse ambe due le condizioni femminile e maschile, Zeus gli fece dono della preveggenza e della lunga vita.

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