Osita Nwankwo: Un bambino dalla “pelle scura” in una città “bianca”

Studio Tablinum: Osita Nwankwo è un grande artista londinese che, grazie alle sue origini Caraibiche e Africane, crea tele davvero sorprendenti non solo per i soggetti e i colori ma soprattutto per il modo in cui le dipinge.

Non è semplicemente un grande artista ma anche “uno dei pochi bambini con la pelle scura in una città popolata  -per la maggior parte-  da gente bianca”. Può non creare tele davvero originali?

Lascio a Voi il piacere di scoprire la sua personalità attraverso questa intervista!

“Vorrei sapere qualcosa sulla tua vita: le tue origini sono africane ma adesso vivi a Londra, giusto? Perchè?”

“Sono nato a Liverpool e sono cresciuto lì e nello Yorkshire; mio padre era un dottore nigeriano di etnia Igbo che si trasferì a Londra dalla Russia, dove andò a studiare durante la guerra civile nigeriana. Quando sono nato la guerra del Biafra era ancora in corso e gli Igbo soffrivano terribilmente. Invece mia madre è nata in Guyana. I miei genitori hanno sempre sperato di poter tornare in Nigeria ma ciò non accadde mai e io allora sono cresciuto in Inghilterra. La mia famiglia apparteneva al ceto medio, cosa non comune per un bambino africano nato a Liverpool in quegli anni. Mi hanno iscritto in una scuola privata (e sono stato il primo ragazzo di colore a frequentarla -era stata fondata nel 1620!-) poi a 19 anni mi sono trasferito a Londra per continuare gli studi. Come poeta ho viaggiato a lungo tra il Nord e il Sud dell’Inghilterra; ho vissuto a Bristol, Bath, Manchester e Carlisle in Scozia. Ho visitato gallerie d’arte in Europa e in Inghilterra. Mi piacerebbe definirmi una sorta di figlio della Luna, un cittadino cosmopolita che porta con sé -come suo bagaglio- un po’ di Europa, un po’ d’Africa e un po’ di Caraibi.”

“Cosa ne pensi dell’Africa ora che vivi a Londra? Ti manca la tua Patria?”

“Qui a Londra conosco molte persone che provengono da diverse parti dell’Inghilterra, dell’Europa e del Mondo. Sono stato due volte in Africa a trovare mio padre -che è tornato in Nigeria quando io avevo 11 anni- e due volte in Sud America per trovare la famiglia di mia madre. Ho vissuto in diverse comunità indiane, di ebrei chassidici inglesi ed europee qui in Inghilterra e a Londra. Non mi manca nessun luogo ma sono più incline a trasferirmi in Francia che in Nigeria.”

“Quando hai scoperto la tua passione per dipingere?”

“Mi ricordo della pittura alla Scuola Elementare con gli acquarelli e di quando dipingevo i miei soldatini con lo smalto.  Di solito usavo pastelli, pennarelli, acquarelli e matite. Mia madre era più portata per i lavori manuali e per costruire oggetti piuttosto che per l’arte ma poi, visto che ho viaggiato molto e ho conosciuto molte cose sento proprio la necessità, un bisogno indomabile di esprimere ciò che ho vissuto.

Dapprima l’ho fatto attraverso la poesia ma poi i colori, le luci e la bellezza dei corpi mi hanno spinto verso la pittura.”

 

Osita Nwakwo

Osita Nwankwo

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Osita Nwankwo

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Osita Nwankwo

Osita Nwakwo

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“Ho notato sul tuo sito che, oltre a dipingere, scrivi anche poesie e fotografi. Tra queste varie vie, con cui esprimi la tua interiorità, quale preferisci?”

“La poesia è stato il mio primo canale d’espressione. Da piccolo pensavo di disegnare ma poi mi sono accorto dell’importanza della poesia a 7 anni, quando ne scrissi una. Ho sempre pensato che le mie voci interiori mi dicessero di scrivere poesie ma  non potevo non essere attratto dai colori, dai materiali e dalle texture; soprattutto quelle delle Natura e dei vestiti da indossare. E poi ero uno dei pochi bambini con la pelle scura in una città popolata  -per la maggior parte-  da gente bianca, non potevo essere indifferente al colore!”

“Da quali artisti sei stato maggiormente influenzato?( Sempre se hai tratto ispirazione da qualcuno)”

“ Molti artisti mi hanno impressionato. Originariamente dai quadri di Rembrandt e Van Gogh delle loro case, dalle maschere africane e dalle sculture degli Igbo. Mi piace il Rinascimento italiano, l’arte fiorentina e veneziana. Ho sempre amato l’arte egizia e i mosaici romani. Inoltre adoro i grandi artisti della luce tedeschi e quelli spagnoli particolarmente bizzarri. Ho una passione per gli Impressionisti e i Post Impressionisti francesi (la Scuola di Barbizon, ad esempio) e l’Espressionismo tedesco di Nolde. Rispetto tutti i movimenti di arte moderna del XX secolo e, come artista del XXI secolo, mi sento libero di dipingere come e cosa voglio in modo naive, colorato o chiaro in base a come mi sento.”

“Vedendo i tuoi dipinti noto che il tuo modo di dipingere si modifica col tempo e crea un qualcosa come tre periodi diversi, perché?”

“Ho iniziato a disegnare nel Novembre del 2003 dopo aver creato calligrammi con la macchina da scrivere, manuale e elettrica da più di 10 anni. Ho provato diverse tecniche di pittura e dipingevo più che potevo, ho provato diverse superfici e materiali e ho cercato di dipingere in vario modo; su piccola e su larga scala. Ora lavoro su tele e carta e penso che siano un ottimo supporto per la mia idea di pittura. Talvolta anche su tavole che trovo per strada.”

“E’ presente, nelle tue opere, una vena africana? ”

“Non sarebbe corretto dire che è presente un tocco esclusivamente africano, c’è anche un qualcosa di Liverpool e dell’Inghilterra del Nord. E anche un qualcosa di Londra, nei miei quadri e nelle mie poesie. C’è della magia nell’arte, ed è universale. Non posso dire da dove provengano alcuni elementi che compongono la mia arte ma posso sicuramente dire che sono stato influenzato e addirittura bombardato da molti stimoli. Ho il cuore di un uomo inglese e l’anima di uno africano.”

“Quali sono i soggetti che preferisci dipingere?”

 “Traggo i miei soggetti dalla mia immaginazione, li estraggo dalla mia esperienza.  Mi sono ispirato a persone che conosco, specialmente per ritrarre corpi femminili; ma anche ai miei vicini, ai films e alla televisione. Mi appassiona anche la Natura e, di essa, soprattutto la luce. Ma, in disaccordo con Gerhard Richter, che diceva che la sua arte non riguardava la pittura ma l’immagine; la mia arte non riguarda l’immagine ma la pittura.”

“E adesso a cosa stai lavorando?”

 “Sto dipingendo in maniera metaforica e naive, su carta, con le tempere o con i pastelli. Ma anche ritratti su tela ad olio o a matita. Delle volte utilizzo del gesso sul marciapiede e lo trasformo in un disegno. Il mio tema attuale è la sensualità, il corpo in tutte le sue sfaccettature. Sto provando ad usare colori chiari, dei rosa e dei grigi, e a giustappore colori primari e secondari; e a bilanciare la luce.”

Vorrei ricordarVi  -cari lettori-  che ci sarà una sua mostra a Villa Carlotta, sul lago di Como, alla fine del mese di Luglio. Sarà  una bella occasione per vedere dal vivo le sue tele e per conoscere un grande artista. Grazie Osita.

Camilla Oliveri

OSITA NWANKWO

Osita Nwankwo è nato a Liverpool,UK.  Artista e poeta, Osita ha studiato MA in scrittura creativa a Bath, presso l’Università “Spa” nel 1996; è specializzato in poesia e ha cominciato attivamente a dipingere nel 2004. Nel 2011 ha completato il suo MA alla Scuola d’Arte di Londra “City&Guilds”, con lode, diventando vincitore del premio “The Harriett Anstruther” per migliore opera d’arte per lo spettacolo tenutosi per la Laurea. I quadri di Osita sono una figurazione di colori e texture, astratti come poesie  -dipinge strade, città, la natura e l’ interazione umana  in relazione tra l’arte e la poesia  -che crea uno spazio vitale all’interno della società-  come ben  accade in Inghilterra. Per estensione, la pittura di Osita rappresenta una narrazione del proprio senso di benessere, identità e nostalgia, nel contesto della società e dell’individuo. I suoi lavori riflettono elementi del Cambiamento e della Riflessione. E’ la stessa cosa che accade in musica e in letteratura. Questa pittura è poesia; entrambi pezzi unici e separati.

“I miei quadri tendono a essere figurali e sono catturati nello stesso modo in cui un fotografo cattura e incornicia oggetti e luci: la differenza sta nel potere di astrarre queste immagini e di modificare i colori e l’intensità all’interno di questa luce.”

Osita è influenzato dalla città di Londra, dove risiede dal 1988 e dalle opere di Shakespeare e da artisti come Cy Twombly  -il mito dell’arte moderna-  Gerhard Richter, Frank Auerbach, Lucian Freud, Euan Uglow and Julian Schnabel.

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