Olympos: Ares, il Dio della Guerra

Ares_villa_HadrianaStudio Tablinum: a differenza del mese scorso, in cui vi ho parlato del Dio Efesto, un Dio buono e generoso, diciamo il Dio più raccomandabile dell’Olimpo, questo mese vi parlerò del Dio meno raccomandabile, litigioso e attacca brighe dell’Olimpo, il Dio Ares.
Il Dio della Guerra è figlio di Zeus ed Era, ma si pensa che la Madre degli Dei partorì lui e la sorella Eris toccando un fiore, senza giacere con il Padre degli Dei.

Per alcune imprecisioni di carattere Mitologico, nel corso dei secoli Ares è stato ritenuto il Dio della Guerra, com’è universalmente conosciuto, in verità Ares era più una divinità direttamente legata al culto del sangue e della violenza, specie sul campo di battaglia.

I greci diffidavano di questo Dio per via del suo brutto carattere, non a caso fu la divinità protettrice per eccellenza di popolazioni barbare e belluine come i Traci; sempre in Tracia si rifugio dopo essere stato scoperto in fragranza d’adulterio con Afrodite, da Efesto, e conseguentemente deriso da tutto l’Olimpo.

erisI suoi animali sacri erano il cinghiale, il cane e l’avvoltoio. Sul campo di battaglia, dove l’essere umano compie le peggiori nefandezze, si accompagnava con la sorella Eris, la Dea della Discordia, insieme favorivano le barbarie e le razzie. Ma come si sa “can che abbaia non morde”, in effetti, in pochi scontri bellicosi il Dio della Guerra ne usci vincitore, ma il più delle volte la ragione di altre divinità o semi divinità aveva la meglio sulla sua forza brutale e non era raro che si rifugiasse sull’Olimpo dopo aver rasentato la sconfitta.

L’esempio più noto della letteratura classica fu lo scontro, sotto le mura di Ilio, al fianco di Ettore contro Diomede, o durante la mischia creatasi sotto le mura di Ilio con altre divinità presenti. Ares fu messo in difficoltà e si ritirò, la stessa Atena, Dea della Saggezza, con astuzia lo battè sonoramente.

amazzoniIl culto del Dio della Guerra, nell’Antica Grecia, non era molto diffuso, sappiamo che a Sparta veniva invocato prima della Battaglia, sempre a Sparta, nel suo tempio, la sua statua lo raffigurava incatenato, come a simboleggiare il fatto che gli spartani, vivendo per la guerra, avevano bisogno della sua presenza costantemente.

Una storia singolare ci viene riportata dalle Argonautiche di Apollonio Rodio, gli uccelli sacri ad Ares, muovendosi in un uno stormo circolare intorno al suo tempio, costruito secondo la leggenda dal popolo della Amazzoni, sue figlie, sulle sponde del Ponto Eusino, lasciavano cadere le loro piume appuntite come dardi, su qualsiasi persona che cercasse di entrarvi.

deimos e PhobosEssendo Ares una divinità “turbolenta” amava circondarsi di divinità altrettanto “turbolente”, come i figli, avuti dall’unione con Afrodite, Deimos e Phobos, Il Dio del Terrore e il Dio della Paura, la sorella di Ares e degna compagna Enio, Dea degli Spargimenti di Sangue e infine i figli di Stige e del Titano Pallante Bia, Dea della Violenza e Cratos, Dio della Potenza.

Questo manipolo di divinità diffondeva morte e distruzione sui campi di battaglia di tutto il mondo. Ares era solito presentarsi sul campo di battaglia con una quadriga trainata da quattro cavalli immortali dal respiro infuocato; la sua armatura era bronzea ed era ben distinguibile per via del luccichio, come arma aveva una lancia che usava per trafiggere i suoi rivali.

ares e il suo cocchioLo stesso padre Zeus, cercò di far rinsavire questo figlio cosi bellicoso ma il Padre degli Dei pote davvero poco contro la natura violenta di Ares, lo apostrofò anche con parole molto dure, come queste: “Non venire a piangermi addosso, essere infido. Tu sei per me il più odioso degli Dei dell’Olimpo. Ami solo contese, guerre e battaglie. Hai il furore intollerabile di Hera, tua madre, che io freno a stento con le mie parole. Ma io non voglio infierire troppo su di te, perche alla fine , purtroppo, sei anche mio figlio. E ringrazia di esserlo: altrimenti ti avrei spedito nelle viscere della terra, più in basso dei Titani”.

ares e alirozioFu addirittura giudicato da un tribunale soprasseduto da tutti gli Olimpi, per via dell’omicidio del figlio di Poseidone, Alirozio.

Ai piedi dell’Areopago, il tribunale di Atene dove si giudicavano i crimini di carattere religioso, c’è una fonte, Ares vide presso questa fonte Alirozio che faceva delle avance a sua figlia Alcippe, senza pensarci due volte lo uccise.

Fu assolto da quel crimine da parte degli Olimpi, o più probabilmente fu graziato, per l’ennesima volta dal padre Zeus.

cadmoUn intervento di diverso tipo fecero le altre divinità nei confronti di Cadmo, eroe del ciclo tebano, che compiendo un oracolo si imbatte in un Drago che custodiva “la fonte di Ares”, probabilmente anche la spaventosa creatura era figlia del Dio della Guerra, avendogli ucciso diversi uomini andati in cerca d’acqua, decise d’intervenire e uccise il Drago, ma essendo lo stesso legato in un qualche modo ad Ares, Cadmo dovette espiare la colpa e servire il Dio della Guerra come uno schiavo per otto lunghi anni.

Al termine di questo periodo infelice gli Dei lo premiarono, soprattutto Atena, e lo fecero Re della regione di Tebe, inoltre gli concessero in sposa la figlia di Ares e di Afrodite, la Dea Armonia. Il matrimonio fu celebrato con grandi festeggiamenti da parte di tutti gli Olimpi che, discendendo sulla terra, portarono sontuosi doni ai due sposi.

Un’ altra leggenda bizzarra narra che due Giganti imprigionarono Ares, durante una delle sue infime imprese, in un orcio di bronzo per tredici mesi. Dovette intervenire il Dio Hermes per liberarlo dopo che, con i suoi piagnistei, ebbe attirato l’attenzione degli Olimpi.

Come averete potuto leggere, il Dio della Guerra era tutto ciò che è violenza e arroganza e l’uomo, mutuando dal dio questa prerogativa, incarna tutto ciò che di violento è considerato proprio della mascolinità.
Il mese prossimo tratteremo le vicende di Poseidone, Dio del Mare.

Alessandro Cerioli

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