Olympos: Apollo, il Dio del Sole

296px-Roman_Statue_of_ApolloStudio Tablinum: sicuramente il più bel Dio dell’Olimpo, fra tutti gli Olimpi Apollo aveva armonia e grazia, conosceva la musica e le Muse, signore del canto e della poesia, gli appartenevano, ma a contraddistinguerlo era anche la violenza, le sue vendette erano fra le più cruente. Figlio di Zeus e Latona nacque dopo che la madre, stanca di scappare da Hera, ebbe trovato rifugio sull’isola di Ortigia, un’isola che fu poi posta da Apollo, in segno di riconoscenza, al centro del mondo greco, dandole un nuovo nome, Delo.

Vide i natali sotto una palma, con la sorella Artemide, Dea della Caccia, e subito vennero accolti dal padre Zeus che portò loro splendidi doni. Il simbolo di Apollo era il Sole ed era venerato in diverse parti delle Grecia, soprattutto a Delfi, i suoi animali sacri erano il cigno, il corvo, la cicala, il serpente ed il lupo. Si cimentava anche con il tiro con l’arco, regalo fattogli dal Padre degli Dei alla sua nascita.

Altro epiteto di Apollo era Febo, letteralmente “lucente”, “splendente”.

pizia delfiSin dall’infanzia Apollo ebbe una vita combattiva ed intensa, la vicenda che lo vide uccidere il drago Pitone è fra le più eroiche. Pitone cerco abusare della madre Latona, già incinta del Dio. Il Dio Apollo lo scovò all’interno del suo antro, nei pressi di Delfi, località dove sarebbe stato venerato, e lo uccise.

Non a caso la sacerdotessa del suo culto, la Pizia, era definita la Pitonessa.

manfredi_bartolomeo_511_apollo_e_marsiaUna delle azioni più crudeli del Dio Apollo ebbe come vittima il povero Satiro Marsia.

Marsia, deciso a competere in abilità con il Dio, indisse una sorta di gara musicale, e chiamate come giudici le Muse, al vincitore sarebbe stato concesso il diritto di fare ciò che più aggradava allo sconfitto. La gara iniziò e si concluse con una sorta di pareggio, ad Apollo naturalmente il pareggio non soddisfaceva e allora invitò il Satiro a rovesciare il proprio strumento e a suonarlo: la meccanica dello strumento portò Apollo ad essere il vincitore della sfida, essendo la cetra uno strumento versatile, riuscì a suonarla perfettamente anche al rovescio, mentre  il povero Marsia non riuscì a fare lo stesso con il flauto. La punizione che Apollo aveva in serbo per Marsia non si fece attendere: legò il Satiro ad un albero e lo scuoiò vivo.

niobeUn’altra azione terribile vide come protagonista la regina di Tebe, Niobe, che ebbe l’ardire di deridere la madre del Dio del Sole, vantandosi di aver avuto quattordici figli, mentre Latona solo due.

I due figli divini, essendo due abilissimi arcieri, utilizzarono il terribile arco regalato dal padre Zeus, per colpire i figli di Niobe che caddero uno dopo l’altro, solo due rimasero in vita, pareggiando il conto e salvando l’onore della madre Latona.

criseideDurante le decennale battaglia sotto le mura di Ilio, Apollo parteggiò sempre per i troiani. Ci fu un episodio che rischiò di far cessare la conquista di Ilio da parte dei Greci, sul nascere. Durante il loro approdo sulle spiagge troiane i Greci preso come prigioniera la bella Crisedie, figlia dell’indovino Crise; il padre a quel punto andò dal re dei re Agamennone a chiederne la restituzione, il re dei re lo derise e lo scacciò in malo modo, costui ritirandosi con il dolore nel cuore per la perdita della figlia si fermò dinnanzi al mare e prego il Dio Apollo affinché facesse cambiare idea al re Agamennone.

Apollo accolse le sue preghiere e sceso dalla vetta dell’Olimpo con il cuore gonfio d’ira si mise a scagliare contro gli Achei una pioggia di dardi con il suo infallibile arco. Soltanto quando il re Agamennone acconsentì alla restituzione di Criseide la pioggia di dardi cessò.

morte di achilleIn verità non fu l’unica volta che il Dio si intromise nelle vicende dei combattenti, lo stesso Achille morì perché il Dio deviò la freccia scagliata dal principe troiano Paride contro il suo unico punto vulnerabile, il tallone.

Apollo era sì un Dio violento ma la sua natura lo portava a compensare questa violenza con gesti di assoluta magnanimità, non era raro che assolvesse uomini rei di aver compiuto omicidi, assolse anche Oreste dopo aver ucciso la madre Clitennestra.

Era una divinità che poteva scatenare le più terribili pestilenze e anche farle cessare.

asclepioUno dei suoi illustri figli fu infatti il Dio della Medicina, Asclepio.

Asclepio figlio di una mortale, Coronide e di Apollo, fu un guaritore che non ebbe eguali nel mondo classico.

Questa sua conoscenza fu frutto di un episodio tragico nella vita del Dio della Medicina: Apollo, accortosi del tradimento di Coronide con un uomo mortale, uccise la madre strappandole il bimbo che aveva in grembo e consegnandolo alle cure del saggio Centauro Chirone, Asclepio apprese così l’arte medica dal Centauro e nel corso della sua vita compi importanti prodigi, sino a quando non si mise non solo a guarire le persone ma anche a resuscitarle, entrando così in contrasto con le leggi del Fato e del Cosmo, Intervenne a quel punto Zeus che, adirato, folgorò Asclepio con una delle sue folgori.

Rimase tuttavia nel ricordo degli uomini come guaritore e benefattore, a Epidauro fu edificato un santuario in sua memoria.

driopeAnche gli amori di Apollo non furono mai banali e in questo era molto simile al padre Zeus: per sedurre la Ninfa Driope si tramutò in una tartaruga e si avvicinò al bosco nella quale la Ninfa stava giocando con le sue amiche, incuriosita Driope prese in braccio l’animale che subito riprese le sembianze del Dio del Sole e le usò violenza.

Più fortunata ebbe la Ninfa Dafne che inseguita dal Dio pregò gli Dei perché la tramutassero in qualcosa di non così attrattivo per il Dio del Sole, fu accontentata e tramutata in una pianta che ancora oggi ammiriamo per la sua bellezza, l’alloro.

apollo e dafneDecisamente meglio andò alla principessa Marpessa che grazie all’amore del suo spasimante, il coraggioso Ida, fu libera di scegliere fra quest’ultimo ed Apollo, una scelta per una donna nel mondo classico non era affatto trascurabile; scelse il mortale Ida, dopo un duello fra i due contendenti che non vedeva il prevalere di nessuno. Lo stesso Zeus intervenne dando alla principessa la libertà di scelta, in verità fu la sua motivazione che lasciò di stucco Apollo, convinto che la scelta ricadesse su di lui, essendo immortale; Marpessa voleva invecchiare con il suo compagno e non essere lasciata ai primi cenni di vecchiaia sul suo volto.

???????? ??????????? ????????? ? ????????-????? Gallerix.ruTragicamente finì anche uno degli amori più intensi di Apollo, quello per il giovane Giacinto. I due era inseparabili, ambedue belli ed atletici e fu quest’ultima disciplina sportiva a  essere fatale a Giacinto. Durante una sfida di lancio del disco il Dio del Sole, lancio e colpì l’amato al collo, uccidendolo all’istante. Grande fu la disperazione del Dio che non si dette mai pace. Dal sangue del poveretto, Apollo fece sbocciare un fiore di un cremisi acceso, che prese il nome di Giacinto.

Guido Reni, L'aurora, Casino dell'Aurora, Palazzo Rospigliosi, RomaI greci adoravano e temevano Apollo, soprattutto per la sua ambiguità, bellissimo e crudele era capace di grandi slanci e nel contempo di grandi bassezze. Ma se il sole sorge tutti i giorni lo dobbiamo a lui e al suo carro che porta con sé il nostro astro.

Il prossimo mese tratteremo le vicende della Dea della Caccia, nonché sorella di Apollo, Artemide.

Alessandro Cerioli

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