GIUSEPPE BRESCIANI, Il cantico del pesce persico

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brescianiStudio Tablinum: “L’anima del Lago di Como racchiusa in un avvincente retablo di storie e personaggi”. E’ questo il Cantico del Pesce Persico: un’opera che magnifica l’anima di un territorio: Como e il suo lago. La narrazione si sviluppa attraverso dieci scomparti scenografici, dieci racconti avvincenti. Nel quarto cavaliere infuria la peste. De Il falco del Baradello è protagonista Napo Torriani, condannato a marcire in una gabbia appesa al mastio del castello dopo essere stato vinto in guerra. Viva Garibaldi, viva l’Italia si svolge nella gloriosa giornata della battaglia di San Fermo e a testimoniare il trionfo di Garibaldi sugli austriaci è un eroe misconosciuto. L’uomo che intratteneva i morti è la surreale epopea di un uomo comune che scopre di avere il dono di divertire le anime dei defunti. Il cantico del pesce persico oscilla fra il realismo e l’afflato ora lirico ora mistico del lago. Undici leoni è un omaggio al gioco più bello del mondo. Quando Cesare onorò Alessandro testimonia gli ultimi giorni di vita di Alessandro Volta. La voce strozzata ci riporta ai giorni della Roma imperiale; un giovane lascia le rive del Lario per avventurarsi nel deserto della Cirenaica alla ricerca del silfio, preziosa pianta creduta estinta. Ne La profezia, Leonardo da Vinci, recatosi a Como al seguito della corte sforzesca, vive un’esperienza sovrannaturale. Infine, Il tesoro di Giacobbe Levi esalta un giusto che insegue il passato sepolto in una vecchia scatola di latta e che sfidando i fantasmi dell’olocausto lo trova e insieme ritrova se stesso. La cruda bellezza dei sentimenti è la cifra che permea l’affabulazione e insieme salda i pannelli narrativi aldilà degli specifici umori territoriali e temporali.

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