Roma e l’imperatore Augusto, una storia lunga duemila anni

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Studio Tablinum: “Ho trovato una città di mattoni e lascio una città di marmo”: così lo storico Svetonio riportava le parole di Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, meglio conosciuto come Ottaviano o Augusto. Nato a Roma il 23 settembre 63 a.C. e morto a Nola nel 19 agosto 14 d.C., Augusto fu il primo imperatore romano a partire dal 16 gennaio 27 a.C. e, come ci suggerisce la citazione iniziale, con lui la città di Roma cambia volto e diventa imponente, grazie alla costruzione di monumenti immortali come il Teatro Marcello, l’Ara Pacis, il Pantheon – ad opera di Marco Vipsanio Agrippa, amico di Ottaviano, suo fedele collaboratore e anche suo genero – , e il Foro a lui dedicato.

Roma, dunque, non poteva mancare di celebrare la ricorrenza dei duemila anni dalla morte di Augusto: la Capitale ha scelto di realizzare un ricco programma di eventi in onore del celebre imperatore a partire dall’area monumentale del Foro romano e del Palatino, che egli scelse come sua dimora nel culto della memoria di Romolo e della fondazione della città.

Visitando il sito del MIBACT possiamo trovare un ricco calendario di iniziative, che vanno dalla Villa di Livia a Prima Porta al Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps, dal Palatino al Foro romano…

Personalmente ho avuto il piacere di partecipare a due di questi eventi: la proiezione dell’“Ara Pacis a colori” e quella del “Foro di Augusto. 2000 anni dopo”.

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La prima, avuta luogo proprio durante la serata del 19 agosto, ripetuta poi diverse volte nel corso di settembre e abbinata alla mostra “L’arte del comando. L’eredità di Augusto”, ha offerto ai visitatori l’esperienza di contemplare il monumento simbolo dell’età augustea nei suoi colori originali: attraverso una proiezione digitale della policromia sulle superfici decorative di marmo, grazie alla sintesi di ricerche storiche e filologiche condotte su architetture e sculture antiche poi applicate ad un modello tridimensionale dell’altare, è stato possibile ammirare a colori le parti del monumento sul lato occidentale (pannelli di Enea e del Lupercale), e su quello orientale (pannelli della Tellus e grande fregio vegetale). Anche per chi non fosse riuscito a entrare, data la grande affluenza di visitatori, è stato in ogni caso suggestivo poter osservare dall’esterno, almeno per una sera, quel tripudio di colori subentrato al posto del candido marmo.

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Dal 22 aprile è stato invece possibile intraprendere un vero e proprio viaggio nella storia grazie al progetto “Foro di Augusto. 2000 anni dopo”, sempre in orario serale.
Grazie ad appositi sistemi audio con cuffie gli spettatori hanno potuto ascoltare la musica, gli effetti speciali e il racconto di Piero Angela in 6 lingue (italiano, inglese, francese, russo, spagnolo e giapponese).

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Il progetto ha illustrato il sito archeologico situato lungo Via dei Fori Imperiali e adiacente a via Alessandrina partendo da pietre, frammenti e colonne presenti. Gli spettatori, posti su tribune, accompagnati dalla voce di Piero Angela, dai filmati e dalle ricostruzioni hanno osservato i luoghi così come si presentavano all’epoca di Augusto: una rappresentazione ricca di informazioni e allo stesso tempo emozionante (potrei ricordare, ad esempio, la simulazione degli incendi e dei terremoti che più volte nel corso della storia hanno interessato la zona intorno al Foro di Augusto).
Il racconto si è sviluppato utilizzando in modo creativo i resti del Foro per cercare di far parlare il più possibile le pietre. Oltre alla ricostruzione fedele dei luoghi, con la spiegazione delle sue funzioni attraverso l’uso di effetti speciali di ogni tipo, la narrazione si è soffermata sulla figura di Augusto, la cui gigantesca statua, alta ben 12 metri, dominava l’area accanto al tempio. Un’occasione, dunque, anche per raccontare le conquiste e l’espansione dell’impero e della civiltà di Roma, che ha portato con sé cultura, tecnologia, regole giuridiche, arte, di cui rimangono tuttora le tracce con anfiteatri, terme, biblioteche, templi, strade.

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Le celebrazioni non finiscono qui: dal 1 ottobre infatti, sarà possibile visitare, nel Foro romano, l’antico percorso del Vico Iugario attraverso la Basilica Iulia, altro importante monumento augusteo nell’area archeologica centrale. Il sito è stato interessato da una serie di campagne di scavo nel corso dell’ultimo decennio che hanno permesso di ribadire i legami topografici tra gli assi viari, il Tempio di Saturno e la Basilica Giulia; attualmente si può godere della fruibilità dell’intera area e dell’antica viabilità del Foro Romano rappresentata principalmente dalla via Sacra.

Una buona occasione per visitare la Capitale prima della fine dell’anno!

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Francesca Corsi

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