Cristian Baroso e Monica Viglietti: quando la scultura si fa “animata”

10659224_10205286280775708_3334679736608617861_nTablinum: nel corso della prima edizione della mostra “le Cinque Anime della Scultura” abbiamo avuto l’onore di collaborare con due artisti che hanno saputo trasporre in arte il mondo animale.

Le loro sculture pulsano di tutta la forza e il fascino dell’ Anima Mundi. Così come le nostre esistenze sono plasmate dal continuo contatto con il mondo che ci circonda, così lo sono le loro opere capaci di trasmettere il ritmo pulsante della natura: veri e propri organismi scultorei plasmati con eccezionale realismo con uno dei materiali più arcaici e affascianati, l’argilla.

Monica Viglietti, cresciuta ad Albissola Marina vive sin dall’infanzia a stretto contatto con il mondo della ceramica grazie al lavoro portato avanti tradizionalmente dalla propria famiglia presso la Bottega Viglietti, fondata nel 1974 dal padre Bruno.

DSCN2844Nella bottega di famiglia apprende diverse tecniche di pittura e decorazione su maiolica specializzandosi su diversi stili figurativi quali: il Bianco e blu (Antica Savona), il Calligrafico, il Levantino, il Mezzaro, il Futurismo. A queste tecniche affianca la sperimentazione di diversi materiali quali Gres, Refrattario, Maiolica, Raku, Terzo Fuoco e Ingobbio)

Cristian Baroso, inizia la sua carriera come autodidatta, approfondisce le proprie tecniche seguendo un approfondito programma di studio della figura in refrattario presso lo studio fiorentino del Maestro Mario Pachioli, intrapreso dal 2011.

Oggi collabora continuativamente con il laboratorio di ceramiche Viglietti ad Albissola Marina e con il Maestro Pachioli a Firenze e Prato, dove risiede e dove ha intrecciato solidi rapporti artistico – culturali.

Compagni d’arte e di vita Monica e Cristian hanno saputo coniugare la tradizione dell’arte della ceramica con l’espressività personale e sensitiva tipica dell’opera d’arte.

10730189_10205289581178216_7101389422689764947_nI nostri visitatori hanno apprezzato in queste opere lo straordinario realismo (in una scultura come Kong di sicuro effetto!) unito all’eccezionale padronanza della tecnica che ben troviamo espresso nelle cangianti sfumature smaltate di ballfish (un vero e proprio inno alla bellezza multiforme del mondo naturale)

In quella che vuol’essere un’intervista a due ci districheremo nella giungla delle ispirazioni che hanno portato alla creazione delle opere che costituiscono il loro mondo.

  • Monica, quale differenza c’è tra il lavoro tradizionale con la maiolica e il tuo impiego nella creazione di forme artistiche?

Il dipinto su maiolica è per me “lavoro” anche se alla fine sempre piacevole. La creazione di pezzi artistici è divertimento puro e senza limiti dove la mente e la fantasia possono spaziare in piena libertà.

  • Cristian, a differenza di Monica, tu hai intrapreso la tua carriera di scultore come autodidatta e poi hai approfondito la conoscenza delle tecniche di lavorazione della maiolica nel laboratorio Viglietti. Pensi che questo differente “iniziazione” al mondo della scultura abbia influito sul tuo approccio con la materia?

Di sicuro il mio approccio all’arte è iniziato fin dalla mia infanzia, sin da quando vedevo mio padre scolpire il legno o realizzare disegni a carboncino. Per me l’arte è stata sempre una valvola di sfogo, una mondo sicuro dove potevo rifugiarmi per staccare la mente anche dai pensieri della vita di tutti i giorni… Il mio incontro con Monica ha cambiato davvero la mia Vita ed ha ridato all’arte il posto che meritava. Il mio approccio con la materia è stato da subito istintivo, le mie mani mi hanno dimostrato una conscenza “sconosiuta” ed “inconscia”…..ed ora sono “affamato” piu’ che mai dei tanti sapori che potro’ percepire nell’esprimere quel che ho dentro…..

  • Siete nel vostro atelier, di fronte a voi un nuovo blocco di argilla. Quali sono le sensazioni che vi trasmette?

Come diceva qualcuno prima di noi “….tutto è già dentro quel blocco….bisogna solo lasciarlo uscire fuori e farlo vivere”. Il blocco come il foglio bianco fa nascere sensazioni, contrastanti, ti provoca, ti parla o tace ed è un misto di sensazioni: paura, calma, confusione, euforia, delusione ed alla fine sempre “sorpesa”.

  • Come nasce una vostra opera? Quali sono le tecniche e i procedimenti che prediligete nella loro realizzazione?

Monica: io continuo a sperimentare, ogni volta che creo un oggetto uso tecniche nuove.

Cristian: Io sono sempre ad occhi ed orecchi spalancati! Quando cammino nella galleria del negozio di mia moglie vedo tutte le realizzazioni lasciate dai tanti artisti che hanno lavorato e collaborato con le Ceramiche Viglietti e sento i racconti di Monica e di suo padre Bruno, tutto questo e’ stimolo a provare quelle tecnice ed a sperimentarne di nuove.

  • Attingendo dalla lavorazione tradizionale, quali innovazioni o varianti tecniche personalizzate applicate?

Come dicevamo, la storia del laboratorio Ceramiche Viglietti ci ha permesso di mettere a punto “ricette segrete” o tecniche realizzative mutuate dall’esperienza di Bruno e di tutti gli artisti che sono passati per Albisola. Mario Pachioli invece è la nostra sorgente di forma e di plasticità…..

  • Cristian, quale apporto ha dato alla tua opere la collaborazione con Mario Pachioli?

Mario è un punto di riferimento fondamentale ed ancora oggi non mi capacito della strana sequenza di eventi che mi ha guidato al “Palazzo dei Pittori” dove Mario crea; forse è stato un viaggio nel tempo che mi ha riportato in una bottega Rinascimentale come se ne leggono solo nei libri d’Arte. Sono grato alla Sorte e credo di essere in debito con Lei e vorrei ancora assorbire come una spugna, rimanendo fedele ai preziosi insegnamenti del ”Maestro”….

  • Le vostre sculture sono realizzate per una committenza mirata oppure sono il frutto delle vostre ispirazioni? Sentite di realizzare le vostre sculture per un determinato segmento di collezionisti?

Monica: in laboratorio mi trovo di fronte ad entrambe le situazioni, spesso sono i committenti a sfidarmi, a volte viaggio libera e esprimo quello che sento.

Cristian: io per ora mi sento completamente libero, quello che creo è solo frutto dei miei setimenti e di quello che mi capita attorno, sono sicuro (o forse spero) che in futuro questa situazione cambierà e ci sarà qualche richiesta specifica a indirizzare il mio lavoro, ma fino ad allora mi godro’ la mia arte.

  • Opere come la vostre sarebbero pronte per delle esposizioni internazionali, ci avete mai pensato?

Si ci pensiamo…..Secondo noi l’arte non puo’ avere limiti geografici e i sentimenti non hanno nazionalità. Ovviamente cio’ che ci frena sono i costi connessi…

  • Come vedete il mondo dell’arte scultorea oggigiorno. L’accantonamento dei metodi tradizionali, secondo voi, sta inficiando negativamente in questo settore?

Monica: no la scultura sarà sempre apprezzata, certo sapere di essere dei dinosauri dispiace.

Cristian: io credo che l’anima del mondo sia come l’anima dell’uomo e l’uomo non puo’ vivere senza la bellezza; la scultura, la pittura e la poesia sono la bellezza… Le nuove tecniche? Senz’altro il mondo va avanti, tuttavia sento che il piacere di realizzare con le nostre mani non potrà mai tramontare.

  • Come vedete il futuro dell’arte scultorea?

Siamo Ottimisti…..ma dobbiamo lavorare sodo!

  • Com’è stata la vostra esperienza con Tablinum Cultural Management?

Bella esperienza che speriamo si possa ripetere anche in altre forme. Ringraziamo tutto il Team ed in particolare Elisa e Alessandro per la bella opportunità, siamo davvero contenti che il nostro sia una “affare tra giovani” e penso che dobbiamo dimostrare a tutti che l’arte “Non è (solo) un Paese per Vecchi”.

Elisa Larese

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