Le Grandi Battaglie della Storia: Adrianopoli

valenteTablinum: cari lettori questo mese tratteremo la battaglia di Adrianopoli, la battaglia che de facto diede inizio al fenomeno conosciuto come le invasioni barbariche. Fenomeno questo conosciuto dai romani, in alcuni casi addirittura alimentato, in altri casi subito, lungo tutta la storia di Roma.

Roma sin dai tempi di Giulio Cesare si trovo ad affrontare la questione immigrazione, sia essa di carattere speculativo, è bene ricordare il bisogno endemico di manodopera che Roma e il suo impero aveva, ossia: per l’esercito, per l’agricoltura etc.etc., sia essa di carattere invasivo. Diciamo che la classe dirigente romana non disdegnava affatto questo afflusso più o meno incontrollato d’immigranti, in tutti i periodi della storia dell’Urbe.

Le cose andarono sempre molto bene per Roma e il suo impero impararono che l’immigrazione era una risorsa da sfruttare in tutti i modi, e lo si evince dal fatto che l’impero romano fu il più era florido e longevo che la storia conosca.

Fatta questa premessa, come mai le invasioni barbariche crearono così tanti grattacapi al governo imperiale?

Le tesi sono molteplici e senza disturbare i classicisti più noti, come Edward Gibbon, è intuibile che il meccanismo di assorbimento e romanizzazione delle genti, che era la forza dell’impero romano, si inceppo e ad un certo punto malfunzionò, in alcuni eppisodi storici anche con gravi conseguenze, e qui ci si avvicina al nodo focale di quel periodo: la questione gotica.

La questione gotica ebbe il suo momento culmine nella battaglia di Adrianopoli, ma scopriamo i fatti antecedenti alla battaglia:

fritigernoIl popolo dei Visigoti, guidati da Fritigerno, accolti all’interno dell’impero romano d’Oriente già dalla metà del IV secolo, viene vessato da governatori romani corrotti, che hanno lucrato sulla miseria di questo popolo. Si allea quindi agli Ostrogoti di Alateo e Safrace dopo che questi hanno invaso l’impero e sconfitto le truppe imperiali nella piana di Marcianopoli, l’odierna Devna.

L’imperatore della pars orientalis dell’impero Valente organizza nel 377 d.c. una spedizione militare e l’ affida al generale Sebastiano, uomo d’arme navigato e contrario agli scontri campali con i Goti.

romaniNonostante i consigli del generale Sebastiano, l’imperatore Valente è determinato a dare  senza avvalersi del supporto militare dell’imperatore della pars occidentalis Graziano, in arrivo con le sue truppe, ritenendo superfluo l’apporto del nipote-imperatore e sottovalutando la forza militare dei Goti. L’esercito romano conta trentamila fanti e diecimila cavalieri, mentre l’esercito goto conta trentamila fanti e ventimila cavalieri.

Mentre gli Ostrogoti di Alateo e Safrace stanno saccheggiando la zona, il capo dei Visigoti Fritigerno ha posto l’accampamento nei pressi della città di Adrianopoli, l’odierna Edirne, secondo l’usanza gotica, ossia i carri al seguito vengono collocati in cinte concentriche attorno al campo, in modo tale da difenderlo, il cosiddetto “Laager”.

tatticaDopo tre giorni di marcia l’esercito romano individua l’accampamento dei Goti presso la piana di Adrianopoli, poco distante dalla città. E’ il 9 agosto del 378 d.c. e Valente conta spezza gli indugi e da l’ordine all’esercito di dispiegarsi, dopo un momento di stallo che porto entrambe le parti in causa a riconsiderare lo scontro e cercare una forma di accordo per ben due volte vengono respinte le proposte di tregua di Fritigerno. I romani si schierano: l’ala destra di cavalleria si ritrova in prima linea, con un folto rinforzo di fanteria. Appena più indietro, si attesta l’ala sinistra. Tuttavia l’imperatore Valente accetta una terza proposta di tregua, probabilmente per guadagnare tempo per il totale schieramento delle proprie truppe, ma la situazione precipita: un ufficiale si reca dai Goti e la sua scorta di arcieri iberici, inspiegabilmente, scaglia delle frecce contro il campo dei Goti, provocando la sortita dei fanti Visigoti. L’altra sorpresa, inaspettata per i romani, è la comparsa della cavalleria Ostrogota che calando dalle alture vicine attacca direttamente l’esercito romano che sta completando lo schieramento.

La cavalleria romana dell’ala destra contrasta con efficacia l’attacco e in parte si sposta a sinistra, senza però avere l’adeguato sostegno della fanteria e senza quindi arrecare danni rilevanti alla cavalleria Ostrogota.

Nel caos generale la cavalleria Ostrogota trova sfonda il fianco destro e assesta un colpo decisivo alla fanteria romana in quel momento impossibilitata a riorganizzarsi, viene così accerchiata e massacrata.

gotiFritigerno intuisce in quel momento che deve intervenire per dare il colpo di grazia all’esercito romano e quindi fa uscire dall’accampamento la sua fanteria per dare battaglia; è il momento cruciale della battaglia, l’imperatore Valente e la sua riserva sono raggiunti dalla fanteria gotica che sopraffa le linee romane. Da qui in avanti è mistero, i cronisti dell’epoca, sono discordanti fra loro, alcuni dicono che l’imperatore Valente cadde sul campo di battaglia, altri che si rifugio in un casolare, ferito e con la guardia imperiale, tuttavia la fanteria gotica mette sotto assedio e incendia il casolare. In un modo o nell’altro l’imperatore della pars orientali muore durante questa epocale battaglia.

costantinopoliDopo questo scontro i Goti guidati da Fritigerno arriveranno sino alle porte di Costantinopoli, ma atterriti da quanto gli si parava davanti, una città immensa e inattaccabile, si ritirano in buon ordine per poi dividersi e disperdersi in tutta la Tracia. Dopo la disfatta di Adrianopoli, il nuovo imperatore della pars orientalis Teodosio, chiamato alla guida dell’impero d’Oriente da Graziano dopo la morte di Valente, e i suoi successori adottarono una nuova strategia di contenimento nei confronti dei barbari, meno permissiva e atta ad assoggettare queste popolazioni barbariche con sistemi quali la foederatio.

In questo articolo abbia trattato una delle pagine peggiori della storia di Roma e abbiamo visto come la cavalleria ebbe il sopravvento sulla fanteria; da questa battaglia in avanti sarà sempre più la cavalleria l’ago della bilancia negli scontri fra eserciti. Dopo un secolo da questa battaglia, correva l’anno 476 d.c., l’impero romano d’occidente cade per lasciare il posto ai cosi detti regni romano-barbarici.

Il prossimo mese di giugno tratteremo la riconquista di Gerusalemme da parte dei crociati e del massacro dei difensori musulmani.

Alessandro Cerioli

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