Le Grandi Battaglie della Storia: Costantinopoli

costantinopoliTablinum: cari lettori questo mese tratteremo l’assedio di Costantinopoli del 1453. Questo assedio sancì ufficialmente la caduta dell’impero romano d’oriente. Nei suoi ultimi secoli l’impero romano d’oriente non esisteva più, se non come città stato, Costantinopoli appunto. Il suo immenso territorio si era irrimediabilmente rimpicciolito sino a ridursi ad una sorta di Polis greca. Ma una cosa era custodita a Costantinopoli, di immenso valore, e non era il suo tesoro: erano, piuttosto, le sue tradizioni che riportavano agli antichi fasti dell’impero romano e alla civiltà romana, con le sue tradizioni e consuetudini, le sue leggi, il suo invincibile esercito, la sua economia e il suo crogiuolo di genti. Tutto questo svanì il 29 maggio del 1453.

Ma vediamo come l’ultimo baluardo della romanità cadde e perche.

A metà del XV secolo, quello che era stato l’impero romano d’oriente e poi l’impero di Bisanzio era ridotto a una penisola su cui sorgeva l’antica capitale, Costantinopoli, pressata da ogni parte dall’impero ottomano in travolgente espansione. Dopo la conquista totale dell’Anatolia, il sultano Mehmet II, appena salito al trono, era più che mai deciso a mettere piede definitivamente sul continente europeo. E Costantinopoli si trovava sulla sua strada. Costantinopoli era ridotta all’ombra della  propria potenza del passato, il suo gettito fiscale era ormai ridotto ai minimi termini, la sua stessa popolazione la stava abbandonando, l’antico splendore dei suo edifici andava irrimedialmente in rovina e la sua moneta non possedeva più il valore di un tempo.

Constantino XIL’imperatore bizantino, Costantino XI Paleologo, decise di chiedere aiuto alle potenze europee per la difesa della città contro l’aggressione ottomana, ma ottenne scarsi risultati. Tutti mantennero una posizione di ambiguità, quasi certi che l’impero ottomano, con le sue enormi potenzialità, non avrebbe trovato troppa resistenza durante l’assedio. Tuttavia le potenze europee, più per salvare le apparenze, mandarono pochi armigeri a difesa delle mura Teodosiane. Sommando tutte le forse a propria disposizione, per la difesa di Costantinopoli l’imperatore poteva contare su ottomila soldati e su ventisei navi da guerra per il controllo del Bosforo e del Corno d’Oro e qui sta la differenza eclatante fra assedianti e assediati, le forze ottomane contavano circa venticinquemila soldati, tredici bombarde, cinquanta cannoni di media potenza e centoventi navi da guerra. Il rapporto era una a undici, e questo la dice lunga.

Sultan-Mehmed-IINel 1452 , il sultano Mehmet II, fece costruire dei castelli difensivi e di controllo lungo le sponde del Bosforo che impedissero ogni tipo di traffico e approvvigionamento con la città assediata. Ma gli abitanti di Costantinopoli si erano preparati per l’assedio da diversi mesi accumulando rifornimenti di ogni genere, quindi era chiaro a Mehmet II che la città non poteva essere presa per fame, ma con un assalto diretto alle mura.

Il sultano era riuscito ad avvantaggiarsi anche tecnologicamente, avendo a disposizione una potenza di fuoco impressionate. Appena prima dell’assedio, un cristiano ungherese di nome Urban diserta e offre i suoi servigi a Mehmet II. Questo Urban era un fonditore di pezzi d’artiglieria e il sultano ne approfitta per richiedergli di fabbricare dei cannoni sovradimensionati: le bombarde. Urban dopo qualche settimana di lavoro realizza una bombarda di bronzo gigantesca, capace di scagliare proiettili di seicento chili contro le mura. Viene subito posta nei pressi della porta di San Romano, dove avvenne l’assalto decisivo delle mura Teodosiane.

bombardaAl comando delle truppe imperiali fu nominato il genovese Giovanni Giustiniani, noto in Europa per l’abilità nel difendere città munite di mura. Tuttavia le mura Teodosiane, le più possenti del mondo antico, furono rinforzate nei secoli mantenendo la pianta originaria: lunghe circa venti chilometri, offrivano una scarsa disponibilità di piazzole per l’artiglieria, dettaglio determinate nell’assedio.

Giustiniani provò a rafforzare il blocco del porto con un’enorme giovanni giustinianicatena che impediva il passaggio delle navi da guerra turche, nel tentatovo diimpedire loro di attaccare la città da vicino. Ma qui avviene il capolavoro di ingegneria ottomana: è il 22 aprile e le navi da guerra turche si presentano davanti al porto di Costantinopoli fra l’incredulità della flotta imperiale; le navi che Giustiniani ha davanti ai propri occhi e limitate dalla grossa catena, ora si trovano inspiegabilmente alle sue spalle. Con uno sforzo disumano, i soldati turchi tirano a riva settanta navi da guerra, con più di cinquecento buoi e l’utilizzo di pedane di legno cosparse di grasso, aggirarono la collina di Galata si gettano in un fiume che sfocia direttamente nel Corno d’Oro. Eludendo le difese marittime dei bizantini.

assedio-costantinopoliCompletato l’accerchiamento via terra e via mare gli ottomani iniziano l’attacco definitivo e bombardando la città di Costantinopoli di giorni e di notte. Le bombarde implacabili creano delle brecce nelle mura Teodosiane su cui vengono sferrati degli attacchi poderosi di fanteria scelta, ma sempre contrastati in modo efficace dai bizantini. Il 7 maggio addirittura Mehmet II manda all’attacco delle mura venticinquemila uomini, ma dopo tre ore di furiosi combattimenti, presso una delle tante brecce create dall’artiglieria, i soldati ottomani si ritirano. Il 12 maggio avviene un assalto analogo presso il quartiere della Blachernae, questa volta respinto dalla guardia dell’imperatore Costantino XI. A questo punto il sultano decide di cambiare strategia e tenta di far minare le mura Teodosiane scavando dei cunicoli sotterranei, ma i bizantini riescono a neutralizzare tutti i quattordici tentativi, grazie alla presenza del tedesco Johannes Grant, esperto di artiglieria e ingegneria militare. A questo punto gli ottomani provano con il metodo tradizionale, costruiscono un’enorme torre d’assedio e provano ad assaltare la Porta di Charisius, ma anche questa volta i bizantini, in un audace sortita, riescono a mettere in fuga i turchi e ad incendiare la torre d’assedio.

strategiaLa svolta definitiva per gli ottomani è alla Porta di San Romano, la gigantesca bombarda costruita dal traditore Urban apre una breccia nella parte di mura adiacente la porta, tuttavia ai turchi occorrono tre ondate per penetrare nella breccia, stretta e quindi ben difesa dai bizantini. La prima ondata è dei reparti irregolari, i basci-buzuk, la seconda è dei fanti anatolici e la terza dei corpi speciali turchi, i giannizzeri. Con queste tre massicce ondate i turchi hanno ragione dei bizantini. Durante quest’ultimo attacco l’imperatore Costantino XI Paleologo perde la vita, intento a cercare di difendere strenuamente le posizioni, anche il comandante Giovanni Giustiniani viene ferito gravemente durante gli ultimi scontri e morirà due giorni dopo a Chio.

santa sofiaE qui in prenda all’euforia il sultano Mehmet II concede alle sue truppe tre giorni di saccheggio indiscriminato dove succede di tutto: dalla profanazione dei luoghi sacri, alle torture alla popolazione inerme e al saccheggio di tutti i tesori cittadini. La stessa Basilica di Santa Sofia, voluta dall’Imperatore Giustiniano I nel VI secolo dc, diviene la sera stessa una moschea, Ayasofya.

Su l’assedio di Costantinopoli si è scritto di tutto, a volte omettendo alcune responsabilità. Secondo il sottoscritto, la responsabilità maggiore l’ebbero gli stati “alleati” dell’impero bizantino che già da parecchi decenni prima di questo avvenimento epocale, giocarono contro gli interessi di Costantinopoli. Come è stato trattato nel precedente articolo sull’assedio di Gerusalemme.

Il prossimo mese di agosto vedremo come la Lega Santa cristiana fermerà sul mare di Lepanto l’espansione ottomana. Uno scontro fra due civiltà per il controllo del Mediterraneo.

Alessandro Cerioli

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