Un tour in terra sabina

Tablinum: la Sabina, regione geografica dell’Italia centrale, sviluppatasi tra il fiume Tevere e gli Appennini, racchiude un territorio che ha in sé i segni di tutta la storia d’Italia. La più antica testimonianza abitativa è rappresentata infatti dal popolo dei Sabini, il cui mitico fondatore, il semidio Modio Fabidio, mosse dalla conca reatina verso sud e arrivato al Tevere fondò la città di Cures, la più importante tra i centri sabini. I rapporti con il popolo romano non furono pacifici, culminando con il noto Ratto delle Sabine, che sancì in maniera definitiva la supremazia romana.
Il Medioevo vide il fenomeno dell’incastellamento, del quale possiamo ancora oggi leggere la testimonianza attraverso i numerosi borghi, nient’altro che castelli ampliati nel tempo.

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Spostiamoci in particolare nella Bassa Sabina, a ridosso della città di Roma, dove il territorio ricade all’interno della provincia di Rieti. Esso è geograficamente diviso in tre fasce: la Sabina farfense, la Sabina tiberina, la Sabina montana.

La Sabina farfense ha come centro la celebre Abbazia di Farfa, dichiarata monumento nazionale nel 1929: intorno ad essa si è sviluppata la storia del territorio sabino, grazie al potere che i monaci benedettini avevano conquistato col tempo, tanto da arrivare a scontrarsi con il papa stesso. Fu fondata da Lorenzo Siro, giunto in Italia nel V secolo a causa delle persecuzioni degli eretici ariani in Oriente; egli costruì la prima chiesa sulle rovine del tempio dedicato alla dea Vacuna. In seguito la chiesa fu incendiata dai Longobardi e i monaci sopravvissuti emigrarono nei vicini monasteri. Dal VII secolo il monastero fu ricostruito grazie all’opera di Tommaso da Morienna e nel secolo successivo Farfa, sotto la protezione del Duca di Spoleto, divenne un piccolo stato autonomo. Di qui passarono i più importanti personaggi che hanno fatto la Storia, da Carlo Magno a San Giovanni Paolo II nel 1993. Da non perdere la visita al Museo Medievale dell’Abbazia di Farfa, con un allestimento che racconta per “simboli” la storia dell’Abbazia.

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Della Sabina farfense fa parte anche il borgo medievale di Fara Sabina: il nome ha origine longobarda (forse furono proprio i Longobardi a fondare il borgo) e indica l’unità fondamentale sociale e militare di questo popolo, costituita da un gruppo di famiglie in grado di organizzarsi in contingente con funzioni militari di esplorazione, di attacco e di occupazione di territori. Meritano una visita a Fara Sabina il Palazzo Brancaleoni, sede del Museo Civico Archeologico, che conserva reperti delle città sabine Cures ed Eretum, che vanno dalla preistoria all’età romana, e il Museo del Silenzio, dedicato alle Clarisse Eremite. Inoltre dal 27 luglio al 2 agosto è possibile partecipare al Fara Music Festival, tra i festival jazz più importanti della scena internazionale.

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La Sabina tiberina si sviluppa intorno al Tevere, da cui prende il nome; questa regione, oltre a comprendere Poggio Mirteto, considerato come il capoluogo sabino, è caratterizzata da un territorio di straordinario valore ambientale, tanto da essere riconosciuta nel 1977 come “zona umida d’interesse internazionale” e con l’istituzione della Riserva Naturale, prima area protetta della Regione Lazio: la Riserva Naturale Tevere-Farfa è uno splendido scenario ricco di vegetazione, canneti e uccelli acquatici, visitabile attraverso escursioni a partire dalla località di Nazzano.

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Infine, la Sabina montana si trova al di sotto della catena dei monti sabini e comprende una serie di piccoli comuni fino ai confini con l’Umbria. Da non perdere il borgo di Casperia, tra i più belli d’Italia, raccolto in maestose mura erette nel 1282 e visitabile solo a piedi. Qui si trova un presepe perenne ad opera di un artigiano locale che riproduce Casperia con la Natività.

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Avvicinandosi sempre di più verso l’Umbria, è possibile seguire il percorso “sulle orme di San Francesco”, attraversando i prati di Cottanello, per giungere poi a Greccio, luogo del primo presepio vivente fatto da San Francesco d’Assisi nel 1223.
Per maggiori informazioni sulla Sabina, consigliamo il sito http://www.gosabina.com/

Francesca Corsi

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