Itinerari laziali: la Villa dell’Imperatore Traiano agli Altipiani di Arcinazzo

Tablinum: Questo mese andremo alla scoperta di una delle residenze estive dell’imperatore Marco Ulpio Traiano l’optimus princeps, il primo dei cosiddetti imperatori adottivi. Grande condottiero, Traiano portò Roma alle vittorie contro i Daci e i Parti, celebrate nei bassorilievi della Colonna che porta il suo nome; numerose furono anche le opere pubbliche, come il prolungamento della via Appia verso Brindisi. Dal punto di vista privato, Traiano emerge come un uomo sensibile ai problemi dei più indigenti, amante della buona tavola e della natura, nonché della caccia e della pesca. Queste ultime informazioni le ritroviamo nel Panegirico di Traiano ad opera di Plinio il Giovane, orazione risalente all’anno 100 dove sono presenti anche molte notizie su una delle sue residenze estive, la villa degli Altipiani di Arcinazzo, nella valle dell’Aniene.

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Arcinazzo, nato con il nome di Ponza nel Medioevo e fino al 1753, fu soggetto all’abbazia sublacense per poi passare sotto lo Stato Pontificio, fino ad assumere l’odierno nome di Arcinazzo Romano (corrispondente all’attuale centro storico) nel 1892. Il territorio degli Altipiani è oggi afferente a tre diversi comuni divisi tra le province di Roma e Frosinone e rappresenta un punto di raccordo tra la catena dei Monti Simbruini, l’alta valle dell’Aniene e le grandi abbazie e santuari del Lazio orientale e meridionale. Il toponimo di Arcinazzo, dove si trova la villa traiana, è forse dovuto al patrizio di Subiaco chiamato Narzio, che si era convertito al cristianesimo e che costruì una struttura munita di torre nel IV secolo d.C.: Arx Natii o Narcis (rocca di Narzio).
La bellezza di questi luoghi, caratterizzati dal clima umido-temperato e dalla posizione di collegamento tra diverse aree, aveva attirato già l’imperatore Traiano che, proprio agli Altipiani, fece costruire la sua residenza estiva, realizzata da diversi architetti o forse solo da Apollodoro di Damasco, il suo architetto ufficiale.

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La villa, i cui lavori iniziarono probabilmente nel 114-115 d.C., quando Traiano stava conducendo la campagna contro i Parti, doveva prevedere una struttura architettonica sviluppata su due livelli (plateae), per un’estensione di quasi cinque ettari ad un’altezza di circa 900 metri. Il complesso architettonico fu pensato innanzitutto come residenza estiva in grado di soddisfare, con la sua abbondante fauna, i banchetti imperiali e l’amore per la caccia dell’imperatore. La campagna di scavi, iniziata dal 1999, ha permesso di ricostruire gli elementi della struttura della villa ma anche del ricco apparato decorativo: il progetto architettonico seguiva un criterio di simmetria tra gli ambienti con una particolare attenzione alla luce e al rapporto visivo con lo spazio circostante. I due principali materiali utilizzati per la costruzione delle strutture murarie erano il calcare estratto nel luogo per le parti inferiori e il “cardellino” per le superiori. Variegata è la tipologia di marmi, che ne celebrano il fasto e la ricchezza.

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Agli occhi dei visitatori moderni non può non colpire il colpo d’occhio scenografico della villa, adagiata sulle pendici del Monte Altuino, la vastità del giardino, originariamente circondato da un portico, i resti dei rivestimenti parietali e pavimentali della terrazza inferiore nella zona del triclinio e la grande quantità di stucchi e pitture, conservati oggi nel museo all’interno dell’area archeologica. L’Antiquarium, inoltre, promuove lo studio, il recupero del patrimonio artistico e archeologico del comune di Arcinazzo romano, sensibilizzando la cittadinanza attraverso seminari, laboratori e visite guidate, nonché attività di archeologia sperimentale.

Francesca Corsi

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