La settimana della Sublimazione dell’Arte… a Torino

Torino-Luci-dArtista-Luigi-Mainolfi-Lui-a-LArte-di-Andare-nel-BoscoTablinum: quella conclusasi a Torino domenica 8 novembre è stata una settimana intensa all’insegna dell’Arte. Una città felicemente invasa dall’arte di ogni epoca e provenienza che collezionisti  e appassionati hanno popolato lasciandosi trasportare dalle numerosissime e multiformi suggestioni pronte per essere recepite.

Ad Artissima, dopo i rumors circolati nei mesi precedenti sulle teste blasonate dell’arte fatte cadere dall’implacabile comitato scientifico, che si bisbigliava avesse rinunciato a gallerie arcinote a favore di altre di nuova leva e provenienza, l’attenzione è stata tutta per la qualità delle eccellenti proposte artistiche in campo fra cui spicca la nuova sezione tutta dedicata alla performance artistica. L’imperativo, scandito dal motto “present future” è stato, ancora una volta, innovare e stupire, senza rinunciare alla qualità. Gli occhi dei collezionisti e degli addetti ai lavori, si sono subito puntati sulle giovani leve ospitate in gran numero, pronte a cavalcare l’onda di quella che si preannuncia come una nuova e promettente stagione artistica.

Fondata nel 1994, Artissima ha saputo costruirsi in questi ventun’anni, una propria identità esclusiva guadagnandosi un posizionamento unico nel panorama delle grandi fiere mondiali quale palcoscenico della migliore ricerca nel campo delle arti visive. L’edizione 2015, ha ulteriormente confermato l’alto livello qualitativo e l’internazionalità mai disgiunti dalla vocazione sperimentale e interculturale che ne è il tratto peculiare e distintivo.

Alla sua quinta edizione, ha avuto luogo, in questa settimana torinese d’arte, anche il più contemporaneo di tutti gli appuntamenti torinesi: The others Fairs, la fiera dedicata al futuro dell’arte contemporanea: protagonisti sono stati ancora una volta, tutti gli operatori, profit e no-profit, che lavorano continuativamente su programmi dedicati a giovani artisti emergenti. Il tema di The Others 2015 è staygold: rimanere puri, veri, fedeli a se stessi e ai propri ideali, integri nel corpo, saldi nello spirito, sempre in movimento, sensibili a ciò che accade attorno. Essere liberi, anticonformisti, sovversivi verso omologazioni o stereotipi.

 © ANSA

Flashback, la più giovane di tutte le rassegne in corso, è quella che ha convogliato le suggestioni cronologicamente più antiche. Si conferma la sua straordinaria vocazione ad ospitare l’arte mantenendola sul costante filo dell’analessi: tra i padiglioni del palazzo Isozaki, l’arte procede tramite un riavvolgimento metanarrativo che compenetra il passato nel presente.

ll sublime designa da sempre “ciò che è al limite”, ovvero  sub, “sotto”,  limen, “soglia”; designa quel confine che,  una volta trovato il coraggio per l’attraversamento, ci consente di  “giungere fin sotto la soglia più alta”.

E’ così che ci si sente: costantemente sul punto di fare questo passo e colmare finalmente quella distanza insuperabile che separa il soggetto dall’oggetto d’arte. Si prosegue stringendo la mano di un compagno grave e taciturno pronto a portarci al di là dell’abisso vertiginoso, ed è sintesi condensata in un senso d’inquietudine, un brivido a cui segue un accenno di letizia.

In fondo, l’arte antica non è mai esistita così come non lo è quella contemporanea: esiste solo l’Arte con le sue emozioni vibranti, la sua continua reinterpretazione del mondo in cui siamo immersi, al di là del tempo e dello spazio.

Forse quello che noi, frenetici, a volte distratti, frequentatori seriali di fiere d’arte, abbiamo sfiorato calcando i corridoi di queste rassegne è molto più della tendenza artistica in cui va materializzandosi, e perché no, personalizzandosi il nostro edonismo?

L’Arte all’origine e alla fine di ogni estetica, o forse persino, al di sopra di essa. Si evolve al ritmo dell’umanità, il suo essere legata a un’epoca, a un territorio, sia essa quadro dall’accademica compostezza, forma scultorea frammentata o installazione, diventa comunque e sempre dettaglio, frazione di un unico grande respiro universale.

Passeggiando fra i padiglioni, fra le strade di una città illuminata d’Arte, i nostri passi sono in costante equilibrio fra suggestioni e mondi che si schiudono ai nostri sensi e, attraverso lo sguardo, raggiungono quell’angolo della nostra mente in cui i nostri pensieri sono ancora raggomitolati, in attesa di stimoli nuovi.

Elisa Larese

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