Le Grandi Battaglie della Storia: Jutland

jutland schieramentiTablinum: cari lettori, questo mese tratteremo la battaglia navale dello Jutland, del 31 maggio 1916. Durante la prima guerra mondiale le velleità di vittoria tedesche si infransero contro la marina Britannica, in quella che fu la battaglia navale più importante del primo conflitto mondiale.

Scopriamo insieme come si giunse a questa grande battaglia.

Così come nel campo della guerra terrestre, lo sviluppo tecnologico aveva conferito fin troppe risorse alla difesa, con la conseguente stagnazione del conflitto in una guerra di trincea, così nella guerra per mare le immense flotte di grandi navi armate e corazzate dei due fronti opposti si ridussero rapidamente ad operazioni di blocco navale. La grande battaglia marittima, per la quale gli ammiragli si erano tanto preparati nei decenni precedenti lo scoppio del primo conflitto mondiale, non arrivava.

Nello scontro navale fra la Royal Navy e la Kriegsmarine solo lo sviluppo della guerra sottomarina sembrava poter ridare alla flotta di Berlino quel ruolo bellico che non riusciva a guadagnare. Anche per questo, nei primi due anni della Grande Guerra, la “Hochsee Flotte” (Flotta d’Alto Mare) tedesca rimaneva confinata nel porto di Wielhemshaven, mentre la “Grand Fleet” (Grande Flotta), squadra principale della marina inglese, era alla fonda a Scapa Flow e in altre basi vicine.

Admiral_ScheerL’ansia di Berlino di infrangere il blocco marittimo imposto da Londra si faceva sempre più forte.

Il momento arriva nel maggio 1916, la Hochsee Flotte lascia il porto di Wielhemshaven e avanza divisa in due scaglioni, un’avanguardia comandata dal viceammiraglio Franz Hipper, costituita da 5 incrociatori da battaglia, 5 incrociatori leggeri e 30 cacciatorpediniere. La squadra principale, comandata dall’ammiraglio Reinhard Scheer, è costituita invece da 22 corazzate, 6 incrociatori leggeri e 32 cacciatorpediniere.

200px-AdmiralSirJohnJellicoe1917I tedeschi, tramite messaggi criptati, avevano coordinato l’avanzata della propria flotta, ignari che gli inglesi quei messaggi li avevano decriptati e lo stesso giorno, con qualche ora d’anticipo, hanno fatto salpare la flotta da Scapa Flow e da Cromarti al comando dell’ammiraglio John R. Jellicoe, costituita da 18 corazzate, 12 incrociatori leggeri e 52 cacciatorpediniere. L’ammiraglio Jellicoe impartisce al viceammiraglio David Beatty l’ ordine di avanzare da Rosyth con uno scaglione composto da 10 corazzate, 11 incrociatori leggeri, 28 cacciatorpediniere e una nave portaidrovolanti. Anche il viceammiraglio Martyn Jerram riceve, nel frattempo, degli ordini precisi e sono quelli di ricongiungersi con il resto della flotta in alto mare, cercando di eludere il controllo tedesco.

Nw_beatty_01Il 31 maggio del 1916, alle ore 14.00 nello Skagerrak, al largo della Danimarca a circa 177 chilometri a ovest dello Jutland, si affrontano le pattuglie leggere delle due flotte. A circa due ore dallo scontro il vice-ammiraglio David Beatty azzarda e ordina di iniziare i cannonamenti contro la flotta tedesca del vice-ammiraglio Franz Hipper, gli inglesi contano in questo scontro 6 incrociatori e 4 corazzate, mentre i tedeschi, in inferiorità numerica, contano 5 corazzate. Le unità si cannoneggiano da 14 chilometri di distanza e ad avere la peggio, in questo primo scontro, sono le unità inglesi.

cacciatorpediniere tedescoLa squadra di Beatty è spinta in avanti dal moto della squadra del contrammiraglio Hugh Evan-Thomas e sono colte all’improvviso dal fuoco tedesco; l’incrociatore Lion è gravemente danneggiato mentre l’incrociatore Indefatigable si capovolge e affonda e l’incrociatore Queen Mary letteralmente esplode dopo essere stato colpito ripetutamente dai tedeschi. In questo primo scontro la supremazia tecnologica tedesca ha la meglio: i cannoni tedeschi sono molto più veloci e precisi mentre emerge l’inadeguatezza e la vulnerabilità degli incrociatori inglesi, che in questo scontro perdono 2.200 uomini.

cartina jutlandOra è il turno dei due ammiragli, l’inglese Jellicoe e del tedesco Scheer. Le due flotte avanzano l’una contro l’altra, ma per un banale errore di rotta incrociano a distanza. La formazione dell’ammiraglio Jellicoe si disponendosi su sei file, coprendo un raggio di 6,5 chilometri, cerca di portarsi in vantaggio sulla flotta tedesca mirando alle loro prue con un timido cannoneggiamento, ma l’ammiraglio Scheer intuisce la mossa e la previene invertendo la rotta alle ore 18.30, sottraendosi de facto allo scontro e inviando i suoi incrociatori e cacciatorpediniere a coprire la ritirata strategica.

corazzata tedescaDopo questo primo scontro, la flotta dell’ammiraglio Scheer lamenta danni a qualche grande unità, seppur non rilevanti; altra situazione è quella in cui versa la flotta dell’ammiraglio Jellicoe che conta la perdita della corazzata Warspite, la più potente unità schierata nella prima Guerra Mondiale, colpita duramente dal fuoco tedesco. Durante il primo scontro, simultaneamente, il vice-ammiraglio Hipper perde l’incrociatore leggero Wiesbaden ma riesce ad affondare ben tre navi nemiche: l’incrociatore da battaglia Invincible, con a bordo l’ammiraglio Horace L.A. Hood che perde la vita; l’incrociatore corazzato Defence, che gravemente danneggiato si sottrae allo scontro; l’incrociatore Warrior che colpito gravemente affonderà il giorno dopo. Nello stesso scontro la corazzata Marlborough viene colpita da un siluro a prua e il fuoco propagatosi per poco non ne causa l’ esplosione.

180px-Bundesarchiv_Bild_183-R10687,_Vizeadmiral_Hipper_mit_Stab_croppedVisto il bilancio dello scontro, del tutto favorevole, l’ammiraglio tedesco Reinhard Scheer abbandona il teatro della battaglia alle ore 19.20, lasciando nello zona dello scontro solo i cacciatorpediniere, che si batteranno anche nella notte del 1 giugno, sino alle ore 02.00. Nella confusione notturna della battaglia, gli inglesi tentano un’ultima controffensiva alla flotta tedesca affondando con una silurante la corazzata Pommern, ma l’ammiraglio Scheer non torna sulla sua decisione e ordina il rientro alla base di tutta la flotta.

Durante l’ultima fase della battaglia navale dello Jutland la situazione è davvero singolare: in primo luogo non abbiamo un vincitore certo poiché stando ai numeri degli affondamenti e alle perdite arrecate alla flotta nemica certamente sono i tedeschi a risultare vincitori ma, nonostante le perdite subite, la potenza navale inglese rimane quasi del tutto intatta.

cacciatorpediniere ingleseIl secondo luogo, l’indecisione da parte di Scheer prima e di Jellicoe dopo nello sferrare il colpo di grazia alla flotta nemica risulta paradossale: il tedesco avrebbe potuto chiudere i conti con la flotta inglese alle ore 19.30, quando gli affondamenti si erano fatti molteplici e gli inglesi erano in seria difficoltà; dal canto suo l’ammiraglio inglese, dopo aver decriptato i segnali tra le due formazioni tedesche in dispiegamento, decide di non attaccare la flotta tedesca in inferiorità numerica e di ripiegare verso nord, perdendo l’occasione di distruggere la flotta nemica.

Possiamo dire che il nulla di fatto tattico dello Jutland ha implicato la sconfitta strategica delle mire tedesche e la vittoria sulla carta della marina di sua Maestà che, nonostante avesse condotto della battaglie navali tutt’altro che brillanti nel corso dell’intero conflitto bellico, riuscì vittoriosa grazie al continuo temporeggiare. Come per le battaglie terrestri, anche le battaglie navali, durante il Primo conflitto bellico, si rivelarono battaglie statiche, che portarono a degli esiti solo grazie al “nulla di fatto”.

Il prossimo mese di dicembre tratteremo la fine del secondo conflitto mondiale. A Hiroshima, con il solo lancio di una bomba atomica, non solo si pose fine al conflitto mondiale, ma si diede inizio a una nuova era: l’era della minaccia atomica.

Alessandro Cerioli

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