In viaggio lungo la Via Francigena

Tablinum: In occasione dell’anno Santo del 1993, il Cammino di Santiago vide un incremento del flusso dei pellegrini, che passarono dai 9.000 ai 99.000. Un aumento notevole che potrebbe verificarsi anche sulla Via Francigena in occasione del Giubileo della Misericordia, partito l’8 dicembre 2015 e che si concluderà il 20 novembre 2016.
francigena3
Le prime notizie di pellegrinaggi penitenziali diretti a una specifica meta risalgono all’VIII secolo; i pellegrini attraversavano l’Europa per recarsi presso i peregrinationes maiores: la tomba dell’apostolo Pietro a Roma, la Terra Santa e Santiago di Compostela, sede delle spoglie mortali di Giacomo il Maggiore, apostolo di Gesù. La pratica del pellegrinaggio assunse un’importanza tale che si svilupparono vere e proprie “vie della fede” costellate da luoghi di sosta, villaggi e abbazie per ospitare i pellegrini. Tra le vie più importanti la Via Francigena ne rappresenta ancora oggi il percorso principale. Essa è parte di un fascio di vie, dette anche vie Romee, che conducevano dall’Europa centrale, in particolare dalla Francia, a Roma. I pellegrini facevano il loro ingresso in   Italia dai valichi alpini fino ad arrivare alle strade consolari e sull’Appia in particolare, per giungere infine a Roma. Sappiamo quale fosse il tracciato originario della Francigena tra Canterbury e Roma grazie alle informazioni contenute nella cronaca di Sigerico, la più antica giunta sino a noi.

L’abate Sigerico, infatti, nominato vescovo di Canterbury nel 990 da Papa Giovanni XV, nel suo diario racconta con dettaglio e precisione delle 80 località da lui attraversate da Canterbury fino a Roma, per ricevere l’investitura, tanto che esso divenne un riferimento per molti pellegrini i quali, si passavano la conoscenza del percorso col passaparola. Un’altra testimonianza di pellegrinaggio sulla Via Francigena è quella risalente al XII secolo dell’abate islandese Nikulás da Munkaþverá: il suo viaggio si colloca cronologicamente tra il 1152 ed il 1153, mentre la scrittura dell’itinerarium avvenne fra il 1154, anno del rientro in Islanda, ed il 1160, anno indicato dalle fonti come quello della sua morte. In questo affascinante viaggio dall’Islanda, passando per la Germania, la Svizzera, l’Italia, fino ad arrivare alle coste dell’Asia minore e infine a Gerusalemme, vengono fornite dettagliate descrizioni di strade, luoghi, chiese e monumenti di interesse religioso – e non ultimo sui viaggiatori – incontrati lungo il percorso.
La Via Francigena divenne dunque un canale di comunicazione determinante per la realizzazione dell’unità culturale dell’Europa medievale, trasformandosi  progressivamente in un percorso commerciale per le spezie, le sete e altre mercanzie provenienti dall’Oriente verso i mercati nord europei passando per l’Italia. Nei secoli successivi, la via perse la sua unicità e cambiò il nome in via Romea, che meglio ne caratterizzava la destinazione verso il soglio di Pietro nella città eterna.

francigena4
Il tratto della Via  Francigena italiana che va da dal Gran San Bernardo a Roma ed è lungo all’incirca  945 km, si sviluppa lungo la direttrice di più regioni, dal Piemonte all’Emilia, passando dalla Toscana fino a Roma e conosce una rinnovata celebrità.
Dal 1994 infatti, l’antica Via che nel medioevo univa Canterbury a Roma e ai porti della Puglia è stata riscoperta dai moderni viandanti, che si mettono in cammino lungo questo percorso splendido e sorprendente, dichiarato “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa”.
Il tragitto originario, da Canterbury a Roma era di 1600 kilometri e la difficoltà del tragitto che rappresentava in sé un atto di penitenza, simbolicamente e materialmente consegnava il pellegrino nelle mani di Dio. Il percorso a piedi infatti esponeva i credenti alle fiere e alle intemperie. Oggi non si corrono più i pericoli di un tempo e percorrere la via Francigena rappresenta non solo un itinerario spirituale ma anche l’occasione per un rinnovato rapporto con la natura e il territorio, la storia, le tradizioni.

francigena1
La regione Lazio ha investito sulla Francigena in termini di risorse e di promozione turistica, riattivando una serie di percorsi che hanno come fulcro Roma. Anche in Provincia di Lucca sono state effettuate molte opere per recuperare l’antico tratto della Via Francigena, che giungeva proprio nella città di Lucca, una delle mete di passaggio ma anche di arrivo di molti pellegrini.

francigena2
È inoltre cresciuta la necessità di avere strutture idonee per l’accoglienza dei pellegrini lungo l’interno tracciato. In anni recenti la Confraternita di San Jacopo di Compostella di Perugia gestisce diverse strutture di accoglienza sulla via Francigena, una in Toscana a Radicofani, lo Spedale di San Pietro e Giacomo, e una a Roma, lo Spedale della Provvidenza di San Giacomo e di San Benedetto Labre a Testaccio: essi sono destinati ad ospitare coloro che, dotati di credenziale, giungono a Roma secondo i canoni del vero pellegrinaggio.
Dal 2001 l’Associazione Europea delle Vie Francigene coordina lo sviluppo e la valorizzazione di un itinerario che, attraversando l’Italia e l’Europa, ripercorre la storia del nostro continente.
Consultando il sito http://www.viefrancigene.org si possono trovare queste e molte altre informazioni sul percorso spirituale che, tra basolati romani e santuari cristiani, ha forgiato la base culturale, artistica, economica e politica dell’Europa moderna.

Francesca Corsi

Advertisements