Itinerari umbri: la Porziuncola e la basilica di Santa Maria degli Angeli.

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Tablinum: l’Umbria, terra di borghi, colline, boschi e montagne, oltre ad essere una meta per turisti alla ricerca di cultura, arte e buon cibo, è anche la terra dei santi e in particolare di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Numerosi sono i luoghi legati alla vita del “poverello”, oltre naturalmente alla stessa Assisi, luogo in cui nacquero, vissero e morirono sia San Francesco che Santa Chiara. A Gubbio, ad esempio, uno dei luoghi francescani simbolo è la chiesetta della Vittorina, costruita dove il Santo avrebbe ammansito il lupo. L’altare è la pietra sopra la quale Francesco avrebbe predicato la riconciliazione tra l’animale e gli eugubini. Nella pianura umbra tra Cannara e Bevagna, a Pian d’Arca, sarebbe avvenuto invece uno degli episodi più famosi dei Fioretti, la predica agli uccelli. La pietra dove Francesco, secondo una credenza popolare, avrebbe posato i piedi durante la predica si trova nella duecentesca chiesa a lui intitolata a Bevagna. Sul Lago Trasimeno, secondo la tradizione, il Santo avrebbe trascorso la Quaresima del 1212 o 1213 sull’Isola Maggiore e vi rimase da solo per 40 giorni mangiando soltanto mezzo pane.

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Queste ed altre tappe vengono percorse ogni anno durante i pellegrinaggi che hanno come meta proprio Assisi, in particolare il santuario della Porziuncola che si trova all’interno della basilica di Santa Maria degli Angeli. Da pochi giorni è stato celebrato l’ottavo centenario della Festa del Perdono di Assisi, ovvero un’indulgenza plenaria che, nella Chiesa cattolica, può essere ottenuta dai propri fedeli dal mezzogiorno del 1º agosto alla mezzanotte del 2 agosto di ogni anno. Le origini di questa festa bisogna cercarle in una lontana notte dell’anno 1216, quando San Francesco, immerso nella preghiera presso la Porziuncola, vede la chiesina avvolta da una vivissima luce e subito dopo appaiono sopra l’altare il Cristo e la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Essi gli chiedono allora che cosa desideri per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco è immediata: “Ti prego che tutti coloro che, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, ottengano ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”. Il Signore accoglie la sua preghiera, a patto che Francesco ne parli al suo vicario in terra, ovvero il papa. Francesco si presenta subito al pontefice Onorio III che lo ascolta con attenzione e dà la sua approvazione. Alla domanda: “Francesco, per quanti anni vuoi questa indulgenza?”, il santo risponde: “Padre Santo, non domando anni, ma anime”. Il 2 agosto 1216, insieme ai Vescovi dell’Umbria, annuncia al popolo convenuto alla Porziuncola: “Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!”.

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La chiesetta intitolata a Santa Maria degli Angeli, edificata probabilmente nel IV secolo e successivamente passata sotto la proprietà dei monaci benedettini, prende il nome dalla zona denominata “Portiuncula”, che letteralmente indica la piccola porzione di terreno su cui sorgeva.

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Benché si possano trovare riferimenti alla zona della Porziuncola nei documenti del comune di Assisi risalenti intorno all’anno mille, è solo con la vita di San Francesco che il luogo acquisisce una sua precisa identità. Dopo aver abbandonato le ricchezze della propria famiglia San Francesco trovò rifugio in questa antica cappella, oggi accolta all’interno dell’ampia Basilica di Santa Maria degli Angeli, la restaurò e la ottenne in dono dai Benedettini, vi fondò poi l’Ordine dei Frati Minori nel 1209, affidandolo alla protezione della Vergine Madre di Cristo, cui la chiesina è dedicata. In questo luogo, inoltre, il 28 marzo 1211 Chiara di Favarone di Offreduccio iniziò la sua vita monastica fondando poi l’ordine delle Clarisse e San Francesco ottenne in sogno da Gesù l’indulgenza del Perdono.

Già prima dell’edificazione della Basilica di Santa Maria degli Angeli, i visitatori alla Porziuncola erano così numerosi che si resero necessarie delle strutture per la loro accoglienza. Ad esempio, nel 1450 Cosimo de’ Medici vuole la costruzione di quella “fontana delle 26 cannelle” detta anche “fontana dei pellegrini” che oggi si trova lungo il fianco della basilica.

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La struttura della Porziuncola ricalca l’impianto tipico delle strutture benedettine nello stile romanico umbro; la chiesa, costituita da pietre squadrate, è rimasta inalterata ad eccezione del piccolo campanile, di un portale ligneo del tardo ‘400 e della facciata quasi completamente affrescata da Federico Overbek nel 1830. Gli interventi di restauro del 1998 hanno permesso di evitare l’ulteriore degrado della cappella e recuperare i tessuti pittorici sia del grande polittico dietro l’altare dipinto nel 1393 da Ilario da Viterbo, che illustra la storia del Perdono di Assisi, quanto dei resti dell’affresco della Crocifissione nella parte absidale realizzato intorno al 1485 dal Perugino. Sulla soglia della chiesina sono incise le parole “hic locus sanctus est”, questo luogo è santo, perché Dio vi è sceso per incontrare Francesco e chiunque vi entri con fede.

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A custodire la Porziuncola è proprio la basilica di Santa Maria degli Angeli, fatta costruire per volere del papa Pio V tra il 1569 e il 1679, destinata ad accogliere ogni anno moltissimi pellegrini e che presenta, dal 1930, un’imponente statua della Vergine in bronzo dorato.

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Francesca Corsi

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