Eutopia Art Collection: XI Florence Biennale

FLB

Tablinum: Per l’undicesima volta, dal 6 al 15 ottobre 2017, la Fortezza da Basso di Firenze ospiterà la “Florence Biennale – Biennale internazionale di arte contemporanea”.
Per 462 artisti, provenienti da 72 paesi e cinque continenti, si tratterà di una vetrina d’eccellenza per la produzione artistica contemporanea a livello internazionale confermandosi come “piattaforma” indipendente, libera, inclusiva e innovativa per artisti che a diversi stadi di carriera sperimentano tecniche antiche e nuove con materiali disparati e che accoglie le principali forme di espressione artistica.

Giunta alla sua XI edizione e diretta da Jacopo Celona con la curatela di Melanie Zefferino, “Florence Biennale” si propone di contribuire a delineare una visione del futuro in cui creatività e sostenibilità siano principi fondanti di un “ecosistema” d’arte e cultura ove prevalga il rispetto della natura e di tutte le forme di vita sulla Terra. In questa prospettiva, sintetizzata nel tema “eARTh: creatività e sostenibilità”.
E’ una bella sfida quella che l’artista contemporaneo si trova a dover affrontare: il ritorno alle origini, il richiamo ad un arte che sappia cogliere l’essenza del mondo in cui siamo immersi e che sappia promuovere il dialogo fra natura e uomo, ricollocandolo in quel ambito dal quale si è estromesso volontariamente abbandonando ogni forma di comunicazione con il mondo circostante. Così l’artista, torna ad avere un ruolo attivo nel mondo, scende dalla propria “turris eburnea” per rispondere a quell’essenziale bisogno di comunicare utilizzando la propria sensibilità ed espressività.

La selezione presentata da Tablinum Cultural Management in occasione della XI edizione della Florence Biennale vuole evidenziare questa necessità di ritrovare spontaneità nell’arte. L’arte sostenibile è per noi arte accessibile: un’arte che esprime valori profondi e che restituisce tutta la sua importanza al ruolo dell’artista proprio. Di fronte ad una società complessa e contraddittoria come quella contemporanea, appare indispensabile che l’arte torni ad essere punto di riferimento per tutti noi e che sappia donarci la capacità di essere in comunione con il mondo.
A rappresentare Tablinum in questa importante vetrina internazionale saranno: Mariangela Bombardieri, che con il suo tratto inimitabile fatto di metanarrazioni coloristiche, ci presenta Gilgamesh e il Sogno del Faraone; Cecilia Martin Birsa attraverso sua opera scultorea La gavetta, ci racconta la tensione dell’anima che, tesa al raggiungimento del proprio obbiettivo, si sdoppia fra speranza e determinazione; la pittura densa di astrazioni liriche e simbolistiche di Nathalie Monac, sarà rappresentata dall’opera Antenne Galatique; mentre l’aritsta francese Dominique Joyeux ci coinvolge in un vortice di colori ed emozioni con Pulsation Jamaïque dove musica e colore consentono all’anima di ritrovare il proprio legame con la madre terra.

Il percorso di visita abituale sarà arricchito dalla preparazione di un catalogo digitale, scaricabile sia sul web che in loco, presso lo stand di Tablinum, attraverso il qrcode. Il catalago fungerà da guida ed approfondimento per meglio analizzare l’opera delle artiste esposte e consentirà al visitatore un’analisi approfondita della poetica da cui ciascuna di esse attinge per mettersi in comunicazione con il mondo che la circonda.
L’XI edizione di “Florence Biennale” si svolge con il patrocinio di: MiBACT, Regione Toscana, Provincia e Città di Firenze, Università di Siena, Assemblea Parlamentare del Mediterraneo e ICOMOS.

COMUNICATO STAMPA / PRESS RELEASE by Tablinum Cultural Management | http://www.studiotablinum.cominfo@studiotablinum.com – +39 339 2181456

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Eutopia Art Collection: Orizzonti su Carta

loc settembre

Tablinum: La rassegna Eutopia Art Collection 2018 torna nel mese di settembre presso la galleria Art…on paper di Lugano (Svizzera), con la mostra collettiva “Orizzonti su Carta”, degli artisti italiani Teresa Condito e Vincenzo Vallone.

La mostra avrà una sua Vernice venerdì 15 Settembre, dalle ore 19.00, e terminerà domenica 24 Settembre.

Tablinum in collaborazione con la galleria luganese Art…on paper, è lieto di presentarvi il progetto “Orizzonti su carta”, rassegna dedicata alle opere di due artisti che hanno fatto proprio del supporto cartaceo un mezzo con il quale veicolare riflessioni ed emozioni forti provenienti dalla vita di tutti i giorni con le sue sfumature di luce e ombra ma anche dai gravi fatti di cronaca che stanno cambiando per sempre la storia del mondo occidentale.

Ad accompagnarci in questo viaggio alla ricerca di un orizzonte interiore, verso il quale volgerci tra l’incertezza di una consuetudine sempre più minacciata da eventi esterni e un’interiorità disorientata ma decisa a ritrovare i propri punti saldi, sono le opere degli artisti Vincenzo Vallone e Teresa Condito qui esposti in due percorsi espositivi personali ben distinti eppure in costante dialogo fra loro.

Dopo il crescendo di episodi terroristici di matrice islamica che hanno sconvolto il mondo, minacciando la nostra esistenza ed identità culturale (come nel caso tragico di Palmira) l’arte di Vincenzo Vallone non è più stata la stessa: si è trasformata in un grido di dolore e di avvertimento al mondo occidentale culminato nella sua prima personale “Attenzione, c’è Attenzione nel Mondo!” nel 2015, presso il Museo di Villa Carlotta sul Lago di Como. Oggi, nel 2017, alla luce dei nuovi terribili avvenimenti che minacciano la nostra civiltà, l’urlo di Vallone si è fatto sempre più assordante mentre le sue opere recano oggi i segni di un profondo compianto e di un atterito monito che si concretizza nella sua esposizione luganese “Attenzione…e se domani” costringendo il visitatore ad immaginare scenari inquietanti ma purtroppo non così irrealizzabili.

Teresa Condito è un’artista che ha all’attivo importanti partecipazioni fra cui spicca la premiazione alla Biennale di Venezia del 2015 con il collettivo Le Grande Bouffe presso il Padiglione del Guatemala. Oggi la ritroviamo in una veste inedita in cui ci presenta i suoi lavori realizzati su carta, nati da una profonda e personale interiorizzazione del mondo che la circonda.

La creazione di queste disegni, differiscono nettamente dalle forme del monumento “L’Essere”, installato presso Piazza Benedetto XV a Casoria, in Italia, o dalle provocatorie installazioni della Biennale eppure nascono dalla stessa volontà di osservare ciò che la circonda per darne poi libera interpretazione attraverso il medium artistico.

Dettaglio non trascurabile nella realizzazione di questo ciclo su carta, che potremo ammirare in esclusiva in occasione della sua anteprima luganese,  è la rinuncia ad utilizzare qualsiasi tipo di pennello, spatola o altro strumento per interagire con la carta: il colore viene steso utilizzando la propria mano, in un contatto diretto ed esclusivo fra materia e supporto, fra pensiero e azione.

I titoli sono eloquenti che rivelano come lo sguardo e la riflessione siano momenti inestricabili di uno stesso atto creativo: “Melodie dell’anima” “Le ballerine”, “Leggerezza” e “Armonie di Gong Gong”, ci portano a una dimensione che aspira alla calma e tranquillità mentre altre opere come “Bianco Rosso. Stracci bianchi celano orrore umano: macchiandosi di rosso le verità emergono” puntano impietosamente il dito sulle contraddizioni della nostra società.

Orari visita:

Lunedì chiuso

Da martedì a venerdì dalle ore 15.00 alle ore 18.00

Sabato e domenica dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle ore 18.00.

Orizzonti su Carta è una mostra prodotta e curata da Tablinum Cultural Management.

Eutopia Art Collection: Noi/Natura. Dalla Sicilia al Lago di Como

Tablinum: eccovi il video della mostra personale “Noi/Natura. Dalla Sicilia al Lago di Como“, dell’artista siciliana Giovanna Lentini.
La mostra ha come location la Torretta Romantica di Villa Carlotta, da sabato 05 a domenica 20 Agosto 2017.
Curatrice della mostra la storica dell’arte Elisa Larese.

PALAZZO GALLIO APRE LE SUE STANZE ALL’ARTE

banner esterno gallioTablinum Cultural Management: Palazzo Gallio, la splendida dimora rinascimentale affacciata sulle rive settentrionali del Lago di Como, a Gravedona ed Uniti, apre le sue stanze a quattro artisti contemporanei per una mostra in cui i protagonisti saranno: il paesaggio, la storia e l’emozione.

Non esiste un percorso più immaginifico e stratificato di quello che ha dato vita a questa mostra, nata dalla passione verso i luoghi da cui questi artisti hanno tratto ispirazione nel corso della loro carriera  e  che hanno trovato nel segno artistico la loro espressione più completa.

Una mostra fuori dagli schemi, con opere che offriranno al visitatore una lettura inedita e sorprendente sul tema del paesaggio inteso come traccia antropologica ma anche emotiva attraverso il linguaggio dell’arte.
Il tutto in un percorso che suggerirà riflessioni e meditazioni sull’evoluzione del paesaggio dalla rappresentazione di segni della natura a rivelazione di pensieri e linguaggi dell’uomo, dove l’arte nasce dalla relazione tra esperienza vissuta interiore ed esperienza sensibile fatta di ascolto e osservazione delle cose e dell’ambiente.

Il lario è bello perchè è vario 30X50, acrilico su tavola di abete

Fra gli artisti anche il giovanissimo talento lariano Stefano Perini, in arte Cheville, che proporrà per la prima volta in pubblico la serie dei “paesaggi destrutturati” del Lago di Como.
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Monique Laville, insignita della medaglia di benemerenza per il suo impegno culturale dal premier canadese in persona, proporrà le sue celebri “vedute d’antan” ispirate ad epoche storiche ormai distanti dalla nostra frenetica vita contemporanea ma che ancora possono donarci preziose lezioni di vita.

12 Gilles Mazan. La Côte près de Bréhec, De[s]composition[s] de couleurs (4). 2014. Huile sur toile. 116x89 cm

Gilles Mazan sublima il paesaggio in segno e colore attraverso le tecnche della decomposizione coloristica, donando a ciò che lo circonda una prorompente carica espressionista che ha fatto di lui uno dei maestri del colorismo contemporaneo.

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Anne Delaby attraverso la propria arte si fa medium frail fruitore e la natura incoraggiandolo a riscoprire quella capacità di “sintesi armonica” con il mondo che si traduce in un mutuo legame con esso in cui non vi è più polarità e conflitto ma armonia e benessere.
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Mina Kordali mette in atto un’estetica dei sentimenti, in cui il paesaggio rappresentato con tratti materici dove il colore predomina sulla linea, conserva un’eco di quel mondo antico che è  l’humus della in cui è germogliata una poetica fortemente evocativa che fonde sulla tela colori ed emozioni dell’artista. Poichè “ogni viaggio nel mondo è, innanzitutto, un viaggio in noi stessi”.

TABLINUM CULTURAL MANAGEMENT, CHI SIAMO:

La complessità e la rapidità dei cambiamenti in atto nel mondo culturale richiedono capacità crescenti di interpretazione del contesto, padronanza di metodi e strumenti per attivare strategie innovative al fine di garantire la sostenibilità dei progetti e delle organizzazioni in ambito culturale.

I nostri professionisti sono attentamente selezionati per essere in grado di coniugare le tradizionali conoscenze artistico-culturali a capacità e know-how che li rendano autonomi nella progettazione, gestione e promozione della filiera culturale.

L’obiettivo di Tablinum Cultural Management è quello di offrire servizi nell’ambito nel modo più completo possibile, con una forma flessibile ed innovativa capace di adeguarsi alle esigenze dei nostri interlocutori e sempre attenti ad una visione globale del progetto.

Dalla commistione fra preparazione umanistica e attenta analisi della domanda e dell’offerta, che regola il mondo culturale oggigiorno, nasce il progetto di Tablinum.

Per questo, i nostri progetti nascono dalla volontà di divulgare un modello culturale in cui il sistema dell’arte sappia comunicare i valori fondamentali che sorpassino le usuali logiche di mercato e riscoprano il valore primario della cultura, quale nutrimento della coscienza umana. Per questo amiamo considerarci prima di tutto “impiegati della cultura”.

WOMEN IN ART | Contemporary Trascendence |Myriam Feuilloley

(ITA)

L’arte di Myriam Feuilloley può rievocare in noi suggestioni di matrice Surrealista che, però assumono immediatamente un linguaggio del tutto personale e autonomo. Questo perché Feuilloley riesce ad appellarsi in modo del tutto spontaneo a quella che è la dimensione simbolica dell’essere in modo che nel suo linguaggio dominino i meccanismi dell’inconscio e del simbolico.

La tela diventa il filtro attraverso il quale l’artista analizza la società contemporanea e la trasfigura sottoponendola ad un’acuta analisi introspettiva per poi metterla di fronte allo spettatore e innescare in lui una riflessione sul mondo contemporaneo e sull’approccio con cui ognuno di noi è chiamato a misurarsi.

Ed ecco che nelle tele di Myriam troviamo personaggi scevri di caratterizzazione fisica, che ci appaiono finalmente per ciò che sono, attraverso un processo di esteriorizzazione della propria interiorità: scompaiono segni distintivi come i capelli o gli abiti, quasi a voler sottolineare la mancanza dei soggetti di poter affermare un’identità fisica chiara e consapevole senza fare appoggio ad accessori e orpelli che si fanno veicolo di riflessione sulle modalità in cui l’individuo è chiamato a confrontarsi con il mondo esterno ma anche sui suoi tentativi di trascendere da esso.

Attraverso differenti livelli di lettura della tela l’artista lancia una vera e propria sfida allo spettatore e lo costringe a mettere in discussione se stesso in qualità di osservatore e al contempo soggetto.

Ed eccoci così di stimolati a intrapredere una riflessione chiara e diretta in merito al rapporto dell’uomo con la propria contemporaneità: incapace di andare oltre un certo materialismo esistenziale, sterilmente trincerato in se stesso.

Nessuno spazio per guardare oltre se stessi, ogni orizzonte sembra ormai occluso: la necessità di trascendere da sé si realizza sterilmente attraverso l’utilizzo ossessivo di tablet e smartphone: i soggetti dipinti da Feuilloley uno accanto all’altro sullo sfondo di un meraviglioso cielo azzurro appaiono troppo concentrati a contemplare la loro esistenza intrappolata in uno schermo LCD per poter alzare lo sguardo e intraprendere un dialogo umano. Il bisogno di trascendenza si banalizza in un’urgenza di evasione da se stessi e si smarrisce in una tentativo di sublimazione tecnolgica sterile e inconsistente.

Ma davvero le nostre “trascendenze contemporanee” si riducono a questo estraniante dialogo in cui sembra proprio siano andati smarriti non solo i rapporti con i nostri simili ma persino la nostra autoconsapevolezza? Difficile dare delle risposte a queste domande. Nelle tele esposte alla fine di questo percorso l’artista lascia però trapelare un messaggio positivo: forse è ancora possibile risvegliare in noi il prezioso che sembra giacere sotto la coltre di una vita vissuta al di fuori di se stessi. Il “come” spetta a noi scoprirlo trovando il coraggio di metterci realmente in gioco.

La nostra sete di Trascendente, posta sulla bilancia della vita contemporanea, infine raggiungerà il suo peso specifico e, mettendo le ali alla nostra anima, riusciremo forse a librarci al di fuori della prigione del narcisismo e dell’autoreferenzialità per riprendere un viaggio tutto nostro alla ricerca di quel mistero prezioso che rende la vita di ciascuno di noi unica e ineguagliabile.

(ENG)

Myriam Feuilloley’s art can evoke in us suggestions of a surrealist matrix, which however assume at once a language which is completely personal and autonomous. This occurs because she manages to appeal to that which is a symbolic dimension of the being in such a way that unconscious and symbolical mechanisms dominate her language.

Her painting becomes a filter through which the artist analyses contemporary society; she transfigures it by subjecting it to an acute introspective analysis and then placing it in front of the spectator thus triggering a reflection of the contemporary world and on the approach that each of us is called upon to measure.

We find, in her paintings, personages void of physical characterisation which finally appear to us for what they are by means of an exteriorization process of their own inwardness: distinctive signs disappear such as hair or clothes, almost wishing to underline the lack of subjects so as to affirm a clear physical, conscious identity without relying on accessories and disguises which are a means of reflecting the ways in which the individual is called upon to confront himself with the world outside but also his attempts to transcend it.

The artist launches a real challenge to the spectator through different levels of interpretation, and forces him to examine himself both for his own qualities as an observer and, at the same time, as a subject.

Myriam Feuilloley’s paintings grant us a clear and direct reflection concerning relations with man with his own contemporaneity: unable to go beyond a certain existential materialism, fruitlessly entrenched in himself.

No space to look at beyond ourselves, each horizon even seems obstructed: the necessity to go beyond oneself is fruitlessly realised with the obsessive usage of tablets and smartphones: the subjects painted by Feuilloley, one next to the other on a background of wonderful blue sky, appear to be too taken up with contemplating on their existence trapped in a LCD screen, rather than to raise their eyes and start a human dialogue. The need of transcendency is banalised in the urgency of evading and losing ourselves in an attempt of sterile and in consistent technical sublimation.

But do our comtemporary transcendencies really reduce themselves to this estranged dialogue in which it would appear that not only our relations with our fellow men but even our own awareness have been lost? It is difficult to answer these questions, but in the paintings at the end of the exhibition the artist releases a positive message: perhaps it is still possible to reawaken within ourselves something precious under the blanket of a life outside of ourselves. It is up to us to find it by finding the courage to really trying to participate.

Our thirst for Transcendency, in balance with contemporary life, will, at the end, reach its specific weight and by adding wings to our soul, we will perhaps manage to free ourselves outside of this prison of narcissism and of self-reference to continue a special journey in search of that precious mystery which makes the life of each of us both unique and incomparable.


ABOUT MYRIAM FEUILLOLEY

www.feuilloley.com


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Women in Art. L’Arte Contemporanea è Donna!

Tablinum Cultural Management è lieto di annunciare l’inaugurazione della mostra d’arte contemporanea internazionale “Women in Art. L’Arte Contemporanea è Donna. Proposte per una collezione” che si terrà presso l’Ala del Teatro del Falcone all’interno del grandioso complesso museale di Palazzo Reale in Genova.

La mostra che aprirà al pubblico sabato 25 marzo 2017 dalle ore 10.30 e chiuderà domenica 9 aprile 2017 alle ore 18.30, sarà caratterizzata da una serie di eventi speciali in concomitanza dell’atteso appuntamento UNESCO dei Rolli Days di cui Palazzo Reale è uno dei protagonisti eccellenti.

Con Women in Art abbiamo deciso di creare un percorso espositivo che trattasse l’arte da un’angolazione inedita. Visitare questa mostra sarà un un po’ come catturare il segreto più intimo di queste artiste che riuniscono in sé un binomio meraviglioso: essere donna e al contempo essere artista. Liberatasi dagli stereotipi femminili che ancora sopravvivono al giorno d’oggi, la donna si fa musa di se stessa: ha ormai deciso non essere più un soggetto passivo nelle mani di chi ne modella le forme o l’immagine a proprio piacimento. Decide piuttosto, di essere una creatrice, di regalare allo spettatore quello che è il proprio sguardo sul mondo.

Questa mostra, che occuperà l’intera superficie del Teatro del Falcone, vedrà la presenza di sette artiste pronte a introdurre il visitatore nella propria personale visione del mondo, raccontatoattraverso il filtro dell’arte. Sette mondi artistici che saranno concretizzati in sette differenti concept curatoriali e che si snoderanno nello spazio espositivo, creando un effetto di immersione non solo visiva ma soprattutto emotiva molto significativa per il visitatore.

Giovanna Lentini, presenterà le sue opere su tela e gli arazzi con un tema che vuole farsi emblema di tutta la sua produzione artistica: “Rosso Dentro. Il gruppo Math12 attraverso l’installazione immersiva “Di Stazione in Stazione ci regalerà degli sguardi inediti su Genova. Anne Delaby in “Lighting the Art” ci trasmetterà tutto il potere benefico di un’arte che illumina e si fa messaggera di bellezza e positività. Le sculture di Mieke Van den Hoogen in “Female Touch” dialogheranno con il visitatore evidenziando il filo d’oro che lega da sempre la manualità femminile a     l’arte. Myriam Feuilloley in Contemporary Trascendence” indagherà il bisogno di evasione da se stessi e il difficile anelito alla spiritualità che attanaglia la società moderna. Monique Laville ci immergerà, con le sue opere dal sapore impressionista, in una vera e propriaReverie” fatta di Nostalgia per un mondo ormai passato e di attenta riflessione sull’attualità. Infine con Anne Marie Torrisi riscopriremo la meraviglia di fare “Arte in Libertà”, laddove il gioco dei colori e delle forme si fa espressione di gioia di vivere.

La mostra Women in Art nasce dal concept curatoriale di Tablinum Cultural Management, è realizzata in collaborazione con il Museo di Palazzo Reale di Genova e si iscrive nell’ambito della rassegna annuale Eutopia Art Collection ideata per Tablinum Cultural Management da Elisa Larese e Alessandro Cerioli.

La mostra sarà aperta dal 25 marzo al 9 aprile con i seguenti orari: MART-VEN 14.30-18.30, SAB 10.30-18.30 e DOM 13.30-18.30

Sono previsti tre eventi straordinari:

– Sabato 25 Marzo dalle ore 10.30l’apertura ufficiale in presenza degli artisti e degli organizzatori;

– Venerdi 31 Marzo alle ore 17.00 Art & Haute Couture Fashion Event aspettando i Rolli Days, in collaborazione con gli sponsor Ludema Bag e Litvi&Marti. Sfilata di Alta Moda presso la scalinata del Teatro del Falcone.

– Sabato 1 Aprile dalle ore 10.30 alle ore 18.30 Art meet the Artists con visite guidate alla mostra in presenza delle artiste.

Il visitatore potrà usufruire di contenuti digitali speciali accessibili dal proprio smartphone grazie alla presenza di qr code lungo il percorso di visita.

TABLINUM CULTURAL MANAGEMENT: i nostri progetti nascono dalla volontà di divulgare un modello culturale in cui il sistema dell’arte sappia comunicare i valori fondamentali che sorpassino le usuali logiche di mercato e riscoprano il valore primario della cultura, quale nutrimento della coscienza umana. Per questo amiamo considerarci prima di tutto “impiegati della cultura”.

Luz de la Vida: l’opera di Cheville per Art Capital 2017

Tablinum: Stefano Perini, in arte Cheville, è un giovane artista che lavora sul filo delle emozioni per tradurle in arte allo stato puro. Viva e vitale come la sua creatività. Fa parte del Gruppo Arte Libera che esercita fra il Lago di Como e la Valtellina.

Una carriera agli esordi quella di Cheville in cui le emozioni intense e la gioia di vivere trovano espressione in colori accessi dai toni caldi che invadono la tela con la loro possanza cromatica e materica e ci trasmettono una gioia pura fatta di entusiasmo.

Una figura d’essere umano, stilizzata in verde, colore che ci rimanda al concetto di naturalezza e spontaneità, ci parla di armonia con la bellezza del mondo che ci circonda e di felicità nello scoprirsi parte di uno stupefacente e gioioso macrocosmo di cui siamo felici abitanti.

La luce della vita  ci trasmette tutto l’ entusiasmo che dovremmo conservare nel celebrare la vita e nell’amarla, nonostante le brutture, le difficoltà, i momenti di tristezza.

Poiché una volta fissato uno scopo, possediamo la nostra luminosa guida ad illluminare ed allietarci la giornata.

L’opera di Cheville, Luz de la Vida, sarà presentata in esclusiva presso lo stand E7 di Tablinum Cultural Management in collaborazione con Artistes Indépendants dal 15 al 19 Febbraio 2017 presso il Grand Palais di Parigi.

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CHEVILLE

L'immagine può contenere: una o più persone, barba, occhiali e occhiali_da_sole

Stefano Perini, in arte “Cheville”, nasce a Gravedova in provincia di Como nel 1992; si diploma come disegnatore tessile ed inizia il suo percorso pittorico da autodidatta nel 2012 sperimentando i primi acrilici su cartone. Nel 2013 inizia a far parte del movimento “Gruppo Arte Libera” dove si mette in gioco in maniera completa ed eclettica.

La rappresentazione del suo stato d’animo è il nucleo da cui scaturisce la sua arte  che alterna un uso immediato e deciso del pennello a uno più riflessivo e romantico.

Il dinamismo del suo lavoro è ben esemplificato dall’utilizzo poliedrico dei materiali che vanno dalla carta alla tela, avendo comunque entrambi come obbiettivo di riuscire a rendere sul materiale lo stato emotivo e l’energia dell’artista.