La settimana della Sublimazione dell’Arte… a Torino

Torino-Luci-dArtista-Luigi-Mainolfi-Lui-a-LArte-di-Andare-nel-BoscoTablinum: quella conclusasi a Torino domenica 8 novembre è stata una settimana intensa all’insegna dell’Arte. Una città felicemente invasa dall’arte di ogni epoca e provenienza che collezionisti  e appassionati hanno popolato lasciandosi trasportare dalle numerosissime e multiformi suggestioni pronte per essere recepite.

Ad Artissima, dopo i rumors circolati nei mesi precedenti sulle teste blasonate dell’arte fatte cadere dall’implacabile comitato scientifico, che si bisbigliava avesse rinunciato a gallerie arcinote a favore di altre di nuova leva e provenienza, l’attenzione è stata tutta per la qualità delle eccellenti proposte artistiche in campo fra cui spicca la nuova sezione tutta dedicata alla performance artistica. L’imperativo, scandito dal motto “present future” è stato, ancora una volta, innovare e stupire, senza rinunciare alla qualità. Gli occhi dei collezionisti e degli addetti ai lavori, si sono subito puntati sulle giovani leve ospitate in gran numero, pronte a cavalcare l’onda di quella che si preannuncia come una nuova e promettente stagione artistica.

Fondata nel 1994, Artissima ha saputo costruirsi in questi ventun’anni, una propria identità esclusiva guadagnandosi un posizionamento unico nel panorama delle grandi fiere mondiali quale palcoscenico della migliore ricerca nel campo delle arti visive. L’edizione 2015, ha ulteriormente confermato l’alto livello qualitativo e l’internazionalità mai disgiunti dalla vocazione sperimentale e interculturale che ne è il tratto peculiare e distintivo.

Alla sua quinta edizione, ha avuto luogo, in questa settimana torinese d’arte, anche il più contemporaneo di tutti gli appuntamenti torinesi: The others Fairs, la fiera dedicata al futuro dell’arte contemporanea: protagonisti sono stati ancora una volta, tutti gli operatori, profit e no-profit, che lavorano continuativamente su programmi dedicati a giovani artisti emergenti. Il tema di The Others 2015 è staygold: rimanere puri, veri, fedeli a se stessi e ai propri ideali, integri nel corpo, saldi nello spirito, sempre in movimento, sensibili a ciò che accade attorno. Essere liberi, anticonformisti, sovversivi verso omologazioni o stereotipi.

 © ANSA

Flashback, la più giovane di tutte le rassegne in corso, è quella che ha convogliato le suggestioni cronologicamente più antiche. Si conferma la sua straordinaria vocazione ad ospitare l’arte mantenendola sul costante filo dell’analessi: tra i padiglioni del palazzo Isozaki, l’arte procede tramite un riavvolgimento metanarrativo che compenetra il passato nel presente.

ll sublime designa da sempre “ciò che è al limite”, ovvero  sub, “sotto”,  limen, “soglia”; designa quel confine che,  una volta trovato il coraggio per l’attraversamento, ci consente di  “giungere fin sotto la soglia più alta”.

E’ così che ci si sente: costantemente sul punto di fare questo passo e colmare finalmente quella distanza insuperabile che separa il soggetto dall’oggetto d’arte. Si prosegue stringendo la mano di un compagno grave e taciturno pronto a portarci al di là dell’abisso vertiginoso, ed è sintesi condensata in un senso d’inquietudine, un brivido a cui segue un accenno di letizia.

In fondo, l’arte antica non è mai esistita così come non lo è quella contemporanea: esiste solo l’Arte con le sue emozioni vibranti, la sua continua reinterpretazione del mondo in cui siamo immersi, al di là del tempo e dello spazio.

Forse quello che noi, frenetici, a volte distratti, frequentatori seriali di fiere d’arte, abbiamo sfiorato calcando i corridoi di queste rassegne è molto più della tendenza artistica in cui va materializzandosi, e perché no, personalizzandosi il nostro edonismo?

L’Arte all’origine e alla fine di ogni estetica, o forse persino, al di sopra di essa. Si evolve al ritmo dell’umanità, il suo essere legata a un’epoca, a un territorio, sia essa quadro dall’accademica compostezza, forma scultorea frammentata o installazione, diventa comunque e sempre dettaglio, frazione di un unico grande respiro universale.

Passeggiando fra i padiglioni, fra le strade di una città illuminata d’Arte, i nostri passi sono in costante equilibrio fra suggestioni e mondi che si schiudono ai nostri sensi e, attraverso lo sguardo, raggiungono quell’angolo della nostra mente in cui i nostri pensieri sono ancora raggomitolati, in attesa di stimoli nuovi.

Elisa Larese

Civita di Bagnoregio, the dying town

                        bagnoregio 2

Tablinum: In Italy there is a town perched on top of a tuff spur and accessible only by a bridge, where cars do not circulate and inhabited by twelve people. Its unreal fairytale charm has attracted the interest of many film directors and many tourists from US to PRC. We are talking about Civita di Bagnoregio, near Viterbo, known also as “the town that is dying” because of its geological nature. It is situated on the top of a hill between the valleys formed by the streams Chiaro and Torbido, and its isolated position is due to the gradual erosion of the hill and the surrounding valley, which gave rise to the typical forms of calanchi, small gullies delimited by ridges and pinnacles created by the water washing away clay stone.

The city was founded 2500 years ago by the Etruscans, who – as the Romans later – had to cope with the problems of instability and seismicity of the area through impressive works of sewage of rainwater and containment of the streams. Evidence of Etruscan presence are the urban structure of the entire village, a necropolis found in the rock below the lookout in the area of San Francesco Vecchio; the “Bucaione”, a deep tunnel dug in the lower part of the town, which allows access directly from the settlement, to the calanchi valley; and the cave of St. Bonaventure also, in which they say that St. Francis healed the small Giovanni Fidanza, who later became St. Bonaventure, and it is actually an Etruscan chamber tomb.

 civita-di-bagnoregio-5

From the few documents found that Civita di Bagnoregio and Bagnoregio were two districts of a city that until the eleventh century was called Balneum Regis. A legend says that it was Desiderius king of the Lombards (756-774 AD), recovered from a serious illness thanks to its hot springs who gave the town this name. In 774 Carlo Magno ended the Lombard phase, returning the land to the Pope. From this date Balneum Regis becomes part of the domain of the Church even if during the feudal period the city, with its strong and rebellious attitude, became a serious problem for the papacy. The mid-twelfth century Bagnoregio is a free town, but will see its independence threatened by the ambitions of the Empire. The city was occupied in 1186 by the son of Frederick Barbarossa, Henry IV, pointing against Orvieto. The hostile relations with Orvieto characterize the entire history of medieval Bagnoregio; especially the family of the Monaldeschi attempted to establish control over the city in order to preserve it as a Guelph garrison as part of the fighting against the Ghibellines of Viterbo. The continuous exploitation tax to the detriment of the inhabitants of Bagnoregio eventually provoked a violent rebellion that led to the destruction of the castle of Cervara, from which the Monaldeschi had exercised their power for more than a century. In memory of these events, above the area of the port of Santa Maria were walled two lions in basalt stone that hold human heads between their legs to commemorate the victory of the people of Civita.

In the last decade of the fifteenth century the Church’s control over the city strengthens: it begins the “Government of the cardinals” who exercised power in the middle of lieutenants, thus limiting the municipal freedom, who saw its end in 1592 when it was founded the Congregation of the Good Government with the aim to exercise a strict supervision of all activities of the municipalities.

The decline of the town of Civita begins after the earthquake of 1695, which caused serious damage to roads and buildings, forcing many residents to leave the city. The succession of other earthquakes and landslides that risked to remain completely isolated Civita, contributed to increase the population transfer elsewhere, up to a near-total abandonment. Only in 1965 was built the concrete bridge that now allows you to reach the city.

In addition to the Port of Santa Maria, the only access to the city, within the village are several medieval houses, the church of San Donato, overlooking the main square and where inside houses the SS Wooden crucifix, the Bishop’s Palace, a mill of the sixteenth century and the birthplace of St. Bonaventure.

The old town is a member of the most beautiful towns in Italy. Because of its stunning geographical position and its charming medieval buildings, it has been used several times as a set of many films, including The Two Colonels (1962) by Steno, with Totò protagonist.

bagnoregio 1

Francesca Corsi

Translation by Agostino Sargenti

Cultura classica e tradizione cristiana: il pastore Endimione e il profeta Giona.

Tablinum: quando il Cristianesimo entrò a far parte della Storia all’interno dell’Impero romano, ci si immagina spesso una società divisa, caratterizzata da un conflitto più o meno aperto tra i pagani e i cristiani. In realtà, come per ogni processo storico, i mutamenti furono molto più lenti e complessi di quanto si possa pensare. A dimostrarlo chiaramente sono proprio le rappresentazioni artistiche, delle quali ci occuperemo nel corso di questo anno.
Questo mese tratteremo nello specifico un personaggio biblico dell’Antico Testamento, il profeta Giona, e il rapporto di continuità che si instaura con un personaggio della cultura pagana, Endimione. Chi erano, innanzitutto?

    Endimione_dormiente,_frammento_di_un_gruppo_con_selene,_copia_romana_da_originale_greco_del_II_sec._ac.Sistine_jonah

Giona, personaggio di dubbio fondamento storico, è un profeta ebreo, uno dei dodici Profeti Minori della Bibbia, e la sua storia è narrata proprio nel libro a lui dedicato. Fuggito a Tarsis disobbedendo all’ordine divino di andare a predicare a Ninive, Giona diviene causa della tempesta che mette in pericolo la nave dove si trovava con l’equipaggio e per questo viene gettato in mare. Il profeta trascorre tre giorni nel ventre di un “grande pesce”, per questo si è visto in lui la prefigurazione della resurrezione di Gesù (Matteo 12,40). Il profeta, dopo molte preghiere, viene liberato dal ventre del mostro marino e porta a compimento la sua missione andando a predicare ai niniviti i quali, contro ogni aspettativa, si pentono e Dio decide di risparmiare la città. Giona voleva che Ninive fosse punita e, non contento, chiede a Dio di farlo morire. Ma il Signore, invece di portargli la morte, gli fa spuntare un ricino sopra la sua testa per fargli ombra e alleviarlo dal suo male. All’alba del giorno dopo un verme rode il ricino che muore e, per il caldo insopportabile, Giona invoca di nuovo la morte. Iddio allora gli spiega se egli si rattrista a morte per una pianta di ricino, a maggior ragione il Signore si era rattristato per la possibile morte di innocenti nella città di Ninive se avesse deciso di distruggerla.
Nell’arte Giona, il profeta ribelle, è rappresentato principalmente in tre modi: mentre viene gettato nelle fauci del pesce; mentre viene da questo rigettato e mentre riposa sulla spiaggia, sotto un pergolato di cucurbitacee o sotto un albero. Queste rappresentazioni compaiono sin dagli inizi dell’arte cristiana, specie tra il III e il IV secolo, nell’ambito di pitture catacombali, sarcofagi, mosaici, graffiti.

catacombe ss marcellino e pietro roma IV sec

800px-Aquileia,_storia_di_giona,_pavimento_della_basilica,_1a_metà_del_IV_secolo

A tal proposito, vi è un’opera d’arte del III secolo, il sarcofago di Santa Maria Antiqua, in cui la storia di Giona si incrocia con quella di Endimione; chi era costui? Pausania e Apollodoro ci narrano che il mitico giovane, essendo stato colpito dalla benedizione ambigua dell’eterna giovinezza e del sonno perpetuo, era visitato di notte da Selene, la dea della Luna, che faceva l’amore con lui e gli partorì cinquanta figlie.
Tornando al sarcofago, conservato presso la chiesa di Santa Maria Antiqua a Roma e datato circa 260-280 d.C., sono raffigurate su di esso in un continuum una serie di scene simboliche legate a nuovo culto cristiano: (da sinistra) Giona sdraiato sotto una pianta, un filosofo che legge un rotolo (al centro), il Buon Pastore ed una scena di battesimo (a destra). Il personaggio di Giona è stato identificato anche con Endimione; mentre però il sonno di Endimione era un riposo beato, quello di Giona era stato un sonno poco felice, come abbiamo potuto apprendere. La sovrapposizione dei due protagonisti del mondo cristiano e pagano può essere così spiegata.

sarcofago_dionisiaco_maria_antiqua
Nel mondo romano l’uso di seppellire i defunti con il rito dell’inumazione comportò l’utilizzo di sarcofagi, spesso riccamente scolpiti. Tra la fine del II e i primi decenni del III secolo d.C. lo sviluppo delle comunità cristiane e di una specifica iconografia portò alla nascita di una tipologia di sarcofagi decorati con temi cristiani. I primi di essi nascono tuttavia nelle stesse officine che producono manufatti di carattere profano. Lo stesso sarcofago di S.Maria Antiqua fu prodotto infatti da officine romane, (da collocarsi nell’ambito dell’officina che produsse anche il Sarcofago Ludovisi, oggi a Palazzo Altemps, Roma). Dal repertorio figurativo tradizionale pagano ereditano schemi figurativi, in alcuni casi risalenti addirittura all’età ellenistica, che vengono poi modificati, di volta in volta, con l’inserimento di scene e figure tratte dal Vecchio e dal Nuovo Testamento, sulla base delle richieste dei committenti cristiani. È difficile identificare il momento in cui alcune forme presenti nell’arte funeraria diventano manifestazioni di fede cristiana, poiché il repertorio dei temi figurativi rimane lo stesso. In alcuni casi si ricorre senza modifica alcuna ai temi del repertorio tradizionale: per simboleggiare i nuovi concetti si ricorre a raffigurazioni che hanno un significato simile anche nell’arte pagana, ad esempio le decorazioni bucoliche come simbolo di pace. Altre volte i modelli iconografici esistenti sono invece modificati e ricombinati per presentare una narrazione diversa, legata ora ai temi biblici.

oddo_26_Giona-addormentato-sotto-il-ricino-sarcofago-Roma
Nel caso del sarcofago di Santa Maria Antiqua, abbiamo proprio un re-impiego delle immagini pagane ad uso della nuova fede cristiana: la storia di Giona (inghiottito da un pesce e poi liberato dopo tre giorni), che allude alla morte e resurrezione del Cristo, utilizza il tema funerario pagano della barca con amorini, qui sostituiti da marinai o, per raffigurare il pesce da cui Giona viene inghiottito, i fantastici animali marini del corteggio di Nettuno, tema anch’esso presente nell’iconografia funeraria pagana: in questo modo si spiega, ad esempio, la presenza di una figura di Nettuno a lato della barca. Ancora, in un’altra scena, Giona che riposa sotto la pergola riprende il tema del riposo di Dioniso o del pastore Endimione addormentato: è solo la presenza della “cucurbita” del racconto biblico che permette di identificare il personaggio come Giona. Risaliamo all’adattamento dal personaggio pagano in cui ritroviamo l’analogo tema del riposo, Endimione, per il fatto che il corpo del profeta è rappresentato nudo, caso insolito per quanto riguarda le rappresentazioni cristiane; anche se ci sono delle eccezioni, proprio come nel caso del profeta Giona, spesso rappresentato nudo nell’arte paleocristiana, poiché si può interpretare come già partecipante della gloria di Cristo risorto, e il suo sonno viene trasformato divenendo metafora della beatitudine della vita eterna.

Francesca Corsi

L’Italia delle Meraviglie

aliceTABLINUM: “Chi trascura di imparare perde il passato ed è già morto per il futuro” sosteneva Euripide. Coltivare se stessi, significa soprattutto appassionarsi al sapere, alla conoscenza in senso stretto e lato è molto più importante. Molto abbiamo letto e sentito sulla nostra società, e su quanto essa sia oberata da messaggi e valori superficiali, ma se in tanti altri ambiti possiamo tentare di nasconderci, camuffare il nostro modo d’essere, nel campo della cultura il bluff è impossibile: e nonostante possa sembrare il contrario, il non sapere, è più emarginante del non avere l’aspetto più convenzionalmente appropriato, essere alla moda o fuori moda. La cultura non è solo “ ciò che fa tendenza” ma è parte integrante di noi stessi.

Quest’anno abbiamo deciso d’intraprendere in vostra compagnia un viaggio nel mondo della cultura e non solo per cercare di arricchirci raccogliendo tutti gli stimoli che il mondo  della cultura attorno a noi ci offre. Per questo passeremo in rassegna gli eventi culturali in programmazione nelle nostre città, cercando di creare una sorta di vademecum  culturale

Auguriamo a tutti i nostri lettori, che dedicheranno alla cultura il primo week end lungo dell’anno, di poter trovare nuovi stimoli, coltivando il prezioso che è in loro.

Elisa Larese


Abruzzo

Sulmona

Lo vince amore. Ercole nella patria e nelle opere di Ovidio.

 

abruzzoLa mostra è realizzata nell’ambito delle manifestazioni “Ars Eros Cibus” indette a Sulmona da FabbricaCultura e inaugurata nella Giornata Nazionale dell’Archeologia, del Patrimonio Artistico e del Restauro indetta dal MIBACT. Attraverso i testi e le opere del poeta sulmontino si ricostruisce il mito di Ercole, del quale abbiamo le testimonianze nelle raffigurazioni frutto delle ricerche archeologiche nel territorio peligno e in Abruzzo.

In occasione della mostra sono presentate al pubblico tre cinquecentine delle Metamorfosi,scelte tra le tante pregevoli edizioni presenti nel Fondo Ovidiano della Biblioteca Comunale di Sulmona


 Basilicata

Matera

Pasolini a Matera. Il Vangelo secondo Matteo cinquant’anni dopo.

basilicataPalazzo Lanfranchi ospita la mostra Pasolini a Matera. Il Vangelo secondo Matteo cinquant’anni dopo. Nuove tecniche di immagine: arte, cinema, fotografia, curata da Marta Ragozzino, Soprintendente BSAE per la Basilicata e Giuseppe Appella, Direttore del MUSMA, con Ermanno Taviani, Professore di Storia Contemporanea all’Università di Catania e la collaborazione di Paride Leporace, Direttore della Lucana Film Commission. Un’appendice della mostra presso il MUSMA-Museo della scultura contemporanea, Matera.


Campania

Napoli

Blow up. Fotografia a Napoli 1980-1990 

napoliAl  Museo Pignatelli viene presentata la mostra Blow up. Fotografia a Napoli 1980-1990 ‘,  un’occasione rilevante per il progetto Villa Pignatelli-Casa della fotografia di rileggere il contributo che la città di Napoli ha dato alla cultura fotografica italiana e internazionale, accostando al reportage nuove modalità narrative e di ricerca artistica.  L’esposizione presenta circa 140 fotografie, frutto di una ricognizione sugli interventi fotografici di artisti italiani e stranieri presenti a Napoli nel corso di un decennio vitale.


 

Emilia Romagna

Bologna

Terre Ferme. Emilia oltre il sisma

emilia romagnaAl via la terza tappa della mostra Terreferme: Emilia 2012: il patrimonio culturale oltre il sisma. La mostra che è espressione del più ampio progetto di documentazione sul sisma promosso dalla Direzione Regionale con l’intento di condividere la conoscenza sul come gestire e tutelare il patrimonio culturale in situazioni di emergenza, viene presentata in questa tappa bolognese con un nuovo allestimento.

 


 

Friuli Venezia Giulia

Torre Satriano

“Invito a casa del principe. Archeologia a Tito, Torre di Satriano”

titoSegue e integra l’allestimento della mostra realizzata dalla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera nel luglio del 2013 “I segni del potere. Oggetti di lusso dal Mediterraneo nell’Appennino lucano di età arcaica”. La mostra è stata pensata in occasione del restauro dell’eccezionale reperto ligneo, rinvenuto durante gli scavi della Scuola a Torre di Satriano di un palazzo aristocratico riferibile al VI sec. a.C.

 


Lazio

Roma

RIVOLUZIONE AUGUSTO. L’imperatore che riscrisse il tempo e la città 

lazioRivoluzione Augusto. L’imperatore che riscrisse il tempo e la città è la mostra che chiude il ricco programma di celebrazioni legate alla ricorrenza del Bimillenario augusteo.

In mostra strumenti multimediali approfondiscono la lettura della personalità di Augusto: l’Hyper-biografia, grazie alla quale il pubblico potrà interagire con i personaggi storici per comprenderne le vite e le relazioni politiche e familiari; il filmato “A” Elegia di Augusto ripercorrerà i principali luoghi augustei per farci rivivere la parte più intima dell’imperatore.

 


 

Lombardia

Milano

RAFFAELLO. La Madonna Esterházy 

Mostre: a Natale a Milano la Madonna Esterhazy di Raffaello

Il Comune di Milano rinnova anche quest’anno l’appuntamento con i capolavori d’arte per offrire alla città, durante le feste di Natale, un incontro speciale con la bellezza. Dal 3 dicembre 2014 all’11 gennaio 2015 infatti, nella sala Alessi a Palazzo Marino, la cinquecentesca sede del Comune di Milano, verrà ospitata la Madonna Esterházy di Raffaello, splendida opera del genio del Rinascimento proveniente dal Szépm vészeti Múzeum di Budapest.


Marche

Ancona

DIRA’ L’ARGILLA la mano, la terra, il sacro di Paolo Annibali

marche21 grandi sculture in terracotta più 21 splendidi disegni realizzati negli ultimi tre anni, secondo un progetto unitario pensato per il Museo Omero per non vedenti. Tutto da vedere e da toccare, fruibile da parte di visitatori vedenti e non vedenti poiché alcuni disegni saranno realizzati in 3D. Viene realizzato anche un catalogo da De Luca Editori d’arte con le foto di tutte le opere e gli interventi del curatore Flaminio Gualdoni, di Erri de Luca e del presidente del Museo Omero Aldo Grassini.

 

 


 

Molise

Venafro

Con Diletta e gli artisti sui sentieri. Sfide dell’arte contemporanea nei territori del Molise

 moliseIl Museo Nazionale del Molise in Castello Pandone a Venafro presenta l’acquisizione di nuove opere e una mostra che mirano a considerare la storia e le conseguenze della seconda guerra mondiale nella regione attraverso il lavoro di artisti internazionali.

 Il Museo ha collaborato con Cultural Documents, un’attività culturale diretta da Deirdre MacKenna, che dal 2009 realizza progetti di ricerca in Molise invitando gli artisti a una riflessione sul luogo e al rapporto con storie individuali, nonché con associazioni e imprese culturali locali.


Piemonte

Torino

“Leonardo e i Tesori del Re”

piemonte

La mostra presso la Biblioteca Reale di Torino – offre un importante esposizione di un centinaio capolavori assoluti tra le opere di Leonardo da Vinci, disegni Raffaello, Carracci, Perugino, Van Dyck e Rembrandt, codici miniati, carte nautiche ed altre opere grafiche dalle preziose collezioni della Biblioteca.
Per per rendere fruibile il patrimonio storico-artistico della Biblioteca, sono stati integralmente ristrutturati i deposit iinterrati per consentire il raddoppio degli spazi espositivi.

 


PUGLIA

Andria e Trani

Arnaldo Pomodoro nei castelli di Federico II

puglia

Le opere di Arnaldo Pomodoro saranno in mostra in Puglia, nella cornice medievale di tre dei Castelli di Federico II di Svevia: Il Castello Svevo di Bari, l’ottagonale Castel del Monte presso Andria, , e il Castello Svevo di Trani.

Gli scettri, gli scudi, le lance di luce, le steli, le sfere di Pomodoro, originali declinazioni contemporanee di emblemi antichi, articolano un dialogo ideale con questi luoghi carichi di storia, simbolo dello straordinario connubio di potere e cultura espresso dallo “Stupor Mundi”.


TOSCANA

Firenze

Luci sul Novecento. Il centenario di Palazzo Pitti

A cento anni dalla sua fondazione la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti espone e racconta le sue collezioni del ‘900.

toscanaPer celebrare il centenario della sua fondazione la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti ha voluto dedicare una mostra alle collezioni novecentesche possedute dal museo. Infatti, nonostante la Galleria d’arte moderna sia nota soprattutto per essere il museo che vanta la più vasta e importante, storicamente e qualitativamente, collezione di dipinti macchiaioli al mondo, è probabile che non tutti conoscano l’interessante raccolta di opere novecentesche fino ad oggi relegata nei depositi.

 


UMBRIA

Perugia

Canaletto alla Galleria Nazionale dell’Umbria

umbria

l fascino di Venezia raccontato da Giovanni Antonio Canal, detto il Canaletto (1697-1768)  sarà in mostra alla Galleria Nazionale dell’Umbria dal 25 settembre fino al 19 gennaio 2015 con le due vedute veneziane del Canal Grande e il ponte di Rialto e di piazza San Marco, provenienti dal Museo Jacquemart André di Parigi.


VENETO

Vicenza

Se una notte nel tempo Van Gogh e Tutankhamen – La sera e i notturni dagli Egizi al ‘900

venetoE’ una mostra di capolavori, sensazioni, emozioni e simboli quella che si tiene presso la Basilicaq Ppalladianadi Vicenza.

 La mostra richiama millenni di storia dell’uomo e dell’arte, appuntati in una mostra che indaga una storia antica ma soprattutto poi una seconda storia, dal Cinquecento al Novecento in pittura, lungo il suo versante struggentemente serale e notturnoCome sanno fare i veri artisti quando, nel raffigurare un chiaro di luna, infondono nell’elemento visivo, “fotografico”, sentimenti e profonde corrispondenze d’anima. Come chi nel nero vede “semplicemente” l’altro volto della luce o solo lo spazio bellissimo che ci separa dall’alba. La notte, queste notti, sono un viaggio personalissimo da sole a sole, passando per l’annullarsi della luce che mai coincide con nessun eclissarsi della vita.