Serata Letteraria: Le Ateniesi

Tablinum: eccovi il video della serata letteraria “Le Ateniesi”, ospite lo storico Alessandro Barbero. Moderatore della serata il classicista Alessandro Cerioli.
La serata si è tenuta presso l’Hotel Metropole Suisse di Como, venerdì 17 marzo 2017.

Serata Letteraria: Il Burocrate in Paradiso

Tablinum: eccovi il video della serata letteraria “Il Burocrate in Paradiso”, tenutasi sabato 3 dicembre, presso il Grand Hotel Victoria di Menaggio (co). Ospite della serata lo scrittore comasco Giorgio Albonico, moderatore il classicista Alessandro Cerioli.

Serata Letteraria: Tributo Storico Lucio Minicio Exorato – Aeneas

 

Tablinum: eccovi il video della serata letteraria “Tributo Storico Lucio Minicio Exorato – Aeneas”. Durante la prima parte della serata il classicista Alessandro Cerioli ha spiegato le vicende del notabile romano Lucio Minicio Exorato, vissuto sul lago di Como nel I°secolo d.c., mentre nella seconda parte della serata lo scrittore Simone Sarasso ha presentato il suo ultimo romanzo storico “Aeneas”, edito da Rizzoli. La serata si è tenuta sabato 12 novembre 2016, presso il Grand Hotel Victoria di Menaggio (co).

Serata Letteraria: La Sindone del Diavolo

Tablinum: eccovi il video della serata letteraria “La Sindone del Diavolo”, tenutasi sabato 29 ottobre, presso il Grand Hotel Victoria di Menaggio (co). Ospite della serata lo scrittore Giulio Leoni, moderatore il classicista Alessandro Cerioli.

Serata Letteraria: Innamorarsi a Parigi

 

Tablinum: eccovi il video della serata letteraria “Innamorarsi a Parigi”. Ospite della serata la scrittrice, Rosa Ventrella che ci ha raccontato le vicende narrate nel suo ultimo romanzo. Moderatore il classicista Alessandro Cerioli. Presso il Grand Hotel Victoria di Menaggio (co). Sabato 02 aprile 2016.

 

Serata Letteraria: Innamorarsi a Parigi

le-7-capitali-europee-piu-fotografate-L-CjWtQQTablinum: quale città migliore per un appuntamento con il destino se non Parigi? Perché l’incontro attorno al quale si sviluppa la trama di questo romanzo è di quelli che intrecciano indissolubilmente due esistenze, cambiando per sempre il loro corso.
Dopo la grande prova de “Il Giardino degli Oleandri” che ha portato all’attenzione di pubblico e critica l’autrice esordiente Rosa Ventrella ecco un romanzo in cui tutto ciò che accade ha a che fare con il destino.
In questo romanzo Rosa Ventrella ci racconta una storia in cui si intrecciano l’amore, la famiglia, il rapporto fraterno, il ritorno alle origini, il crescere e l’imparare a conoscersi per davvero di fronte alle difficoltà che la vita ci presenta.
Ci sono persone che irrompono nella nostra vita quasi per caso ma, allo stesso tempo, è come se fossero sempre state al nostro fianco. Questo è un po’ ciò che succede a Giulio, giovane immigrato italiano dalla promettente carriera di pianista che il giorno del suo debutto al Luxe, incontra la bellissima e misteriosa Annette.
Sullo sfondo una città dal fascino irresistibile che rivive grazie alle vibranti descrizioni di Rosa Ventrella: “Era un sabato sera come tanti. Io e Nico a passeggiare a zig zag lungo Rue du Buci. Calava il crepuscolo e lentamente, a una a una, le luci della città si accendevano. donne parigi anni 30Così, d’incanto, ogni casa, ogni negozio, ogni strada, perdeva le sembianze del giorno, e appariva nuova e desiderabile agli occhi di chi ci passava in mezzo. Le mille luci di Parigi ti avvolgevano come in un carosello gigantesco, e tu ci sguazzavi in mezzo. La sentivi frusciare tra le gambe, in mezzo agli inguini, e nella pancia, la morsa che la città ti procurava. Una specie di guizzo di felicità che ti sussurrava che tutto era possibile, che la vita ti turbinava intorno, che era bella. Dio, com’era bella, e meritava di essere vissuta”.

Innamorarsi a Parigi è un romanzo Newton Compton Editori La serata letteraria dedicata Rosa Ventrella si terrà a Menaggio il 02.04.2016 alle ore 19.00. Dalle ore 20.30 si terrà la Cena con l’Autrice presso il Ristorante Le Tout Paris del Grand Hotel Victoria.

ROSA VENTRELLA: Laureata in storia contemporanea, ha un master in dirigenza scolastica. Ha curato per diversi anni articoli per riviste storiche specializzate e ha tenuto numerose conferenze soprattutto su temi riguardanti la condizione femminile nella storia. Da dodici anni insegna lettere. Tra i suoi libri: “Honorata cortigiana” (Arkadia, 2011), “Terra e vita. Vita, morte e tradizione nelle campagne padane di fine Ottocento” (Prospettiva Editrice, 2011), “La visionaria” (Ciesse Edizioni, 2012) e il Giardino degli Oleandri (2013) con il quale ha venduto 50.000 copie.

Elisa Larese

Serata Letteraria: L’Enigma Michelangelo

locandina piazzaTablinum: al Grand Hotel Victoria il nuovo romanzo di Daniela Piazza, “L’Enigma Michelangelo“: sulle tracce un’opera misteriosa del grande Michelangelo Buonarotti. Sabato 19 marzo, dalle ore 19.00. Daniela Piazza, scrittrice ligure di cui abbiamo già apprezzato il best seller “Il tempio della Luce” edito da Rizzoli, ci regala un nuovo intrigante romanzo, sospeso tra storia e arte, dedicato al grande Michelangelo Buonarroti e ad una delle sue opere più misteriose : il Cupido Dormiente.

Siamo nel 1494 Michelangelo Buonarroti è un giovane scultore dalla promettente carriera e dal carattere scontroso e burbero. Non ama parlare di sé ed essere al centro dell’attenzione ma ha una sola ossessione quella del corpo e del volume da scolpirsi nel marmo con una resa, se possibile, più perfetta del vero. Cresciuto ed educato alla corte di Lorenzo de’ Medici, il Magnifico è ora, morto il suo mecenate e con il governo di Firenze nelle mani dei Piagnoni Savonaroliani,  costretto a vagare alla ricerca di nuove committenze al di fuori di della propria patria. Ed è proprio in quello che per la storia dell’arte è uno dei periodi più oscuri e turbolenti della vita del giovane Michelangelo, che vede la luce un’opera perfetta e tormentata fin dalle proprie origini.

image.“Un cupido che giace e dorme posato su una mano: è integro ed è lungo circa quattro spanne, ed è bellissimo; c’è chi lo ritiene antico e chi moderno; comunque sia è ritenuto ed è perfettissimo” questa è la descrizione che Pico della Mirandola fa alla sua signora, Isabella d’Este dopo aver ammirato l’opera nella residenza romana di Ascanio Sforza.

Ma com’è arrivato il puttino addormentato fino a Roma? A causa di quello che fu, pare involontariamente dal proprio esecutore, uno dei più grandi scandali falsari dell’epoca: l’opera era stata infatti venduta, spacciandola per un originale romano, al potente Cardinale di S. Giorgio, Raffaele Riario da un mercante fiorentino, Giovanni Milanese, per una somma esorbitante, mai osata prima per un’opera moderna: 200 ducati.

L’opera rifiutata dal Card. Riario ed esposta presso il Palazzo  di Ascanio Sforza nel corso di un ricercatissimo ricevimento suscita le brame di alcuni fra i più potenti personaggi dell’Italia rinascimentale. Seguendo le rocambolesche vicende di questa perfetta statua di putto dormiente, ci ritroviamo catapultati in avventure rocambolesche e spesso turpi, inseguendo le tracce di una statua contesa per svariate e tra di loro inconciliabili ragioni, dagli uomini e dalle donne più potenti d’Italia, ci addentriamo a conoscere meglio il mondo delle corti italiane denso di contraddizioni e di personaggi che forgiati da passioni e vizi si liberano dal proprio alone di personaggio storico e ci vengono restituiti in tutta la loro sconvolgente e fragile umanità: fra tutti non può non ammaliare l’indomita tigre di Romagna, Caterina Sforza Riario. La storia, quella che sarà degna di comparire nei libri dei cronisti viene scandita dal passaggio sempre più vorticoso dell’opera giovanile del Buonarroti della quale infine si perderanno le tracce per ritrovarle, forse, in un attribuzione attualissima del 2014 in una Londra che vorrebbe ricongiungere nel “Cupido addormentato con Serpi”, l’identità del Cupido Michelangiolesco.

Il lettore si fa spettatore su più livelli: della Storia d’Italia le cui sorti si dipanano rette dalle alleanze e dalle guerre scatenate da molti degli illustri personaggi di questo libro, dell’enigma di un’opera michelangiolesca perduta forse per sempre e del ritratto di un Michelangelo inedito. Daniela Piazza ci racconta, con una lodevole precisione di riferimenti storici e biografici, la nascita di alcune delle più grandi opere del maestro: il Bacco Ebbro, il Tondo Doni,  la Pietà, narrati secondo la sensibilità emotiva e l’urgenza creativa dell’artista, insofferente eppure legato a doppio filo ai propri capricciosi committenti.

MICHELANGELO, L’IDEA D’AMORE E L’ARTE: 

Il-giovane-Michelangelo-alloperaMichelangelo Buonarroti, cresciuto presso la corte di Lorenzo il Magnifico, dove erano espressamente professate le idee del Neoplatonismo, sostenuto dallo stesso Lorenzo e da intellettuali come Marsilio Ficino e Agnolo Poliziano crea qui un’opera che diventa espressione della sua sensibilità giovanile sentimentale e intellettuale ad uno dei temi più tormentati della sua vita interiore: quello dell’amore e delle sfumature con cui esso di manifesta, in costante tensione fra carnalità e spiritualità.

Nelle Rime dedicate all’amato, Buonarroti si dichiara capace di neutralizzare il morso dei serpenti, il loro veleno amoroso, come fa Cupido, il daimon semidivino che grazie all’Amore impone che i serpenti si amino abbandonando il morso. E’ l’arte medica di Eros, dono celeste: l’Amore se nella forma terrena si mostra come forza insidiosamente velenosa e dolorosa, in quella divina può curare ogni cosa, e divenire dunque per l’uomo l’unico mezzo di elevazione dell’anima e curativo delle passioni terrene». Nel Cupido, Michelangelo sembra quindi scoprire il proprio Eros, che vince la natura con l’Amore. E così che i  due serpenti  che stringono la vita del Cupido ci riconducono ai serpenti del caduceo di Hermes, padre di Ermafrodito. I due serpi, dei quali non si distingue quale sia maschio o femmina, rappresentano l’amore tra “uguali” e quello che si porta uguale verso entrambi i sessi, poiché le due vipere attorno alla vita di Cupido si stanno congiungendo, non differenziandosi l’un l’altra; esse seppur identiche esteriormente, sono diverse in sostanza e dichiarano la particolare natura ermafrodita del dio d’Amore e quindi, la concezione stessa che Michelangelo ha di essa.

“Non mi posso tener né voglio, Amore,

crescendo al tuo furore,

ch’i nol te dico e giuri;

quante più inaspri e ’nduri,

a più virtù l’alma consigli e sproni”.

Elisa Larese