Intrecci di Culture: Nathalie Monac e Giovanna Lentini a Villa Carlotta

Tablinum: la rassegna Eutopia Art Collection 2018, curata da Tablinum Cultural Management, torna nel mese di agosto presso l’incantevole cornice del Museo Giardino Botanico di Villa Carlotta, Tremezzina (co), con due mostre personali: Noi/Natura: dalla Sicilia al Lago di Como, dell’artista italiana Giovanna Lentini, e Il Linguaggio universale dell’Arte dell’artista francese Nathalie Monac. La mostra verrà inaugurata sabato 5 Agosto e terminerà domenica 20 Agosto.

A seguito della fortunata rassegna Lust for Art 2016, che lo scorso anno ha fatto registrare un totale di 25.000 visitatori in soli sei mesi di programmazione, quest’anno TCM propone per la sua programmazione annuale una nuova rassegna tematica dal titolo Eutopia Art Collection.

La rassegna 2017 nasce da un’esigenza profonda: quella di ricollocare l’arte al giusto posto, rivestirla di tutta quella carica positiva che gli è propria. Fare dell’arte lo specchio di un mondo tutto da creare a immagine e somiglianza dell’uomo, dei suoi sogni e delle sue aspirazioni. In questo senso l’arte della collezione 2017 si fa Eutopia positiva di valori e concetti.

Il viaggiatore porta con sé un bagaglio emozionale profondo e, se come nel caso di Giovanna Lentini, questa viaggiatrice è anche un’artista, saranno le sue tele a parlarci dei mutamenti interiori che, lo scoprire luoghi inediti, incontrare abitudini e persone nuove,originano in ciascuno noi. Dalla Sicilia al Lago di Como: dalla luce bianca del sole, che si tuffa negli abissi del mare, a quella più soffusa, raccolta dall’abbraccio verdeggiante delle sponde del lago, dove anche il dinamismo delle pennellate di rosso, che solgono fendere il bianco delle celebri tele di Giovanna Lentini, trovano una momentanea requie. “Abituata agli azzurri e ai blu della mia terra, ai suoi forti contrasti, che abbagliano e fanno splendere tutto di una luce bianca, arrivata a Como, sono rimasta affascinata e incantata dalle ovattate tonalità azzurro polvere del lago, dalla sua dimensione che contiene e rassicura. Per una pittrice è più facile dipingere le proprie impressioni ed emozioni: da queste nascono le mie opere nelle tonalità dell’azzurro e del verde e le sculture, realizzate con gioia e stupore infantile, con legna e pietre che mi chiamavano e ammiccavano dalla riva perché le portassi in studio. Il lago: uno spazio di riflessione e tranquillità per il mio spirito sempre in movimento, una pausa dal mio rosso (solo momentanea)”.

 

L’allestimento pensato per la mostra della francese Nathalie Monac vuole invece evidenziare il grande valore universale dell’arte. L’immenso dialogo che essa è in grado d’innescare con la sola forza della forma e del colore. Un istinto naturale. Insopprimibile. Un linguaggio universale.

“Dipingo con il cuore e con l’anima: sono guidata dai miei pennelli e il risultato finale è una grande scoperta. Dipingere è un dono naturale e questa mia arte è scevra da qualsiasi supporto “tecnologico”, perché vuole essere solo espressione dell’istinto naturale. Questa è quella che viene chiamata: Pittura Intuitiva”.  Nathalie Monac ha fatto dell’arte uno straordinario veicolo di valori interiori oltre che di armonia esteriore. Le sue tele riescono a trasmettere un messaggio universale e, al contempo, particolare ad ogni fruitore. Un dialogo unico nel suo genere perché è stimolato dai colori e dalle forme sulla tela che risvegliano in ogni individuo il proprio personalissimo teatro interiore di emozioni. Quella creata dalla Pittura Intuitiva di Nathalie Monac è un’alchimia meravigliosa: attraverso forme e colori riesce a stimolare il vissuto sentimentale di ciascun individuo al di là di ogni differenza razziale, culturale e anagrafica.

Orari visita:

Lunedì chiuso

Da martedì a venerdì dalle ore 15.00 alle ore 18.00

Sabato e domenica dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle ore 18.00.

“Noi/Natura. Dalla Sicilia al Lago di Como” e “Il Linguaggio universale dell’Arte” sono due mostre prodotte e curate  da Tablinum Cultural Management.

 

Un’esperienza di visita unica, grazie all’uso della tecnologia digitale

L’allestimento, pensato in chiave creativa, ci riporta in un ambiente immersivo dove grazie anche all’ausilio di mezzi audiovisivi il visitatore può congiungere il godimento della propria esperienza artistica alle  bellezze naturalistiche di Villa Carlotta e del nostro Lago.

Contenuti speciali e testi curatoriali, saranno consultabili direttamente attraverso i link visuali QRCode presenti nel percorso espositivo e sul sito web di Tablinum Cultural Management.

TABLINUM CULTURAL MANAGEMENT: i nostri progetti nascono dalla volontà di divulgare un modello culturale in cui il sistema dell’arte sappia comunicare valori fondanti che sorpassino le usuali logiche di mercato e riscoprano il valore primario della cultura quale nutrimento essenziale della coscienza umana. Per questo amiamo considerarci prima di tutto “impiegati della cultura”.

+39 3392181456     info@studiotablinum.com    www.studiotablinum.com

VILLA CARLOTTA: Villa Carlotta, in Tremezzina, Lago di Como, è celebre in Italia e nel resto del mondo grazie al suo magnifico parco botanico e alle sue sale ricche di capolavori d’arte. Villa Carlotta è un luogo di rara bellezza: qui capolavori della natura e dell’ingegno umano convivono armoniosamente in 70.000 mq tra giardini e strutture museali.

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Benvenuti in Messico, angolo di paradiso in terra

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Tablinum: questa volta vogliamo farvi assaporare un luogo lontano dall’Italia, facendovi immergere nella calda atmosfera del Messico: parlarvi dell’intero ‘labirinto della solitudine’, come definì questa terra il poeta e saggista Octavio Paz, sarebbe un’ardua impresa. Dovremmo percorrere un territorio che va dalla Bassa California alla capitale, la cosmopolita Città del Messico; dalla culla della musica Mariachi, il Guadalajara, sulla costa centrale del Pacifico, al selvaggio Chiapas, fino ad arrivare alla costa orientale, la penisola dello Yucatán. È proprio quest’ultima che vogliamo approfondire, questo incantevole, piatto lembo di terra dove le candide spiagge si alternano a riserve naturali e suggestivi siti archeologici.

La penisola dello Yucatán comprende tre Stati, il Quintana Roo, Campeche e lo Yucatán, e in ognuno dei tre è possibile trovare numerosi siti Maya avvolti dalla giungla. L’acqua, che per i Maya era sacra, arrivava qui alla terra attraverso un terreno poroso e calcareo, andando a creare un vasto sistema fluviale sotterraneo. Al cedere dello strato di calcare, si formano le doline o cenotes, ovvero delle pozze profonde nelle quali è possibile immergersi: nel solo Yucatán ne sono presenti 200.

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Oltre agli Spagnoli e ai Maya (popolazione, ricordiamolo, tuttora esistente e non del tutto sterminata dagli invasori ispanici), questa terra è un’amalgama di culture che comprende anche francesi, libanesi e altri immigrati.

Per quanto riguarda la cucina, oltre ai piatti tipici messicani come il mais, il cioccolato, il tacchino selvatico, la zucca, i peperoncini e i pomodori, la cucina yucateca comprende anche ingredienti europei quali le arance e la carne di maiale: in parte per via dell’isolamento geografico della regione dello Yucatán rispetto alle altre regioni messicane, e in parte per le influenze europee, caraibiche, mediorientali e indigene di cui è ricca. A Merida ad esempio, non troverete dei piatti simili in nessun altro posto del Messico, come i panuchos (tortillas fritte ripiene di fagioli neri e coperte con pollo o tacchino, avocado, lattuga e cipolle in agrodolce).

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A proposito di Merida, la torrida ‘città bianca’, essa fu fondata dallo spagnolo Francisco de Montejo nel 1542 sulle rovine di una città Maya. Se avete intenzione di visitarla, non mancate di andare a vedere la Cattedrale inaugurata nel 1598 e dedicata a  San Ildefonso, la più antica di tutto il continente, e il Museo de la Ciudad, ospitato dall’ex Palazzo della Posta edificato nel 1908, che illustra la storia di Merida, dalla sua fondazione ai giorni nostri.

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Non lontano da Merida, potrete ammirare i fantastici siti archeologici della cultura Maya: dal più famoso e maestoso, quello di Chichén Itzá, al collinare Uxmal, a Ek Balam, il ‘giaguaro nero’, fino a Coba, sito completamente immerso nella giungla: qui potreste avventurarvi a scalare il Nohuch Mul, che in lingua maya significa “grande monticello”, la più grande piramide della penisola dello Yucatán con i suoi oltre 40 metri.

chichén ItzaE se, dopo che avrete visitato città e scalato piramidi, avrete voglia di mare, non possiamo non consigliarvi le meravigliose Isla Contoy e Isla Mujeres, tra le spiagge più incontaminate dei Caraibi, angoli di paradiso dove il tempo si ferma e si possono ammirare numerose specie protette, tra le quali paguri, fregate, iguane e tartarughe marine.messicofregata

 

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Cos’altro dire… ‘Que Viva Mexico!’

                                                                      Francesca Corsi

Catalogo Arte a Palazzo

Tablinum: Palazzo Gallio apre così le sue stanze a cinque artisti contemporanei per una mostra in cui i protagonisti saranno: il paesaggio, la storia e l’emozione.
Una mostra fuori dagli schemi, con opere che offriranno al visitatore una lettura inedita e sorprendente sul tema del paesaggio inteso come traccia antropologica ma anche emotiva attraverso il linguaggio dell’arte.

Il tutto in un percorso che suggerirà riflessioni e meditazioni sull’evoluzione del paesaggio dalla rappresentazione di segni della natura a rivelazione di pensieri e linguaggi dell’uomo, dove l’arte nasce dalla relazione tra esperienza vissuta interiore ed esperienza sensibile fatta di ascolto e osservazione delle cose e dell’ambiente.

 

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PALAZZO GALLIO APRE LE SUE STANZE ALL’ARTE

banner esterno gallioTablinum Cultural Management: Palazzo Gallio, la splendida dimora rinascimentale affacciata sulle rive settentrionali del Lago di Como, a Gravedona ed Uniti, apre le sue stanze a quattro artisti contemporanei per una mostra in cui i protagonisti saranno: il paesaggio, la storia e l’emozione.

Non esiste un percorso più immaginifico e stratificato di quello che ha dato vita a questa mostra, nata dalla passione verso i luoghi da cui questi artisti hanno tratto ispirazione nel corso della loro carriera  e  che hanno trovato nel segno artistico la loro espressione più completa.

Una mostra fuori dagli schemi, con opere che offriranno al visitatore una lettura inedita e sorprendente sul tema del paesaggio inteso come traccia antropologica ma anche emotiva attraverso il linguaggio dell’arte.
Il tutto in un percorso che suggerirà riflessioni e meditazioni sull’evoluzione del paesaggio dalla rappresentazione di segni della natura a rivelazione di pensieri e linguaggi dell’uomo, dove l’arte nasce dalla relazione tra esperienza vissuta interiore ed esperienza sensibile fatta di ascolto e osservazione delle cose e dell’ambiente.

Il lario è bello perchè è vario 30X50, acrilico su tavola di abete

Fra gli artisti anche il giovanissimo talento lariano Stefano Perini, in arte Cheville, che proporrà per la prima volta in pubblico la serie dei “paesaggi destrutturati” del Lago di Como.
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Monique Laville, insignita della medaglia di benemerenza per il suo impegno culturale dal premier canadese in persona, proporrà le sue celebri “vedute d’antan” ispirate ad epoche storiche ormai distanti dalla nostra frenetica vita contemporanea ma che ancora possono donarci preziose lezioni di vita.

12 Gilles Mazan. La Côte près de Bréhec, De[s]composition[s] de couleurs (4). 2014. Huile sur toile. 116x89 cm

Gilles Mazan sublima il paesaggio in segno e colore attraverso le tecnche della decomposizione coloristica, donando a ciò che lo circonda una prorompente carica espressionista che ha fatto di lui uno dei maestri del colorismo contemporaneo.

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Anne Delaby attraverso la propria arte si fa medium frail fruitore e la natura incoraggiandolo a riscoprire quella capacità di “sintesi armonica” con il mondo che si traduce in un mutuo legame con esso in cui non vi è più polarità e conflitto ma armonia e benessere.
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Mina Kordali mette in atto un’estetica dei sentimenti, in cui il paesaggio rappresentato con tratti materici dove il colore predomina sulla linea, conserva un’eco di quel mondo antico che è  l’humus della in cui è germogliata una poetica fortemente evocativa che fonde sulla tela colori ed emozioni dell’artista. Poichè “ogni viaggio nel mondo è, innanzitutto, un viaggio in noi stessi”.

TABLINUM CULTURAL MANAGEMENT, CHI SIAMO:

La complessità e la rapidità dei cambiamenti in atto nel mondo culturale richiedono capacità crescenti di interpretazione del contesto, padronanza di metodi e strumenti per attivare strategie innovative al fine di garantire la sostenibilità dei progetti e delle organizzazioni in ambito culturale.

I nostri professionisti sono attentamente selezionati per essere in grado di coniugare le tradizionali conoscenze artistico-culturali a capacità e know-how che li rendano autonomi nella progettazione, gestione e promozione della filiera culturale.

L’obiettivo di Tablinum Cultural Management è quello di offrire servizi nell’ambito nel modo più completo possibile, con una forma flessibile ed innovativa capace di adeguarsi alle esigenze dei nostri interlocutori e sempre attenti ad una visione globale del progetto.

Dalla commistione fra preparazione umanistica e attenta analisi della domanda e dell’offerta, che regola il mondo culturale oggigiorno, nasce il progetto di Tablinum.

Per questo, i nostri progetti nascono dalla volontà di divulgare un modello culturale in cui il sistema dell’arte sappia comunicare i valori fondamentali che sorpassino le usuali logiche di mercato e riscoprano il valore primario della cultura, quale nutrimento della coscienza umana. Per questo amiamo considerarci prima di tutto “impiegati della cultura”.

WOMEN IN ART: MATH12 – Di stazione in stazione

“La città della lanterna vista da

da stazione a stazione, incide segni di ruggine colorata, marmi, ferro, corde e pietra bianca.

Si racconta da sè, come una pellicola che dura il tempo di un giorno,

fino a quando la luce inghiotte il ventaglio di una palma davanti alle vetrate.

Un viaggio che lascia immagini; e il treno che torna al nord fa due fermate”.

MATH12

 

Le suggestioni che animano l’allestimento del gruppo Math12 trovano la loro fonte di ispirazione in una giornata ideale trascorsa attraversando la città di  Genova “di stazione in stazione”.

Quella che ci viene restituita è una Genova inedita che riecheggia in uno straordinario percorso di segni incisi sullo zinco, scolpiti su marmo e trasposti graficamente su tavola.

Come in una pellicola cinematografica che dura un giorno l’allestimento ideato da Math12 si fa parte irrinunciabile di questa opera d’arte e attraverso la fusione di materiali e tecniche diverse ci ripropone i fotogrammi di una Genova trasfigurata dalla sensibilità degli artisti.

Quest’opera nasce da un progetto di installazione di Susanna Ghella e Laura Lussiana con la collaborazione di Attilio Di Maio per la realizzazione dei marmi e per l’assemblaggio della struttura.


(ENG)

“The City of the Lantern, observed from one station to another, engraves marks of coloured rust, marbles, iron, ropes and white stone. It tells its story, like a film, which lasts a single day, until light swallows the fan of a palm tree outside the stained glass windows. It is a journey, which leaves impressions behind. The train moving back to the north stops twice. ”

MATH12

The suggestions which animate the setting of the Math12 group were inspired by an ideal day spent wandering around the city of Genoa, “from one station to another”.

The result is an unknown image of Genoa, which is reproduced in an extraordinary set of marks which are engraved in zinc, sculpted in marble and graphically represented on a board.

Like in a film, which lasts a day, the setting conceived by Math12 becomes an indispensable part of this artistic work. By merging materials and techniques, it offers us pictures of Genoa which has been transfigured by the artists’ sensitivity.

This work has its origin in the project by Susanna Ghella and Laura Lussiana in collaboration with Attilio Di Maio who created the marble figures as well as the setting for this structure.


MATH12

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WOMEN IN ART: ANNE MARIE TORRISI ARTE IN LIBERTÀ

Le sue opere sono dominate da una pura libertà di espressione grazie alla quale Anne Marie Torrisi riesce a dare vita a un mondo onirico e fantastico.

La forza creativa di Anne Marie Torrisi è un torrente in piena di emozioni e creatività. La sua è una pittura istintiva che si apre a soluzioni di creatività mai esaurite, in cui linea e colore si fondono in quello che allo spettatore appare come un inno gioioso alla vita fatto di emozioni, stimolo per la vista e scossa creativa all’animo.

Uno stile personale in cui i valori simbolisti si fondono con un mondo immaginario in cui la storia dell’arte si coniuga felicemente all’universo simbolico tutto personale.

Anne Marie Torrisi lancia dalle sue tele un messaggio di libertà creativa e gioia che allo spettatore sarà difficile non accogliere. Non si può restare impassibili di fronte all’esplosione di colore e alla carica emotiva di un’opera come la sua ricca di vibrazioni positive che fanno bene all’occhio e al cuore.

Nonostante, come scrive l’artista stessa nelle righe di presentazione della sua biografia, l’inclinazione a dipingere non le sia appartenuta dalla tenera età, Anne Marie, di fronte alle tele dimostra una spontaneità straordinaria, una capacità di ricreare un universo fantastico che solo chi è interiormente e totalmente votato all’arte è in grado di fare emergere con tale efficacia.

Essere spontanei significa essere sé stessi, riuscire a trasmettere i nostri sentimenti, le emozioni, le motivazioni, senza indossare alcuna maschera, ma facendo risplendere la parte più bella che è in noi: Anne Marie riesce a fermare questa libertà su tela e regalarci, attraverso le sue forme, momenti di spontaneità pura. E attraverso queste forme e questi colori immortalati sulla tela l’artista ci spinge a cercare la stessa bellezza in noi, perché al di sotto della polvere e della noia del quotidiano, qualcosa brilla ancora, in tutti noi.

 


(ENG)

Her works are dominated by a pure freedom of expression thanks to which, Anne Marie Torrisi manages to bring to life a fantastic, dreamlike world.

Anne Marie Torrisi’s inventive force is a full torrent of emotions and creativity. Hers is an instinctive picture which lends itself to new creative solutions whose line and colour merge in what appears to the spectator as a joyful hymn to a life full of emotions, a stimulus to the sight and creative tremor to the soul.

A personal style in which the symbolist values merge with an imaginary world where the history of art happily conjugates personally to a symbolic universe.

Anne Marie Torrisi transmits to her paintings a creative, joyful message of liberty that the spectator receives with great pleasure. It is impossible to remain impassive in front of an explosion of colour and an emotive charge of a work like hers so full of positive vibrations that delight the eye and the heart.

Eventhough, as the artist herself writes in the presentation of her biography, the inclination to paint did not arrive at a tender age, Anne Marie, in front of a painting shows extraordinary spontaniety, a capacity to recreate a fantastic universe that only those who are internally and totally dedicated to art are capable of creating with such effectiveness.

Being spontaneous means to be oneself, manage to transmit sentiment, emotions, motivations, without wearing any kind of mask, but by making the most beautiful part in us shine : Anne Marie manages to transmit this liberty to her paintings and to give us, through her forms, moments of pure spontaniety. And it is by means of these forms and colours immortalised on the canvas that the artist forces us to look for the same beauty within ourselves, because under the dust and boredom of daily life, something still shines in all of us.


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ANNE MARIE TORRISI

(www.annemarietorrisi.com)