Lust for Art: Ad Infinitum

Tablinum: eccovi la galleria fotografica del Vernissage della mostra Ad Infinitum. La mostra dal carattere artistico-scientifico ha visto una grande affluenza di persone interessate all’Astronomical Art. Si ringraziano i partner che hanno contribuito, con la loro professionalità, al successo di Ad Infinitum.


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Lust for Art: Ad Infinitum

 

Tablinum:  eccovi il video della trasmissione Angoli, Espansione TV, dove viene descritta la mostra Ad Infinitum e si trattano i suoi temi chiave. Il project manager di TCM, Alessandro Cerioli, introduce i telespettatori alla scoperta della mostra Ad Infinitum.

A voyage trough the stars with Pierre Kuentz

Fifty years lived as an artist. Pierre Kuentz, has joined with his early works,at only 18 years of age,  with the art collections of the French amateurs.

Following a profound study of art history, Kuentz travels abroad and the suggestions therein obtained inspire him.

From his African period spent in Gabon and in the Ivory Coast, he obtained a palette with predominant primary colors, shadows and reflections.)

During his career, he has participated in numerous artistic events. He has attended international museums and galleries where he was able to learn more about the contemporary, artistic world at the highest levels.

He develops a very personal painting technique based on the mixture of color pigments and sand.
He has worked for many years next to Master Gustave Tiffoche Breton, painter and ceramist of international fame which enabled him access to the collections of major European and American buyers.
In recent years, he has switched from terrestrial landscapes to astronomical ones thereby fusing a thorough scientific precision with his inimitable style of painting, revealing a delicate sensitivity for the enigma that the cosmos represents in humans.

For decades, his paintings have only been accessible to major collectors, and are now accessible to the wider public due to his participation in international events such as the Carousel du Louvre, the Grand Palais and international exhibitions such as Ad Infinitum in collaboration with Cultural Tablinum management.

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When we are faced with the spectacle of the cosmos, it is impossible not to be overwhelmed by a feeling of wonder and alienation.

The Universe images that elicit so much admiration in us are not visible to the naked eye but only through the great Hubble technological eye.

Shapes and sublime colors act on an artist’s sensitivity thus providing a great evocative and emotional impact:

During the long, artistic career of Pierre Kuentz, his paintings have always distinguished themselves not only for their evident technical excellence, but aboveall for their extraordinary sensitivity to color and the emotions that they convey to the human soul.

His artistic techniques developed under the influence of the great masters of the twentieth century avant-garde from which he has borrowed the uncommon sensitivity to the use of color :

you might guess the appeal of a mature Cezanne in which the line study introduces the concepts of Cubism of Braque and Picasso. Also evident are the strong color contrasts that evoke Matisse and there are also references to the style of the Italian genius, Parisian by adoption, Amedeo Modigliani.

In subsequent years, the meeting with the colors and authenticity of African landscapes can only donate to his works that inimitable touch of colors and material inserts, especially the desert sands, which capture the spectator in a hot whirlpool of earthly colors that remind us of zenithal sunsets and scorched deserts interspersed with savannas.

Finally: the artist’s emotional eye switches from earth to heaven and begins to investigate the wonders of the cosmos; the colors that Hubble offers us from distant galaxies millions of light years away, provoke in him an irresistible fascination, impossible not to direct it toward an artistic inspiration.
Pierre Kuentz through his art invites us to free ourselves from our everyday life in order to let the beauty of the Universe  attract us and then to allow us to participate in the excitement of being part of its wonderful mechanism.

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Ad Infinitum: alla scoperta della Space Art con Giorgio Tardonato e Pierre Kuentz

“La  storia dell’evoluzione ci insegna che l’Universo non ha mai smesso di essere creativo o inventivo”.
Karl Popper e John Eccles, The Self and Its Brain, 1977

 

Tablinum: La meraviglia per l’infinita bellezza del cosmo. Tutti noi sin dall’infanzia abbiamo scrutato, con il naso all’insù, la volta celeste: le stelle, luminose e lontane costellazioni, promessa di mondi tanto distanti, la luna e i pianeti, il sole; abbiamo immaginato di raggiungere galassie e pianeti lontani e magari abbiamo fantastico su ciò che per millenni è stato per l’uomo irraggiungibile oggetto di ricerca e anche di fantasticheria.
L’osservazione del cielo ha sempre accompagnato l’umanità fin dalle sue origini. Rappresentazioni degli astri, venerati quali oggetti di culto, si trovano già nelle incisioni rupestri. Agli albori della civiltà, gli antichi Egiziani e i Babilonesi dall’attenta osservazione del cielo e degli astri ricavarono calendari abbastanza precisi; le osservazioni fatte da Copernico, da Galileo e da altri scienziati dal XVI secolo in poi costituirono i primi grandi passi verso la scienza moderna.
L’infinito teatro del cosmo ha da sempre esercitato la sua essenziale influenza sull’essere umano.
Un anelito che ha plasmato tutti i cieli della storia dell’arte: dalla volta trapuntata di stelle della tomba della Regina Nefertari, al cielo stellato di Van Gogh.
Ma quando le suggestioni delle prime missioni spaziali e delle grandi scoperte astronomiche del XX secolo si coniugano alla sensibilità degli artisti del pianeta terra, la fusione fra scienza e arte si fa perfetta e trova la sua espressione più alta nella corrente della Space Art.
La percezione artistica è stata capace di catturare la bellezza del cosmo sulla tela, accrescendo il suo legame con l’osservazione del cielo e non è per nulla inusuale che gli stessi artisti siano degli esperti astrofili e collaborino attivamente con gli scienziati.
Molto spesso dal confronto fra scienziati ed artisti è stato creato un messaggio forte e coinvolgente: quello di trasmettere al pubblico il sogno di esplorare il cosmo. Le opere degli artisti hanno saputo divulgare le scoperte scientifiche, probabilmente anche ispirare le nuove generazioni, le loro tele si sono fatte ricettacolo di tutte quelle emozioni che genera nell’animo umano il sentirsi parte della meraviglia del cosmo.
Tratto fondamentale della Space Art è quello di aver saputo reinterpretare e divulgare, attraverso gli strumenti propri dell’arte, concetti scientifici di grande portata e rilevanza rendendoli adatti alla divulgazione culturale ed esprimendo in essi tutta la carica espressiva propria del mezzo artistico.
Ad Infinitum ha l’ambizione di volerci spingere a riprendere contatto con l’universo, alzando gli occhi verso quel cielo stellato che troppo spesso viene soffocato dalle luci delle nostre città e per la cui bellezza non si riesce più a provare meraviglia.

Un’arte quella espressa dagli Space Artists, che trova nella tecnologia un essenziale e irrinunciabile strumento di lavoro; è infatti soprattutto grazie agli scatti del telescopio spaziale Hubble che Giorgio Tardonato e Pierre Kuentz hanno potuto trasporre su tela tutta la meraviglia di quell’ autentico teatro di luci che  racchiude in sé il segreto della connessione tra Uomo e Cosmo.
Un ruolo inusuale per uno strumento scientifico che si trasforma in eccezionale coautore di queste sensazionali opere d’arte.

Per proteggere la cultura e la bellezza della notte stellata molti hanno chiesto all’Unesco di dichiarare il cielo notturno patrimonio dell’umanità, ma per questioni tecniche ciò non è mai potuto avvenire. Forse ci basterebbe  spingerci a ritrovare un contatto fisico e creativo con la natura e l’anelito all’infinito che essa veicola in noi.

In Ad Infinitum ha trovato un felice connubio la visione creativa di artisti e curatori unita alla competenza scientifica di astrofili e ingegneri aerospaziali, grazie alle collaborazioni con il Gruppo Astrofili LarianiSkyward Experimental Rocketry.
Una partnership che darà luogo ad una serie di eventi ad ingresso libero che vogliono abbattere le barriere ideali fra arte e scienza in nome di quell’anelito all’infinito che ci sospinge tutti ad alzare lo sguardo verso il nostro cosmo.

GLI SPACE ARTISTS IN MOSTRA: GIORGIO TARDONATO E PIERRE KUENTZ

Giorgio Tardonato e Pierre Kuentz non sono solo due artisti conosciuti e apprezzati ma anche due scienziati, impegnati in seminari e lezioni a livello internazionale che hanno voluto, attraverso l’arte, dare voce alla meraviglia dell’Universo.

Le tele di Giorgio Tardonato si distinguono per il rigore scientifico a cui si fonde la volontà di esprimere sulla tela la meraviglia di galassie e astri remoti, senza mai lasciare che la fantasia prenda il sopravvento sul realismo di quanto rappresentato; del resto, come egli stesso dichiara: “il nostro universo possiede in sé tutta la bellezza e la meraviglia necessaria e l’artista non potrebbe rendere lo spettacolo della natura ancora più stupefacente”.

Pierre Kuentz, ha un approccio più sensitivo alla rappresentazione dell’universo “nelle mie tele” spiega “voglio che traspaia tutta la meraviglia dell’uomo che si accosta ad osservare uno spettacolo millenario e ineffabile”. Le sue opere, realizzate spesso facendo ricorso a materiali non convenzionali, vogliono stimolare in noi una meraviglia fanciullesca.

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LEGGI LA VERSIONE INTEGRALE DEL CATALOGO DI AD INFINTUM

FOCUS:  LA SPACE ART

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La Space Art è una forma contemporanea di espressione artistica che vuole illustrarci le meraviglie dell’Universo. Come gli altri generi, anche la space art ha diverse correnti al suo interno: si passa da quello più realistico, a quello impressionistico, a quello della strumentazione (hardware art), alla scultura, a quello più astratto e al filone zoologico. Anche se gli artisti hanno raffigurato nelle loro opere elementi astronomici già da molti secoli, il genere vero e proprio della Space Art è ancora alla propria infanzia: esso è nato nel momento in cui l’umanità ha guadagnato la capacità tecnica di guardare oltre l’orizzonte terrestre e raffigurare artisticamente quello che si vede al di là di esso. Qualunque sia il percorso stilistico, l’artista in genere tenta di comunicare idee legate al tema spaziale. Attraverso la Space Art gli artisti comunicano utilizzando l’illustrazione e la pittura per rappresentare le più attuali scoperte scientifiche. Alcuni sono essi stessi scienziati o astrofili e hanno avuto modo di accedere direttamente alla strumentazione scientifica se non addirittura di partecipare alle missioni spaziali. Per molte decadi abbiamo raccolto le suggestioni sullo spazio e sulle missioni spaziali attraverso il mezzo pittorico o digitale. Le riviste scientifiche e quelle dedicate all’arte, soprattutto Oltreoceano, hanno concesso molto spazio alle opere degli Space Artists che si sono cimentati non solo in rappresentazioni fedeli della realtà spaziale ma, stimolati dalla propria sensibilità e fantasia, ci hanno spesso regalato immagini fantastiche e visionarie di mondi lontani e in attesa di essere esplorati. Chesley Bonestell, R. A. Smith, Lucien Rudaux, David A. Hardy e Ludek Pesek sono fra gli artisti universalmente più noti e rappresentativi di questo genere pittorico. Questi primi space artists sono stati nel corso della propria carriera artistica direttamente coinvolti nella realizzazione di immagini che potessero illustrare le future missioni nello spazio proponendole non solo agli esperti del settore ma divulgandole anche al grande pubblico. Grazie alla loro arte fu dato un forte impulso alla divulgazione del nascente settore della creazione missilistica spaziale e delle missioni astronautiche.

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Chesley Bonestell. Pioniere della Space Art

«Non ho dubbi che Chesley Bonestell, con le sue meravigliosamente accurate rappresentazioni sia degli obiettivi da esplorare che degli strumenti dell’era spaziale, ci abbia aiutato a creare lo scenario per quel che era certamente a venire. […] Senza Bonestell e le sue opere d’arte, l’era della NASA avrebbe potuto essere rimandata di molti anni, o potrebbe non essersi ancora verificata».

Joseph Chamberlain, direttore dell’Adler Planetarium

Chesley Bonestell con Wernher von Braun

Chesley Knight Bonestell (1 Gennaio, 1888–11 Giugno, 1986) Fu uno dei pionieri dell’arte astronomica, insieme con l’astronomo e illustratore francese Lucien Rudaux. I suoi dipinti hanno avuto una grande influenza sull’illustrazione astronomica e di fantascienza e contribuirono a ispirare il programma spaziale statunitense.

A seguito del sodalizio con il divulgatore scientifico Willy Ley. e dietro suo suggerimento, cominciò a introdurre nei suoi dipinti navi spaziali e astronauti. Nel 1946 Life pubblicò una serie di sue illustrazioni, concernenti una missione spaziale Terra-Luna con equipaggio.

Ben presto altre riviste cominciarono ad avvalersi della sua collaborazione. Tra esse Look, Coronet, Pic Magazine, Scientific American (il cui fascicolo di ottobre del 1948 pubblicò in copertina un’immagine del Sole visto da Mercurio), Air trails, Astounding Science Fiction, The Magazine of Fantasy & Science Fiction, Science Fiction e Galaxy.

Continuò lavorando ad altri dipinti che furono pubblicati dalle principali riviste, molti dei quali furono poi raccolti nel best-seller The Conquest of Space (1949), realizzato in collaborazione con Willy Ley. In esso veniva fatto autorevolmente il punto sulle conoscenze astronautiche e si offrivano spunti per i programmi avvenire. Il grande realismo delle tavole di Bonestell, come ci riferisce in una sua recensione Arthur C. Clarke, spinse diversi lettori a considerarle non dei dipinti ma vere e proprie fotografie a colori.

Collaborò ancora con l’industria cinematografica offrendo la sua consulenza artistica e tecnica per la realizzazione degli effetti speciali dei film prodotti da George Pal, tra cui Destination Moon 1955, The War of the Worlds, 1953, When Worlds Collide, 1951, The Conquest of Space, 1955 e Cat-Women on the Moon, 1953.
I suoi quadri sono apprezzati dai collezionisti ed esposti in istituzioni come il National Air and Space Museum e la National Collection of Fine Arts. La sua tavola di Saturno visto dal suo satellite Titano è stata ripubblicata molte volte ed è probabilmente una delle immagini di tal genere più conosciuta anche da i non specialisti.

Wernher von Braun, elogiando le opere di Bonestell, scrisse: «Nei miei anni di collaborazione con Chesley ho imparato a rispettare, addirittura a temere, la mania per la perfezione di questo straordinario artista. Il mio archivio è pieno di disegni di razzi che avevo preparato per aiutarlo nel suo lavoro, e che egli mi ha restituito con domande dettagliate e pertinenti o con critiche feroci per qualche svista o incoerenza».

Una delle opere più famose e suggestive di Chelsey Bonestell: la rappresentazione di Saturno vista dalla sua gigantesca luna di  Titano é considerata l’opera che ha segnato le sorti successive delle esplorazioni spaziali.

La Space Art di Giorgio Tardonato: fra rigore scientifico e ispirazione artistica

giorgio_tardonato_bigGiorgio Tardonato nasce a Erba (Co), Italia, nel 1951.

Dopo aver conseguito la laurea in lettere moderne, ha lavora to come insegnante, fotografo, artista e divulgatore di astronomia. Vive e lavora ad Eupilio (Co), Italia.

Giorgio Tardonato ha una formazione di taglio impressionista. Il genere di pittura è “astronomico”: nelle opere ci sono stelle, galassie, comete, nubi cosmiche, ma anche fantastiche galassie di antimateria, cieli in negativo, cristalli cosmici.
Le tecniche necessarie sono in continua evoluzione: tele dipinte con colori ad olio o acrilici; pennelli, spatole, aerografo, scorrimento, inclusioni; utilizza anche tele autocostruite, con tagli riempiti di resine trasparenti e inclusioni in oro; forme, scolpite o incise, opache e trasparenti.


Curriculum espositivo:

1987: personale – Galleria Sella – Lecco (LC) – curatore Sig. Sella (Gallerista)

1990: personale – Villa S. Giuseppe – Erba (CO)1993: collettiva – antico Club Volta – Milano

1995: personale – Salone Municipale – Eupilio (CO)

1990: personale – Villa S. Giuseppe – Erba (CO)

1993: collettiva – antico Club Volta – Milano1995: personale – Salone Municipale – Eupilio (CO)

1996:  esposizione collettiva internazionale – Tain L’Hermitage Tournon (France – dép. Rhone Alpes – curato dalla Municipalità di Tain – Tournon)

1997: personale – Villa S. Giuseppe – Erba (CO)

1997: personale – Villa S. Giuseppe – Erba (CO)

2005: esposizione con la pittrice A. Zoppis – Salone Municipale – Canzo (CO)

2006: personale – Holiday Inn – Assago (MI) – Curatore U. Zanchin

2009: personale – Libreria “La Strada” – Cantù (CO)

2006: personale – Holiday Inn – Assago (MI) – Curatore U. Zanchin

2009: personale – Libreria “La Strada” – Cantù (CO)

2009: esposizione con lo scultore G. Melotti – Salone Municipale – Asso (CO)

2011: esposizione con lo scultore G. Melotti – Salone Municipale – Castelmarte (CO)

2013: partecipazione per selezione a Florence Biennale – Firenze – Curatore A. Cerioli

2014: aprile – esposizione personale – Studio Tablinum – Bellagio (CO) – curata da Tablinum Cultural Management

2014: settembre – esposizione personale – New York City  – Galleria ARTIFACT – curata da Tablinum Cultural Management

2014: novembre – Art en capital – Grand Palais – Parigi – Curatore A. Cerioli

2015: luglio/agosto – Spoleto Arte (collettiva) – Palazzo Leti Sansi – Spoleto (PG) – curata da V. Sgarbi

2016: maggio – Ad Infinitum – Lust for Art 2016 – officinacento5 – Como – curata da Tablinum Cultural Management


“Fra i molti e diversi studi delle lettere e delle arti, di cui si nutrono le menti degli uomini, stimo si debbano coltivare soprattutto, applicandovisi con grande passione, quelli che concernono le cose più belle e più degne di essere conosciute.
E tali sono quelli che trattano delle divine rivoluzioni del mondo e del corso delle stelle, delle grandezze, delle distanze, del sorgere e del tramontare e delle cause degli altri fenomeni celesti, e che, alla fine, ne spiegano l’ordinamento. E cosa mai c’è più bello del cielo, che contiene sicuramente tutte le cose belle? Lo dichiarano i nomi stessi di cielo e di mondo: questo con l’appellativo di purezza e ornamento, quello, di artistico cesello”.
Nicolò Copernico (1473-1543), De revolutionibus orbium caelestium.

La bellezza del cosmo assume un particolare valore se è esaltata dall’opera di chi sa cogliere l’unione fra la forma artistica, creata dalla mano dell’uomo, e un’altra forma d’arte, dal sapore arcano, fatta di galassie, remoti sistemi solari, che trae la sua origine dal cosmo stesso.

La meraviglia creata dalla natura giunge ad intrecciarsi a quell’infinito stupore che alimenta gli interrogativi dell’essere umano fin dalle sue origini, spingendolo alla ricerca di quel mistero che ha originato tutto ciò che ci circonda, e si coniuga alla forza creativa, alla sete di scoprire sempre nuove prospettive, che è propria dell’essere umano e dà origine ad un’eccezionale forma d’arte di cui Tardonato è eccellente demiurgo. La corrente della Space Art, che ha per tema la rappresentazione dello spazio e si basa su un legame antico ed essenziale quello della scienza con l’arte, trova nell’opera dell’artista e astrofilo Giorgio Tardonato una delle sue più felici espressioni. Attraverso quella genuina intuizione che fa convivere l’artista con l’appassionato uomo di scienza, Tardonato ci accompagna in un viaggio alla scoperta dell’universo, generatosi obbedendo a leggi misteriose che l’uomo vuole scoprire da sempre, ma che forse non basta piegare ai dettami della propria razionalità per comprendere a fondo; perché la bellezza e la perfezione che le regolano sono qualcosa di troppo complesso per tradursi in semplici equazione matematiche.
Il percorso costruito da Tardonato attorno alla Space Art lo ha portato negli anni a costruire una carriera artistica coerente e culturalmente ineccepibile, grazie alla padronanza e disinvoltura con cui si serve di svariate tecniche per meglio dedicarsi al significato delle proprie opere; quel significato ricco di visioni cosmiche e di suggestioni legate al mito della creazione. L’esperienza che si prova di fronte alle sue tele è quella di una lezione di astronomia dettagliata nei minimi particolari mista alla meraviglia per le bellezze celate nel profondo dello Spazio.

Certamente unico nel suo genere, ci presenta una visione astronomica icastica e fedele: nulla di irreale o fantasioso. Partito con la tecnica ad olio negli anni ottanta, di cui la splendida Galassia NGC 1365 è l’esempio più eclatante, giunge negli ultimi anni ad opere complesse e di grandi dimensioni in cui fa uso di tecniche sincretiche frutto di studi approfonditi.
Possiamo riscontrare un’evoluzione verso una forma anticonvenzionale: dalla tela di cotone e  dai lavori a pennello, all’uso di resine, inserti in foglia d’oro, rame ed alluminio; tutti materiali che consentono di creare una sorta di tridimensionalità che caratterizza la sua opera in modo inequivocabile, una costante ricerca della perfezione e del dettaglio che lo hanno portato a sviluppare lavori quali il telescopio spaziale Hubble, ISS. e altre ancora. Tra le ultime e più sensazionali opere realizzate dall’artista vi è il nucleo di Antennae, grandioso polittico in sei parti, dalle ricche velature di colore, in grado di condensare in sé tutto lo stupore per la bellezza e la perfezione dell’universo.

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Due galassie, distanti 60 milioni di anni luce da noi, arrivano a scontrarsi in un evento dalla durata eccezionale, di un miliardo di anni, nel corso del quale le stelle di NGC 4038 e NGC 4039 si mescolano, senza mai entrare in collisione. I loro bracci innescano spettacolari processi di formazione stellare in cui vortici di polvere e gas diventano il cuore pulsante della creazione millenaria, che, giunti a noi già vecchi di 60 milioni di anni, non possono non ammaliarci e suscitare grandi interrogativi e dilemmi.
Altra opera di recente creazione, è la stazione spaziale internazionale ISS, punto d’arrivo del progresso raggiunto dall’umanità dal quale partiranno le prime missioni interplanetarie (sonde spaziali). Le origini dell’umanità stessa sono ben rievocate dalla figura del nostro pianeta, dal quale si staglia nell’universo la mole perfetta della ISS, promessa per il genere umano di superare i propri stessi orizzonti.

Giorgio Tardonato, dipinge il cosmo percependolo come esigenza della propria anima.
Si tratta di un’inclinazione del tutto naturale che lo spinge studiarlo e scrutarne le profondità con un telescopio, dedicandosi poi a ritrarre la bellezza dell’Universo e a rielaborarlo attraverso il proprio stile artistico.

Tardonato mostra una totale dedizione verso la Space Art che si traduce in una vera e propria vocazione: si tratta di un filone artistico molto impegnativo al quale in Italia non è ancora stato concesso il meritato riconoscimento, a differenza degli U.S.A., dove la Space Art vanta da decenni una grande popolarità grazie alla radicata cultura verso le esplorazioni spaziali e all’opera divulgativa di artisti pionieri come Chesley Bonestell.

Al visitatore di Ad Infinitum, accanto alle opere più famose dell’artista, già esposte nella sua ultima personale di New York, sarà possibile ammirare in anteprima assoluta le nuove opere realizzate nell’ultimo biennio: fra di esse Sea Horse in Orion, ispirata da un inedito scatto della Nebulosa Testa di Cavallo, Spring Wind Galaxy, ricostruzione scientificamente perfetta di una galassia contenente al suo interno un buco nero supermassiccio, con i tipici getti polari, realizzata sulla base di più scatti del telescopio spaziale Hubble e Rosetta – Philae dedicato alla prima sonda e al primo lander ad aver reso possibile un accometaggio, cioè il primo atterraggio  controllato di un manufatto umano all’interno del nucleo di una cometa.

Nel corso del  2015 l’astronauta Samantha Cristoforetti, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ISS, è riuscita a risvegliare un certo entusiasmo ed interesse verso lo spazio anche nell’opinione pubblica.
Quella stessa ISS che così profondamente Tardonato ha saputo reinterpretare artisticamente, riuscendo a portare sulla terra una piccola parte di cosmo, celebrando una conquista essenziale per la nostra conoscenza del cosmo.

Il nostro auspicio è che l’impegno nella divulgazione e la passione per il cosmo, dimostrata in diversi ambiti legati all’astronomia e all’astrofisica trovi un efficace canale artistico, e il grande veicolo di emozione e coinvolgimento si traduca in un esperienza unica e indimenticabile per i visitatori di Ad Infinitum.

ANTENNAE

Lust for Art: Ad Infinitum

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Tablinum: cari amici e colleghi inizia il countdown della mostra Ad Infinitum. Siete tutti invitati a partecipare a questo nuovo concetto di mostra artistico-scientifica, nella quale le opere degli artisti Giorgio Tardonato e Pierre Kuentz si fonderanno con l’ingegneria aero-spaziale e la scienza astronomica. Il percorso della mostra Ad Infinitum vi lascerà senza fiato…

Appuntamenti speciali: la mostra Ad Infinitum avrà una sua Vernice, sabato 7 maggio, dalle ore 19.30.
Durante la serata gli ospiti potranno ammirare il “Cosmic Theater“, il planetario digitale del Gruppo Astrofili Lariano e comprendere meglio il lavoro incredibile degli ingegneri aero-spaziali di Skyward Experimental Rocketry, che per l’occasione porteranno due razzi originali del programma “Rocksanne”.

La mostra terminerà domenica 15 maggio, alle ore 19.00.
Orari visita: da martedì a venerdì ore 14.00 – 18.00
Sabato e domenica ore 10.00 – 19.00
Lunedì chiuso

La mostra si terrà presso lo spazio espositivo “officinacento5“, v.le Lecco 105, Como.