SensArt: Art Capital 2018

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Tablinum Cultural Management inaugura la rassegna artistica SensArt 2018 con la partecipazione ad Art Capital, a Parigi, la più grande rassegna internazionale dedicata all’arte contemporanea che trova spazio sotto la cupola del Grand Palais.  

Nel corso degli anni, Art Capital è diventato un evento imperdibile che consente a pittori, scultori e artisti visivi di promuovere ciò che rappresentano nel mondo dell’arte di oggi. Negli ultimi 13 anni, Art Capital ha accolto circa quattro decine di migliaia di visitatori ogni anno per celebrare un festival, quello dell’arte, oggi di circa 2.000 artisti. E per cinque giorni, sotto la cupola di vetro del Grand Palais, si incontrano artisti, galleristi, professionisti del mercato dell’arte, collezionisti e visitatori. 

Art en Capital sotto il segno della libertà, tolleranza, solidarietà, permette a pittori, scultori, artisti, fotografi, architetti, talenti già affermati o nuove promesse del mondo dell’arte internazionale, di poter esporre le proprie opere in una Parigi che sempre di più si conferma capitale europea dell’arte contemporanea.

Libero, tollerante, aperto, dinamico e diversificato, questo evento artistico fornisce una vetrina d’eccezione per tutte le sfumature della produzione artistica contemporanea. 
Unico nella sua filosofia e nella sua struttura, Art  en Capital è ormai un appuntamento irrinunciabile per il mondo dell’Art System internazionale.

Tablinum avrà l’onore di partecipare come delegato a fianco della Societè des Artiste Independant con sei artisti: Mariangela Bombardieri, Roberto Piaia, Anne Delaby,  Gilles Mazan, Maria Mouriadou e Mieke Van den Hoogen.

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Auguri di Buone Feste

Tablinum: che dire di questo 2017? Ci sarebbero molti aggettivi, ma per noi di TCM, uno prevale su tutti: intenso!  

Soddisfatti dei traguardi raggiunti vogliamo ringraziare tutti voi che, in questo 2017, ci avete conosciuto e seguito. Speriamo che vorrete continuare a darci il vostro prezioso sostegno e vi promettiamo che il nostro impegno sarà tutto profuso affinché la nostra programmazione continui a questi livelli…

Augurandovi buone feste vi lasciamo con un piccolo riepilogo in numeri dell’anno in chiusura.

Arrivederci nel 2018!

 

fine anno 2017

Eutopia Art Collection: Le Cinque Anime della Scultura. IVa Edizione

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Tablinum: TCM torna a indagare le declinazioni dell’arte attraverso #LeCinqueAnimedellaSculturaIVaEdizione. 

Da Sabato 25 Novembre a Venerdì 8 Dicembre 2017, presso lo spazio espositivo officinacento5, v.le Lecco 105, Como.
L’Inaugurazione della mostra si terrà Sabato 25 Novembre 2017, dalle ore 19.30. 
Nei giorni successivi sarà osservato il seguente orario di visita: 
Lun Chiuso 
Mar – Ven 14.30 – 18.30 
Sab – Dom : 10.30 – 12.30 – 14.00 – 18.00 

Il concetto curatoriale da cui scaturisce tale rassegna è legato alla simbologia artistico – estetica del numero cinque: simbolo di una mente polimorfa, in costante mutamento, che ci spinge ad utilizzare ogni nostra competenza esteriore e interiore per raggiungere un’ aliquid. Una simbologia intensa che permea tutto il percorso espositivo: armonia e contrasto, ricerca e sublimazione, si fondono in questo percorso espositivo ed emozionale che si concretizza in cinque diverse anime d’artista. La scultura riunisce in sé il concreto tentativo di plasmare il mondo che ci circonda e allo stesso tempo di infondere ad esso le suggestioni che s’imprimono con maggiore forza nell’animo umano. Un’interpretazione in cui l’artista si trasforma in medium privilegiato.
Per questo ci siamo riproposti di riunire cinque scultori e cinque modi diversi di tradurre nel linguaggio estetico il mondo che ci circonda, attraverso un’acuta analisi dei propri sensi e una declinazione fatta di suggestioni che si concretizzino nelle opere realizzate da cinque diverse anime d’artista.

Ancora una volta, la quarta, abbiamo il privilegio di presentare in questa mostra cinque artisti alle prese con il loro personalissimo dialogo con la materia. Come sempre, si tratta di scultori internazionali selezionati da Tablinum Cultural Management per l’eccellenza dell’esecuzione e per la peculiarità delle tecniche e dei materiali utilizzati, ma anche per il diverso dialogo che le loro opere sanno innescare con lo spettatore. Eccoli:

– Isabella Angelantoni
– Brigitte Cabell
– Mia Gardel
– Isabelle de Montvalon
– Attilio Di Maio

La mostra è a cura della storica dell’arte Elisa Larese.

Eutopia Art Collection: Percorsi Attraverso l’Immaginario

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Tablinum: la rassegna Eutopia Art Collection 2018, curata da Tablinum Cultural Management, torna nel mese di Novembre presso la splendida città di Torino, con una doppia esposizione: Paratissima 2017, presso la ex Caserma La Marmora, e Math 12, in Via Silvio Pellico 12.

Paratissima verrà inaugurata mercoledì 1 Novembre e rimarrà in essere sino al domenica 5 Novembre, mentre la mostra collaterale presso Math 12 avrà una sua Vernice venerdì 3 Novembre e rimarrà in essere sino a domenica 12 Novembre.

A seguito della fortunata rassegna Lust for Art 2016 che lo scorso anno ha fatto registrare un totale di 25.000 visitatori in soli sei mesi di programmazione, quest’anno TCM propone per la sua programmazione 2017 la rassegna tematica Eutopia Art Collection spinto da un’esigenza profonda: quella di ricollocare l’arte al giusto posto, rivestirla di tutta quella carica positiva che gli è propria. Fare dell’arte lo specchio di un mondo tutto da creare a immagine e somiglianza dell’uomo, dei suoi sogni e delle sue aspirazioni. In questo senso l’arte della collezione 2017 si fa Eutopia positiva di valori e concetti.

Nelle settimane dell’Arte Torinese, Math12 –  Spazio Trasversale  e Tablinum Cultural Management propongono un circuito di mostre collettive che partendo da alcuni tra i più suggestivi luoghi della cultura museale piemontese, passano attraverso Paratissima,  sino ad approdare allo spazio espositivo di Math12.

Il progetto curatoriale si muove intorno al tema del “Grottesco-Fantastico” e all’universo dell’immaginario.
Gli artisti presenti nelle varie esposizioni delineano percorsi poliedrici, a cominciare dalle tecniche utilizzate per arrivare alla loro personale ricerca. Ne risulta una mostra corale con diverse chiavi interpretative ed emotive dove: “l’immaginazione corre veloce e delinea insolite prospettive”.

Due mostre, curate da Valentina Barberis e Elena Perosino, sono realizzate in collaborazione con il Polo Museale del Piemonte e hanno luogo in due sedi del MIBACT, l’Abbazia di Vezzolano, Albugnano (At) e l’Abbazia di Fruttuaria, San Benigno Canavese (To).

Le mostre di Paratissima e Math12 sono curate da Elisa Larese (Tablinum Cultural Management) e Laura Lussiana (Math12), dove esporranno gli artisti: Enzo Truppo e Barbara Mileto, Alessandro Flaminio, Carlo D’Oria, Andrea Berlingheri, Massimo Bertoli, Canon Club Italia, Anne Delaby, Mieke Van den Hoogen, Dominique Joyeux, Jean Paul Lagarrigue e Cecilia Martin Birsa.

Durante il periodo delle esposizioni, nelle location di Paratissima e Math 12, sarà possibile partecipare ad alcuni eventi collaterali:
– Omaggio a Lorenzo Alessandri, con  reading tratto dal libro Zorobabel  a cura di Math12.
– Conferenza di Barbara Mileto (scrittrice) e Enzo Truppo (fotografo)  che presenteranno il loro progetto itinerante “Contere Muros”; progetto di collaborazione tra nord e sud che attraverso l’arte mira a polverizzare i muri, oltre le convenzioni.

Orari visita Paratissima:

Mercoledì dalle ore 15.00 alle ore 24.00

Giovedì e Venerdì dalle ore 15.00 alle ore 24.00

Sabato dalle ore 12.00 alle ore 24.00

Domenica dalle ore 10.00 alle ore 22.00

Tablinum Cultural Management  e Math 12 saranno presenti a Paratissima presso lo stand numero 37

Orari visita Math 12:

Vernice ore 19.00

Lunedì chiuso

Da martedì a sabato dalle ore 15.00 alle ore 19.00

Domenica dalle ore 15.00 alle ore 19.00.

Info numero +39 3392181456 e-mail info@studiotablinum.com

 

Eutopia Art Collection: XI Florence Biennale

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Tablinum: Per l’undicesima volta, dal 6 al 15 ottobre 2017, la Fortezza da Basso di Firenze ospiterà la “Florence Biennale – Biennale internazionale di arte contemporanea”.
Per 462 artisti, provenienti da 72 paesi e cinque continenti, si tratterà di una vetrina d’eccellenza per la produzione artistica contemporanea a livello internazionale confermandosi come “piattaforma” indipendente, libera, inclusiva e innovativa per artisti che a diversi stadi di carriera sperimentano tecniche antiche e nuove con materiali disparati e che accoglie le principali forme di espressione artistica.

Giunta alla sua XI edizione e diretta da Jacopo Celona con la curatela di Melanie Zefferino, “Florence Biennale” si propone di contribuire a delineare una visione del futuro in cui creatività e sostenibilità siano principi fondanti di un “ecosistema” d’arte e cultura ove prevalga il rispetto della natura e di tutte le forme di vita sulla Terra. In questa prospettiva, sintetizzata nel tema “eARTh: creatività e sostenibilità”.
E’ una bella sfida quella che l’artista contemporaneo si trova a dover affrontare: il ritorno alle origini, il richiamo ad un arte che sappia cogliere l’essenza del mondo in cui siamo immersi e che sappia promuovere il dialogo fra natura e uomo, ricollocandolo in quel ambito dal quale si è estromesso volontariamente abbandonando ogni forma di comunicazione con il mondo circostante. Così l’artista, torna ad avere un ruolo attivo nel mondo, scende dalla propria “turris eburnea” per rispondere a quell’essenziale bisogno di comunicare utilizzando la propria sensibilità ed espressività.

La selezione presentata da Tablinum Cultural Management in occasione della XI edizione della Florence Biennale vuole evidenziare questa necessità di ritrovare spontaneità nell’arte. L’arte sostenibile è per noi arte accessibile: un’arte che esprime valori profondi e che restituisce tutta la sua importanza al ruolo dell’artista proprio. Di fronte ad una società complessa e contraddittoria come quella contemporanea, appare indispensabile che l’arte torni ad essere punto di riferimento per tutti noi e che sappia donarci la capacità di essere in comunione con il mondo.
A rappresentare Tablinum in questa importante vetrina internazionale saranno: Mariangela Bombardieri, che con il suo tratto inimitabile fatto di metanarrazioni coloristiche, ci presenta Gilgamesh e il Sogno del Faraone; Cecilia Martin Birsa attraverso sua opera scultorea La gavetta, ci racconta la tensione dell’anima che, tesa al raggiungimento del proprio obbiettivo, si sdoppia fra speranza e determinazione; la pittura densa di astrazioni liriche e simbolistiche di Nathalie Monac, sarà rappresentata dall’opera Antenne Galatique; mentre l’aritsta francese Dominique Joyeux ci coinvolge in un vortice di colori ed emozioni con Pulsation Jamaïque dove musica e colore consentono all’anima di ritrovare il proprio legame con la madre terra.

Il percorso di visita abituale sarà arricchito dalla preparazione di un catalogo digitale, scaricabile sia sul web che in loco, presso lo stand di Tablinum, attraverso il qrcode. Il catalago fungerà da guida ed approfondimento per meglio analizzare l’opera delle artiste esposte e consentirà al visitatore un’analisi approfondita della poetica da cui ciascuna di esse attinge per mettersi in comunicazione con il mondo che la circonda.
L’XI edizione di “Florence Biennale” si svolge con il patrocinio di: MiBACT, Regione Toscana, Provincia e Città di Firenze, Università di Siena, Assemblea Parlamentare del Mediterraneo e ICOMOS.

COMUNICATO STAMPA / PRESS RELEASE by Tablinum Cultural Management | http://www.studiotablinum.cominfo@studiotablinum.com – +39 339 2181456

PALAZZO GALLIO APRE LE SUE STANZE ALL’ARTE

banner esterno gallioTablinum Cultural Management: Palazzo Gallio, la splendida dimora rinascimentale affacciata sulle rive settentrionali del Lago di Como, a Gravedona ed Uniti, apre le sue stanze a quattro artisti contemporanei per una mostra in cui i protagonisti saranno: il paesaggio, la storia e l’emozione.

Non esiste un percorso più immaginifico e stratificato di quello che ha dato vita a questa mostra, nata dalla passione verso i luoghi da cui questi artisti hanno tratto ispirazione nel corso della loro carriera  e  che hanno trovato nel segno artistico la loro espressione più completa.

Una mostra fuori dagli schemi, con opere che offriranno al visitatore una lettura inedita e sorprendente sul tema del paesaggio inteso come traccia antropologica ma anche emotiva attraverso il linguaggio dell’arte.
Il tutto in un percorso che suggerirà riflessioni e meditazioni sull’evoluzione del paesaggio dalla rappresentazione di segni della natura a rivelazione di pensieri e linguaggi dell’uomo, dove l’arte nasce dalla relazione tra esperienza vissuta interiore ed esperienza sensibile fatta di ascolto e osservazione delle cose e dell’ambiente.

Il lario è bello perchè è vario 30X50, acrilico su tavola di abete

Fra gli artisti anche il giovanissimo talento lariano Stefano Perini, in arte Cheville, che proporrà per la prima volta in pubblico la serie dei “paesaggi destrutturati” del Lago di Como.
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Monique Laville, insignita della medaglia di benemerenza per il suo impegno culturale dal premier canadese in persona, proporrà le sue celebri “vedute d’antan” ispirate ad epoche storiche ormai distanti dalla nostra frenetica vita contemporanea ma che ancora possono donarci preziose lezioni di vita.

12 Gilles Mazan. La Côte près de Bréhec, De[s]composition[s] de couleurs (4). 2014. Huile sur toile. 116x89 cm

Gilles Mazan sublima il paesaggio in segno e colore attraverso le tecnche della decomposizione coloristica, donando a ciò che lo circonda una prorompente carica espressionista che ha fatto di lui uno dei maestri del colorismo contemporaneo.

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Anne Delaby attraverso la propria arte si fa medium frail fruitore e la natura incoraggiandolo a riscoprire quella capacità di “sintesi armonica” con il mondo che si traduce in un mutuo legame con esso in cui non vi è più polarità e conflitto ma armonia e benessere.
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Mina Kordali mette in atto un’estetica dei sentimenti, in cui il paesaggio rappresentato con tratti materici dove il colore predomina sulla linea, conserva un’eco di quel mondo antico che è  l’humus della in cui è germogliata una poetica fortemente evocativa che fonde sulla tela colori ed emozioni dell’artista. Poichè “ogni viaggio nel mondo è, innanzitutto, un viaggio in noi stessi”.

TABLINUM CULTURAL MANAGEMENT, CHI SIAMO:

La complessità e la rapidità dei cambiamenti in atto nel mondo culturale richiedono capacità crescenti di interpretazione del contesto, padronanza di metodi e strumenti per attivare strategie innovative al fine di garantire la sostenibilità dei progetti e delle organizzazioni in ambito culturale.

I nostri professionisti sono attentamente selezionati per essere in grado di coniugare le tradizionali conoscenze artistico-culturali a capacità e know-how che li rendano autonomi nella progettazione, gestione e promozione della filiera culturale.

L’obiettivo di Tablinum Cultural Management è quello di offrire servizi nell’ambito nel modo più completo possibile, con una forma flessibile ed innovativa capace di adeguarsi alle esigenze dei nostri interlocutori e sempre attenti ad una visione globale del progetto.

Dalla commistione fra preparazione umanistica e attenta analisi della domanda e dell’offerta, che regola il mondo culturale oggigiorno, nasce il progetto di Tablinum.

Per questo, i nostri progetti nascono dalla volontà di divulgare un modello culturale in cui il sistema dell’arte sappia comunicare i valori fondamentali che sorpassino le usuali logiche di mercato e riscoprano il valore primario della cultura, quale nutrimento della coscienza umana. Per questo amiamo considerarci prima di tutto “impiegati della cultura”.

Moon Adoring Encounter e Panter : le opere di Brigitte Cabell per Art Capital 2017

Tablinum: scolpire la pietra è un lavoro difficoltoso, estremamente fisico, che costringe lo scultore a porre in gioco se stesso in un duro confronto con la materia, sino a domarla, facendo in modo che essa assecondi ls propria volontà poietica di artista.

Opale bianco e serpentino verde dallo Zimbawe sono le pietre che Brigitte Cabell ha scelto per la realizzazione delle sue sculture. Si tratta di pietre dure, non malleabili, dalla storia millenaria.

Brigitte Cabell si pone, scegliendo tali materie prime, nel solco di una tradizione scultorea che ha solcato secoli e secoli: il serpentino, che prende il suo nome dall’aspetto “a pelle di un serpente”, dovuta alle inclusioni e variazioni di colore, è una pietra antichissima già utilizzata in ambito scultoreo dagli antichi sumeri, 4.000 anni fa, che la chiamavano za-tu-mush-gir.

È con questa pietra, ritenuta magica, che è stato realizzato il trentesimo capitolo del ibro dei morti egiziano, sono state scolpite le maschere rituali precolombiane, cesellate le preziose stautine Yu cinesi e altro ancora.

Encounter, green serpentine from Zimbawe, hieght 48, lenght 26 cm, 2016

Il serpentino verde è pietra dal valore di talismano e connettore dell forze vitali; il suo impiego come materia prima va ad assumere un significato essenziale in un’opera come Encounter.

Il dialogo – incontro fra le forme e la linea è, come lascia intuire il titolo, voluto dalla scultrice, un continuo convergere e ricovergere di forme che si fondono, l’una nell’altra.

La sepentina, volutamente grezza, delle parti più esterne viene finemente lavorata e lucidata in corrispodenza del focus di questa scultura dove questo incontro atavico lascia intravedere il suo lato più prezioso proprio dove l’incontro si fa fusione ed energia pura a cui attingere in questo vortice di forme.

Lavorare una pietra come Encounter significa investire un notevole sforzo fisico ed emotivo: le venature della pietra dialogano, accompagnando lo scalpello della scultrice, nella definizione di forme mentre l’urgenza creativa si scontra con la durezza e la fatica del lavoro scultoreo che, grazie allo sforzo interiore ed esteriore dell’artista riesce a liberare la bellezza intrinseca della pietra lasciando che essa si riveli allo sguardo.

Altra pietra di millenaria genesi geologica, è l’opale, scelto per la seconda scultura di Brigitte Cabell: Moon Adoring. Essa nasce dal silicio che si deposita geologicamente per millenni. L’opale, secondo la tradizione, racchiude in sè il potere di tutti gli elementi e le loro rispettive caratteristiche: l’energia e la forza del Fuoco; la prosperità, la pace e il benessere della Terra; l’intuizione, le emozioni e la sensibilità dell’Acqua; la comunicazione e la creatività dell’Aria.

Dall’iridescenza di una pietra tanto preziosa non puo’ che apparire lei, pallida e trasognata: l’Adoratrice della luna.

Moon Adoring,  white opal from Zimbabwe, height 26 length 33 cm, 2016

Adoratrice di millenarie lune già trascorse e di altre non ancora scritte nel nostro futuro, questa scultura incanta con la sua eterea delicatezza.

Lavorando a questa pietra Brigitte Cabell si lascia guidare, assecondandone venature e  dimensioni: è così che puo’ emergere un volto di donna che si abbandona al fascio di luna abbacinante e bianca.

La pietra, grezza nello sbozzare i lunghi e fluenti capelli dell’adoratrice, rapidamente fluisce in un movimento scultoreo in cui le linee si fanno più curve e le superfici assumono una rilevanza essenziale sino a tratteggiare un delicato volto di donna, adorante i pallidi raggi dell’astro lunare.

Le opere di Brigitte Cabell, Moon Adoring e Panter, saranno presentate in esclusiva presso lo stand E7 di Tablinum Cultural Management in collaborazione con Artistes Indépendants dal 14 al 19 Febbraio 2017 presso il Grand Palais di Parigi.

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BRIGITTE CABELL

cabellBrigitte Cabell, artista tedesca nata in Germania, a Berlino, ha lo studio nella Reismühle – Monaco di Baviera.  E’ vissuta per molto tempo in Italia, a Firenze.

Ha studiato medicina in Germania e ha lavorato come cardiologa fino sei anni fa in clinica, parallelamente alla clinica gli ultimi 14 anni ha frequentato diverse accademie in Germania, Austria, Italia, concentrandosi sullo studio di pittura e scultura; quest’ultima si è rivelata più affine al suo animo.

Ha esposto a Monaco, Berlino, Venezia, alla Triennale delle arti visive di Roma, nonché a Como presso l’officinacento5, in collaborazione con Tablinum Cultural Management.