Eutopia Art Collection: Le Cinque Anime della Scultura. IVa Edizione

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Tablinum: TCM torna a indagare le declinazioni dell’arte attraverso #LeCinqueAnimedellaSculturaIVaEdizione. 

Da Sabato 25 Novembre a Venerdì 8 Dicembre 2017, presso lo spazio espositivo officinacento5, v.le Lecco 105, Como.
L’Inaugurazione della mostra si terrà Sabato 25 Novembre 2017, dalle ore 19.30. 
Nei giorni successivi sarà osservato il seguente orario di visita: 
Lun Chiuso 
Mar – Ven 14.30 – 18.30 
Sab – Dom : 10.30 – 12.30 – 14.00 – 18.00 

Il concetto curatoriale da cui scaturisce tale rassegna è legato alla simbologia artistico – estetica del numero cinque: simbolo di una mente polimorfa, in costante mutamento, che ci spinge ad utilizzare ogni nostra competenza esteriore e interiore per raggiungere un’ aliquid. Una simbologia intensa che permea tutto il percorso espositivo: armonia e contrasto, ricerca e sublimazione, si fondono in questo percorso espositivo ed emozionale che si concretizza in cinque diverse anime d’artista. La scultura riunisce in sé il concreto tentativo di plasmare il mondo che ci circonda e allo stesso tempo di infondere ad esso le suggestioni che s’imprimono con maggiore forza nell’animo umano. Un’interpretazione in cui l’artista si trasforma in medium privilegiato.
Per questo ci siamo riproposti di riunire cinque scultori e cinque modi diversi di tradurre nel linguaggio estetico il mondo che ci circonda, attraverso un’acuta analisi dei propri sensi e una declinazione fatta di suggestioni che si concretizzino nelle opere realizzate da cinque diverse anime d’artista.

Ancora una volta, la quarta, abbiamo il privilegio di presentare in questa mostra cinque artisti alle prese con il loro personalissimo dialogo con la materia. Come sempre, si tratta di scultori internazionali selezionati da Tablinum Cultural Management per l’eccellenza dell’esecuzione e per la peculiarità delle tecniche e dei materiali utilizzati, ma anche per il diverso dialogo che le loro opere sanno innescare con lo spettatore. Eccoli:

– Isabella Angelantoni
– Brigitte Cabell
– Mia Gardel
– Isabelle de Montvalon
– Attilio Di Maio

La mostra è a cura della storica dell’arte Elisa Larese.

Eutopia Art Collection: Percorsi Attraverso l’Immaginario

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Tablinum: la rassegna Eutopia Art Collection 2018, curata da Tablinum Cultural Management, torna nel mese di Novembre presso la splendida città di Torino, con una doppia esposizione: Paratissima 2017, presso la ex Caserma La Marmora, e Math 12, in Via Silvio Pellico 12.

Paratissima verrà inaugurata mercoledì 1 Novembre e rimarrà in essere sino al domenica 5 Novembre, mentre la mostra collaterale presso Math 12 avrà una sua Vernice venerdì 3 Novembre e rimarrà in essere sino a domenica 12 Novembre.

A seguito della fortunata rassegna Lust for Art 2016 che lo scorso anno ha fatto registrare un totale di 25.000 visitatori in soli sei mesi di programmazione, quest’anno TCM propone per la sua programmazione 2017 la rassegna tematica Eutopia Art Collection spinto da un’esigenza profonda: quella di ricollocare l’arte al giusto posto, rivestirla di tutta quella carica positiva che gli è propria. Fare dell’arte lo specchio di un mondo tutto da creare a immagine e somiglianza dell’uomo, dei suoi sogni e delle sue aspirazioni. In questo senso l’arte della collezione 2017 si fa Eutopia positiva di valori e concetti.

Nelle settimane dell’Arte Torinese, Math12 –  Spazio Trasversale  e Tablinum Cultural Management propongono un circuito di mostre collettive che partendo da alcuni tra i più suggestivi luoghi della cultura museale piemontese, passano attraverso Paratissima,  sino ad approdare allo spazio espositivo di Math12.

Il progetto curatoriale si muove intorno al tema del “Grottesco-Fantastico” e all’universo dell’immaginario.
Gli artisti presenti nelle varie esposizioni delineano percorsi poliedrici, a cominciare dalle tecniche utilizzate per arrivare alla loro personale ricerca. Ne risulta una mostra corale con diverse chiavi interpretative ed emotive dove: “l’immaginazione corre veloce e delinea insolite prospettive”.

Due mostre, curate da Valentina Barberis e Elena Perosino, sono realizzate in collaborazione con il Polo Museale del Piemonte e hanno luogo in due sedi del MIBACT, l’Abbazia di Vezzolano, Albugnano (At) e l’Abbazia di Fruttuaria, San Benigno Canavese (To).

Le mostre di Paratissima e Math12 sono curate da Elisa Larese (Tablinum Cultural Management) e Laura Lussiana (Math12), dove esporranno gli artisti: Enzo Truppo e Barbara Mileto, Alessandro Flaminio, Carlo D’Oria, Andrea Berlingheri, Massimo Bertoli, Canon Club Italia, Anne Delaby, Mieke Van den Hoogen, Dominique Joyeux, Jean Paul Lagarrigue e Cecilia Martin Birsa.

Durante il periodo delle esposizioni, nelle location di Paratissima e Math 12, sarà possibile partecipare ad alcuni eventi collaterali:
– Omaggio a Lorenzo Alessandri, con  reading tratto dal libro Zorobabel  a cura di Math12.
– Conferenza di Barbara Mileto (scrittrice) e Enzo Truppo (fotografo)  che presenteranno il loro progetto itinerante “Contere Muros”; progetto di collaborazione tra nord e sud che attraverso l’arte mira a polverizzare i muri, oltre le convenzioni.

Orari visita Paratissima:

Mercoledì dalle ore 15.00 alle ore 24.00

Giovedì e Venerdì dalle ore 15.00 alle ore 24.00

Sabato dalle ore 12.00 alle ore 24.00

Domenica dalle ore 10.00 alle ore 22.00

Tablinum Cultural Management  e Math 12 saranno presenti a Paratissima presso lo stand numero 37

Orari visita Math 12:

Vernice ore 19.00

Lunedì chiuso

Da martedì a sabato dalle ore 15.00 alle ore 19.00

Domenica dalle ore 15.00 alle ore 19.00.

Info numero +39 3392181456 e-mail info@studiotablinum.com

 

Eutopia Art Collection: XI Florence Biennale

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Tablinum: Per l’undicesima volta, dal 6 al 15 ottobre 2017, la Fortezza da Basso di Firenze ospiterà la “Florence Biennale – Biennale internazionale di arte contemporanea”.
Per 462 artisti, provenienti da 72 paesi e cinque continenti, si tratterà di una vetrina d’eccellenza per la produzione artistica contemporanea a livello internazionale confermandosi come “piattaforma” indipendente, libera, inclusiva e innovativa per artisti che a diversi stadi di carriera sperimentano tecniche antiche e nuove con materiali disparati e che accoglie le principali forme di espressione artistica.

Giunta alla sua XI edizione e diretta da Jacopo Celona con la curatela di Melanie Zefferino, “Florence Biennale” si propone di contribuire a delineare una visione del futuro in cui creatività e sostenibilità siano principi fondanti di un “ecosistema” d’arte e cultura ove prevalga il rispetto della natura e di tutte le forme di vita sulla Terra. In questa prospettiva, sintetizzata nel tema “eARTh: creatività e sostenibilità”.
E’ una bella sfida quella che l’artista contemporaneo si trova a dover affrontare: il ritorno alle origini, il richiamo ad un arte che sappia cogliere l’essenza del mondo in cui siamo immersi e che sappia promuovere il dialogo fra natura e uomo, ricollocandolo in quel ambito dal quale si è estromesso volontariamente abbandonando ogni forma di comunicazione con il mondo circostante. Così l’artista, torna ad avere un ruolo attivo nel mondo, scende dalla propria “turris eburnea” per rispondere a quell’essenziale bisogno di comunicare utilizzando la propria sensibilità ed espressività.

La selezione presentata da Tablinum Cultural Management in occasione della XI edizione della Florence Biennale vuole evidenziare questa necessità di ritrovare spontaneità nell’arte. L’arte sostenibile è per noi arte accessibile: un’arte che esprime valori profondi e che restituisce tutta la sua importanza al ruolo dell’artista proprio. Di fronte ad una società complessa e contraddittoria come quella contemporanea, appare indispensabile che l’arte torni ad essere punto di riferimento per tutti noi e che sappia donarci la capacità di essere in comunione con il mondo.
A rappresentare Tablinum in questa importante vetrina internazionale saranno: Mariangela Bombardieri, che con il suo tratto inimitabile fatto di metanarrazioni coloristiche, ci presenta Gilgamesh e il Sogno del Faraone; Cecilia Martin Birsa attraverso sua opera scultorea La gavetta, ci racconta la tensione dell’anima che, tesa al raggiungimento del proprio obbiettivo, si sdoppia fra speranza e determinazione; la pittura densa di astrazioni liriche e simbolistiche di Nathalie Monac, sarà rappresentata dall’opera Antenne Galatique; mentre l’aritsta francese Dominique Joyeux ci coinvolge in un vortice di colori ed emozioni con Pulsation Jamaïque dove musica e colore consentono all’anima di ritrovare il proprio legame con la madre terra.

Il percorso di visita abituale sarà arricchito dalla preparazione di un catalogo digitale, scaricabile sia sul web che in loco, presso lo stand di Tablinum, attraverso il qrcode. Il catalago fungerà da guida ed approfondimento per meglio analizzare l’opera delle artiste esposte e consentirà al visitatore un’analisi approfondita della poetica da cui ciascuna di esse attinge per mettersi in comunicazione con il mondo che la circonda.
L’XI edizione di “Florence Biennale” si svolge con il patrocinio di: MiBACT, Regione Toscana, Provincia e Città di Firenze, Università di Siena, Assemblea Parlamentare del Mediterraneo e ICOMOS.

COMUNICATO STAMPA / PRESS RELEASE by Tablinum Cultural Management | http://www.studiotablinum.cominfo@studiotablinum.com – +39 339 2181456

PALAZZO GALLIO APRE LE SUE STANZE ALL’ARTE

banner esterno gallioTablinum Cultural Management: Palazzo Gallio, la splendida dimora rinascimentale affacciata sulle rive settentrionali del Lago di Como, a Gravedona ed Uniti, apre le sue stanze a quattro artisti contemporanei per una mostra in cui i protagonisti saranno: il paesaggio, la storia e l’emozione.

Non esiste un percorso più immaginifico e stratificato di quello che ha dato vita a questa mostra, nata dalla passione verso i luoghi da cui questi artisti hanno tratto ispirazione nel corso della loro carriera  e  che hanno trovato nel segno artistico la loro espressione più completa.

Una mostra fuori dagli schemi, con opere che offriranno al visitatore una lettura inedita e sorprendente sul tema del paesaggio inteso come traccia antropologica ma anche emotiva attraverso il linguaggio dell’arte.
Il tutto in un percorso che suggerirà riflessioni e meditazioni sull’evoluzione del paesaggio dalla rappresentazione di segni della natura a rivelazione di pensieri e linguaggi dell’uomo, dove l’arte nasce dalla relazione tra esperienza vissuta interiore ed esperienza sensibile fatta di ascolto e osservazione delle cose e dell’ambiente.

Il lario è bello perchè è vario 30X50, acrilico su tavola di abete

Fra gli artisti anche il giovanissimo talento lariano Stefano Perini, in arte Cheville, che proporrà per la prima volta in pubblico la serie dei “paesaggi destrutturati” del Lago di Como.
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Monique Laville, insignita della medaglia di benemerenza per il suo impegno culturale dal premier canadese in persona, proporrà le sue celebri “vedute d’antan” ispirate ad epoche storiche ormai distanti dalla nostra frenetica vita contemporanea ma che ancora possono donarci preziose lezioni di vita.

12 Gilles Mazan. La Côte près de Bréhec, De[s]composition[s] de couleurs (4). 2014. Huile sur toile. 116x89 cm

Gilles Mazan sublima il paesaggio in segno e colore attraverso le tecnche della decomposizione coloristica, donando a ciò che lo circonda una prorompente carica espressionista che ha fatto di lui uno dei maestri del colorismo contemporaneo.

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Anne Delaby attraverso la propria arte si fa medium frail fruitore e la natura incoraggiandolo a riscoprire quella capacità di “sintesi armonica” con il mondo che si traduce in un mutuo legame con esso in cui non vi è più polarità e conflitto ma armonia e benessere.
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Mina Kordali mette in atto un’estetica dei sentimenti, in cui il paesaggio rappresentato con tratti materici dove il colore predomina sulla linea, conserva un’eco di quel mondo antico che è  l’humus della in cui è germogliata una poetica fortemente evocativa che fonde sulla tela colori ed emozioni dell’artista. Poichè “ogni viaggio nel mondo è, innanzitutto, un viaggio in noi stessi”.

TABLINUM CULTURAL MANAGEMENT, CHI SIAMO:

La complessità e la rapidità dei cambiamenti in atto nel mondo culturale richiedono capacità crescenti di interpretazione del contesto, padronanza di metodi e strumenti per attivare strategie innovative al fine di garantire la sostenibilità dei progetti e delle organizzazioni in ambito culturale.

I nostri professionisti sono attentamente selezionati per essere in grado di coniugare le tradizionali conoscenze artistico-culturali a capacità e know-how che li rendano autonomi nella progettazione, gestione e promozione della filiera culturale.

L’obiettivo di Tablinum Cultural Management è quello di offrire servizi nell’ambito nel modo più completo possibile, con una forma flessibile ed innovativa capace di adeguarsi alle esigenze dei nostri interlocutori e sempre attenti ad una visione globale del progetto.

Dalla commistione fra preparazione umanistica e attenta analisi della domanda e dell’offerta, che regola il mondo culturale oggigiorno, nasce il progetto di Tablinum.

Per questo, i nostri progetti nascono dalla volontà di divulgare un modello culturale in cui il sistema dell’arte sappia comunicare i valori fondamentali che sorpassino le usuali logiche di mercato e riscoprano il valore primario della cultura, quale nutrimento della coscienza umana. Per questo amiamo considerarci prima di tutto “impiegati della cultura”.

Moon Adoring Encounter e Panter : le opere di Brigitte Cabell per Art Capital 2017

Tablinum: scolpire la pietra è un lavoro difficoltoso, estremamente fisico, che costringe lo scultore a porre in gioco se stesso in un duro confronto con la materia, sino a domarla, facendo in modo che essa assecondi ls propria volontà poietica di artista.

Opale bianco e serpentino verde dallo Zimbawe sono le pietre che Brigitte Cabell ha scelto per la realizzazione delle sue sculture. Si tratta di pietre dure, non malleabili, dalla storia millenaria.

Brigitte Cabell si pone, scegliendo tali materie prime, nel solco di una tradizione scultorea che ha solcato secoli e secoli: il serpentino, che prende il suo nome dall’aspetto “a pelle di un serpente”, dovuta alle inclusioni e variazioni di colore, è una pietra antichissima già utilizzata in ambito scultoreo dagli antichi sumeri, 4.000 anni fa, che la chiamavano za-tu-mush-gir.

È con questa pietra, ritenuta magica, che è stato realizzato il trentesimo capitolo del ibro dei morti egiziano, sono state scolpite le maschere rituali precolombiane, cesellate le preziose stautine Yu cinesi e altro ancora.

Encounter, green serpentine from Zimbawe, hieght 48, lenght 26 cm, 2016

Il serpentino verde è pietra dal valore di talismano e connettore dell forze vitali; il suo impiego come materia prima va ad assumere un significato essenziale in un’opera come Encounter.

Il dialogo – incontro fra le forme e la linea è, come lascia intuire il titolo, voluto dalla scultrice, un continuo convergere e ricovergere di forme che si fondono, l’una nell’altra.

La sepentina, volutamente grezza, delle parti più esterne viene finemente lavorata e lucidata in corrispodenza del focus di questa scultura dove questo incontro atavico lascia intravedere il suo lato più prezioso proprio dove l’incontro si fa fusione ed energia pura a cui attingere in questo vortice di forme.

Lavorare una pietra come Encounter significa investire un notevole sforzo fisico ed emotivo: le venature della pietra dialogano, accompagnando lo scalpello della scultrice, nella definizione di forme mentre l’urgenza creativa si scontra con la durezza e la fatica del lavoro scultoreo che, grazie allo sforzo interiore ed esteriore dell’artista riesce a liberare la bellezza intrinseca della pietra lasciando che essa si riveli allo sguardo.

Altra pietra di millenaria genesi geologica, è l’opale, scelto per la seconda scultura di Brigitte Cabell: Moon Adoring. Essa nasce dal silicio che si deposita geologicamente per millenni. L’opale, secondo la tradizione, racchiude in sè il potere di tutti gli elementi e le loro rispettive caratteristiche: l’energia e la forza del Fuoco; la prosperità, la pace e il benessere della Terra; l’intuizione, le emozioni e la sensibilità dell’Acqua; la comunicazione e la creatività dell’Aria.

Dall’iridescenza di una pietra tanto preziosa non puo’ che apparire lei, pallida e trasognata: l’Adoratrice della luna.

Moon Adoring,  white opal from Zimbabwe, height 26 length 33 cm, 2016

Adoratrice di millenarie lune già trascorse e di altre non ancora scritte nel nostro futuro, questa scultura incanta con la sua eterea delicatezza.

Lavorando a questa pietra Brigitte Cabell si lascia guidare, assecondandone venature e  dimensioni: è così che puo’ emergere un volto di donna che si abbandona al fascio di luna abbacinante e bianca.

La pietra, grezza nello sbozzare i lunghi e fluenti capelli dell’adoratrice, rapidamente fluisce in un movimento scultoreo in cui le linee si fanno più curve e le superfici assumono una rilevanza essenziale sino a tratteggiare un delicato volto di donna, adorante i pallidi raggi dell’astro lunare.

Le opere di Brigitte Cabell, Moon Adoring e Panter, saranno presentate in esclusiva presso lo stand E7 di Tablinum Cultural Management in collaborazione con Artistes Indépendants dal 14 al 19 Febbraio 2017 presso il Grand Palais di Parigi.

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BRIGITTE CABELL

cabellBrigitte Cabell, artista tedesca nata in Germania, a Berlino, ha lo studio nella Reismühle – Monaco di Baviera.  E’ vissuta per molto tempo in Italia, a Firenze.

Ha studiato medicina in Germania e ha lavorato come cardiologa fino sei anni fa in clinica, parallelamente alla clinica gli ultimi 14 anni ha frequentato diverse accademie in Germania, Austria, Italia, concentrandosi sullo studio di pittura e scultura; quest’ultima si è rivelata più affine al suo animo.

Ha esposto a Monaco, Berlino, Venezia, alla Triennale delle arti visive di Roma, nonché a Como presso l’officinacento5, in collaborazione con Tablinum Cultural Management.

Gold Rose Flower: l’opera di Leonardo Balbi per Art Capital 2017

Tablinum: l’effetto è tridimensionale la tecnica, brevettata in esclusiva dall’artista, racchiude in sé visionaria ricerca nell’approfondimento delle teorie spazialistiche ed estrema perizia manuale.

La tela è incisa più volte e ricongiunta sino a creare un effetto unico e ogni volta irripetibile nella sua perfezione tridimensionale di luci e ombre che dà vita ad un’opera che fonde in sé la dinamicità dell’avanguardia non disgiunta dalla ricercatezza di materiali preziosi come gli inserti in foglia d’oro.

Spazio e forma dialogano nelle opere tridimensionali di Balbi: la tela, lungi dall’essere un limite si fa frontiera per nuove ricerche. Essa non è più semplice supporto sul quale l’opera d’arte si rivela ma è protagonista della ricerca estetica dell’artista e con le sue aperture essa è incisa e per estroflettersi lasciandoci intravedere un nuovo mondo al di là,

 I colori sono intensi e preziosi: l’oro ci fa pensare subito a qualcosa di perfetto il cui valore è sacrale mentre il rosso è uno squarcio, quasi una ferita di rosso palpitante scarlatto, linfa vitale nell’aurea compostezza dell’arte.

Il concetto di spazialistica memoria sembra approdare, grazie agli studi della forma e della materia a cui Leonardo Balbi ha votato la propria esistenza, ad una nuova entusiasmante frontiera.  E se in molti hanno cercato di calcare la via delle estroflessioni e dei tagli tracciata da grandi maestri come Fontana e Bonalumi, Castellani o Burri, davvero in pochi sono riusciti a farci riflettere su come poter proseguire questa via che esplora l’infinito oltre la tela.

Non è più questione di infrangere un limite ma piuttosto di elaborare al di là di esso una nuova definizione di estetica, dove neppure la distinzione fra scultura e pittura ha senso di fronte al prevalere della Bellezza assoluta.

Gold Rose Flower trasmette e rielabora la semplice e composta bellezza che giunge all’uomo dal mondo naturale, come solo chi è dotato di una straordinaria sensibilità estetica può fare. In un’opera come questa non c’è posto per brutture e forme impregnate dalle ombre d’ansia e insicurezza; la sua è un arte fatta di equilibri delicati e per questo perfetti. Un’opera d’arte preziosa adatta al collezionista che ama circondarsi dalle più raffinate ricercatezze dell’arte contemporanea.

Possiamo certo affermare che  Leonardo Balbi sa come ammaliare il proprio spettatore: dopo aver ammirato le sue opere ad olio, intrise di matericità, in cui l’artista ha impegnato attivamente la propria fisicità raschiando e incidendo la tela per farne emergere gli strati di colore che la compongono, ora assistiamo a una vera e propria operazione di trasformazione della tela, che si apre alla tridimensionalità sottoposta all’estro di Balbi. La sua arte, è proprio il caso di dirlo, sboccia in forme nuove e preziose. 

Perché la Bellezza, soprattutto nell’opera d’arte, può mutare forma ma resterà sempre a illuminare l’opera e ammaliare il fruitore.


L’opera di Leonardo Balbi, Golden Rose Flower sarà presentata in esclusiva presso lo stand E7 di Tablinum Cultural Management in collaborazione con Artistes Indépendants dal 14 al 19 Febbraio 2017 presso il Grand Palais di Parigi.

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L’ARTISTA

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LEONARDO BALBI, artista e designer, è nato nei pressi di Verona e vive a Mantova dove lavora e dipinge in uno spazio storico, ex sito industriale, adibito ad atelier-galleria d’arte

Trascorso una decina di anni come responsabile creativo della ditta, apre uno studio tutto suo. Sono gli anni ottanta quando la moda italiana esplode e Balbi diventa, allora come oggi,  il designer di riferimento per  creare  collezioni di occhiali per gli stilisti  più altisonanti della moda quali: Valentino, Versace, Gucci, Calvin Klein, Dolce Gabbana, Nina Ricci, Tom Ford, Persol e molti altri.

La pittura e l’arte sono in lui fortemente intrecciate e l’esperienza nel mondo del designer influenza in modo significativo la sua maturità artistico pittorica. Il continuo reinventarsi di forme, disegni, e accostamento di colori si amalgama perfettamente con il mondo dell’arte.

Con l’arrivo del nuovo millennio l’anima dell’artista torna prepotentemente a chiedere spazio; dipingere per il piacere di creare, creare come unico vero atto di libertà.

Ben lo vediamo nell’evoluzione della sua opera in questi ultimi tempi. A una pittura astratta, molto   materica e connotata da un espressionismo affidato a colori accesi egli affianca un lavoro tridimensionale.

Alla tela trattata con il colore, viene imposto un movimento, “un’esplosione” che provoca tagli e aperture che la rendono tridimensionale e in dialogo con mondo parallelo.

Spontaneo l’accostamento al lavoro di Fontana e Burri che hanno aperto la strada, ma con qualcosa di assolutamente nuovo. L’opera di Balbi ora è il risultato di una sperimentazione spaziale inedita, dove il gioco di prospettive possibili si amplifica come in un prisma.

Queste ultime creazioni dove la preziosità di oro, argento e rame sono in dialogo con i colori puri e vivaci degli sfondi, questo aspetto rende giustizia alla bellezza: il fine ultimo dell’uomo e dell’artista, nato per emozionarci!

Lust for Art: Le Cinque Anime della Scultura. IIIa Edizione – Interviste

 

Tablinum: la rassegna Lust for Art 2016 ritorna a Como, tornando a indagare le declinazioni dell’arte attraverso “Le Cinque Anime della Scultura. IIIa Edizione” . Quest’anno esporranno le loro ultime opere gli artisti: Roberto Piaia, Pablo Atchugarry, Alexandra Slava Sevostianova, Cecilia Martin Birsa e Teresa Condito.
In queste interviste gli artisti partecipanti si raccontano alla storica dell’arte Elisa Larese.

Concept curatoriale:
Il numero cinque è simbolo di una mente polimorfa, in costante mutamento, che ci spinge a utilizzare ogni nostra competenza esteriore e interiore per raggiungere un’aliquid.
Una simbologia intensa che permea tutto il percorso espositivo: armonia e contrasto, ricerca e sublimazione si fondono in questo percorso espositivo ed emozionale che si concretizza in cinque diverse anime d’artista.

La mostra è a cura della storica dell’arte Elisa Larese e del classicista Alessandro Cerioli.