Tributo Storico Lucius Minicius Exoratus

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“Tributo Storico Lucius Minicius Exoratus II^parte”

MENAGGIO, 30 giugno – 1 luglio 2018

Dopo la fortunata prima edizione, che ha visto una straordinaria presenza di pubblico accedere ai campi per le didattiche, le conferenze e i momenti di rievocazione, Lucius Minicius Exoratus torna a rivivere sulle sponde del Lago di Como in una seconda edizione densa di novità didattiche ed eventi. Siete pronti a un nuovo viaggio nel Larius romano?

Sono passati solo 140 anni dalla Battaglia di Camerlata che ha visto, per la prima volta, le legioni romane scontrarsi con i Celti Comenses ed ora, il territorio del Lago di Como è totalmente romanizzato: il Lago di Como, divenuto “Larius”, è divenuto un asse essenziale per gli spostamenti militari e commerciali nonché luogo di origine, e di svago, con le sue splendide villae, di importanti famiglie ascese alle più alte cariche della società romana, quali i Plinii e gli Oufentini. Proprio da quest’ultima gens, nel I° secolo d.C., nacque Lucius Minicius Exoratus, flamine dell’Imperatore Vespasiano e Pontefice Massimo. Sarà seguendo le sue orme, ma anche quelle di altri illustri abitanti del Larius, che da visitatori potrete rivivere un pezzo importante della storia locale e, soprattutto, sperimentare in prima persona, grazie alla ricostruzione in loco degli accampamenti delle popolazioni autoctone, non ancora assoggettate a Roma, e dei legionari romani, la vita di tutti i giorni. In questi due giorni, potrete mischiarvi alle file dei soldati dei due schieramenti, testare il peso di uno scudo e di una spada, saggiare la vostra abilità con l’arco, prepararvi con loro alla battaglia, assistere al conio delle monete, assaggiare il cibo romano e celtico, presenziare agli scenografici riti apotropaici, fare da spettatori a un processo romano, con tanto di arringhe in latino, supplici e avvocati in toga, e, nella seconda giornata, potrete persino essere invitati ad un vero matrimonio romano.

Nel pomeriggio della seconda giornata potrete, infine, assistere dal vivo alla rievocazione della battaglia di Bibracte, nel corso della quale le legioni di Cesare sconfissero gli Helvetii ponendo di fatto le basi per la futura conquista della vicina Helvetia. Durante il tributo storico una particolare attenzione sarà dedicata ai bambini, per i quali saranno organizzati speciali laboratori didattici e grazie a i quali avvicinarsi alla storia con divertimento e curiosità sarà un vero piacere.

Inoltre questo progetto farà comprendere l’importanza strategica del “Larius”, in questa parte del vasto impero romano. I suoi trasporti fluviali servirono a incrementare la romanizzazione del territorio, sin dalla rifondazione di Novum Comum, voluta da Gaio Giulio Cesare, il Lario si trovò al centro degli spostamenti militari prima e scambi commerciali poi ed infine chi era Lucio Minicio Exorato, notabile romano vissuto nel I° secolo dc, che ricopri incarichi di massima importanza a livello politico/religioso e legato alla corte imperiale di Tito Flavio Vespasiano. Usando un parallelismo con i giorni nostri potremmo definirlo: il Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America.

Tutti questi aspetti verranno inscenati durante i due giorni del “Tributo Storico Lucius

Minicius Exoratus”, presso l’area verde dell’asilo comunale di Menaggio (co), prima

giornata Sabato 30 Giugno, dalle ore 10.00 alle ore 21.00, seconda parte Domenica 1

Luglio, dalle ore 10.00 alle ore 21.00.

Saranno inoltre previste due conferenze, la prima Sabato 30 Giugno dalle ore 19.00, del

Prof. Marco Sartori, a tema: “Cesare, Catullo e la Cisalpina”, mentre la seconda Domenica 1 Luglio dalle ore 19.00, del Dr. Alessandro Cerioli, a tema: “La Fondazione di Novum Comum”.

Tablinum Cultural Management è nato dalla libera iniziativa di un gruppo di giovani storici dell’arte e letterati, operanti in tutta la penisola italiana. Tablinum fonda la propria missione nel proporre al pubblico italiano variegati stimoli provenienti dalle diverse branche del mondo culturale e nell’esportare il valore della cultura italiana presso il pubblico straniero. La sede principale dello studio si trova a Bellagio, sul Lago di Como, dove opera il Classicista Alessandro Cerioli.

☎ 3392181456 – info@studiotablinum.com http://www.studiotablinum.com

BROCHURE:

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Tributo Storico Lucius Minicius Exoratus 2018

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Tablinum: Sabato 30 Giugno e Domenica 1 Luglio 2018, si terrà l’annuale Tributo Storico Lucius Minicius Exoratus. Durante questa edizione, si tratterà il periodo cesariano e la fondazione di Novum Comum (59 a.c.).

Grande spazio avrà la didattica con tante curiosità e ampio spazio per i più piccoli.

Di seguito la sceneggiatura del tributo storico:

Sabato 30 Giugno

inizio Attività:

  • Ore 10.00 – Sfilata e apertura del Tributo Storico Lucius Minicius Exoratus

Commemorazione  e Invocazione agli Dei del Pontifex Maximvs                                      

  • Ore 11.00 – Rituale Religioso di apertura della manifestazione.

Rito romano: piccole offerte sacrificali, auspicium del fegato e auspicium degli uccelli.

  • Ore 12.30 – Pausa Pranzo: Cucina e Sapori nell’Antica Roma
  • Ore 14.00 – Didattica: Topografia, Architettura e Ingegneria nell’Antica Roma 
  • Ore 15.00 – Didattica: Religione, Numismatica, Alimentazione del popolo elvetico
  • Ore 16.00 – La Legge nell’Antica Roma: processo civile e processo penale
  • Ore 17.00 – Didattica: La Religione degli Helvetii
  • Ore 18.00 – Didattica: Religione, Medicina, Mosaico e Pittura nell’Antica Roma
  • Ore 18.00 – Didattica: Usi e costumi del popolo elvetico
  • Ore 19.00 – Conferenza: Cesare, Catullo e la Cisalpina – Marco Sartori
  • Ore 20.30 – Rituale: La vestizione di un legionario romano
  • Ore 21.00 – Fine delle attività da campo 

Domenica 1 Luglio

Inizio Attività:

  • Ore 10.00 – Sfilata e apertura del Tributo Storico Lucius Minicius Exoratus Commemorazione e Invocazione agli Dei del Pontifex Maximvs                                  
  • Ore 11.00 – La Legge nell’Antica Roma: processo civile e processo penale
  • Ore 12.30 – Pausa Pranzo: Cucina e Sapori nell’Antica Roma
  • Ore 14.00 – Didattica: Armi e Tecniche di combattimento del popolo elvetico
  • Ore 14.00 – Didattica: Armi e Tecniche di Combattimento nell’Antica Roma
  • Ore 15.00 – Didattica: Usi e Costumi del popolo elvetico
  • Ore 15.00 – Didattica: Mosaico e Pittura nell’Antica Roma
  • Ore 16.00 – Didattica: La Religione degli Helvetii
  • Ore 17.00 – Scontro Militare fra Romani ed Helvetii – Bibracte
  • Ore 18.00 – Didattica: L’Amore nell’Antica Roma Preparazione al Matrimoni
  • Ore 18.30 – Rituale: Il Matrimonio nell’Antica Roma
  • Ore 19.00 – Fine delle attività da campo
  • Ore 19.00 – Conferenza: La Fondazione di Novum Comum – Alessandro Cerioli
  • Ore 21.00 – Fine delle Attività

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lucio Minicio Exorato: la storia dimenticata di un membro della corte dell’Imperatore Vespasiano

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Larius,196 a.c.

Una lingua d’acqua che come una ferita squarcia il verde dei boschi e si spinge verso nord, le acque scintillano nel riverbero del tiepido sole d’inizio estate e i soli rumori che si odono sono lo sciabordio delle acque che cedono il passo a un’imbarcazione che procede lentamente sulle acque profonde e cupe e il movimento delle fronde degli alberi e degli arbusti che arrivano a lambire la riva del lago. Certamente qualche insediamento si troverà dietro il riparo sicuro dei boschi, magari posto sulle cime dei monti, dove poter vivere al sicuro, irraggiungibili da inattesi visitatori e dalle intemperanze di quelle acque che, anche in un giorno terso e senza vento, appaiono tuttaltro che rassicuranti, soprattutto se a fronteggiarle non si hanno che pochi mezzi di sostentamento e gli inverni sono lunghi e freddi. L’isolamento è l’unica forza per queste piccole comunità.

Sembra un giorno come tutti gli altri eppure quella strana imbarcazione, fatta di robusto legname sulla quale svetta una vela bianca gonfiata dal vento, sta trasportando un carico molto speciale: innanzitutto a bordo si trovano uomini le cui armi gareggiano con il riverbero delle acque a chi lancia bagliori più audaci. Silenziosi, come dèi venuti da molto lontano, i loro occhi tradiscono la circospezione di chi è abituato ad ogni genere d’imprevisti che sorgono da chi si addentra in territori sconosciuti per la prima volta; ma c’è anche un carico intangibile che si portano appresso quegli uomini: la romanitas.

Gli Insubri, a differenza di altre popolazioni del nord (esempio: Liguri – Elvezi) sembrano accettare subito di buon grado l’arrivo dei romani e subito il territorio, e con esso i sui abitanti subisce una metamorfosi grandiosa: quel lago sul quale si erano avventurati i primi legionari romani è ora il Larius (dal latino Laurum) e la vegetazione rigogliosa ma incolta che aveva accolto i romani si è fatta più regolare è sulle sponde i cespugli di Laurum si susseguono, come le piante di ulivo e i vitigni iniziano a spuntare un po’ ovunque.
Il trattato di Equitas rende la romanizzazione meno traumatica e le popolazioni presto adottando usi e costumi romani e integrano al loro interno coloni greci e romani: sorgono i castra di Bilacus (Bellagio) e Lemnos (Lenno) e sulle sponde del lago, già millenni fa come ancora oggi, si inizia a praticare l’Otium Ludens e i potenti dell’epoca stabiliscono qui le loro residenze. Celeberrime le Villae dei Plini: Tragoedia, che si ergeva alta sui “coturni” del promontorio di Bilacus, proprio dove oggi si trova Villa Serbelloni, e la Comoedia, dal cui triclinium era possibile immergere la mano nelle acque del Larius e pescare un guizzante pesce lacustre, e che doveva trovarsi nel Golfo di Venere, non molto lontana da Villa del Balbianello.

Plinio il Giovane, forse il più illustre estimatore del Larius, nelle sue epistole ci ricorda anche in cosa eccelleva il territorio comasco, ossia nella produzione alimentare (carni suine, olio, vino), nella metallurgia di precisione (lavorazione di monili in metallo), nella lavorazione delle pietre, soprattutto la pietra ollare, molto diffusa nel territorio prealpino, e nell’estrazione del marmo (Musso), una vera e propria industria specializzata.

Naturalmente il mercato era aperto in entrata e in uscita, conosciuto come: Corpus Splendidissimum Mercatorum Transalpinorum et Cisalpinorum. Quindi i prodotti comaschi, tramite la via di terra e quella fluviale entravano nel mercato imperiale e viceversa i prodotti provenienti dalle varie provincie imperiali confluivano nel mercato comense; prodotti pregiati come le merci esotiche (datteri, garum, lingue di fenicottero etc. etc.) rinvenute nei siti archeologici comensi. Naturalmente i romani introdussero anche due aspetti fondamentali e semisconosciuti agli insubri: quello giuridico (Ius romanorum) e quello religioso (paganesimo greco-romano). Deduciamo le nostre fonti, nel comasco, da una ricerca capillare e congiunta che addirittura trova concordi gli studiosi lariani, su quasi tutte le tematiche. La mole di documentazione davvero imponente di cui la città di Como, e il suo territorio, gode hanno aiutato negli anni a dare una chiara “rotta” da seguire.

L’apporto delle fonti letterarie che scandiscono in modo preciso le vicende salienti, a cominciare dal primo contatto cruento fra i celti insubri, le tribù galliche dei Comenses e i romani; correva l’anno 196 a.c., anno della battaglia di Camerlata, di cui ci informa Tito Livio, con dovizia quasi cronistica.
Addirittura un personaggio politicamente impegnato come Cicerone si disturba a scrivere, tramandandoli a noi, i termini della pace conclusa fra celti/galli e romani e l’inizio della romanizzazione del territorio comense. Cronaca questa che va dal 196 a.c. all’89 a.c.
Anche il geografo greco Strabone, profondo conoscitore della storia comasca, ci racconta i trent’anni decisivi della storia comasca, ossia le prime tre “colonizzazioni” della terra lariana.

La prima quella di Pompeo Strabone dell’89 a.c., la seconda, quella effettiva, di Gaio Scipione del 77 a.c. circa e infine quella definitiva di Cesare del 59 a.c. che sfruttando la Lex Vatinia diede lo status di colonia latina e rifondò la città nominandola: Nova Comum. Addirittura di questa ultima colonizzazione ci parlano, con accentuazioni diverse secondo le loro esigenze espositive, ben altri cinque autori romani: Catullo, Plutarco, Svetonio, Appiano e Ammiano Marcellino. Naturalmente i Plinii magnificamente illustrano il I° secolo d.c., glorificando la loro “piccola” patria, descrivendoci squarci di vita pubblica e privata, dell’economia lariana, dell’arte e della religione.

In oltre, a supporto di questi scritti, abbiamo il documento ufficiale per antonomasia, “La Notitia Dignitatum”, che ci fa scoprire il ruolo importantissimo di Nova Comum come zona di scambio commerciale e transito (zona pedemontana), tanto che in città esisteva un super funzionario, il “Praefectus Classis cum Curis Civitatis”, che soprassedeva al controllo dell’arteria principale di comunicazione: il Larius, che da Nova Comum portava verso Summus Lacus e da quel punto verso i valichi alpini dello Julier, dello Spluga, del San Bernardino e del Septimer. Troviamo dei riferimenti anche nella “Tabula Peuntingeriana” dove vengono messe in luce le direttrici che collegavano Nova Comum e il Larius ai maggiori centri del nord Italia.
A testimonianza del ruolo fondamentale ricoperto dal Larius in epoca romana abbiamo anche le numerose epigrafi, oltre seicento, rinvenute nel territorio comasco di cui un’importante collezione si trova presso il Museo Giovio di Como mentre altre sono rimaste in loco. Questi aspetti portano la città di Nova Comum e il Larius fra i primissimi posti fra le città del nord Italia, al pari di Aquileia e Brixia.

L’ epigrafi ci restituiscono importanti testimonianze della vita quotidiana, tra le tante informazioni ricaviamo i nomi delle gens più influenti del Larius fra le quali spicca la gens Oufentina da cui proviene Lucius Minicius Exoratus.

Ma chi erano gli esponenti della gens Oufentina?

Non sappiamo molto se non che l’aggettivo “Oufentina” indicava le gens che, tra quelle dell’Italia Settentrionale (Transpadana) nell’epoca romana, abitavano le zone insubri transpadane.
Possiamo ipotizzare che la gens Oufentina sia stata una gens nova, una gens di persone umili che nell’arco di alcune generazione fecero carriera e fortuna, come molte famiglie del I secolo d.c.. Certamente all’epoca di Lucio Minicio Exorato la sua famiglia era molto abbiente.
Inoltre è plausibile che la gens di Exorato fosse stata proprietaria di una o più compagnie di trasporto fluviale, da e per Mediolanum, essendo questa un’attività molto redditizia per l’epoca.
Sappiamo che i membri di spicco delle varie gens, per poter accedere agli ordini senatorio o equestre dovevano avere una rendita garantita e stabile, quindi entrate di una certa consistenza. E se il trasporto fluviale era il “Business” locale, le ipotesi che la gens di Exorato in un qualche modo ne facesse parte sono altamente probabili.
Ed eccoci finalmente pronti a cercare di conoscere, facendo prezioso riferimento all’effige della lapide oggi incastonata nella facciata esterna della Chiesa di Santa Marta in via Calvi, a Menaggio, la figura di Lucius Minicius Exoratus.

L’importanza dell’aver ricoperto molti incarichi amministrativi farà ben comprendere l’importanza di questo personaggio, come lo comprese molto bene lillustre architetto milanese Luigi Mario Belloni, negli anni ’70, dal frammento epigrafico che oggi possiamo analizzare. Le dimensioni del frammento (ben 280 cm) sono già da sé molto eloquenti circa l’imponenza del monumento e la pregiata fattura in marmo di Musso ci rivela inoltre un altro prodotto del commercio lariano molto rinomato già allora.
Abbiamo due conferme importanti: la prima, solo una persona di un certo stato sociale poteva permettersi una spesa simile, la seconda, la cava di marmo di Musso non era solo nota al tempo dei romani, ma ampiamente sfruttate dagli stessi, con operai specializzati che cavano marmo con grande precisione e in grandi quantità, naturalmente una personalità abbiente come Exorato non poteva volere che questo tipo di marmo per il suo monumento funebre.
Un altro particolare che sancisce l’importanza di queste cave è la quantità di marmo rinvenuta dagli archeologici. Se voi stessi conduceste delle campagne di scavo in Lombardia, trovereste dei reperti archeologici che 6 volte su 10 sono stati realizzati con questo marmo.

Leggendo il frammento dell’epigrafe di Lucio Minicio Exorato possiamo scoprire un cursus honorum che lo portò a essere uno dei protagonisti della vita politica imperiale. Ipotizziamo la sua carriera militare e politica provando a ricostruire i suoi spostamenti nel vasto impero romano del I° secolo d.c. Lucius, come molti giovani romani abbienti, partì per completare il proprio ciclo di studio, in Grecia probabilmente, patria della filosofia e della retorica.
Al termine degli studi, potremmo ipotizzare un suo temporaneo ritorno sul Lario oppure l’inizio della sua carriera militare a Roma. Il suo servizio sotto le armi potrebbe essersi svolto in concomitanza delle operazioni belliche in Iudaea, sotto il comando dell’allora Legato Vespasiano.

Dopo il rientro dalla prima guerra giudaica è ipotizzabile che sia entrato nella corte del neo imperatore Vespasiano e che qui inizi la sua carriera politica e religiosa che lo porto a ricoprire ruoli chiave nella scala al potere: Tribuno Militare e Decurione, Quattruorviro, Duumviro, Prefetto dei Fabbri, due volte Pretore e Console, Flamine dell’Imperatore Vespasiano e Pontefice Massimo.

Usando un parallelismo con i giorni nostri, potremmo dire che Lucio Minicio Exorato ebbe lo stesso potere che oggi ricopre il Segretario di Stato di una superpotenza come, ad esempio, gli Stati Uniti.
Molto probabilmente fece ritorno stabilmente, in tarda età, sul Larius, dove fece edificare il grandioso monumento funebre da cui proviene questo frammento di epigrafe ritrovato nelle acque del Lario e poi collocato in Via Calvi proprio dall’umanista Francesco Calvi.

Alessandro Cerioli

Serata Letteraria: Le Ateniesi

Tablinum: eccovi il video della serata letteraria “Le Ateniesi”, ospite lo storico Alessandro Barbero. Moderatore della serata il classicista Alessandro Cerioli.
La serata si è tenuta presso l’Hotel Metropole Suisse di Como, venerdì 17 marzo 2017.

Serata Letteraria: Tributo Storico – L’Inverno della Repubblica

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Tablinum: eccovi alcuni scatti della serata letteraria “Tributo Storico – L’inverno della Repubblica”. Il Classicista Alessandro Cerioli ha curato l’annuale tributo storico a Lucio Minicio Exorato, notabile personaggio vissuto nel I° secolo d.c. sul lago di Como. Ospiti della serata i Professori Massimo Bocchiola e Marco Sartori che hanno raccontanto la congiura di Lucio Sergio Catilina, personaggio principale del loro saggio “L’Inverno della Repubblica”.

 

Le Grandi Battaglie della Storia: Isso

filippo IITablinum: questo mese di marzo vedremo come il condottiero macedone Alessandro Magno, ha avuto la meglio sullo schieramento dell’armata persiana condotta dal Re dei Re Dario III, durante la battaglia di Isso del 333 a.c. Una battaglia fondamentale per l’esito finale della conquista da parte dei macedoni dell’impero persiano.

Ma come siamo arrivati a questo scontro epocale?

Iniziamo dagli antefatti. Nel 336 a.c. Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro, pianifica l’invasione dell’impero persiano, deciso a risolvere, una volta per tutte, i decennali contrasti fra greci e persiani. Manda così un corpo di spedizione, con un pretesto, guidato dai generali Parmenione e Attalo atto a preparare il terreno per la futura invasione del territorio Persiano. I piani di conquista macedoni subiscono, però, una battuta d’arresto quando Filippo II muore per mano di Pausania, ufficiale della sua guardia personale, rimandando de facto l’invasione della Persia di tre anni.

alexander_the_greatA succedere al padre è il giovane figlio Alessandro, conosciuto ai più come “Magno”.

Quindi Alessandro, divenuto il nuovo re di Macedonia, riprende i piani di invasione del padre dando inizio alle operazioni militari. Nel 334 a.c., invade la Persia dal nord e ottiene una prima grande vittoria contro i persiani presso il fiume Granico, in Asia Minore, a sud di Ilio.

Dopo questa vittoria Alessandro avanza a massima velocità, incontrando poca resistenza o addirittura una calorosa accoglienza da parte delle città elleniche dell’Asia Minore, liberate dal giogo persiano. I movimenti tattici dell’esercito macedone sono sorprendenti: in meno di dieci mesi percorre tutta l’area corrispondente all’odierna Turchia asiatica. Tuttavia il cuore dell’impero persiano resta ancora inviolato, con le sue città: Susa, Persepoli ed Ecbatana.

falangeLa situazione muta radicalmente nel 333 a.c. quando il Gran Re persiano Dario III viene a sapere che Alessandro si trova immobilizzato, a Tarso, per via di una malattia. Dario III vorrebbe approfittarsene per sbarazzarsi del giovane Alessandro in un’ unica e decisiva battaglia e marcia contro l’esercito macedone con un potenziale militare che tocca le centocinquantamila unità, mentre l’esercito del re macedone ne conta sole quarantamila.

Già accampato a Sochi, in Assiria, Dario III e il suo esercito attraversano la Cilicia, temendo che il nemico ripieghi, e raggiunge la città di Isso, l’odierna Iskenderun, nella Turchia meridionale, dove l’esercito macedone ha approntato una base temporanea. E in questo frangente avviene un fatto gravissimo, Dario conferisce alle proprie truppe l’ordine di investire la città di Isso, massacrando i feriti greci inermi e amputando le mani dei soldati di guardia alla città. Questo episodio verrà ricordato dal re macedone per tutta la durata della campagna bellica.

L’intelligenza tattica di Alessandro lo porta a scegliere strategiaun terreno per lo scontro che, data la preponderanza del nemico, ne limiti le capacità di manovra e ne favorisca l’arresto sottraendogli la maggior capacità offensiva e costringendolo a combattere a piccole “ondate”, nessuna delle quali superiore ai macedoni. Il re macedone individua questo terreno favorevole, dopo che gli avversari hanno manovrato l’uno attorno all’altro, presso l’attuale Passo Beilan.

Incurante della superiorità numerica persiana e del pericolo di non avere a proprio favore un’eventuale via di fuga, Alessandro galoppa contro Dario, che lo aspetta schierato sulla riva destra del fiume Pinaro.

Una mossa audace che, in realtà, si sposa con le sue intenzioni: i Persiani sono intrappolati o quantomeno molto limitati nei movimenti, stretti fra il mare, il fiume e i monti.

darioDa un carro da guerra, come consuetudine, Dario comanda il suo esercito, il cui centro è composto da opliti greci mercenari affiancati da fanteria e forze scelte persiane appiedate, i famosi Cardaci, mentre l’ala destra, più vicina al mare raccoglie la cavalleria. L’ala sinistra dello schieramento persiano è costituita da fanti persiani e si trova sui monti oltre il fiume Pinaro, talmente avanti che potrebbe prendere alle spalle l’ala destra dell’esercito macedone.

I più avanzati sono i contingenti di arcieri, che hanno il compito di investire con i propri dardi la temuta “Punta”, la cavalleria guidata da Alessandro in persona, alla quale, nei piani di Dario, daranno il colpo di grazia nel combattimento corpo a corpo i Cardaci e le unità montate.

cardaciIl re macedone comprende l’errore e coglie al volo la situazione favorevole e rapidamente organizza il suo dispositivo, in parte rifacendosi ai canoni classici, in parte adattandoli all’esigenza del momento: le unità della falange al centro, la cavalleria sulle ali e un distaccamento misto, montato e di fanteria leggera, per prevenire attacchi da parte dei Persiani schierati in alto e quasi alle sue spalle.

Alessandro si lancia con la propria cavalleria contro l’ala sinistra dello schieramento avversario con tale impeto e rapidità che i fanti dotati di scudo e appiedati, gli Ipaspisti, rimangono indietro, creando così un pericoloso varco, che subito viene preso di mira da parte dei fanti macedoni.

Il crollo del fianco persiano avviene inaspettatamente e muta completamente lo scenario bellico: la falange tiene duro, mentre i cavalieri di Alessandro effettuano una grande curva, caricando il centro degli opliti mercenari e della guardia di Dario. L’ala sinistra dei cavalieri agli ordini di Parmenione rischia di essere sopraffatta ed è costretta al ritiro, ma l’attacco della cavalleria di Alessandro e della falange macedone provoca il cedimento degli opliti mercenari al servizio del Gran Re Dario. L’esercito persiano si sfalda e, tra panico e confusione, fugge inseguito dai macedoni che fanno strage dei nemici. Anche Dario è costretto ad una rocambolesca fuga sul suo carro prima e a cavallo poi, su un terreno impervio, per potersi salvare la vita.

Alessandro_ImperoDopo questa disfatta l’impero persiano si appresta all’imminente crollo, che arriverà dopo la battaglia di Gaugamela dell’ottobre del 331, anche se de facto fu questa battaglia a determinare la fine dell’egemonia persiana, dando così inizio all’impero ecumenico di Alessandro Magno. Il suo sarà un impero dai confini sterminati, comprendente decine di popolazioni con usi e costumi differenti. Questo impero rappresenterà il concretizzarsi di un sogno: la realizzazione del sogno di Alessandro Magno, quello di unire e fondere l’occidente e l’oriente. A inizio cosi l’ellenismo.

Il prossimo mese di aprile tratteremo la battaglia di Zama, durante la seconda guerra punica, con lo scontro risolutivo fra il cartaginese Annibale Barca ed il romano Scipione l’Africano. Roma e Cartagine: uno scontro fra le due superpotenze del mondo antico.

Alessandro Cerioli

Olympos: Demeter, the Goddess of Nature

333px-Demeter_Pio-Clementino_Inv254Tablinum: my dear readers, we have now reached the end of our cycle on Greek mythology.

The latter article is dedicated to a benefactress deity , as in previous months, as you may remember I wrote of God Hephaestus, the god of Olympus builder. This month I will tell the history of the Goddess of Nature, Demeter.

Daughter of the Titans Cronus and Rhea, sister of Zeus, Demeter is the goddess of Abundance, Agriculture, also called Mother Earth. Demeter was the guardian of the cycle of the seasons that regulates life and death.

She was a goddess who gave to mankind wealth and well-being; then we could call she a Goddess “constructive”. 

adeThe greatest gift that she gave to mankind were cereals * that allowed them to rise to a higher status and to distinguish themselves from wild animals. She also gave to men the knowledge of agricultural techniques: sowing, plowing and harvesting. The Goddess Demeter felt a great love for her little daughter Persephone;  born from her relationship with Zeus and this is the vicissitudes that threatened to lead to the extinction of mankind. This is how it happened: Ade, God of the Dead   the darker and more shadowy between  Zeus’ brothers, was tired to live  always  alone  with  damned spirits and decided that It could not be bad to have a spouse. So, he asked audience to Zeus, who despite the contempt for him, the Gods’ Fathers decided to find him a wife, because he clearly knew what Hades was capable to do. However it was very difficult to find a bride who decides, of her own free will, to follow him in the kingdom of darkness and desolation. It was clearly necessary to use a more forceful method: the bride’s abduction.

ratto di persefoneSo Ade chose the young Persephone daughter of Zeus and the goddess Demeter. Alone and unaware of what’s going to happen to her, that innocent girl was playing, in the heart of Sicily, in a grassy meadow full of daffodils; when Demeter notice the disappearance of her daughter, she fall into an indescribable pain.

She began to interrogate all men and animals but  unfortunately without success because no one would antagonize the God the Dead.

demetra dea della naturaThe tenth day  afer Persephone’s  kindnapping the lunar goddess Hecate, moved with pity, decided to reveal what happened to Demeter and together they went to the Sun God Apollo, who sees all and knows all. Apollo also confirmed the facts and reveals the secret pact between Zeus and Hades, so that he could choose a bride.

Enraged and closed in his grief she decided to leave the Olympus and, disguised as an old woman, she wander through faraway lands seeking her beloved daughter. Firstable she took a drastic decision, as she was the Goddess of Nature, she decided to stop this life cycle because everyone could suffer as she was suffering:  so no more crops, no more blooms and nothing more seasons.

The Olympians, just like men, were damaged by this decision, since the offers in their suffrage decreased drastically and receiving more swearing than prayers, they turned in unison to the Father of the Gods why did end this famine wanted by Demeter . Zeus, in order to return the abundance on earth and indirectly on Olympus, sent Iris to seek Demeter and persuade her to take again her place  in the cosmic order.

eleusiAnd by this time the vicissitudes of the Goddess Demeter are intertwined with Eleusis. Indeed, we can bring to the Goddess Demeter the establishment of the Eleusinian Mysteries. Rituals that helped the human being to understand himself better and everything around him. These mysteries have to do with the loss of her beloved child Persephone.

During one of his pilgrimages, Demeter stopped at a tree, near the city of Eleusis, and she began to cry disconsolately

She was greeted by the loving daughters of Celeus king of Eleusis, who decided to accommodate the old woman at their court and, disguised as an old nurse, were entrusted to her care of the royal children, Demophontes.

Monument ID: 32444To alleviate the sadness of the old woman, the queen Metanira decided to assign to Demeter the most irreverent and cheeky servant of the palace, the young Iambe *** . That young girl, with jokes and of any kind was able to snatch an amused smile to the Goddess of Nature.

Demeter to thank the queen Metanira of her benevolence decided to transform the small Demophontes in an immortal and began her mysterious practice in the heart of the night.

Metanira who suspected that the old woman was much more than it appeared, decided to oversee her actions. that was how, with surprise and terror she discover the little Demophontes subject of these ritualsand she starts screaming and yelling at the nurse. Demeter at that point that she went on a rampage for the queen who dared to refuse a so immeasurable gift.

demetra e metaniraFurious, Demeter resumed his divine forms, terrorizing even more Queen Metanira, and imposed the construction of a temple in her honor where were practiced, every year, the rites that Demeter in person would have taught to initiates.

After a long search the Goddess Iris found the Goddess of Nature, just outside Eleusis and reported the message of Zeus, that is to come back and make peace with the Olympians.

Demeter refused angrily, telling Iris to report to the Father of the Gods that would never come back if he had not been given back her daughter Persephone.

melogranoZeus was angry with her and ordered to his brother Hades to return with Persephone, but she was already been turned into his bride and queen of hell. Ade devised a stratagem: he allowed Persephone to return to her mother, but before leaving the god offered her a fruit from the seeds red as blood. It was the fruit of the dead: the pomegranate. With this fruit he bound Persephone to himself for eternity.

Come back in the surface of the earth Persephone was greeted by Demeter, the goddess with a single hand gesture, rebooted the cycle of the seasons and in an instant the fields were full of corn ears and trees bursting with fruit. Demeter, knowing the cruelty of his rival, he asked the small Persephone if she touched or eaten something in the realm of the dead. Persephone confirmed the fears of the mother and admitted that she had eaten the pomegranate.

Then Demeter was forced to accept Hades’ deception and she told to Persephone that she should return to the Land of the Dead, as queen, for the six months of winter, while, for the six months of summer they woill be together on the land filled with fruits and flowers.

persefone regina dei mortiThese facts gave rise to the initiatory path that all young Greek had to follow, from the condition to that of virgin brides. Path that symbolically represents death of childhood**** and the birth of adulthood.

Demeter was a deity always dutiful who was responsible for maintaining a delicate balance between all things created, however, we can find a story of “gossip” linked to the attempted seduction by the God Poseidon.

Demeter transformed herself into a horse and hid himself among the herd of horses of King Onkios, in the city of Onkeion, but the Blue God was not fooled and unearthed the “mare,” also was transformed into a horse, a beautiful stallion and couple with the goddess Demeter.

poseidoneThe Goddess of Nature was literally furious and went to wash the filth in the river Ladona. However from that forced union was born a daughter, whose name was forbidden to pronounce outside of the Eleusinian Mysteries, and a horse with a thick mane, black as pitch, Arion.

King Onkios donated Arione the horse to Heracles during the expedition against the city of Elis.

erisittoneThere is a story in which we experience the violent side of the Goddess of Nature. The king of Thessaly Erysichthon of Thessaly, in his arrogance and pride, deliberately wanted to break down a forest sacred to the goddess Demeter. The reason was quite senseless: with the wood he wanted build a dining room. The Goddess of Nature went on a rampage and punished his wickedness condemning him to eternal hunger. From that day Erysichthon of Thessaly could no longer be satiated, tormented by the constant desire for food, the king of Thessaly squandered the royal treasury and was forced to sell his daughter to the market.

Mestra, since she was the lover of Poseidon and she had the gift of metamorphosis to turn into any animal she wanted to be. 

Erysichthon of Thessaly, knowing the gift of Maestra, forces her to become a different animal every day and then, after being sold, escape at night to return to the palace. But even this is not enough to the unfortunate Erysichthon of Thessaly: his lust for food growing every day and so, to appease his hunger, he finally devoured itself.

PlutoWhile the story that sees the Goddess Demeter love someone like the daughter is really worth telling. The son of Zeus and Electra, lasion, lived in Samothrace and had the good fortune to become a lover of Demeter, their bed of lovers was a fallow land “revolted” three times, protected by nature. From their relationship was born a son Pluto, that is to say the wealth. Their little Pluto start immediately his pilgrimage spreading everywhere wealth and abundance, trailing his touch men more deserving.

The symbols of the goddess were, poppies, daffodils and bundles of wheat that was holding in his hands, sacred to her were the crane and the sow and its places of worship were scattered throughout Greece: Eleusis, Delos, Corinth, Samothrace, Pergamon and in Magna Greece: Agrigento, Selinunte, Enna and Syracuse.

The Goddess of Nature was especially worshiped in the countryside, where they lived with humility and where was handed down the knowledge that Demeter gave to men. Many votive offerings have been discovered by archaeologists exclusively on the worship of the goddess Demeter, like clay piglets, made in the Neolithic.

The priestesses who took care of Demeter were called Melissse were wood nymphs, the best known of these, Melissa, nursed Zeus in bands, together with the the goat Amalthea, and she was responsible of feeding the future Father of the Gods with the sweet honey.

Alessandro Cerioli

* The word cereal comes from the latin word Ceres, the equivalent of the Roman goddess Demeter.

** The legends tell that because of this earthquake, caused by Hades, Sicily detached itself permanently from the rest of the Italian peninsula.

*** From the name of this girl came the famous comic poetry, Iambos, full of jokes and obscene elements, which in the form of folk songs was sung derisively to friends and enemies.

**** Even today we talk about the orgasm as a “little death”. Persephone itself contains the mystery of the two conditions. With her mother Demeter looks like life, with the bridegroom Hades looks like death.