Itinerari umbri: la Porziuncola e la basilica di Santa Maria degli Angeli.

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Tablinum: l’Umbria, terra di borghi, colline, boschi e montagne, oltre ad essere una meta per turisti alla ricerca di cultura, arte e buon cibo, è anche la terra dei santi e in particolare di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Numerosi sono i luoghi legati alla vita del “poverello”, oltre naturalmente alla stessa Assisi, luogo in cui nacquero, vissero e morirono sia San Francesco che Santa Chiara. A Gubbio, ad esempio, uno dei luoghi francescani simbolo è la chiesetta della Vittorina, costruita dove il Santo avrebbe ammansito il lupo. L’altare è la pietra sopra la quale Francesco avrebbe predicato la riconciliazione tra l’animale e gli eugubini. Nella pianura umbra tra Cannara e Bevagna, a Pian d’Arca, sarebbe avvenuto invece uno degli episodi più famosi dei Fioretti, la predica agli uccelli. La pietra dove Francesco, secondo una credenza popolare, avrebbe posato i piedi durante la predica si trova nella duecentesca chiesa a lui intitolata a Bevagna. Sul Lago Trasimeno, secondo la tradizione, il Santo avrebbe trascorso la Quaresima del 1212 o 1213 sull’Isola Maggiore e vi rimase da solo per 40 giorni mangiando soltanto mezzo pane.

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Queste ed altre tappe vengono percorse ogni anno durante i pellegrinaggi che hanno come meta proprio Assisi, in particolare il santuario della Porziuncola che si trova all’interno della basilica di Santa Maria degli Angeli. Da pochi giorni è stato celebrato l’ottavo centenario della Festa del Perdono di Assisi, ovvero un’indulgenza plenaria che, nella Chiesa cattolica, può essere ottenuta dai propri fedeli dal mezzogiorno del 1º agosto alla mezzanotte del 2 agosto di ogni anno. Le origini di questa festa bisogna cercarle in una lontana notte dell’anno 1216, quando San Francesco, immerso nella preghiera presso la Porziuncola, vede la chiesina avvolta da una vivissima luce e subito dopo appaiono sopra l’altare il Cristo e la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Essi gli chiedono allora che cosa desideri per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco è immediata: “Ti prego che tutti coloro che, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, ottengano ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”. Il Signore accoglie la sua preghiera, a patto che Francesco ne parli al suo vicario in terra, ovvero il papa. Francesco si presenta subito al pontefice Onorio III che lo ascolta con attenzione e dà la sua approvazione. Alla domanda: “Francesco, per quanti anni vuoi questa indulgenza?”, il santo risponde: “Padre Santo, non domando anni, ma anime”. Il 2 agosto 1216, insieme ai Vescovi dell’Umbria, annuncia al popolo convenuto alla Porziuncola: “Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!”.

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La chiesetta intitolata a Santa Maria degli Angeli, edificata probabilmente nel IV secolo e successivamente passata sotto la proprietà dei monaci benedettini, prende il nome dalla zona denominata “Portiuncula”, che letteralmente indica la piccola porzione di terreno su cui sorgeva.

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Benché si possano trovare riferimenti alla zona della Porziuncola nei documenti del comune di Assisi risalenti intorno all’anno mille, è solo con la vita di San Francesco che il luogo acquisisce una sua precisa identità. Dopo aver abbandonato le ricchezze della propria famiglia San Francesco trovò rifugio in questa antica cappella, oggi accolta all’interno dell’ampia Basilica di Santa Maria degli Angeli, la restaurò e la ottenne in dono dai Benedettini, vi fondò poi l’Ordine dei Frati Minori nel 1209, affidandolo alla protezione della Vergine Madre di Cristo, cui la chiesina è dedicata. In questo luogo, inoltre, il 28 marzo 1211 Chiara di Favarone di Offreduccio iniziò la sua vita monastica fondando poi l’ordine delle Clarisse e San Francesco ottenne in sogno da Gesù l’indulgenza del Perdono.

Già prima dell’edificazione della Basilica di Santa Maria degli Angeli, i visitatori alla Porziuncola erano così numerosi che si resero necessarie delle strutture per la loro accoglienza. Ad esempio, nel 1450 Cosimo de’ Medici vuole la costruzione di quella “fontana delle 26 cannelle” detta anche “fontana dei pellegrini” che oggi si trova lungo il fianco della basilica.

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La struttura della Porziuncola ricalca l’impianto tipico delle strutture benedettine nello stile romanico umbro; la chiesa, costituita da pietre squadrate, è rimasta inalterata ad eccezione del piccolo campanile, di un portale ligneo del tardo ‘400 e della facciata quasi completamente affrescata da Federico Overbek nel 1830. Gli interventi di restauro del 1998 hanno permesso di evitare l’ulteriore degrado della cappella e recuperare i tessuti pittorici sia del grande polittico dietro l’altare dipinto nel 1393 da Ilario da Viterbo, che illustra la storia del Perdono di Assisi, quanto dei resti dell’affresco della Crocifissione nella parte absidale realizzato intorno al 1485 dal Perugino. Sulla soglia della chiesina sono incise le parole “hic locus sanctus est”, questo luogo è santo, perché Dio vi è sceso per incontrare Francesco e chiunque vi entri con fede.

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A custodire la Porziuncola è proprio la basilica di Santa Maria degli Angeli, fatta costruire per volere del papa Pio V tra il 1569 e il 1679, destinata ad accogliere ogni anno moltissimi pellegrini e che presenta, dal 1930, un’imponente statua della Vergine in bronzo dorato.

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Francesca Corsi

L’Italia delle Meraviglie

aliceTABLINUM: “Chi trascura di imparare perde il passato ed è già morto per il futuro” sosteneva Euripide. Coltivare se stessi, significa soprattutto appassionarsi al sapere, alla conoscenza in senso stretto e lato è molto più importante. Molto abbiamo letto e sentito sulla nostra società, e su quanto essa sia oberata da messaggi e valori superficiali, ma se in tanti altri ambiti possiamo tentare di nasconderci, camuffare il nostro modo d’essere, nel campo della cultura il bluff è impossibile: e nonostante possa sembrare il contrario, il non sapere, è più emarginante del non avere l’aspetto più convenzionalmente appropriato, essere alla moda o fuori moda. La cultura non è solo “ ciò che fa tendenza” ma è parte integrante di noi stessi.

Quest’anno abbiamo deciso d’intraprendere in vostra compagnia un viaggio nel mondo della cultura e non solo per cercare di arricchirci raccogliendo tutti gli stimoli che il mondo  della cultura attorno a noi ci offre. Per questo passeremo in rassegna gli eventi culturali in programmazione nelle nostre città, cercando di creare una sorta di vademecum  culturale

Auguriamo a tutti i nostri lettori, che dedicheranno alla cultura il primo week end lungo dell’anno, di poter trovare nuovi stimoli, coltivando il prezioso che è in loro.

Elisa Larese


Abruzzo

Sulmona

Lo vince amore. Ercole nella patria e nelle opere di Ovidio.

 

abruzzoLa mostra è realizzata nell’ambito delle manifestazioni “Ars Eros Cibus” indette a Sulmona da FabbricaCultura e inaugurata nella Giornata Nazionale dell’Archeologia, del Patrimonio Artistico e del Restauro indetta dal MIBACT. Attraverso i testi e le opere del poeta sulmontino si ricostruisce il mito di Ercole, del quale abbiamo le testimonianze nelle raffigurazioni frutto delle ricerche archeologiche nel territorio peligno e in Abruzzo.

In occasione della mostra sono presentate al pubblico tre cinquecentine delle Metamorfosi,scelte tra le tante pregevoli edizioni presenti nel Fondo Ovidiano della Biblioteca Comunale di Sulmona


 Basilicata

Matera

Pasolini a Matera. Il Vangelo secondo Matteo cinquant’anni dopo.

basilicataPalazzo Lanfranchi ospita la mostra Pasolini a Matera. Il Vangelo secondo Matteo cinquant’anni dopo. Nuove tecniche di immagine: arte, cinema, fotografia, curata da Marta Ragozzino, Soprintendente BSAE per la Basilicata e Giuseppe Appella, Direttore del MUSMA, con Ermanno Taviani, Professore di Storia Contemporanea all’Università di Catania e la collaborazione di Paride Leporace, Direttore della Lucana Film Commission. Un’appendice della mostra presso il MUSMA-Museo della scultura contemporanea, Matera.


Campania

Napoli

Blow up. Fotografia a Napoli 1980-1990 

napoliAl  Museo Pignatelli viene presentata la mostra Blow up. Fotografia a Napoli 1980-1990 ‘,  un’occasione rilevante per il progetto Villa Pignatelli-Casa della fotografia di rileggere il contributo che la città di Napoli ha dato alla cultura fotografica italiana e internazionale, accostando al reportage nuove modalità narrative e di ricerca artistica.  L’esposizione presenta circa 140 fotografie, frutto di una ricognizione sugli interventi fotografici di artisti italiani e stranieri presenti a Napoli nel corso di un decennio vitale.


 

Emilia Romagna

Bologna

Terre Ferme. Emilia oltre il sisma

emilia romagnaAl via la terza tappa della mostra Terreferme: Emilia 2012: il patrimonio culturale oltre il sisma. La mostra che è espressione del più ampio progetto di documentazione sul sisma promosso dalla Direzione Regionale con l’intento di condividere la conoscenza sul come gestire e tutelare il patrimonio culturale in situazioni di emergenza, viene presentata in questa tappa bolognese con un nuovo allestimento.

 


 

Friuli Venezia Giulia

Torre Satriano

“Invito a casa del principe. Archeologia a Tito, Torre di Satriano”

titoSegue e integra l’allestimento della mostra realizzata dalla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera nel luglio del 2013 “I segni del potere. Oggetti di lusso dal Mediterraneo nell’Appennino lucano di età arcaica”. La mostra è stata pensata in occasione del restauro dell’eccezionale reperto ligneo, rinvenuto durante gli scavi della Scuola a Torre di Satriano di un palazzo aristocratico riferibile al VI sec. a.C.

 


Lazio

Roma

RIVOLUZIONE AUGUSTO. L’imperatore che riscrisse il tempo e la città 

lazioRivoluzione Augusto. L’imperatore che riscrisse il tempo e la città è la mostra che chiude il ricco programma di celebrazioni legate alla ricorrenza del Bimillenario augusteo.

In mostra strumenti multimediali approfondiscono la lettura della personalità di Augusto: l’Hyper-biografia, grazie alla quale il pubblico potrà interagire con i personaggi storici per comprenderne le vite e le relazioni politiche e familiari; il filmato “A” Elegia di Augusto ripercorrerà i principali luoghi augustei per farci rivivere la parte più intima dell’imperatore.

 


 

Lombardia

Milano

RAFFAELLO. La Madonna Esterházy 

Mostre: a Natale a Milano la Madonna Esterhazy di Raffaello

Il Comune di Milano rinnova anche quest’anno l’appuntamento con i capolavori d’arte per offrire alla città, durante le feste di Natale, un incontro speciale con la bellezza. Dal 3 dicembre 2014 all’11 gennaio 2015 infatti, nella sala Alessi a Palazzo Marino, la cinquecentesca sede del Comune di Milano, verrà ospitata la Madonna Esterházy di Raffaello, splendida opera del genio del Rinascimento proveniente dal Szépm vészeti Múzeum di Budapest.


Marche

Ancona

DIRA’ L’ARGILLA la mano, la terra, il sacro di Paolo Annibali

marche21 grandi sculture in terracotta più 21 splendidi disegni realizzati negli ultimi tre anni, secondo un progetto unitario pensato per il Museo Omero per non vedenti. Tutto da vedere e da toccare, fruibile da parte di visitatori vedenti e non vedenti poiché alcuni disegni saranno realizzati in 3D. Viene realizzato anche un catalogo da De Luca Editori d’arte con le foto di tutte le opere e gli interventi del curatore Flaminio Gualdoni, di Erri de Luca e del presidente del Museo Omero Aldo Grassini.

 

 


 

Molise

Venafro

Con Diletta e gli artisti sui sentieri. Sfide dell’arte contemporanea nei territori del Molise

 moliseIl Museo Nazionale del Molise in Castello Pandone a Venafro presenta l’acquisizione di nuove opere e una mostra che mirano a considerare la storia e le conseguenze della seconda guerra mondiale nella regione attraverso il lavoro di artisti internazionali.

 Il Museo ha collaborato con Cultural Documents, un’attività culturale diretta da Deirdre MacKenna, che dal 2009 realizza progetti di ricerca in Molise invitando gli artisti a una riflessione sul luogo e al rapporto con storie individuali, nonché con associazioni e imprese culturali locali.


Piemonte

Torino

“Leonardo e i Tesori del Re”

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La mostra presso la Biblioteca Reale di Torino – offre un importante esposizione di un centinaio capolavori assoluti tra le opere di Leonardo da Vinci, disegni Raffaello, Carracci, Perugino, Van Dyck e Rembrandt, codici miniati, carte nautiche ed altre opere grafiche dalle preziose collezioni della Biblioteca.
Per per rendere fruibile il patrimonio storico-artistico della Biblioteca, sono stati integralmente ristrutturati i deposit iinterrati per consentire il raddoppio degli spazi espositivi.

 


PUGLIA

Andria e Trani

Arnaldo Pomodoro nei castelli di Federico II

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Le opere di Arnaldo Pomodoro saranno in mostra in Puglia, nella cornice medievale di tre dei Castelli di Federico II di Svevia: Il Castello Svevo di Bari, l’ottagonale Castel del Monte presso Andria, , e il Castello Svevo di Trani.

Gli scettri, gli scudi, le lance di luce, le steli, le sfere di Pomodoro, originali declinazioni contemporanee di emblemi antichi, articolano un dialogo ideale con questi luoghi carichi di storia, simbolo dello straordinario connubio di potere e cultura espresso dallo “Stupor Mundi”.


TOSCANA

Firenze

Luci sul Novecento. Il centenario di Palazzo Pitti

A cento anni dalla sua fondazione la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti espone e racconta le sue collezioni del ‘900.

toscanaPer celebrare il centenario della sua fondazione la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti ha voluto dedicare una mostra alle collezioni novecentesche possedute dal museo. Infatti, nonostante la Galleria d’arte moderna sia nota soprattutto per essere il museo che vanta la più vasta e importante, storicamente e qualitativamente, collezione di dipinti macchiaioli al mondo, è probabile che non tutti conoscano l’interessante raccolta di opere novecentesche fino ad oggi relegata nei depositi.

 


UMBRIA

Perugia

Canaletto alla Galleria Nazionale dell’Umbria

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l fascino di Venezia raccontato da Giovanni Antonio Canal, detto il Canaletto (1697-1768)  sarà in mostra alla Galleria Nazionale dell’Umbria dal 25 settembre fino al 19 gennaio 2015 con le due vedute veneziane del Canal Grande e il ponte di Rialto e di piazza San Marco, provenienti dal Museo Jacquemart André di Parigi.


VENETO

Vicenza

Se una notte nel tempo Van Gogh e Tutankhamen – La sera e i notturni dagli Egizi al ‘900

venetoE’ una mostra di capolavori, sensazioni, emozioni e simboli quella che si tiene presso la Basilicaq Ppalladianadi Vicenza.

 La mostra richiama millenni di storia dell’uomo e dell’arte, appuntati in una mostra che indaga una storia antica ma soprattutto poi una seconda storia, dal Cinquecento al Novecento in pittura, lungo il suo versante struggentemente serale e notturnoCome sanno fare i veri artisti quando, nel raffigurare un chiaro di luna, infondono nell’elemento visivo, “fotografico”, sentimenti e profonde corrispondenze d’anima. Come chi nel nero vede “semplicemente” l’altro volto della luce o solo lo spazio bellissimo che ci separa dall’alba. La notte, queste notti, sono un viaggio personalissimo da sole a sole, passando per l’annullarsi della luce che mai coincide con nessun eclissarsi della vita.


Olympos: the god of fire Hephaestus

398px-Vulcan_Coustou_Louvre_MR1814Studio Tablinum: it is with great pleasure that, this month, I will talk about the avdentures of  Heaphaestus, the God of Fire.

When I was a child, I was fascinated by his strength and intelligence: he was one of the few gods of the Pantheon, constructive and not destructive, as was instead his brother Ares. He was considered the unluckiest god of the Pantheon.

Hephaestus, since its inception, had to struggle against life adversities: he was not born with qualities such as beauty, elegance or friendliness, but he had a great intelligence: he was  indeed, called the “Engineer  of Olympus”.

This ingenious God was the creator of the Olympians residence and, in his own forge, he also created the weapons of the gods and heroes and much more. The most amazing creation were his automatons used as assistants.

Those inventions made of ​​him the God of engineering, technology, metallurgy and sculpture.
His symbols were: the anvil, hammer and tongs. His forge was located beneath Mount Etna in Sicily.

He was worshiped in all over Greece, particularly in Athens, he was considered a God with a bad temper, but it was appreciated by the faithful for his genius.

hera e tetiHis mather, Hera, during one of the many episodes of hate towards her traitor husband, decided to give birth to a son alone,  in order to punish Zeus about His continuous betrayals with other gods and mortal women.

But Hera, since it was also the goddess of marriage, asked for help to Thetis, the mother of the hero Achilles, who procured seaweed with supernatural powers that allowed women to get pregnant without the “help” of man.

Nine months later, Hera gave birth to HephaestusZeus could not remain indifferent and jealous, he asked for an explanation to his wife.

The real drama came when the baby was born: they were both disgusted by his ugliness, and in an extreme gesture, threw down  Hephaestus from OlympusThe poor baby took several days to land in the ocean, but he remain lame for its entire existence. An unnatural act that never forgave to his divine parents, especially his mother Hera.

He took his revenge by chaining her mother to a magical throne. Era was released only after giving in marriage to Hephaestus the Goddess of Love, the beautiful Aphrodite.

teti efestoHephaestus was picked up by the Nereids Thetis and Eurynome and he grew up in an underwater cave. To honor the Nereids, still a child, he created beautiful jewelry.

Despite his physical defect, Hephaestus was very brave during the War against Giants.

With his brothers he expelled from Olympus, the Giants, Gaea’s soons.

Hephaestus fought  against Clizio, one of the most threatening. The God of Fire killed him with a red-hot iron rod.

ciclopiHe took with him in his forge the children of Uranus and Gaea, the Cyclops who, like their brothers Titans, were repeatedly defeated by the Olympians.

Hephaestus worked with those wondrous creatures because of their high knowledge of metals; not by chance, the Zeus’ thunderbolts and lightning  were manufactured in the forge of Hephaestus.

Despite its ugliness Hephaestus had many beautiful women: his wife Aphrodite, the Nereid Cabiro, mother of his two sons, the Cabiri, and the Nymph Etnamother of other two children, the Palici.

atena ed efestoThe funniest story come form one of the many myths about the foundation of Athens:

When the Goddess Athena went to Hephaestus forge and ordered some arms, he tried to seduce her with the streght.

But Athena suddenly disappeared, leaving him alone in the moment of maximum enjoyment. His semen fell on the ground and fertilized the goddess Gaea, and after nine months  she gave birth to a child, Erichthonius, one of the first kings of Athens.

Haephaestus designed for the King of the Phaeacians Alcinous, two  automata – dogs as guardians of the royal palace.
These two automata marveled much the hero Odysseus, who saw them while visiting the gardens with the beautiful Nausicaa, daughter of Alcinous.

The reputation of Hephaestus, compared to other deities, is flawless and therefore his vicissitudes are limitedBut we like it as it is: honest and hard-working God of Olympus.

In the next article, I will tell you the story of Ares, the destructive and violent God of War. 

With the god of war, we conclude the trio of gods previously involved: Aphrodite, Goddess of Love and  Hephaestus, God of Fire.

Alessandro Cerioli

 

Olympos: Hera, the jealous mother

358px-Hera_Campana_Louvre_Ma2283Studio Tablinum: this month I want to tell the fascinating story of another greek godness of the Pantheon: Hera.

Who exactly was this deity? Why she suffered so much  because of her husband Zeus? Something you may have guessed by the previous article dedicated to the father of gods.

Hera , as well as the bride of the divine father of the gods , she was alsohis sister, daughter of the divine Cronus and Rhea . Unanimously considered the greatest female deity .

Like her brother Zeus she also had the misfortune of having as father Cronus that swallowed his children. Era was saved thanks to the rebellion of his younger brother, who freed  her from the belly of his father. She grew up in harmony with the two gods of second generation of Titans, Oceanus and Tethys,   famous for being the ancestors of the Homeric hero Achilles.

matrimonioLater, she  lived into the garden of the Hesperides, where she married her brother Zeus.  The marriage  was ratified by all the gods and, for the happy event, the goddess Gaea had grow a tree from the beautiful golden apples, which later Heracles and Odysseus in their pilgrimages were able to appreciate.

The love between these two deities was at the center of gossip divine , between betrayals, deceptions and revenge, even brutal.

Being Hera the goddess of marital fidelity, as well as the wedding, you ‘ll understand that something does not right. Probably, since Zeus fallen in love with her even at the time when Cronus ruled over the Titans, he wanted to make her pay for waiting  so long his love, by making betrayals against her everywhere.

The mother of the gods that comes from the ancient texts was described as austere and icy-She was sitting on the divine throne wearing the crown, holding one of His favorite symbols, the pomegranate and enjoyed the company of a “royal” animal: a beautiful peacock. It was was defined by the Homer: the cow-eyed goddess, Because Of her famous sweet gaze.

era disinibitaReally I like to imagine Hera not so “passive”:  we will discover  soon the cause of that.

The relationship between Hera and Zeus begins with a ‘ deception: The Father of gods  saw the beautiful woman walking alone and pensive in Esperides Garden. Immediatly he fell in love with her, and he decided to rape her . He decided to turn into a bird, a cuckoo,he was affixed to the top of a mountain, and  was triggering a violent storm. Under the guise of that animal he took refuge into the arms of the goddess that trying to warm up the poor animal. Suddenly the villain appeared in its real forms, raped Hera.

We can draw a moral, maybe is old as the world, but always present: never trust in men who presented Himself under Certain pretenses, may conceal other.

Era disinibita IIHera, choleric wife, does not fail to take revenge on her faithless husband. At the expense  was the  beautiful girl Io,  seduced by the Father of the gods, by a stratagem: to avoid being caught by his wife, the god turned the young girl into a cow and turned him into a bull. Hera discovered the stratagem and she  instructed a gadfy to  chase the beautiful Io until her arrival in Egypt, where Zeus allowed her to regain his human form.

This betrayal caused the beautiful color of the peacock’s tail: the god Hermes, under orders from Zeus, killed the guardian Argus with a hundred eyes, put by Hera as a guard over the girl  Io,

In order to prevent further betrayal by Zeus. When  Argo  was killed, its eyes were placed on the tail of the peacock consecrated to Hera. Even the name of the strait between Europe and Asia , the Bosphorus , is to be attributed to this mythical story : Even the name of the strait that separates Europe and Asia, that today we call the Bosphorus, is to be attributed to this mythical event: in the attempt to escape the persecution of the the gadfly, the poor girl went through that strait that from that moment took the name of Bos-foros, ” that mena in greek  “passage of the cow”.

It also assigns a similarity between the Egyptian goddess Isis and the girl, because, from the union between Zeus and Io  was born Epaphus, king of Egypt, which has been attributed to the construction of the city of Thebes.

It is thought that the mother Io became a godess of the city: is concealed behind the figure of Isis, the Egyptian goddess indeed wearing two horns of beef on the head in which is placed a sparkling sun.

Hypnos_Sonno_2Between Zeus and his wife, there was a sort of constant competition based on mutual teasing and tricks. One of the most famous is handed down from the pages of the most well-known poem of Greek literature, the Iliad. It is told that that when Zeus from his throne, ruling that none of the gods had to influence the outcome of the Trojan War, remaining neutral, leaving the men to the things of men, Hera and her brother,  Poseidon showed to have different ideas: their will was in fact to take an active part in the battle between the Achaeans and Trojans.

So Hera decided to disobey the orders of Zeus, playing the weapon of seduction.

tre grazieShe borrowed the belt from the goddess Aphrodite, which contained all the love in the world. The goddess began one of his most beautiful clothes and, to complete the cunning, she went to the god Hypnos * which asked the favor of your husband to fall asleep immediately after lying with her, to convince Hypnos, he promised grant the hand of one of the three Graces *, the beautiful Pasitea.

So the loving combat ready, she showed up to Zeus that he could not resist some of her and fell asleep.

Since that time the gods were free to side with one or the other hand, influencing the outcome of the battles between Trojans and Achaeans. We have this mythological episode drowsiness male performance post? Who knows how to give an answer to these mysteries?

One of these deceptions however cost Hera treatment really humiliating revenge for Zeus, hung a cloud and put her ankles two anvils that prevented her movements completely. We can try to imagine the screams and laughter of derision from others, not merciful, Olympians.

IssioneEven Hera was seduced by other suitors. Unlike Zeus was always too austere and modest life and never yielded to their advances. In one episode was sardonic. The unfortunate Ixion, king of Thessaly, fell in love with her, but Hera he was bothered by rough nature of the same. To punish him for such a daring, she created a cloud in his likeness. Ixion not realizing the deception, the father of the cloud of fabulous creatures: centaurs, half man and half horse. After the man mocked for his great folly, Hera ordered Hermes to punish him tying him to a wheel. Since then, the poor Ixion wheel forever without finding peace.

TiresiaAlways indisposed to accept defeat, the mother of the gods, became capricious when it was contradicted. The poor diviner Tiresias Theban * was the victim of these tantrums. Convened in the presence of Zeus and Hera, he was asked to determine who of the two had more pleasure in their bed. Tiresias replied that, because of his personal vicissitudes, the woman was to derive greater benefit. Hera angered because of the unseemly response, the soothsayer touched on the face, making it blind.

Hera took vengeance with the illegitimate children of Zeus:

Eracle nella cullaThe most famous victim of Hera is the demigod hero Heracles, who carries in his name as a joke “conducive to Hera”, we say that only during the apotheosis of the hero, Hera, made ​​peace with him really. Before he made ​​his earthly life difficult, from the cradle, when he sent two snakes. Then she brought upon him the very famous twelve labors, and finally with the madness that led Heracles to kill their children. Not being able to damage Zeus, had to pay a high price for his son. Provvedette the father of the gods on Olympus to reward Heracles making it rise, after his own death.

Semele ZeusOther events shed a light  mysterious and cruel on Hera, as the punishment inflicted on the mother of Dionysus, Semele. With a trick Zeus, Hera did appear in all its majesty in Semele who, unable to bear the sight of the divine father, died instantly incinerated.

Even tried, for the usual jealousy, to prevent the birth of Apollo and Artemis.

He went so far as to advise you to kill Callisto, a beautiful nymph of the woods and hunting companion of Artemis, because of the son of Zeus who was carrying. To protect her from the wrath of Hera, Zeus turned Callisto into a bear.

In this episode we saw how regal and majestic god as Hera suffers the influence of jealousy and sometimes become cruel.

The only excuse for a husband difficult to “control” … The next month will discover the most charming and fascinating deity of the Pantheon: Aphrodite.

 Alessandro Cerioli


NOTES:

* God of sleep, the son of Erebus and brother of Thanatos.

* Goddess of beauty and nature, live in Olympus with the Muses.

* The fortune-teller  of Theban lived ambe two conditions for women and men , Zeus gave him the gift of foresight and long life.

IL FUTURO DELLA CULTURA E’ LEGATO ALLA TECNOLOGIA? PARTECIPA AL NOSTRO SONDAGGIO !

Di seguito proponiamo un sondaggio che vi invitiamo a compilare a questo LINK

ImmagineTre sono, com’è noto, gli obiettivi alla base di ogni azione mirata alla salvaguardia dei Beni Culturali: la tutela, la valorizzazione, la fruizione. Questi obiettivi, tra loro intimamente connessi, non possono prescindere nella nostra epoca, che potremmo definire fortemente tecnologizzata dal coinvolgimento di competenze tecnico-scientifiche che, attraverso un coordinato lavoro di ricerca, consentano l’applicazione delle nostre conoscenze tecnologiche al serivizio dei beni culturali. Se, per quanto riguarda la tutela e la valorizzazione, i ritrovati in campo tecnologico ci permettono di ottenere importanti informazioni sui componenti del manufatto, il suo stato di conservazione, i meccanismi che lo hanno indotto, indispensabili per la progettazione, realizzazione e l’impiego di metodologie e tecniche di intervento, nel campo della fruizione l’uso della tecnologia si focalizza soprattutto sull’ integrazione delle applicazioni virtuali che possono “assistere” il fruitore durante la visita oppure sulla diffusione delle informazioni relative ad un evento culturale attraverso canali trasversali, alternativi alla comunicazione tradizionale, che hanno conosciuto grandissima diffusione soprattutto tra le fasce medio-basse di età. Quali sono i possibili futuri sviluppi dell’integrazione fra tecnologia e fruizione culturale? Delle risposte interessanti al nostro studio si potrebbero raggiungere indagando il rapporto privilegiato con la tecnologia, sviluppato soprattutto dalle fasce più giovani della popolazione e di come questa familiarità influisca anche sulle modalità di furizione culturale. Ormai i principali musei del mondo offrono la possibilità d’integrarare la visita con delle applicazioni. Questi dati potrebbero, ad esempio,essere molto utili per la creazione di nuovi percorsi interattivi nella visita delle mostre. La comprensione dell’interazione fra giovani e tecnologie e del passaggio di informazioni attraverso i canali dei social può aiutare a comprendere come raggiungere e sensibilizzare alla conoscenza e, quindi, alla fruizione consapevole del bene culturale le giovani generazioni.

Secondo la ricerca resa pubblica dal centro studi Assirm nel Novembre 20121, condotta su un campione di 1.500 casi rappresentativi dell’utenza internet italiana suddiviso per fascia di età, sesso, area geografica, istruzione, utilizzo internet è emerso che in Italia, i giovani tra i 18 e i 30 anni, i primi cresciuti durante il boom dei social network e del web 2.0, sono il 14% della popolazione, la percentuale più bassa di tutta Europa. Di questi, il 91% è iscritto a un social network, il 55% è iscritto a un forum, il 34% segue uno o più blogger con continuità, il 17% ne ha uno proprio. I siti maggiormente visitati sono Youtube, Facebook e Wikipedia. Il 92% degli intervistati guarda video su internet, l’84% visita profili altrui, il 79% condivide link o contenuti e il 74% legge sul web le opinioni su marche e prodotti. Inoltre, i giovani 2.0 consultano post e commenti nel web (65%), partecipano a concorsi a premi e consultano/acquistano in gruppi d’acquisto (63%), scrivono qualcosa di sé e dei propri pensieri (61%) e seguono i consigli in rete di persone che non conoscono (59%).

Di seguito proponiamo un sondaggio che vi invitiamo a compilare a questo LINK

DAVVERO “CON LA CULTURA NON SI MANGIA”?

cultura italianaStudio Tablinum: Leggere sulle prime pagine di molti giornali i giorni scorsi che “Roma ed Atene arrivano ultime nella classifica europea delle nazioni che investono in cultura”, non può non lasciarci una sensazione mista fra l’indignazione e lo sconforto.

I dati forniti da Eurostat sono a dir poco inquietanti: l’Italia è all’ultimo posto in Europa per percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura 1,1% a fronte del 2,2% dell’Ue a 27 e al penultimo posto, seguita solo dalla Grecia, per percentuale di spesa in istruzione (l’8,5% a fronte del 10,9% dell’Ue a 27). Guardando i soli dati della voce “cultura”, l’Italia con il suo 1,1% di spesa pubblica è superata dalla Grecia (1,2%) e da tutti gli altri Paesi dell’Ue a 27 con la Germania all’1,8%, la Francia al 2,5% e il Regno Unito al 2,1%.

Certo simili dati non dovrebbero stupirci in un Paese in cui i membri del governo sono arrivati ad affermare con allarmante convinzione che “con la cultura non si mangia” ma perlomeno spingerci alla ricerca di un modo per invertire quest’allarmante, e oserei dire suicida, tendenza.

Ma le buone notizie non finiscono qui: la strutturale mancanza di fondi ha portato all’annullamento della Settimana della Cultura 2013 da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ha dovuto sospendere, per il momento, l’ormai storica settimana primaverile di apertura gratuita dei luoghi statali dell’arte. In sostituzione dell’evento promosso dal nostro ministero Legambiente darà da oggi il via alla “Settimana della Bellezza”. Il messaggio, come spiega Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente è quello di  “sottolineare al futuro governo l’assoluta necessità di un’inversione di tendenza rispetto ai tagli finanziari fatti in questi ultimi anni alla cultura e quella di una nuova governance dei beni culturali”.

Forse sarebbe bene ricordarci chi siamo e, soprattutto chi siamo stati. Il retaggio storico e culturale della nostra penisola ne ha fatto, fin dall’antichità, il fulcro della cultura europea: sede dell’Impero Romana e della Chiesa Cattolica, punto d’incontro di numerosissime civiltà mediteranee, territorio di diffusione di svariati movimenti artistici. E oggi con ben 47 siti Unesco presenti sul nostro territorio possiamo davvero permetterci di finire “agli onori della stampa” con simili, infelici primati?

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