Marie Perrakis

Marie Perrakis at “Art in Expo”: contemporary abstractionism

photoTablinum: Marie Perrakis would underline her research to the discovery of the “Human Limits” set from the actual society. Her inspiration source for those paintings was the Zhan Yimou’s film: “the course of golden flower“. Her paintings evoke an introspective work done by the artist to fully understand the “human limitation”.
Angel Swing is an emotional play represented by warm colors as red and yellow tone, their twister  melting pot make an emotional ballet as like to express feeling that is imprisoned within us . this feeling wouldn’t  express a sentimental emotion but explain something that can’t find freedom in every human.
Limits is an art work that could evoke many suggenstions: dreams, play feelings, but if the work is observed with attention we could understand a metaphysical description of the emotional  limits. The dark background  is our unconscious and our soul where live all our thoughts, that are imprisoned in the cages. The cages are the personification of the limits that society places on individual preventing them from living in total freedom.

-What are the essential elements from which comes your inspiration to paint?

Everything  inspire me  from Picasso s words “ Art is the only lie that says the truth “ to secrets Pithagoras equations.

– What are the techniques of painting that you think are best suited to express your creativity?

Although my heart will always belong  to  oil on canvas I have no strict limits in media and  I m always ready to experiments on new tecnicks and materials.

– Painting to externalize emotions and feelings or paint to communicate to each other?

I paint like I breath or meditate to me  I think nothing just happens

– Reality or reflexion? What prevailed in defining your own poetry?

I think both. Although the abstract of my work might suggest the second

A moment or a meeting which formed a stimulus decisive for your career?

I can’t complain I had some very intense moments as a professional, some was just unforgettable and  enthusiastic  comments   from unknown ordinary  people that was touched from my work and would like to say so to me in an opening. But  the  personal letter to me  from her highness  the princess Sharline of Monaco who  honored me by saying that the portrait I paint  for her was magnificent and that she loved it was a special moment for me Also   my awards in two different years  I received in the historical salon  of Louvre in Paris from SNBA representing England Was offcorse an important moment in my career, A moment or a meeting which represent an important stimulus for your career.

– If you had to choose a color to represent you, what would be yours? Why do you  think is the most suitable for you?

If I was a color I surely would be  white that  has  all the colors in it and reflect  everything

Francesca Chiara Cassani

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Marie Perrakis

Marie Perrakis in “Art in Expo”: astrattismo contemporaneo

photoTablinum: Marie Perrakis vuole sottolineare la sua ricerca del limite umano nella nostra società contemporanea.
La sua fonte d’ispirazione per i suoi dipinti è stato il film di Zhang Yimou: “the course of golden flower“. I suoi dipinti evocano un lavoro introspettivo svolto dall’artista per comprendere appieno il “limite umano”.
Angel Swing è un gioco emotivo rappresentato attraverso colori caldi come tonalità del rosso e il giallo, il loro  turbiante miscuglio crea un balletto emozionante che è desidero di esprimere sentimenti imprigionati dentro di noi. Questo sentimento non esprimerebbe un’ emozione sentimentale, ma spiega qualcosa che non si può trovare: la libertà interiore di ogni essere umano.
Limits è un opera d’arte che potrebbe evocare molti suggerimenti: sogni, giocare sentimenti, ma se l’opera viene osservata con attenzione, possiamo intuirne una descrizione metafisica dei limiti emotivi. Lo sfondo scuro è il nostro inconscio e la nostra anima, dove vivono tutti i nostri pensieri, imprigionati nelle gabbie. Le gabbie sono la personificazione dei limiti che pone la società al singolo e che impediscono loro di vivere in totale libertà

–  Quali sono gli elementi essenziali da cui si origina la tua ispirazione a dipingere?

La mia ispirazione può essere riassunta con una frase di Picasso “L’Arte è l’unica bugia che dice la verità”; ad ispirarmi sono anche i segreti delle equazioni.

– Quali tecniche reputi più adatte per espimere la tua creatività?

Nonostante sia molto affezionata alla tecnica della pittura ad olio non ho seri limiti nell’utilizzare anche altre tipologie di tecniche pittoriche e sono sempre pronta a  sperimentare nuove tecniche e materiali.

– Dipingere per dare un’esteriorità ad emozioni e sentimenti o dipingere per comunicare all’altro?

Per me dipingere ha la stessa naturalezza con cui respiro o penso, e penso che null’altro sia più rilevante di questo.

– Realtà o riflessione? Quale è prevalsa nel delineare una tua poetica?

Entrambe dire. Anche se l’astrattismo delle mie opere farebbe propendere per la seconda…

– Un momento o un incontro che hanno costituito uno stimolo decisivo per la tua carriera?

Devo dire che ho avuto molti incontri importanti nella mia vita professionale, alcuni di questi momenti sono stati per me indimenticabili e hanno avuto origine  dai commenti colmi di entusiasmo delle persone che hanno espresso la loro profonda ammirazione per le mie opere; devo ammettere che con il loro  apprezzamento e le loro riflessioni hanno costituito per me un grand momento di riflessione sulla mia stessa arte. Certamente la lettera che la principessa Sharline di Monaco mi ha scritto di suo pugno per ringraziarmi del ritratto che avevo dipinto per lei e che considerava magnifico mi ha onorato moltissimo e ha costiutio nella mia carriera un momento molto importante.
Allo stesso modo i premi che ho ricevuto in due differenti occasioni: il primo presso il Salon du Louvre in Paris e l’altro tramite  SNBA, per cui rappresentavo l’Inghilterra. Sono stati momenti umanamente e professionalmente molto importanti per me.

-Se dovessi scegliere un colore per rappresentarti in questo momento,  quale sarebbe  il tuo? perché lo reputi il più indicato?

Se dovessi essere un colore sarei sciuramente il bianco. E’ il colore che racchiude in sè tutti gli altri e li riflette

Francesca Chiara Cassani

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Le Grandi Battaglie della Storia: Isso

filippo IITablinum: questo mese di marzo vedremo come il condottiero macedone Alessandro Magno, ha avuto la meglio sullo schieramento dell’armata persiana condotta dal Re dei Re Dario III, durante la battaglia di Isso del 333 a.c. Una battaglia fondamentale per l’esito finale della conquista da parte dei macedoni dell’impero persiano.

Ma come siamo arrivati a questo scontro epocale?

Iniziamo dagli antefatti. Nel 336 a.c. Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro, pianifica l’invasione dell’impero persiano, deciso a risolvere, una volta per tutte, i decennali contrasti fra greci e persiani. Manda così un corpo di spedizione, con un pretesto, guidato dai generali Parmenione e Attalo atto a preparare il terreno per la futura invasione del territorio Persiano. I piani di conquista macedoni subiscono, però, una battuta d’arresto quando Filippo II muore per mano di Pausania, ufficiale della sua guardia personale, rimandando de facto l’invasione della Persia di tre anni.

alexander_the_greatA succedere al padre è il giovane figlio Alessandro, conosciuto ai più come “Magno”.

Quindi Alessandro, divenuto il nuovo re di Macedonia, riprende i piani di invasione del padre dando inizio alle operazioni militari. Nel 334 a.c., invade la Persia dal nord e ottiene una prima grande vittoria contro i persiani presso il fiume Granico, in Asia Minore, a sud di Ilio.

Dopo questa vittoria Alessandro avanza a massima velocità, incontrando poca resistenza o addirittura una calorosa accoglienza da parte delle città elleniche dell’Asia Minore, liberate dal giogo persiano. I movimenti tattici dell’esercito macedone sono sorprendenti: in meno di dieci mesi percorre tutta l’area corrispondente all’odierna Turchia asiatica. Tuttavia il cuore dell’impero persiano resta ancora inviolato, con le sue città: Susa, Persepoli ed Ecbatana.

falangeLa situazione muta radicalmente nel 333 a.c. quando il Gran Re persiano Dario III viene a sapere che Alessandro si trova immobilizzato, a Tarso, per via di una malattia. Dario III vorrebbe approfittarsene per sbarazzarsi del giovane Alessandro in un’ unica e decisiva battaglia e marcia contro l’esercito macedone con un potenziale militare che tocca le centocinquantamila unità, mentre l’esercito del re macedone ne conta sole quarantamila.

Già accampato a Sochi, in Assiria, Dario III e il suo esercito attraversano la Cilicia, temendo che il nemico ripieghi, e raggiunge la città di Isso, l’odierna Iskenderun, nella Turchia meridionale, dove l’esercito macedone ha approntato una base temporanea. E in questo frangente avviene un fatto gravissimo, Dario conferisce alle proprie truppe l’ordine di investire la città di Isso, massacrando i feriti greci inermi e amputando le mani dei soldati di guardia alla città. Questo episodio verrà ricordato dal re macedone per tutta la durata della campagna bellica.

L’intelligenza tattica di Alessandro lo porta a scegliere strategiaun terreno per lo scontro che, data la preponderanza del nemico, ne limiti le capacità di manovra e ne favorisca l’arresto sottraendogli la maggior capacità offensiva e costringendolo a combattere a piccole “ondate”, nessuna delle quali superiore ai macedoni. Il re macedone individua questo terreno favorevole, dopo che gli avversari hanno manovrato l’uno attorno all’altro, presso l’attuale Passo Beilan.

Incurante della superiorità numerica persiana e del pericolo di non avere a proprio favore un’eventuale via di fuga, Alessandro galoppa contro Dario, che lo aspetta schierato sulla riva destra del fiume Pinaro.

Una mossa audace che, in realtà, si sposa con le sue intenzioni: i Persiani sono intrappolati o quantomeno molto limitati nei movimenti, stretti fra il mare, il fiume e i monti.

darioDa un carro da guerra, come consuetudine, Dario comanda il suo esercito, il cui centro è composto da opliti greci mercenari affiancati da fanteria e forze scelte persiane appiedate, i famosi Cardaci, mentre l’ala destra, più vicina al mare raccoglie la cavalleria. L’ala sinistra dello schieramento persiano è costituita da fanti persiani e si trova sui monti oltre il fiume Pinaro, talmente avanti che potrebbe prendere alle spalle l’ala destra dell’esercito macedone.

I più avanzati sono i contingenti di arcieri, che hanno il compito di investire con i propri dardi la temuta “Punta”, la cavalleria guidata da Alessandro in persona, alla quale, nei piani di Dario, daranno il colpo di grazia nel combattimento corpo a corpo i Cardaci e le unità montate.

cardaciIl re macedone comprende l’errore e coglie al volo la situazione favorevole e rapidamente organizza il suo dispositivo, in parte rifacendosi ai canoni classici, in parte adattandoli all’esigenza del momento: le unità della falange al centro, la cavalleria sulle ali e un distaccamento misto, montato e di fanteria leggera, per prevenire attacchi da parte dei Persiani schierati in alto e quasi alle sue spalle.

Alessandro si lancia con la propria cavalleria contro l’ala sinistra dello schieramento avversario con tale impeto e rapidità che i fanti dotati di scudo e appiedati, gli Ipaspisti, rimangono indietro, creando così un pericoloso varco, che subito viene preso di mira da parte dei fanti macedoni.

Il crollo del fianco persiano avviene inaspettatamente e muta completamente lo scenario bellico: la falange tiene duro, mentre i cavalieri di Alessandro effettuano una grande curva, caricando il centro degli opliti mercenari e della guardia di Dario. L’ala sinistra dei cavalieri agli ordini di Parmenione rischia di essere sopraffatta ed è costretta al ritiro, ma l’attacco della cavalleria di Alessandro e della falange macedone provoca il cedimento degli opliti mercenari al servizio del Gran Re Dario. L’esercito persiano si sfalda e, tra panico e confusione, fugge inseguito dai macedoni che fanno strage dei nemici. Anche Dario è costretto ad una rocambolesca fuga sul suo carro prima e a cavallo poi, su un terreno impervio, per potersi salvare la vita.

Alessandro_ImperoDopo questa disfatta l’impero persiano si appresta all’imminente crollo, che arriverà dopo la battaglia di Gaugamela dell’ottobre del 331, anche se de facto fu questa battaglia a determinare la fine dell’egemonia persiana, dando così inizio all’impero ecumenico di Alessandro Magno. Il suo sarà un impero dai confini sterminati, comprendente decine di popolazioni con usi e costumi differenti. Questo impero rappresenterà il concretizzarsi di un sogno: la realizzazione del sogno di Alessandro Magno, quello di unire e fondere l’occidente e l’oriente. A inizio cosi l’ellenismo.

Il prossimo mese di aprile tratteremo la battaglia di Zama, durante la seconda guerra punica, con lo scontro risolutivo fra il cartaginese Annibale Barca ed il romano Scipione l’Africano. Roma e Cartagine: uno scontro fra le due superpotenze del mondo antico.

Alessandro Cerioli

Le Grandi Battaglie della Storia: Termopili

passo delle termopiliTABLINUM: cari lettori questo mese tratteremo le vicende belliche intercorse fra il potente impero persiano e le piccole città stato della Grecia. La battaglia da noi descritta in questo articolo è ricordata negli annali come la battaglia del passo delle Termopili, ed ebbe luogo nel del 480 a.C. In contrapposizione due figure carismatiche e agli antipodi: una alla guida dell’esercito persiano, re Serse I; mentre l’altra alla testa della coalizione greca, composta da spartani, corinzi, tebani e altri greci, re Leonida. Non si trattò di una battaglia campale, come accadde un decennio dopo, nel 479 d.C., a Platea, a passare alla storia furono, invece, le imprese del contingente di millequattrocento uomini, al comando di re Leonida, rimasti con a contrastare le schiaccianti forze belliche dei molti persiani.

Ma come si è arrivati a questo epico scontro?

movimenti eserciti greco - persianoL’invasione persiana del 480 a. può considerarsi una risposta allo “smacco” subito durante la fallita “prima invasione” della Grecia ad opera del re persiano Dario, con la conseguente grande vittoria dei greci a Maratona (490 a.C.). Dieci anni dopo, nel aprile del 480 a.C., il figlio di Dario, Serse I, deciso a vendicare la bruciante sconfitta del padre, ritenta l’invasione della Grecia in un modo senz’altro spettacolare: ordina, infatti, di unire, grazie alla costruzione di un ponte di barche, le due rive dell’Ellesponto nel punto in cui esso si restringe a soli sette stadi (1200 m). Dopo il fallimentare primo tentativo, conclusosi con la decapitazione dei suoi ingegneri egiziani e fenici e con il singolare episodio della “flagellazione” del mare di cui abbiamo notizia grazie a Erodoto, finalmente Serse I ottiene la costruzione del tanto agognato ponte di ben seicentosettantaquattro barche che consente l’invasione persiana in una trionfale parata durata ben sette giorni e sette notti, nella quale, sempre secondo quanto tramandato da Erodoto, non mancano i più infausti segni premonitori.  

leonidaPer tutta risposta alla nuova e pressante minaccia persiana, gli Ellenici, riuniti a Corinto, formano un’alleanza, l’”Afizionia Panellenica” che comprendente trentuno Polis; Sparta è fra queste confederate e fornisce i soldati migliori e meglio addestrati del mondo, uomini nati e cresciuti per combattere e allevati sin da bambini a credere che la gloria più grande fosse il cadere combattendo sul campo di battaglia. Proprio dalle leve spartane provenivano i più valenti guerrieri eletti comandanti della coalizione delle Polis greche . Per poter dilagare nell’Attica, i Persiani devono necessariamente transitare per uno stretto e impervio passo, fra il monte Kallimodron ed il mare, chiamato Termopili (nome che significa “termos pulai”, cioè porte calde, e trae origine dalla presenza di numerose sorgenti naturali di acqua calda a delimitare i perimetri dello stretto passaggio costiero). Per bloccare l’immenso esercito di Serse I i confederati vi mandano un’avanguardia di settemila opliti al comando del re di Sparta Leonida.

Molto attenti a non commettere errori, per via della natura impervia del luogo, i persiani attendono tre giorni prima di dare il via alle ostilità, cercando delle vie alternative, compresa la corruzione di re Leonida; ma tutto risulta invano.

mappa strategicaAl quarto giorno dunque iniziano le ostilità e durante la prima ondata d’attacco i persiani vengono respinti dalla fiera resistenza greca. Grazie a degli accorgimenti adottati da Leonida tra i quali la ricostruzione del muro focese le forze persiane sono necessariamente bloccate nel punto più stretto del passo, dove non sono i grandi numeri a contare bensì l’abilità nel combattimento: per questo lo schierare gli opliti, pesantemente corazzati, consente al manipolo di uomini al comando di re Leonida di avere la meglio sui singoli combattenti persiani, incapaci di forzare il blocco greco.

immortali persianiIl giorno successivo, probabilmente consigliato in modo erroneo dai suoi generali, Serse I manda all’assalto dei greci la sua guardia personale, gli Immortali, subendo però perdite elevatissime. Si tratta di una decisione presa all’epilogo di una serie di gravi errori strategici: non ha atteso le mosse del nemico, non lo ha sfiancato con lanci di proiettili e con incursioni rapide per poi decidere di far entrare in scena subito il suo corpo d’elite. Duplice errore se si considerano le alte perdite e lo scoramento delle altre truppe persiane, vista la guardia imperiale decimata dai greci. La tattica di risposta attuata da Leonida è elementare ma estremamente efficace: eseguire una finta ritirata per poi tornare sui propri passi e decimare i nemici isolati. Di fronte allo spettro di una nuova ignominiosa disfatta, Serse I decide di ripiegare in buon ordine e riorganizzare le sue frastornate truppe, mentre i greci si alternano nella difesa del passo per consentire il riposo alle truppe coinvolte nei primi giorni di scontri. Si va cosi creando una situazione di stallo percepibile da parte di ambedue gli schieramenti e, probabilmente, si sarebbe potuti potrebbe proseguire con questo stallo per dei mesi.

oplita-armaturaMa la svolta giunge inaspettata e favorisce i persiani, anche se immeritatamente. Un pastore greco che abitava in quelle zone, tale Efialte, decide di vendersi al re persiano, in cambio di lauti doni, ed indica un passaggio alternativo, una sorta di sentiero per le capre che gira tutto intorno al monte Kallimodron e consente di prendere i greci alla spalle. A questo punto Re Leonida, consapevole di essere stato irrimediabilmente aggirato, decide di allontanare il grosso dell’esercito greco e resta a guardia del passaggio con trecento Spartani, settecento Tespiesi, quattrocento Tebani e, forse, qualche centinaio di altri. Si tratta, per questi opliti di un consapevole sacrificio: l’unico risultato che potranno trarre dalla loro resistenza sarà ritardare l’invasione persiana e guadagnare tempo in favore della riorganizzazione dei ranghi dei confederati. Premiato il traditore Efialte, Serse I divide il suo esercito ed intraprende una mossa a “tenaglia” che obbliga i greci a combattere su due fronti contemporaneamente: quello anteriore e quello posteriore. L’attacco posteriore dei persiani costituisce una vera e propria a sorpresa per il re Leonida che cerca di contrastare l’impeto dei persiani che calano dal crinale della montagna. Ormai il destino della battaglia sembra irrimediabilmente deciso e pur resistendo strenuamente, Leonida e i suoi uomini non possono che constatare di aver perduto la battaglia. E’ così che prende un’eroica decisione: fa allontanare il grosso dell’esercito, rimanendo a guardia del passo con soli mille e quattrocento uomini circa.

salaminaAl termine degli scontri quel giorno, fra i caduti si contano quasi solo opliti greci, compreso il corpo di re Leonida di Sparta. Tuttavia il sacrificio di Leonida e dei suoi opliti non si rivela vano e la coalizione può guadagnare tempo vitale. Nonostante la fortunosa vittoria alle Termopili la partita contro i greci non è ancora vinta per Serse: I contingenti greci, approfittando del tempo guadagnato, si riuniscono sotto il comando dello stratega ateniese Temistocle e riescono a bloccare l’avanzata via mare delle truppe nemiche infliggendo loro una sconfitta memorabile in occasione della naumachia di Salamina (la prima grande battaglia navale di cui possiamo vantare ampia documentazione).

serseParalizzato da queste battute d’arresto Serse commette l’errore che pregiudicherà irreparabilmente la sua vittoria nella terza ed ultima battaglia contro la coalizione greca. Il re persiano decide infatti di rimpatriare con il grosso dell’esercito e di rinviare l’invasione all’anno successivo, lasciando a presidiare la Grecia solo il suo generale migliore, Mardonio, alla testa di cinquantamila uomini. Questa esitazione va a favore delle forze greche che sfruttano intelligentemente il periodo di tregua per riorganizzarsi e affrontare l’esercito persiano nella battaglia di Platea a ranghi completi, correva l’anno 479 a.c. e la vittoria greca in quella battaglia campale consentì alla Grecia di mantenere le proprie libertà e autonomie facendo comprendere ai persiani che la Grecia non era poi tanto facilmente conquistabile.

battaglia-plateaMa provate, per un solo istante, a pensare quanto sarebbe cambiato se i persiani avessero vinto a Platea? La società occidentale, come la intendiamo noi oggigiorno, non esisterebbe. Quindi niente più classicismo e soprattutto niente più ellenismo. Una società che sposava i costumi orientaleggianti, che parlava il farsi, che adorava Ahura Mazda e che era soggetta al volere di un monarca assolutista. Facendo questa semplice riflessione potrete comprendere meglio il sacrificio di re Leonida e di tutti i greci liberi.

Il prossimo mese tratteremo le vicende di un re macedone che fece di un sogno realtà, che si spinse la dove nessuno altro avrebbe potuto immaginare e che cambio il mondo allora conosciuto, per sempre: Alessandro Magno e la battaglia di Isso.

 

Alessandro Cerioli

Olympos: Demeter, the Goddess of Nature

333px-Demeter_Pio-Clementino_Inv254Tablinum: my dear readers, we have now reached the end of our cycle on Greek mythology.

The latter article is dedicated to a benefactress deity , as in previous months, as you may remember I wrote of God Hephaestus, the god of Olympus builder. This month I will tell the history of the Goddess of Nature, Demeter.

Daughter of the Titans Cronus and Rhea, sister of Zeus, Demeter is the goddess of Abundance, Agriculture, also called Mother Earth. Demeter was the guardian of the cycle of the seasons that regulates life and death.

She was a goddess who gave to mankind wealth and well-being; then we could call she a Goddess “constructive”. 

adeThe greatest gift that she gave to mankind were cereals * that allowed them to rise to a higher status and to distinguish themselves from wild animals. She also gave to men the knowledge of agricultural techniques: sowing, plowing and harvesting. The Goddess Demeter felt a great love for her little daughter Persephone;  born from her relationship with Zeus and this is the vicissitudes that threatened to lead to the extinction of mankind. This is how it happened: Ade, God of the Dead   the darker and more shadowy between  Zeus’ brothers, was tired to live  always  alone  with  damned spirits and decided that It could not be bad to have a spouse. So, he asked audience to Zeus, who despite the contempt for him, the Gods’ Fathers decided to find him a wife, because he clearly knew what Hades was capable to do. However it was very difficult to find a bride who decides, of her own free will, to follow him in the kingdom of darkness and desolation. It was clearly necessary to use a more forceful method: the bride’s abduction.

ratto di persefoneSo Ade chose the young Persephone daughter of Zeus and the goddess Demeter. Alone and unaware of what’s going to happen to her, that innocent girl was playing, in the heart of Sicily, in a grassy meadow full of daffodils; when Demeter notice the disappearance of her daughter, she fall into an indescribable pain.

She began to interrogate all men and animals but  unfortunately without success because no one would antagonize the God the Dead.

demetra dea della naturaThe tenth day  afer Persephone’s  kindnapping the lunar goddess Hecate, moved with pity, decided to reveal what happened to Demeter and together they went to the Sun God Apollo, who sees all and knows all. Apollo also confirmed the facts and reveals the secret pact between Zeus and Hades, so that he could choose a bride.

Enraged and closed in his grief she decided to leave the Olympus and, disguised as an old woman, she wander through faraway lands seeking her beloved daughter. Firstable she took a drastic decision, as she was the Goddess of Nature, she decided to stop this life cycle because everyone could suffer as she was suffering:  so no more crops, no more blooms and nothing more seasons.

The Olympians, just like men, were damaged by this decision, since the offers in their suffrage decreased drastically and receiving more swearing than prayers, they turned in unison to the Father of the Gods why did end this famine wanted by Demeter . Zeus, in order to return the abundance on earth and indirectly on Olympus, sent Iris to seek Demeter and persuade her to take again her place  in the cosmic order.

eleusiAnd by this time the vicissitudes of the Goddess Demeter are intertwined with Eleusis. Indeed, we can bring to the Goddess Demeter the establishment of the Eleusinian Mysteries. Rituals that helped the human being to understand himself better and everything around him. These mysteries have to do with the loss of her beloved child Persephone.

During one of his pilgrimages, Demeter stopped at a tree, near the city of Eleusis, and she began to cry disconsolately

She was greeted by the loving daughters of Celeus king of Eleusis, who decided to accommodate the old woman at their court and, disguised as an old nurse, were entrusted to her care of the royal children, Demophontes.

Monument ID: 32444To alleviate the sadness of the old woman, the queen Metanira decided to assign to Demeter the most irreverent and cheeky servant of the palace, the young Iambe *** . That young girl, with jokes and of any kind was able to snatch an amused smile to the Goddess of Nature.

Demeter to thank the queen Metanira of her benevolence decided to transform the small Demophontes in an immortal and began her mysterious practice in the heart of the night.

Metanira who suspected that the old woman was much more than it appeared, decided to oversee her actions. that was how, with surprise and terror she discover the little Demophontes subject of these ritualsand she starts screaming and yelling at the nurse. Demeter at that point that she went on a rampage for the queen who dared to refuse a so immeasurable gift.

demetra e metaniraFurious, Demeter resumed his divine forms, terrorizing even more Queen Metanira, and imposed the construction of a temple in her honor where were practiced, every year, the rites that Demeter in person would have taught to initiates.

After a long search the Goddess Iris found the Goddess of Nature, just outside Eleusis and reported the message of Zeus, that is to come back and make peace with the Olympians.

Demeter refused angrily, telling Iris to report to the Father of the Gods that would never come back if he had not been given back her daughter Persephone.

melogranoZeus was angry with her and ordered to his brother Hades to return with Persephone, but she was already been turned into his bride and queen of hell. Ade devised a stratagem: he allowed Persephone to return to her mother, but before leaving the god offered her a fruit from the seeds red as blood. It was the fruit of the dead: the pomegranate. With this fruit he bound Persephone to himself for eternity.

Come back in the surface of the earth Persephone was greeted by Demeter, the goddess with a single hand gesture, rebooted the cycle of the seasons and in an instant the fields were full of corn ears and trees bursting with fruit. Demeter, knowing the cruelty of his rival, he asked the small Persephone if she touched or eaten something in the realm of the dead. Persephone confirmed the fears of the mother and admitted that she had eaten the pomegranate.

Then Demeter was forced to accept Hades’ deception and she told to Persephone that she should return to the Land of the Dead, as queen, for the six months of winter, while, for the six months of summer they woill be together on the land filled with fruits and flowers.

persefone regina dei mortiThese facts gave rise to the initiatory path that all young Greek had to follow, from the condition to that of virgin brides. Path that symbolically represents death of childhood**** and the birth of adulthood.

Demeter was a deity always dutiful who was responsible for maintaining a delicate balance between all things created, however, we can find a story of “gossip” linked to the attempted seduction by the God Poseidon.

Demeter transformed herself into a horse and hid himself among the herd of horses of King Onkios, in the city of Onkeion, but the Blue God was not fooled and unearthed the “mare,” also was transformed into a horse, a beautiful stallion and couple with the goddess Demeter.

poseidoneThe Goddess of Nature was literally furious and went to wash the filth in the river Ladona. However from that forced union was born a daughter, whose name was forbidden to pronounce outside of the Eleusinian Mysteries, and a horse with a thick mane, black as pitch, Arion.

King Onkios donated Arione the horse to Heracles during the expedition against the city of Elis.

erisittoneThere is a story in which we experience the violent side of the Goddess of Nature. The king of Thessaly Erysichthon of Thessaly, in his arrogance and pride, deliberately wanted to break down a forest sacred to the goddess Demeter. The reason was quite senseless: with the wood he wanted build a dining room. The Goddess of Nature went on a rampage and punished his wickedness condemning him to eternal hunger. From that day Erysichthon of Thessaly could no longer be satiated, tormented by the constant desire for food, the king of Thessaly squandered the royal treasury and was forced to sell his daughter to the market.

Mestra, since she was the lover of Poseidon and she had the gift of metamorphosis to turn into any animal she wanted to be. 

Erysichthon of Thessaly, knowing the gift of Maestra, forces her to become a different animal every day and then, after being sold, escape at night to return to the palace. But even this is not enough to the unfortunate Erysichthon of Thessaly: his lust for food growing every day and so, to appease his hunger, he finally devoured itself.

PlutoWhile the story that sees the Goddess Demeter love someone like the daughter is really worth telling. The son of Zeus and Electra, lasion, lived in Samothrace and had the good fortune to become a lover of Demeter, their bed of lovers was a fallow land “revolted” three times, protected by nature. From their relationship was born a son Pluto, that is to say the wealth. Their little Pluto start immediately his pilgrimage spreading everywhere wealth and abundance, trailing his touch men more deserving.

The symbols of the goddess were, poppies, daffodils and bundles of wheat that was holding in his hands, sacred to her were the crane and the sow and its places of worship were scattered throughout Greece: Eleusis, Delos, Corinth, Samothrace, Pergamon and in Magna Greece: Agrigento, Selinunte, Enna and Syracuse.

The Goddess of Nature was especially worshiped in the countryside, where they lived with humility and where was handed down the knowledge that Demeter gave to men. Many votive offerings have been discovered by archaeologists exclusively on the worship of the goddess Demeter, like clay piglets, made in the Neolithic.

The priestesses who took care of Demeter were called Melissse were wood nymphs, the best known of these, Melissa, nursed Zeus in bands, together with the the goat Amalthea, and she was responsible of feeding the future Father of the Gods with the sweet honey.

Alessandro Cerioli

* The word cereal comes from the latin word Ceres, the equivalent of the Roman goddess Demeter.

** The legends tell that because of this earthquake, caused by Hades, Sicily detached itself permanently from the rest of the Italian peninsula.

*** From the name of this girl came the famous comic poetry, Iambos, full of jokes and obscene elements, which in the form of folk songs was sung derisively to friends and enemies.

**** Even today we talk about the orgasm as a “little death”. Persephone itself contains the mystery of the two conditions. With her mother Demeter looks like life, with the bridegroom Hades looks like death.

Olympos: Demetra, la Dea della Natura

333px-Demeter_Pio-Clementino_Inv254Studio Tablinum: cari lettori con questo articolo siamo giunti alla conclusione del nostro ciclo sulla mitologia greca. Quest’ultimo articolo l’ho riserbato ad una divinità benefattrice, come il povero e sfortunato Dio Efesto, ricorderete, il Dio costruttore dell’Olimpo. Bene questo mese tratteremo le vicende della Dea della Natura, Demetra.

Demetra è  figlia dei Titani Crono e Rea, sorella di Zeus, ed è la Dea dell’Abbondanza, dell’Agricoltura e della Terra, definita anche la Madre Terra. Demetra era l’artefice del ciclo delle stagioni e della vita e della morte.

Quindi una Dea, il più delle volte, che portava all’umanità ricchezza e benessere, potremmo quindi definirla una Dea “costruttiva”. Il dono più grande che Demetra fece all’umanità furono i cereali * che consentirono a questi di elevarsi a uno status superiore e di distinguersi dagli animali selvatici.

adeDemetra donò agli uomini anche la conoscenza delle tecniche agricole: la semina, l’aratura, e la mietitura. La Dea Demetra provava un grande amore che era la piccola figlia Persefone, avuta con il Padre degli Dei. E questa è la vicissitudine che rischiò di portare all’estinzione il genere umano. Ecco perché: il Dio dei Morti, Ade, il fratello oscuro e ombroso di Zeus, stanco della solitudine del sua reggia infernale, sempre solo con le anime dannate, decise che forse non era giusto che a lui fosse precluso avere una moglie. Chiese di essere ricevuto dal Padre degli Dei, che pur disprezzandolo, decise di acconsentire a fin che lui prendesse moglie, anche Zeus sapeva di cosa era capace il terribile fratello e per evitare guai peggiori lo accontentò. Tuttavia era altamente improbabile che potesse trovare una sposa che decidesse di sua spontanea volontà di seguirlo nel regno delle ombre e della desolazione e quindi decise di passare alle vie di fatto, con la forza, ossia con un rapimento.

ratto di persefoneLa triste decisione cadde sulla giovane figlia di Zeus, Persefone, avuta appunto con la Dea Demetra, che in quel momento, sola e ignara di quanto stava per accadergli giocava spensierata in un prato erboso e ricco di narcisi, nel cuore della Sicilia. Tutto d’un tratto la terra inizio a tremare in modo violentissimo** e la piccola Persefone cadde a terrà terrorizzata. Dalle oscure cavità della terra emerse il Dio dei Morti Ade, sul suo cocchio trainato da destrieri che sbuffavano fuoco, e in men che non si dica rapì Persefone con destrezza ritornando nell’antro da cui era sbucato.

Accortasi della sparizione della figlia Demetra sprofondo in un dolore indescrivibile. Inizio ad interrogare tutti gli uomini e animali del creato, purtroppo senza risultato, in verità nessuno voleva inimicarsi il Dio dei Morti, quindi non volevano saperne nulla di quella vicenda.

demetra dea della naturaIl decimo giorno la Dea lunare Ecate, mossa a compassione, decise di svelare l’accaduto a Demetra e insieme si recarono dal Dio del Sole Apollo, che tutto vede e tutto sa. Anche Apollo confermo la versione di Ecate e informo Demetra del patto segreto fra Zeus e Ade, affinché quest’ultimo scegliesse la propria sposa. Adiratasi e chiusa nel suo dolore decise di abbandonare l’Olimpo e vagare per terre lontane alla ricerca della figlia, camuffata da vecchia donna, ma prima prese una decisione drastica, essendo lei la Dea della Natura, decise di fermare questo ciclo vitale e che tutti soffrissero come stava soffrendo lei, quindi niente più raccolti, niente più fioriture e niente più stagioni.

Gli Olimpi accusarono, come gli uomini, questa decisione, vedendo le offerte in loro suffragio diminuire drasticamente e sentendo più imprecazioni che preghiere, si rivolsero all’unisono al Padre degli Dei perché facesse terminare questa carestia voluta da Demetra.

Zeus acconsenti affinché ritornasse l’abbondanza sulla terra e indirettamente sull’Olimpo, mandò quindi la Dea Iris a cercare Demetra e convincerla a riprendere il suo posto nell’ordine cosmico.

eleusiE qui le vicende della Dea Demetra si intrecciano con Eleusi. Si deve infatti alla Dea Demetra la creazione dei Misteri Eleusini, che hanno aiutato l’essere umano a comprendere meglio se stesso e tutto quello che gli sta attorno.

Questi misteri hanno a che vedere con la perdita dell’amata figlia Persefone. Durante uno dei suoi pellegrinaggi si fermò presso un albero, nei pressi della città di Eleusi, e si mise a piangere sconsolata per non poter più rivedere il volto della giovane figlia. La trovarono le figlie del re di Eleusi, Celeo, che decisero, mosse a compassione, di ospitare la vecchia donna presso la loro corte.

Monument ID: 32444Demetra, nelle vesti di vecchia balia, si dette subito da fare accudendo il giovane figlio del re di Eleusi, entrando in simbiosi con la regina Metanira, che forse si accorse che quella donna era qualcosa di più di una povera vecchia, a tal punto da affidargli il loro unico figlio maschio, Demofonte. Per alleviare la tristezza della vecchia donna Metanira decise di affidargli la sua ancella più irriverente e sbarazzina, la giovane Iambe*** che con scherzi e oscenità di ogni genere riuscì a strappare un sorriso divertito alla Dea della Natura. In questo la serva riuscì dove tutti gli altri Dei avevano fallito.

Demetra per ringraziare la regina Metanira di tanta benevolenza decise di rendere il piccolo Demofonte immortale e inizio la sua pratica misterica nel cuore della notte. Metanira, che aveva capito che quella vecchia donna era molto più di quello che voleva far capire, decise di spiarla e con sorpresa e terrore scopri il piccolo Demofonte in preda a questi rituali e interrompendo la danza mistica di Demetra, inizio a urlare e inveire contro di essa.

demetra e metaniraDemetra a quel punto andò su tutte le furie dicendo alla regina che il rito avrebbe reso il suo unico figlio maschio immortale, un dono incommensurabile.

Nel mentre pronunciava queste parole Demetra riprese le sue forme divine, terrorizzando ancora di più la regina Metanira, e andandosene ordinando alla regina la costruzione di un tempio in suo onore dove venissero praticati, ogni anno, i riti che Demetra insegnerà agli iniziati.

Dopo una lunga ricerca la Dea Iris trovò la Dea della Natura, poco fuori da Eleusi e riferì il messaggio di Zeus, ossia di ritornare e riappacificarsi con gli Olimpi. Demetra rifiuto seccamente, dicendo ad Iris di riferire al Padre degli Dei che non sarebbe mai più tornata se non gli fosse stata restituita la sua figliola Persefone.

melogranoTrovandosi a mal partito Zeus accetto e intimo al fratello Ade la restituzione di Persefone, a quel punto già divenuta sua sposa e regina degl’inferi. Ma Ade ideo uno stratagemma; acconsenti a finché Persefone potesse ritornare fra le braccia della madre, ma prima che partisse dalla reggia oscura diede alla piccola Persefone un frutto, che la piccola mangio.

Era il frutto dei morti: il melograno. Un frutto dai semi rossi come il sangue. Con questo frutto Ade vincolo a se Persefone per l’eternità.

demetra e persefoneTornata che fu in superficie Persefone si getto fra le braccia di Demetra, che in quel momento tornava a nuova vita. Mantenendo la promessa, con un solo gesto della mano, la Dea della Natura fece riprendere il ciclo delle stagioni e in un attimo i campi erano colmi di spighe di grano e gli alberi carichi di frutti.

Cera però qualcosa che non tornava a Demetra e conoscendo l’infida natura del Dio dei Morti domando alla piccola Persefone se avesse toccato qualcosa o mangiato qualcosa nel regno dei morti. La piccola Persefone confermo le paure della madre, dicendole che aveva accettato il melograno. A quel punto Demetra capi dove stava l’inganno e dovette, dolorosamente, accettare quelle condizioni e dire a Persefone che avrebbe dovuto tornare nel regno dei morti, come regina, per i sei mesi invernali, mentre per i restati sei, quelli estivi, sarebbero state insieme.

persefone regina dei mortiComprendiamo da questa vicenda la gioia e il dolore di Demetra, da un lato avrebbe voluto sua figlia tutta per se, dall’altro era meglio averla per soli sei mesi, che non rivederla mai più.

In fondo da questa vicenda nacque il percorso iniziatico che tutte le giovani greche doveva intraprendere, dalla condizione di vergini alla condizione di spose. Percorso che simbolicamente rappresentava la morte**** della fanciullezza e la nascita dell’età adulta.

Demetra fu una divinità che non fece scalpore fra gli Olimpi, sempre ligia al dovere, aveva il delicato compito di mantenere un equilibrio fra tutte le cose create, la Natura in un qualche modo gli competeva direttamente.

Possiamo tuttavia trovare una vicenda di “gossip” legata al tentativo di seduzione da parte del Dio del Mare Poseidone.

poseidoneDemetra accortasi delle avance di Poseidone decise di trasformarsi in una cavalla e confondersi nella mandria di cavalli del re Onkios, della città di Onkeion, ma il Dio Azzurro non si fece ingannare e scovata la “cavalla” a cui era interessato, anch’esso si trasformo in cavallo, uno splendido stallone e si accoppio con la Dea Demetra. La Dea della Natura fu letteralmente furibonda e andò a lavare quella sozzura nel fiume Ladona. Tuttavia da quella unione forzata nacque una figlia, il cui nome era proibito pronunciare al di fuori dei Misteri Eleusini, e un cavallo dalla folta criniera, nero come la pece, Arione. Arione che fu donato dal re Onkios all’eroe Eracle per la spedizione contro la città di Elide.

erisittoneIn questa vicenda vediamo il lato violento della Dea della Natura. Il re di Tessaglia Erisittone, nella sua tracotanza e superbia, volle abbattere deliberatamente un bosco sacro alla Dea Demetra. Il motivo era del tutto futile, con quel legname voleva costruirsi una sala da pranzo. La Dea della Natura andò su tutte le furie e punì la sua empietà condannandolo alla fame eterna. Da quel giorno Erisittone non riuscì più a saziarsi, spinto dalla continua bramosia di cibo, il re di Tessaglia finì per dilapidare il tesoro reale e fu costretto a mettere in vendita la propria figlia, più volte, al mercato.

Ebbene la figlia di Erisittone, Mestra, era l’amante del Dio del Mare Poseidone ed ebbe dal Dio Azzurro il dono delle metamorfosi, il che le consentiva di mutarsi in qualsiasi animale lei volesse. Erisittone, conoscendo il dono di Mestra, la costrinse a divenire un animale diverso ogni giorno, per poi essere venduta al mercato e scappare nottetempo, per far ritorno alla reggia. Il tutto si ripeteva ogni giorno…

Ma anche questo non basto allo sventurato Erisittone, la sua bramosia di cibo cresceva ogni giorno e la Dea della Natura, decise di porre fine a questa situazione.

Costrinse Erisittone a divorare se stesso, per poter placare la sua fame insaziabile.

PlutoMentre la vicenda che vede la Dea Demetra amare qualcuno al pari della figlia Persefone è davvero degna di essere raccontata.

Il figlio di Zeus e di Elettra, Iasione, viveva a Samotracia ed ebbe la fortuna di avere una relazione amorosa con la Dea della Natura, ricordiamo che la Dea Demetra, a suo tempo, ebbe da Zeus una sola figlia Persefone. Dalla notte d’amore che ebbe con Iasione ebbe un figlio maschio, dal nome Pluto, ossia la Ricchezza. Il loro giaciglio fu un campo di maggese “rivoltato” tre volte, protetti dalla natura.

Il loro piccolo Pluto inizio da subito a pellegrinare per la terra diffondendo dappertutto ricchezza e abbondanza, sfiorando con il suo tocco gli uomini più meritevoli.

I simboli della Dea Demetra erano: i papaveri, i narcisi e i fasci di grano che reggeva fra le mani, mentre i suoi animali sacri erano: la gru e la scrofa. I suoi luoghi di culto erano disseminati in tutta la Grecia: Eleusi, Delo, Corinto, Samotracia, Pergamo e nella Magna Grecia: Agrigento, Selinunte, Enna e Siracusa.

La Dea della Natura era particolarmente adorata nelle campagne, dove si conduceva una vita rurale, e dove si tramandava la conoscenza che la Dea stessa dono agli uomini. Molte offerte votive sono state rinvenute dagli archeologi esclusivamente in relazione al culto della Dea Demetra, come i porcellini di creta, realizzati nel Neolitico.

Le ninfe che si prendevano cura della Dea Demetra erano chiamate Melisse ed erano delle ninfe dei boschi, la più nota di queste, Melissa, accudì Zeus in fasce, insieme alla capra Amaltea, e aveva il compito di nutrire il futuro Padre degli Dei con il dolce Miele.

 

Alessandro Cerioli

 

* la parola cereale deriva dal latino Cerere, ossia l’equivalente romano della Dea Demetra.

**le leggende narrano che fu a causa di questo terremoto, provocato dal Dio Ade, che la Sicilia si stacco definitivamente dal resto della penisola italiana.

***Da Imabe derivo la famosa poesia comica, Iambos, ricca di elementi scherzosi e osceni, che sotto forma di stornelli veniva cantata in modo derisorio ad amici e nemici.

****Ancora oggi si parla dell’orgasmo come di una “piccola morte”. In se Persefone racchiude il mistero delle due condizioni. Con la madre Demetra appare come la vita, con lo sposo Ade appare come la morte.

Olympos: Dionysus, the God of Transgression

304px-Dionysos_Louvre_Ma87_n2Studio Tablinum: writing about the God Dionysus is like going into a world of transgression and mystical delirium. A god who looks more like a young girl, with his curvy body and his curled and perfumed hair. Son of Zeus and the princess of Thebes Semele. His birth is even more unusual than the birth of the Goddess Athena, born from the head of his father Zeus: Dionysus indeed was born from his father’s thigh.

When Hera discovered her husband’s affair with a mortal woman, Semele, furious for the new husband’s adultery, she thought about how to eliminate his lover. Let us say that does not predicted anything good for Semele and her child.

Hera took on the appearance of the old nurse Beroe, and beginning to creep into the mind of the princes bad thoughts about Zeus. She began to suggest that Zeus did not love her honestly: he had never shown himself to his mistress, but ony embraced her before vanishing, into the darkness of the lamps. He began to suggest that Zeus did not love her honestly: he had never shown himself to his mistress, but he embraced her into the darkness of the lamps and before vanishing. Semele decided that would never be granted to the Father of the Gods if he did not appear in his true nature.

jupiter-semele-della-vecchiaZeus tried to explain to his young lover that this was not possible, for his safety, but the young woman would not listen to reason and, struck by the true aspect of Zeus, the young woman dies electrocuted.

Zeus was just in time to snatch the little Dyonisus from the body incinerated of Semele and he decided to carry the pregnancy to term alone. So he putted the little Dionysus in his thigh and then he sewed the wound. After ninth month Zeus took the infant Dionysus from his thigh, and introduced him to the world as his son. In fact the name Dionysus means “twice-born”.

dioniso e silenoBut the little Dionysus was not still there safely by Hera and then was hidden by his father Zeus in a country called Nisa, a country without a precise location, some are in Asia, others in Africa. Hera unleashed on his trail the relentless Titans who found him intent on playing near a source.

The Titans are trying to attack Dionysus but although very young Dionysus defended himself using his main talent: the metamorphosis.

First, he turned himself into a lion and after in a bull and got the better of the attackers.

Hera, furious with his emissaries that they could not kill the little Dionysus, slammed the doors of Olympus so vigorously that the noise spread throughout the universe and also spreading on the ground stunned Dionysus, then the Titans ripped him in and he cooked the pieces in a cauldron.

When the father Zeus learns of this cruel wickedness flashed instantly the Titans and recomposing the body of his son gave back life.

dioniso e chironeAccording to the story the Centaur Chiron was his first mentor of Dyonisus and he taught to his pupil the arts of dance, song and the rules of future initiatory rites of Bacchus. After the time spent with Chiron, Dionysus, decided to undertake several expeditions around the world and his presence did not pass unnoticed. Unlike the God Hermes, like him a God wanderer, usually move with fleetingness, unnoticed and plush just like you would expect from the God of Thieves, it was impossible not to notice its passage.

The epiphany of Dionysus is always a shocking event and the people who come into direct contact with him will never be the same.

piratiAs happens to a pirate crew that sail the Aegean Sea looking for prey. Suddenly a sailor saw the figure of a beautiful young man who was standing on a promontory of the island, this young man was Dionysus. Landed on the island the pirates decided to capture the young man and to request a sumptuous ransom to the family; so the pirates dragged him on board and tried to chain him to the mast of the ship, but they were unable to take him prisoner: but, somehow, the nodes and chains were loosed and the young man freed himself and smiled at his tormentors in a mysterious way.

At that point the helmsman of the ship, seeing the scene, shuddered and began to scream to his fellow leave free the young because he recognized him as a god and exhorted his comrades to not hurt him.

But his companions began taunting the helmsman, but suddenly happened the first miracle. The sailors heard a fascinating scent given off from the deck of the ship, and they realized that he was spouting a source of pure wine. Then the wonder and terror seized the crew, but it was too late: an ivy growing up and clung to the mast, and the oarlocks.

Dionysus, amused by what was he doing, decided to become a lion and pushed the crew, except the helmsman towards the stern of the ship, forcing the pirates overboard. But here is the second miracle, one by one were transformed into dolphins. The only survivor was the steersman who was awarded by the God of Transgression as a reward for being the only one to understand its true nature.

prosimno e dionisoWell known was his journey to Hades to try to bring back to life his mother Semele; was at that moment that he knew Prosymnus who suggested to the god as a guide in the world of the dead, took Dionysus, to his mother near Lerna.

It was then that the guide asked his reward and it was really strange: Dionysus would have to give herself to Prosymnus, as a woman: Dionysus accept it, but asked him to return to the world of the living to get out of that place of death the mother Semele Prosymnus consent and telling him that he would wait for his return.

Occurred, however, that the pastor Prosymnus died before the return of Dionysus. However Dionysus, back near Lerna in order to fulfill the promise, he decided to “satisfy” at least the shadow of the shepherd.

When he arrived in front to the tomb of Prosymnus created with an olive wood a kind of foul and sat on it, and just like a woman enjoyed this practice. Finally eternally grateful to the pastor, he placed among the stars of the sky the figure of his guide.

trionfo di dionisoWhen Dionysus became adult received by Hera an unpleasant gift: he became crazy and began to wander in different parts of Greece and Asia followed by his tutor Silenus, and a group of satyrs and maenads.

The God of Transgression, head of this unique expeditions, fought against the Titans, in Egypt, returning his scepter to the God Amun. Later he went to Syria where he defeated and deposed the king of Damascus, flaying him as punishment for trying to resist him, a God. They say that Dionysus with its procession came to India and along the way he introduced the cult and founded the city.

After the last venture, when he defeated the Kings Indian Deriade, he decided to return to Greece. But on his return opposed him the proud people of the Amazon, daughter of Ares. In this last battle Dionysus did not participate actively but he was a spectator of the fight between the Amazons and maenads devoted to him. Finally, the Maenads won the fierce rivals and the procession could start over again for Greece.

PenteoThe revenge against the King of Thebes, Pentheus and women of the city who did not believe the claims of their princess Semele who claimed to have slept with Zeus was dreadful.
Then Dionysus punished with madness the women of Thebes and pushed to keep the orgiastic rites in his favor in the woods surrounding the city, and infused into the mind of the King Pentheus the “enthousiasmos” *. It was so that women become maenads, worshipers of Dionysus. When they discovered on top of a tree the curious King Pentheus who, driven by Dionysus, tried to to spy the women, they captured the poor Pentheus and devoured alive; Among the cannibals was also present Agave, the mother of the King, who recognized her son just too late. Back in themselves sank into eternal desolation.
As a result of their deeds were banished from Thebes, and only then Dionysus was satisfied with their revenge.

dioniso e ariannaWhile the vicissitudes that saw the God reaching Nasso is much more benign.
The God found poor Arianna on the beach wandering disconsolately, after being seduced and abandoned by the hero Theseus.
Dionysus moved by love for a girl decided to take away from that island poor Arianna and later decided to marry her.

The bride Ariadne, took certanly part in the famous triumph of Dionysus, she was in a chariot pulled by goats, while Dionysus was on chariot drawn by panthers, in a jubilation of happiness and shouting, dancing between satyrs and Sileni. The maenads accompanied the wedding procession with the music of tambourines and syringes, while Silenus, the old guardian of Dionysus, with difficulty was riding his donkey.

As you understand Dionysus was worshiped everywhere is unlike the other gods could bring that sentiment that not all the Olympians were able to offer: the ekstasis *.

But woe to abuse, Dionysus demanded special rituals and much devotion, otherwise the abyss of madness was always open for the transgressors. We can say that the power of the God of Transgression knew no bounds.

Next month we will treat the events of the Goddess of Nature, Demeter.

Alessandro Cerioli

 

* Enthousiasmos literally means “to have a God within themselves,” us today we obtained just a positive condition: enthusiasm.

** Ekstasis literally mean “get out of themselves”, today we speak of ecstasy when something interferes with the human soul.