Tributo Storico Lucius Minicius Exoratus 2018

locandina tributo storico LME - bassa

Tablinum: Sabato 30 Giugno e Domenica 1 Luglio 2018, si terrà l’annuale Tributo Storico Lucius Minicius Exoratus. Durante questa edizione, si tratterà il periodo cesariano e la fondazione di Novum Comum (59 a.c.).

Grande spazio avrà la didattica con tante curiosità e ampio spazio per i più piccoli.

Di seguito la sceneggiatura del tributo storico:

Sabato 30 Giugno

inizio Attività:

  • Ore 10.00 – Sfilata e apertura del Tributo Storico Lucius Minicius Exoratus

Commemorazione  e Invocazione agli Dei del Pontifex Maximvs                                      

  • Ore 11.00 – Rituale Religioso di apertura della manifestazione.

Rito romano: piccole offerte sacrificali, auspicium del fegato e auspicium degli uccelli.

  • Ore 12.30 – Pausa Pranzo: Cucina e Sapori nell’Antica Roma
  • Ore 14.00 – Didattica: Topografia, Architettura e Ingegneria nell’Antica Roma 
  • Ore 15.00 – Didattica: Religione, Numismatica, Alimentazione del popolo elvetico
  • Ore 16.00 – La Legge nell’Antica Roma: processo civile e processo penale
  • Ore 17.00 – Didattica: La Religione degli Helvetii
  • Ore 18.00 – Didattica: Religione, Medicina, Mosaico e Pittura nell’Antica Roma
  • Ore 18.00 – Didattica: Usi e costumi del popolo elvetico
  • Ore 19.00 – Conferenza: Cesare, Catullo e la Cisalpina – Marco Sartori
  • Ore 20.30 – Rituale: La vestizione di un legionario romano
  • Ore 21.00 – Fine delle attività da campo 

Domenica 1 Luglio

Inizio Attività:

  • Ore 10.00 – Sfilata e apertura del Tributo Storico Lucius Minicius Exoratus Commemorazione e Invocazione agli Dei del Pontifex Maximvs                                  
  • Ore 11.00 – La Legge nell’Antica Roma: processo civile e processo penale
  • Ore 12.30 – Pausa Pranzo: Cucina e Sapori nell’Antica Roma
  • Ore 14.00 – Didattica: Armi e Tecniche di combattimento del popolo elvetico
  • Ore 14.00 – Didattica: Armi e Tecniche di Combattimento nell’Antica Roma
  • Ore 15.00 – Didattica: Usi e Costumi del popolo elvetico
  • Ore 15.00 – Didattica: Mosaico e Pittura nell’Antica Roma
  • Ore 16.00 – Didattica: La Religione degli Helvetii
  • Ore 17.00 – Scontro Militare fra Romani ed Helvetii – Bibracte
  • Ore 18.00 – Didattica: L’Amore nell’Antica Roma Preparazione al Matrimoni
  • Ore 18.30 – Rituale: Il Matrimonio nell’Antica Roma
  • Ore 19.00 – Fine delle attività da campo
  • Ore 19.00 – Conferenza: La Fondazione di Novum Comum – Alessandro Cerioli
  • Ore 21.00 – Fine delle Attività

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lucio Virginio Rufo – La Forza della Coerenza

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Tablinum: dopo aver scritto nel mio precedente articolo le vicende di Lucius Minicius Exoratus, notabile romano vissuto nel I° secolo d.c. e della sua Gens, ora vorrei trattare la vicende di un’altro illustre cittadino romano, coevo di Lucius Minicius Exoratus, e comasco anch’esso: Lucio Virginio Rufo.

Lucio Virginio Rufo nacque nel comasco nell’anno 14 d.c., probabilmente nella zona in cui ora sorge Alzate Brianza, da una famiglia di Equites, classe di censo, paragonabile all’attuale alta borghesia.
Intraprese da subito la carriera militare e raggiunse una posizione di rilievo culminata nella carica di amministratore finanziario della cittadina di Smyrna in Asia Minore. Vista la sua probità e la sua lealtà a Roma, fu lo stesso Imperatore Nerone a promuoverlo nella schiera degli uomini a lui più fidati nominandolo Senatore e, in seguito, inviandolo come Legato nella Germania Superiore.

Fu proprio mentre svolgeva questo incarico che, suo malgrado, si vide invischiato nei giochi di potere che sconvolsero tutto l’impero; correva l’anno 68 d.c. e la rivolta che covava da anni contro le “follie” dell’Imperatore Nerone, scoppiò irrefrenabile.

Il fuoco della rivolta serpeggiò per tutto l’impero sino a scoppiare in un contrasto dai pericolosi risvolti sovversivi per il futuro dell’impero stesso: fu allora che il governatore in pectore della Gallia, Gaio Giulio Vindice, convocò a Lugdunum (oggi Lione) i notabili della provincia spingendoli apertamente alla sedizione proponendo il Senatore Marco Sulpicio Galba come nuovo Imperatore.

Quasi simultaneamente il capo dei Pretoriani, Gaio Ninfidio Sabino, si sollevò contro Nerone e contro il suo collega pretoriano Tigellino.

Ormai l’impero era sconvolto da questa violenta insurrezione che da Roma alla Germania infiammava l’animo dei milites e la situazione raggiunse il suo apice quando anche il Prefetto d’Africa, Lucio Clodio Macro, decise di sollevarsi.

L’unico a rimanere fedele a Nerone fu proprio Virginio Rufo, che rifiutò, a sua volta di essere acclamato Imperator dalle sue truppe e decidendo invece di condurre una marcia a tappe forzate contro le legioni di Vindice. Rufo attaccò Vesontio (oggi Besançon) e Vindice si mosse a difendere la città. I due Legati si incontrarono per parlamentare e strinsero un qualche accordo.
Ma fu proprio quando Vindice fece per entrare in città, che a causa di una incomprensione, i soldati di Rufo si ritennero attaccati e aggredirono Vindice, il quale, credutosi caduto in una trappola, si suicidò gettandosi sul suo gladio.

Eccoci il racconto che Cassio Dione, storico e senatore romano, ci tramanda (Storia Romana 63′-25′):
“Rufo si addolorò profondamente per la fine di Vindice, collega e amico, ma non volle accettare il potere imperiale, nonostante la continua insistenza da parte dei suoi legionari e la relativa facilita nell’ottenerlo, essendo lui stato definito valido e potenziale successore”.

Nel mentre i moti rivoltosi avevano travolto irreparabilmente Roma. L’imperatore Nerone, sulle prime indifferente alla rivolta, non appena seppe della sollevazione contro di lui e che gli restava fedele solo Virginio Rufo, decise di fuggire dall’Urbe ed infine di togliersi la vita; era il 6 giugno del 68 d.c.

Intanto Galba e le sue legioni, incuranti della presa di posizione di Rufo, decisero che era tempo di prendersi il potere e marciarono verso l’Urbe, ma la sua tracotanza lo portò a compiere degli errori
politici davvero imperdonabili che lo portarono all’uccisione nel corso di una congiura che vide coinvolti diversi Senatori. Lo stesso Senato, in accordo con la guardia pretoriana, acclamò imperatore uno dei congiurati, per altro molto vicino all’Imperatore Nerone, Marco Salvio Otone.

Anche di fronte a questi nuovi sviluppi, Virginio Rufo si tenne a distanza con le sue legioni e non volle schierarsi apertamente dalla parte di Otone, restando di stanza in Germania superiore. A questo punto, Otone lo mise in stato d’accusa per non averlo appoggiato.

Ma anche ad Otone le cose andarono male, dal nord, dalla Germania Inferiore arrivò con le sue Legioni un nuovo pretendente al trono, Aulo Vitellio, appena proclamato Imperatore dalle sue legioni. Venutolo a sapere Otone gli andò incontro con le sue legioni. Lo scontro con Vitellio a Bedriacum, fu una totale disfatta e Vitellio schiaccio Otone, proseguendo de facto la sua marcia su Roma e facendosi ratificare la carica di Imperatore da un Senato mosso più dal timore che dal rispetto.

Fu a questo punto che, vista la situazione, le truppe di Rufo lo acclamarono per la seconda volta Imperator e il comasco Rufo rifiutò per la seconda volta l’acclamazione. A questo punto, stando agli scritti di Tacito (Historiae 2′-68′) i milites gli divennero definitivamente ostili e lo posero in stato d’arresto presso il pretorium.

Ma le vicende legate alla porpora imperiale non finiscono qui: in questo anno tribolato, definito “l’anno dei quattro imperatori”, sulla scena comparve un altro Legato, proveniente dalla provincia di Judea, Tito Flavio Vespasiano, anch’esso proclamato dalle sue legioni Imperator e determinato a divenire il nuovo Cesare e a fondare una nuova dinastia.

Vespasiano, partito da Alessandria con il suo stato maggiore (probabile la presenza di Lucius Minicius Exoratus, in quanto all’epoca Tribuno) approdò in Grecia e da lì fece rotta sull’Italia. Risalito lungo la Penisola, sino a settentrione, diede battaglia alle truppe dell’Imperatore Vitellio, sconfiggendolo e lasciando nuovamente il trono vacante. A questo punto Vespasiano si affrettò velocemente a rientrare a Roma dove il Senato ratificò la sua carica, divenendo cosi il nuovo Imperatore.

A questo punto Vespasiano pretese la lealtà di tutti i Governatori provinciali e, naturalmente, di tutte le legioni. Anche Rufo si vide costretto ad accettare come nuovo Imperatore Tito Flavio Vespasiano ma prudentemente, si ritirò a vita privata ad Alsium, in Etruria.

Di Rufo, il suo discepolo Plinio il Giovane scrisse (Epistole II. 1.2):
Per trent’anni dopo la sua ora di gloria, egli visse leggendo di sé nella storia e nella poesia…

Lucio Virginio Rufo, stimato dalle sue truppe e dagli imperatori che ha visto succedersi (Nerone, Galba, Otone, Vitellio, Vespasiano, Tito, Domiziano e Nerva) fu persino chiamato dall’imperatore Nerva, che lo conosceva molto bene, a condividere con lui il Consolato. L’ormai ottantenne comasco accettò questo enorme privilegio e nel giorno della solenne cerimonia in Campidoglio, mentre s’accingeva a leggere il discorso di ringraziamento, inciampò in un gradino e cadendo si ruppe un’anca. Purtroppo per via dell’età e della caduta, morì pochi giorni dopo, correva l’anno 96 d.c.

L’altro grande comasco dell’epoca Plinio il Giovane, trascrisse il suo epitaffio, che lo stesso Rufo si era preparato:
Qui giace Rufo, che vinse Vindice e che rifiutò il potere per il bene della Patria

Alessandro Cerioli

Tributo Storico Lucius Minicius Exoratus

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Tablinum: siamo giunti alla IVa edizione del Tributo Storico Lucius Minicius e quest’anno “l’appuntamento con la cultura classica” si terrà in due giornate: sabato 23 e domenica 24 Settembre, dalle ore 09.30 alle ore 18.00, presso l’area verde dell’asilo comunale di Menaggio (co).

In queste due giornate si terrà una rievocazione storica che ci farà comprendere al meglio le culture autoctone della zona comense (Celti Comenses) e la cultura che divenne egemone (Romana).  Questo progetto si prefigge di divulgare scientificamente le origini storiche del territorio, approfondirle e renderle, nella sua originalità, accattivanti e fruibili a un pubblico eterogeneo.

Progetto questo pensato e sviluppato in stretta collaborazione fra persone addette al settore culturale che non solo hanno messo la loro professionalità al servizio dello stesso ma in prima persona, stando sul campo, lo articoleranno per il periodo in cui rimarrà in essere, quindi questo progetto ha tutti i presupposti per far comprendere al meglio la romanizzazione e tutte le conseguenze derivanti da essa.

Durante la due giorni di rievocazione si comprenderà al meglio l’economia romana e celtica, il diritto romano, i riti apotropaici romani e celtici ed in fine l’arte bellica romana e celtica. Per gli studenti è stato previsto un particolare approccio alla vita da campo: potranno toccare con mano le attrezzature da campo, verrà messo a loro disposizione il materiale (in scala) per rivivere il peso di un’armatura, di uno scudo, di una spada. Per i più piccoli comprendere al meglio il valore della moneta in epoca classica, assistendo a una coniazione, e ancora le toghe candide dei cittadini romani assistendo alla più alta “ars oratoria” di un processo romano.

Tutti questi aspetti verranno inscenati durante i due giorni del “Tributo Storico Lucius Minicius Exoratus“, presso l’area verde dell’asilo comunale di Menaggio (co).

Inoltre questo progetto farà comprendere l’importanza strategica del “Larius”, in questa parte del vasto impero romano. I suoi trasporti fluviali servirono a incrementare la romanizzazione del territorio, sin dalla rifondazione di Nova Comum, voluta da Gaio Giulio Cesare, il Lario si trovò al centro degli spostamenti militari prima e scambi commerciali poi ed infine chi era Lucio Minicio Exorato, notabile romano vissuto nel I° secolo dc, che ricopri incarichi di massima importanza a livello politico/religioso e legato alla corte imperiale di Tito Flavio Vespasiano. Usando un parallelismo con i giorni nostri potremmo definirlo: il Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America.

Al termine delle due giornate sono previste due conferenze, la prima sabato 23 dalle ore 19.00, del Prof. Livio Zerbini (Università di Ferrara), a tema: “Plinio il giovane e l’Imperatore Traiano”, mentre la seconda domenica 24 dalle ore 19.00, del Dr. Alessandro Cerioli (ideatore e direttore del progetto), a tema: “Il Lario Romano”.