Lucio Minicio Exorato: la storia dimenticata di un membro della corte dell’Imperatore Vespasiano

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Larius,196 a.c.

Una lingua d’acqua che come una ferita squarcia il verde dei boschi e si spinge verso nord, le acque scintillano nel riverbero del tiepido sole d’inizio estate e i soli rumori che si odono sono lo sciabordio delle acque che cedono il passo a un’imbarcazione che procede lentamente sulle acque profonde e cupe e il movimento delle fronde degli alberi e degli arbusti che arrivano a lambire la riva del lago. Certamente qualche insediamento si troverà dietro il riparo sicuro dei boschi, magari posto sulle cime dei monti, dove poter vivere al sicuro, irraggiungibili da inattesi visitatori e dalle intemperanze di quelle acque che, anche in un giorno terso e senza vento, appaiono tuttaltro che rassicuranti, soprattutto se a fronteggiarle non si hanno che pochi mezzi di sostentamento e gli inverni sono lunghi e freddi. L’isolamento è l’unica forza per queste piccole comunità.

Sembra un giorno come tutti gli altri eppure quella strana imbarcazione, fatta di robusto legname sulla quale svetta una vela bianca gonfiata dal vento, sta trasportando un carico molto speciale: innanzitutto a bordo si trovano uomini le cui armi gareggiano con il riverbero delle acque a chi lancia bagliori più audaci. Silenziosi, come dèi venuti da molto lontano, i loro occhi tradiscono la circospezione di chi è abituato ad ogni genere d’imprevisti che sorgono da chi si addentra in territori sconosciuti per la prima volta; ma c’è anche un carico intangibile che si portano appresso quegli uomini: la romanitas.

Gli Insubri, a differenza di altre popolazioni del nord (esempio: Liguri – Elvezi) sembrano accettare subito di buon grado l’arrivo dei romani e subito il territorio, e con esso i sui abitanti subisce una metamorfosi grandiosa: quel lago sul quale si erano avventurati i primi legionari romani è ora il Larius (dal latino Laurum) e la vegetazione rigogliosa ma incolta che aveva accolto i romani si è fatta più regolare è sulle sponde i cespugli di Laurum si susseguono, come le piante di ulivo e i vitigni iniziano a spuntare un po’ ovunque.
Il trattato di Equitas rende la romanizzazione meno traumatica e le popolazioni presto adottando usi e costumi romani e integrano al loro interno coloni greci e romani: sorgono i castra di Bilacus (Bellagio) e Lemnos (Lenno) e sulle sponde del lago, già millenni fa come ancora oggi, si inizia a praticare l’Otium Ludens e i potenti dell’epoca stabiliscono qui le loro residenze. Celeberrime le Villae dei Plini: Tragoedia, che si ergeva alta sui “coturni” del promontorio di Bilacus, proprio dove oggi si trova Villa Serbelloni, e la Comoedia, dal cui triclinium era possibile immergere la mano nelle acque del Larius e pescare un guizzante pesce lacustre, e che doveva trovarsi nel Golfo di Venere, non molto lontana da Villa del Balbianello.

Plinio il Giovane, forse il più illustre estimatore del Larius, nelle sue epistole ci ricorda anche in cosa eccelleva il territorio comasco, ossia nella produzione alimentare (carni suine, olio, vino), nella metallurgia di precisione (lavorazione di monili in metallo), nella lavorazione delle pietre, soprattutto la pietra ollare, molto diffusa nel territorio prealpino, e nell’estrazione del marmo (Musso), una vera e propria industria specializzata.

Naturalmente il mercato era aperto in entrata e in uscita, conosciuto come: Corpus Splendidissimum Mercatorum Transalpinorum et Cisalpinorum. Quindi i prodotti comaschi, tramite la via di terra e quella fluviale entravano nel mercato imperiale e viceversa i prodotti provenienti dalle varie provincie imperiali confluivano nel mercato comense; prodotti pregiati come le merci esotiche (datteri, garum, lingue di fenicottero etc. etc.) rinvenute nei siti archeologici comensi. Naturalmente i romani introdussero anche due aspetti fondamentali e semisconosciuti agli insubri: quello giuridico (Ius romanorum) e quello religioso (paganesimo greco-romano). Deduciamo le nostre fonti, nel comasco, da una ricerca capillare e congiunta che addirittura trova concordi gli studiosi lariani, su quasi tutte le tematiche. La mole di documentazione davvero imponente di cui la città di Como, e il suo territorio, gode hanno aiutato negli anni a dare una chiara “rotta” da seguire.

L’apporto delle fonti letterarie che scandiscono in modo preciso le vicende salienti, a cominciare dal primo contatto cruento fra i celti insubri, le tribù galliche dei Comenses e i romani; correva l’anno 196 a.c., anno della battaglia di Camerlata, di cui ci informa Tito Livio, con dovizia quasi cronistica.
Addirittura un personaggio politicamente impegnato come Cicerone si disturba a scrivere, tramandandoli a noi, i termini della pace conclusa fra celti/galli e romani e l’inizio della romanizzazione del territorio comense. Cronaca questa che va dal 196 a.c. all’89 a.c.
Anche il geografo greco Strabone, profondo conoscitore della storia comasca, ci racconta i trent’anni decisivi della storia comasca, ossia le prime tre “colonizzazioni” della terra lariana.

La prima quella di Pompeo Strabone dell’89 a.c., la seconda, quella effettiva, di Gaio Scipione del 77 a.c. circa e infine quella definitiva di Cesare del 59 a.c. che sfruttando la Lex Vatinia diede lo status di colonia latina e rifondò la città nominandola: Nova Comum. Addirittura di questa ultima colonizzazione ci parlano, con accentuazioni diverse secondo le loro esigenze espositive, ben altri cinque autori romani: Catullo, Plutarco, Svetonio, Appiano e Ammiano Marcellino. Naturalmente i Plinii magnificamente illustrano il I° secolo d.c., glorificando la loro “piccola” patria, descrivendoci squarci di vita pubblica e privata, dell’economia lariana, dell’arte e della religione.

In oltre, a supporto di questi scritti, abbiamo il documento ufficiale per antonomasia, “La Notitia Dignitatum”, che ci fa scoprire il ruolo importantissimo di Nova Comum come zona di scambio commerciale e transito (zona pedemontana), tanto che in città esisteva un super funzionario, il “Praefectus Classis cum Curis Civitatis”, che soprassedeva al controllo dell’arteria principale di comunicazione: il Larius, che da Nova Comum portava verso Summus Lacus e da quel punto verso i valichi alpini dello Julier, dello Spluga, del San Bernardino e del Septimer. Troviamo dei riferimenti anche nella “Tabula Peuntingeriana” dove vengono messe in luce le direttrici che collegavano Nova Comum e il Larius ai maggiori centri del nord Italia.
A testimonianza del ruolo fondamentale ricoperto dal Larius in epoca romana abbiamo anche le numerose epigrafi, oltre seicento, rinvenute nel territorio comasco di cui un’importante collezione si trova presso il Museo Giovio di Como mentre altre sono rimaste in loco. Questi aspetti portano la città di Nova Comum e il Larius fra i primissimi posti fra le città del nord Italia, al pari di Aquileia e Brixia.

L’ epigrafi ci restituiscono importanti testimonianze della vita quotidiana, tra le tante informazioni ricaviamo i nomi delle gens più influenti del Larius fra le quali spicca la gens Oufentina da cui proviene Lucius Minicius Exoratus.

Ma chi erano gli esponenti della gens Oufentina?

Non sappiamo molto se non che l’aggettivo “Oufentina” indicava le gens che, tra quelle dell’Italia Settentrionale (Transpadana) nell’epoca romana, abitavano le zone insubri transpadane.
Possiamo ipotizzare che la gens Oufentina sia stata una gens nova, una gens di persone umili che nell’arco di alcune generazione fecero carriera e fortuna, come molte famiglie del I secolo d.c.. Certamente all’epoca di Lucio Minicio Exorato la sua famiglia era molto abbiente.
Inoltre è plausibile che la gens di Exorato fosse stata proprietaria di una o più compagnie di trasporto fluviale, da e per Mediolanum, essendo questa un’attività molto redditizia per l’epoca.
Sappiamo che i membri di spicco delle varie gens, per poter accedere agli ordini senatorio o equestre dovevano avere una rendita garantita e stabile, quindi entrate di una certa consistenza. E se il trasporto fluviale era il “Business” locale, le ipotesi che la gens di Exorato in un qualche modo ne facesse parte sono altamente probabili.
Ed eccoci finalmente pronti a cercare di conoscere, facendo prezioso riferimento all’effige della lapide oggi incastonata nella facciata esterna della Chiesa di Santa Marta in via Calvi, a Menaggio, la figura di Lucius Minicius Exoratus.

L’importanza dell’aver ricoperto molti incarichi amministrativi farà ben comprendere l’importanza di questo personaggio, come lo comprese molto bene lillustre architetto milanese Luigi Mario Belloni, negli anni ’70, dal frammento epigrafico che oggi possiamo analizzare. Le dimensioni del frammento (ben 280 cm) sono già da sé molto eloquenti circa l’imponenza del monumento e la pregiata fattura in marmo di Musso ci rivela inoltre un altro prodotto del commercio lariano molto rinomato già allora.
Abbiamo due conferme importanti: la prima, solo una persona di un certo stato sociale poteva permettersi una spesa simile, la seconda, la cava di marmo di Musso non era solo nota al tempo dei romani, ma ampiamente sfruttate dagli stessi, con operai specializzati che cavano marmo con grande precisione e in grandi quantità, naturalmente una personalità abbiente come Exorato non poteva volere che questo tipo di marmo per il suo monumento funebre.
Un altro particolare che sancisce l’importanza di queste cave è la quantità di marmo rinvenuta dagli archeologici. Se voi stessi conduceste delle campagne di scavo in Lombardia, trovereste dei reperti archeologici che 6 volte su 10 sono stati realizzati con questo marmo.

Leggendo il frammento dell’epigrafe di Lucio Minicio Exorato possiamo scoprire un cursus honorum che lo portò a essere uno dei protagonisti della vita politica imperiale. Ipotizziamo la sua carriera militare e politica provando a ricostruire i suoi spostamenti nel vasto impero romano del I° secolo d.c. Lucius, come molti giovani romani abbienti, partì per completare il proprio ciclo di studio, in Grecia probabilmente, patria della filosofia e della retorica.
Al termine degli studi, potremmo ipotizzare un suo temporaneo ritorno sul Lario oppure l’inizio della sua carriera militare a Roma. Il suo servizio sotto le armi potrebbe essersi svolto in concomitanza delle operazioni belliche in Iudaea, sotto il comando dell’allora Legato Vespasiano.

Dopo il rientro dalla prima guerra giudaica è ipotizzabile che sia entrato nella corte del neo imperatore Vespasiano e che qui inizi la sua carriera politica e religiosa che lo porto a ricoprire ruoli chiave nella scala al potere: Tribuno Militare e Decurione, Quattruorviro, Duumviro, Prefetto dei Fabbri, due volte Pretore e Console, Flamine dell’Imperatore Vespasiano e Pontefice Massimo.

Usando un parallelismo con i giorni nostri, potremmo dire che Lucio Minicio Exorato ebbe lo stesso potere che oggi ricopre il Segretario di Stato di una superpotenza come, ad esempio, gli Stati Uniti.
Molto probabilmente fece ritorno stabilmente, in tarda età, sul Larius, dove fece edificare il grandioso monumento funebre da cui proviene questo frammento di epigrafe ritrovato nelle acque del Lario e poi collocato in Via Calvi proprio dall’umanista Francesco Calvi.

Alessandro Cerioli

Olympos: Demeter, the Goddess of Nature

333px-Demeter_Pio-Clementino_Inv254Tablinum: my dear readers, we have now reached the end of our cycle on Greek mythology.

The latter article is dedicated to a benefactress deity , as in previous months, as you may remember I wrote of God Hephaestus, the god of Olympus builder. This month I will tell the history of the Goddess of Nature, Demeter.

Daughter of the Titans Cronus and Rhea, sister of Zeus, Demeter is the goddess of Abundance, Agriculture, also called Mother Earth. Demeter was the guardian of the cycle of the seasons that regulates life and death.

She was a goddess who gave to mankind wealth and well-being; then we could call she a Goddess “constructive”. 

adeThe greatest gift that she gave to mankind were cereals * that allowed them to rise to a higher status and to distinguish themselves from wild animals. She also gave to men the knowledge of agricultural techniques: sowing, plowing and harvesting. The Goddess Demeter felt a great love for her little daughter Persephone;  born from her relationship with Zeus and this is the vicissitudes that threatened to lead to the extinction of mankind. This is how it happened: Ade, God of the Dead   the darker and more shadowy between  Zeus’ brothers, was tired to live  always  alone  with  damned spirits and decided that It could not be bad to have a spouse. So, he asked audience to Zeus, who despite the contempt for him, the Gods’ Fathers decided to find him a wife, because he clearly knew what Hades was capable to do. However it was very difficult to find a bride who decides, of her own free will, to follow him in the kingdom of darkness and desolation. It was clearly necessary to use a more forceful method: the bride’s abduction.

ratto di persefoneSo Ade chose the young Persephone daughter of Zeus and the goddess Demeter. Alone and unaware of what’s going to happen to her, that innocent girl was playing, in the heart of Sicily, in a grassy meadow full of daffodils; when Demeter notice the disappearance of her daughter, she fall into an indescribable pain.

She began to interrogate all men and animals but  unfortunately without success because no one would antagonize the God the Dead.

demetra dea della naturaThe tenth day  afer Persephone’s  kindnapping the lunar goddess Hecate, moved with pity, decided to reveal what happened to Demeter and together they went to the Sun God Apollo, who sees all and knows all. Apollo also confirmed the facts and reveals the secret pact between Zeus and Hades, so that he could choose a bride.

Enraged and closed in his grief she decided to leave the Olympus and, disguised as an old woman, she wander through faraway lands seeking her beloved daughter. Firstable she took a drastic decision, as she was the Goddess of Nature, she decided to stop this life cycle because everyone could suffer as she was suffering:  so no more crops, no more blooms and nothing more seasons.

The Olympians, just like men, were damaged by this decision, since the offers in their suffrage decreased drastically and receiving more swearing than prayers, they turned in unison to the Father of the Gods why did end this famine wanted by Demeter . Zeus, in order to return the abundance on earth and indirectly on Olympus, sent Iris to seek Demeter and persuade her to take again her place  in the cosmic order.

eleusiAnd by this time the vicissitudes of the Goddess Demeter are intertwined with Eleusis. Indeed, we can bring to the Goddess Demeter the establishment of the Eleusinian Mysteries. Rituals that helped the human being to understand himself better and everything around him. These mysteries have to do with the loss of her beloved child Persephone.

During one of his pilgrimages, Demeter stopped at a tree, near the city of Eleusis, and she began to cry disconsolately

She was greeted by the loving daughters of Celeus king of Eleusis, who decided to accommodate the old woman at their court and, disguised as an old nurse, were entrusted to her care of the royal children, Demophontes.

Monument ID: 32444To alleviate the sadness of the old woman, the queen Metanira decided to assign to Demeter the most irreverent and cheeky servant of the palace, the young Iambe *** . That young girl, with jokes and of any kind was able to snatch an amused smile to the Goddess of Nature.

Demeter to thank the queen Metanira of her benevolence decided to transform the small Demophontes in an immortal and began her mysterious practice in the heart of the night.

Metanira who suspected that the old woman was much more than it appeared, decided to oversee her actions. that was how, with surprise and terror she discover the little Demophontes subject of these ritualsand she starts screaming and yelling at the nurse. Demeter at that point that she went on a rampage for the queen who dared to refuse a so immeasurable gift.

demetra e metaniraFurious, Demeter resumed his divine forms, terrorizing even more Queen Metanira, and imposed the construction of a temple in her honor where were practiced, every year, the rites that Demeter in person would have taught to initiates.

After a long search the Goddess Iris found the Goddess of Nature, just outside Eleusis and reported the message of Zeus, that is to come back and make peace with the Olympians.

Demeter refused angrily, telling Iris to report to the Father of the Gods that would never come back if he had not been given back her daughter Persephone.

melogranoZeus was angry with her and ordered to his brother Hades to return with Persephone, but she was already been turned into his bride and queen of hell. Ade devised a stratagem: he allowed Persephone to return to her mother, but before leaving the god offered her a fruit from the seeds red as blood. It was the fruit of the dead: the pomegranate. With this fruit he bound Persephone to himself for eternity.

Come back in the surface of the earth Persephone was greeted by Demeter, the goddess with a single hand gesture, rebooted the cycle of the seasons and in an instant the fields were full of corn ears and trees bursting with fruit. Demeter, knowing the cruelty of his rival, he asked the small Persephone if she touched or eaten something in the realm of the dead. Persephone confirmed the fears of the mother and admitted that she had eaten the pomegranate.

Then Demeter was forced to accept Hades’ deception and she told to Persephone that she should return to the Land of the Dead, as queen, for the six months of winter, while, for the six months of summer they woill be together on the land filled with fruits and flowers.

persefone regina dei mortiThese facts gave rise to the initiatory path that all young Greek had to follow, from the condition to that of virgin brides. Path that symbolically represents death of childhood**** and the birth of adulthood.

Demeter was a deity always dutiful who was responsible for maintaining a delicate balance between all things created, however, we can find a story of “gossip” linked to the attempted seduction by the God Poseidon.

Demeter transformed herself into a horse and hid himself among the herd of horses of King Onkios, in the city of Onkeion, but the Blue God was not fooled and unearthed the “mare,” also was transformed into a horse, a beautiful stallion and couple with the goddess Demeter.

poseidoneThe Goddess of Nature was literally furious and went to wash the filth in the river Ladona. However from that forced union was born a daughter, whose name was forbidden to pronounce outside of the Eleusinian Mysteries, and a horse with a thick mane, black as pitch, Arion.

King Onkios donated Arione the horse to Heracles during the expedition against the city of Elis.

erisittoneThere is a story in which we experience the violent side of the Goddess of Nature. The king of Thessaly Erysichthon of Thessaly, in his arrogance and pride, deliberately wanted to break down a forest sacred to the goddess Demeter. The reason was quite senseless: with the wood he wanted build a dining room. The Goddess of Nature went on a rampage and punished his wickedness condemning him to eternal hunger. From that day Erysichthon of Thessaly could no longer be satiated, tormented by the constant desire for food, the king of Thessaly squandered the royal treasury and was forced to sell his daughter to the market.

Mestra, since she was the lover of Poseidon and she had the gift of metamorphosis to turn into any animal she wanted to be. 

Erysichthon of Thessaly, knowing the gift of Maestra, forces her to become a different animal every day and then, after being sold, escape at night to return to the palace. But even this is not enough to the unfortunate Erysichthon of Thessaly: his lust for food growing every day and so, to appease his hunger, he finally devoured itself.

PlutoWhile the story that sees the Goddess Demeter love someone like the daughter is really worth telling. The son of Zeus and Electra, lasion, lived in Samothrace and had the good fortune to become a lover of Demeter, their bed of lovers was a fallow land “revolted” three times, protected by nature. From their relationship was born a son Pluto, that is to say the wealth. Their little Pluto start immediately his pilgrimage spreading everywhere wealth and abundance, trailing his touch men more deserving.

The symbols of the goddess were, poppies, daffodils and bundles of wheat that was holding in his hands, sacred to her were the crane and the sow and its places of worship were scattered throughout Greece: Eleusis, Delos, Corinth, Samothrace, Pergamon and in Magna Greece: Agrigento, Selinunte, Enna and Syracuse.

The Goddess of Nature was especially worshiped in the countryside, where they lived with humility and where was handed down the knowledge that Demeter gave to men. Many votive offerings have been discovered by archaeologists exclusively on the worship of the goddess Demeter, like clay piglets, made in the Neolithic.

The priestesses who took care of Demeter were called Melissse were wood nymphs, the best known of these, Melissa, nursed Zeus in bands, together with the the goat Amalthea, and she was responsible of feeding the future Father of the Gods with the sweet honey.

Alessandro Cerioli

* The word cereal comes from the latin word Ceres, the equivalent of the Roman goddess Demeter.

** The legends tell that because of this earthquake, caused by Hades, Sicily detached itself permanently from the rest of the Italian peninsula.

*** From the name of this girl came the famous comic poetry, Iambos, full of jokes and obscene elements, which in the form of folk songs was sung derisively to friends and enemies.

**** Even today we talk about the orgasm as a “little death”. Persephone itself contains the mystery of the two conditions. With her mother Demeter looks like life, with the bridegroom Hades looks like death.

Olympos: Demetra, la Dea della Natura

333px-Demeter_Pio-Clementino_Inv254Studio Tablinum: cari lettori con questo articolo siamo giunti alla conclusione del nostro ciclo sulla mitologia greca. Quest’ultimo articolo l’ho riserbato ad una divinità benefattrice, come il povero e sfortunato Dio Efesto, ricorderete, il Dio costruttore dell’Olimpo. Bene questo mese tratteremo le vicende della Dea della Natura, Demetra.

Demetra è  figlia dei Titani Crono e Rea, sorella di Zeus, ed è la Dea dell’Abbondanza, dell’Agricoltura e della Terra, definita anche la Madre Terra. Demetra era l’artefice del ciclo delle stagioni e della vita e della morte.

Quindi una Dea, il più delle volte, che portava all’umanità ricchezza e benessere, potremmo quindi definirla una Dea “costruttiva”. Il dono più grande che Demetra fece all’umanità furono i cereali * che consentirono a questi di elevarsi a uno status superiore e di distinguersi dagli animali selvatici.

adeDemetra donò agli uomini anche la conoscenza delle tecniche agricole: la semina, l’aratura, e la mietitura. La Dea Demetra provava un grande amore che era la piccola figlia Persefone, avuta con il Padre degli Dei. E questa è la vicissitudine che rischiò di portare all’estinzione il genere umano. Ecco perché: il Dio dei Morti, Ade, il fratello oscuro e ombroso di Zeus, stanco della solitudine del sua reggia infernale, sempre solo con le anime dannate, decise che forse non era giusto che a lui fosse precluso avere una moglie. Chiese di essere ricevuto dal Padre degli Dei, che pur disprezzandolo, decise di acconsentire a fin che lui prendesse moglie, anche Zeus sapeva di cosa era capace il terribile fratello e per evitare guai peggiori lo accontentò. Tuttavia era altamente improbabile che potesse trovare una sposa che decidesse di sua spontanea volontà di seguirlo nel regno delle ombre e della desolazione e quindi decise di passare alle vie di fatto, con la forza, ossia con un rapimento.

ratto di persefoneLa triste decisione cadde sulla giovane figlia di Zeus, Persefone, avuta appunto con la Dea Demetra, che in quel momento, sola e ignara di quanto stava per accadergli giocava spensierata in un prato erboso e ricco di narcisi, nel cuore della Sicilia. Tutto d’un tratto la terra inizio a tremare in modo violentissimo** e la piccola Persefone cadde a terrà terrorizzata. Dalle oscure cavità della terra emerse il Dio dei Morti Ade, sul suo cocchio trainato da destrieri che sbuffavano fuoco, e in men che non si dica rapì Persefone con destrezza ritornando nell’antro da cui era sbucato.

Accortasi della sparizione della figlia Demetra sprofondo in un dolore indescrivibile. Inizio ad interrogare tutti gli uomini e animali del creato, purtroppo senza risultato, in verità nessuno voleva inimicarsi il Dio dei Morti, quindi non volevano saperne nulla di quella vicenda.

demetra dea della naturaIl decimo giorno la Dea lunare Ecate, mossa a compassione, decise di svelare l’accaduto a Demetra e insieme si recarono dal Dio del Sole Apollo, che tutto vede e tutto sa. Anche Apollo confermo la versione di Ecate e informo Demetra del patto segreto fra Zeus e Ade, affinché quest’ultimo scegliesse la propria sposa. Adiratasi e chiusa nel suo dolore decise di abbandonare l’Olimpo e vagare per terre lontane alla ricerca della figlia, camuffata da vecchia donna, ma prima prese una decisione drastica, essendo lei la Dea della Natura, decise di fermare questo ciclo vitale e che tutti soffrissero come stava soffrendo lei, quindi niente più raccolti, niente più fioriture e niente più stagioni.

Gli Olimpi accusarono, come gli uomini, questa decisione, vedendo le offerte in loro suffragio diminuire drasticamente e sentendo più imprecazioni che preghiere, si rivolsero all’unisono al Padre degli Dei perché facesse terminare questa carestia voluta da Demetra.

Zeus acconsenti affinché ritornasse l’abbondanza sulla terra e indirettamente sull’Olimpo, mandò quindi la Dea Iris a cercare Demetra e convincerla a riprendere il suo posto nell’ordine cosmico.

eleusiE qui le vicende della Dea Demetra si intrecciano con Eleusi. Si deve infatti alla Dea Demetra la creazione dei Misteri Eleusini, che hanno aiutato l’essere umano a comprendere meglio se stesso e tutto quello che gli sta attorno.

Questi misteri hanno a che vedere con la perdita dell’amata figlia Persefone. Durante uno dei suoi pellegrinaggi si fermò presso un albero, nei pressi della città di Eleusi, e si mise a piangere sconsolata per non poter più rivedere il volto della giovane figlia. La trovarono le figlie del re di Eleusi, Celeo, che decisero, mosse a compassione, di ospitare la vecchia donna presso la loro corte.

Monument ID: 32444Demetra, nelle vesti di vecchia balia, si dette subito da fare accudendo il giovane figlio del re di Eleusi, entrando in simbiosi con la regina Metanira, che forse si accorse che quella donna era qualcosa di più di una povera vecchia, a tal punto da affidargli il loro unico figlio maschio, Demofonte. Per alleviare la tristezza della vecchia donna Metanira decise di affidargli la sua ancella più irriverente e sbarazzina, la giovane Iambe*** che con scherzi e oscenità di ogni genere riuscì a strappare un sorriso divertito alla Dea della Natura. In questo la serva riuscì dove tutti gli altri Dei avevano fallito.

Demetra per ringraziare la regina Metanira di tanta benevolenza decise di rendere il piccolo Demofonte immortale e inizio la sua pratica misterica nel cuore della notte. Metanira, che aveva capito che quella vecchia donna era molto più di quello che voleva far capire, decise di spiarla e con sorpresa e terrore scopri il piccolo Demofonte in preda a questi rituali e interrompendo la danza mistica di Demetra, inizio a urlare e inveire contro di essa.

demetra e metaniraDemetra a quel punto andò su tutte le furie dicendo alla regina che il rito avrebbe reso il suo unico figlio maschio immortale, un dono incommensurabile.

Nel mentre pronunciava queste parole Demetra riprese le sue forme divine, terrorizzando ancora di più la regina Metanira, e andandosene ordinando alla regina la costruzione di un tempio in suo onore dove venissero praticati, ogni anno, i riti che Demetra insegnerà agli iniziati.

Dopo una lunga ricerca la Dea Iris trovò la Dea della Natura, poco fuori da Eleusi e riferì il messaggio di Zeus, ossia di ritornare e riappacificarsi con gli Olimpi. Demetra rifiuto seccamente, dicendo ad Iris di riferire al Padre degli Dei che non sarebbe mai più tornata se non gli fosse stata restituita la sua figliola Persefone.

melogranoTrovandosi a mal partito Zeus accetto e intimo al fratello Ade la restituzione di Persefone, a quel punto già divenuta sua sposa e regina degl’inferi. Ma Ade ideo uno stratagemma; acconsenti a finché Persefone potesse ritornare fra le braccia della madre, ma prima che partisse dalla reggia oscura diede alla piccola Persefone un frutto, che la piccola mangio.

Era il frutto dei morti: il melograno. Un frutto dai semi rossi come il sangue. Con questo frutto Ade vincolo a se Persefone per l’eternità.

demetra e persefoneTornata che fu in superficie Persefone si getto fra le braccia di Demetra, che in quel momento tornava a nuova vita. Mantenendo la promessa, con un solo gesto della mano, la Dea della Natura fece riprendere il ciclo delle stagioni e in un attimo i campi erano colmi di spighe di grano e gli alberi carichi di frutti.

Cera però qualcosa che non tornava a Demetra e conoscendo l’infida natura del Dio dei Morti domando alla piccola Persefone se avesse toccato qualcosa o mangiato qualcosa nel regno dei morti. La piccola Persefone confermo le paure della madre, dicendole che aveva accettato il melograno. A quel punto Demetra capi dove stava l’inganno e dovette, dolorosamente, accettare quelle condizioni e dire a Persefone che avrebbe dovuto tornare nel regno dei morti, come regina, per i sei mesi invernali, mentre per i restati sei, quelli estivi, sarebbero state insieme.

persefone regina dei mortiComprendiamo da questa vicenda la gioia e il dolore di Demetra, da un lato avrebbe voluto sua figlia tutta per se, dall’altro era meglio averla per soli sei mesi, che non rivederla mai più.

In fondo da questa vicenda nacque il percorso iniziatico che tutte le giovani greche doveva intraprendere, dalla condizione di vergini alla condizione di spose. Percorso che simbolicamente rappresentava la morte**** della fanciullezza e la nascita dell’età adulta.

Demetra fu una divinità che non fece scalpore fra gli Olimpi, sempre ligia al dovere, aveva il delicato compito di mantenere un equilibrio fra tutte le cose create, la Natura in un qualche modo gli competeva direttamente.

Possiamo tuttavia trovare una vicenda di “gossip” legata al tentativo di seduzione da parte del Dio del Mare Poseidone.

poseidoneDemetra accortasi delle avance di Poseidone decise di trasformarsi in una cavalla e confondersi nella mandria di cavalli del re Onkios, della città di Onkeion, ma il Dio Azzurro non si fece ingannare e scovata la “cavalla” a cui era interessato, anch’esso si trasformo in cavallo, uno splendido stallone e si accoppio con la Dea Demetra. La Dea della Natura fu letteralmente furibonda e andò a lavare quella sozzura nel fiume Ladona. Tuttavia da quella unione forzata nacque una figlia, il cui nome era proibito pronunciare al di fuori dei Misteri Eleusini, e un cavallo dalla folta criniera, nero come la pece, Arione. Arione che fu donato dal re Onkios all’eroe Eracle per la spedizione contro la città di Elide.

erisittoneIn questa vicenda vediamo il lato violento della Dea della Natura. Il re di Tessaglia Erisittone, nella sua tracotanza e superbia, volle abbattere deliberatamente un bosco sacro alla Dea Demetra. Il motivo era del tutto futile, con quel legname voleva costruirsi una sala da pranzo. La Dea della Natura andò su tutte le furie e punì la sua empietà condannandolo alla fame eterna. Da quel giorno Erisittone non riuscì più a saziarsi, spinto dalla continua bramosia di cibo, il re di Tessaglia finì per dilapidare il tesoro reale e fu costretto a mettere in vendita la propria figlia, più volte, al mercato.

Ebbene la figlia di Erisittone, Mestra, era l’amante del Dio del Mare Poseidone ed ebbe dal Dio Azzurro il dono delle metamorfosi, il che le consentiva di mutarsi in qualsiasi animale lei volesse. Erisittone, conoscendo il dono di Mestra, la costrinse a divenire un animale diverso ogni giorno, per poi essere venduta al mercato e scappare nottetempo, per far ritorno alla reggia. Il tutto si ripeteva ogni giorno…

Ma anche questo non basto allo sventurato Erisittone, la sua bramosia di cibo cresceva ogni giorno e la Dea della Natura, decise di porre fine a questa situazione.

Costrinse Erisittone a divorare se stesso, per poter placare la sua fame insaziabile.

PlutoMentre la vicenda che vede la Dea Demetra amare qualcuno al pari della figlia Persefone è davvero degna di essere raccontata.

Il figlio di Zeus e di Elettra, Iasione, viveva a Samotracia ed ebbe la fortuna di avere una relazione amorosa con la Dea della Natura, ricordiamo che la Dea Demetra, a suo tempo, ebbe da Zeus una sola figlia Persefone. Dalla notte d’amore che ebbe con Iasione ebbe un figlio maschio, dal nome Pluto, ossia la Ricchezza. Il loro giaciglio fu un campo di maggese “rivoltato” tre volte, protetti dalla natura.

Il loro piccolo Pluto inizio da subito a pellegrinare per la terra diffondendo dappertutto ricchezza e abbondanza, sfiorando con il suo tocco gli uomini più meritevoli.

I simboli della Dea Demetra erano: i papaveri, i narcisi e i fasci di grano che reggeva fra le mani, mentre i suoi animali sacri erano: la gru e la scrofa. I suoi luoghi di culto erano disseminati in tutta la Grecia: Eleusi, Delo, Corinto, Samotracia, Pergamo e nella Magna Grecia: Agrigento, Selinunte, Enna e Siracusa.

La Dea della Natura era particolarmente adorata nelle campagne, dove si conduceva una vita rurale, e dove si tramandava la conoscenza che la Dea stessa dono agli uomini. Molte offerte votive sono state rinvenute dagli archeologi esclusivamente in relazione al culto della Dea Demetra, come i porcellini di creta, realizzati nel Neolitico.

Le ninfe che si prendevano cura della Dea Demetra erano chiamate Melisse ed erano delle ninfe dei boschi, la più nota di queste, Melissa, accudì Zeus in fasce, insieme alla capra Amaltea, e aveva il compito di nutrire il futuro Padre degli Dei con il dolce Miele.

 

Alessandro Cerioli

 

* la parola cereale deriva dal latino Cerere, ossia l’equivalente romano della Dea Demetra.

**le leggende narrano che fu a causa di questo terremoto, provocato dal Dio Ade, che la Sicilia si stacco definitivamente dal resto della penisola italiana.

***Da Imabe derivo la famosa poesia comica, Iambos, ricca di elementi scherzosi e osceni, che sotto forma di stornelli veniva cantata in modo derisorio ad amici e nemici.

****Ancora oggi si parla dell’orgasmo come di una “piccola morte”. In se Persefone racchiude il mistero delle due condizioni. Con la madre Demetra appare come la vita, con lo sposo Ade appare come la morte.

Olympos: Dionysus, the God of Transgression

304px-Dionysos_Louvre_Ma87_n2Studio Tablinum: writing about the God Dionysus is like going into a world of transgression and mystical delirium. A god who looks more like a young girl, with his curvy body and his curled and perfumed hair. Son of Zeus and the princess of Thebes Semele. His birth is even more unusual than the birth of the Goddess Athena, born from the head of his father Zeus: Dionysus indeed was born from his father’s thigh.

When Hera discovered her husband’s affair with a mortal woman, Semele, furious for the new husband’s adultery, she thought about how to eliminate his lover. Let us say that does not predicted anything good for Semele and her child.

Hera took on the appearance of the old nurse Beroe, and beginning to creep into the mind of the princes bad thoughts about Zeus. She began to suggest that Zeus did not love her honestly: he had never shown himself to his mistress, but ony embraced her before vanishing, into the darkness of the lamps. He began to suggest that Zeus did not love her honestly: he had never shown himself to his mistress, but he embraced her into the darkness of the lamps and before vanishing. Semele decided that would never be granted to the Father of the Gods if he did not appear in his true nature.

jupiter-semele-della-vecchiaZeus tried to explain to his young lover that this was not possible, for his safety, but the young woman would not listen to reason and, struck by the true aspect of Zeus, the young woman dies electrocuted.

Zeus was just in time to snatch the little Dyonisus from the body incinerated of Semele and he decided to carry the pregnancy to term alone. So he putted the little Dionysus in his thigh and then he sewed the wound. After ninth month Zeus took the infant Dionysus from his thigh, and introduced him to the world as his son. In fact the name Dionysus means “twice-born”.

dioniso e silenoBut the little Dionysus was not still there safely by Hera and then was hidden by his father Zeus in a country called Nisa, a country without a precise location, some are in Asia, others in Africa. Hera unleashed on his trail the relentless Titans who found him intent on playing near a source.

The Titans are trying to attack Dionysus but although very young Dionysus defended himself using his main talent: the metamorphosis.

First, he turned himself into a lion and after in a bull and got the better of the attackers.

Hera, furious with his emissaries that they could not kill the little Dionysus, slammed the doors of Olympus so vigorously that the noise spread throughout the universe and also spreading on the ground stunned Dionysus, then the Titans ripped him in and he cooked the pieces in a cauldron.

When the father Zeus learns of this cruel wickedness flashed instantly the Titans and recomposing the body of his son gave back life.

dioniso e chironeAccording to the story the Centaur Chiron was his first mentor of Dyonisus and he taught to his pupil the arts of dance, song and the rules of future initiatory rites of Bacchus. After the time spent with Chiron, Dionysus, decided to undertake several expeditions around the world and his presence did not pass unnoticed. Unlike the God Hermes, like him a God wanderer, usually move with fleetingness, unnoticed and plush just like you would expect from the God of Thieves, it was impossible not to notice its passage.

The epiphany of Dionysus is always a shocking event and the people who come into direct contact with him will never be the same.

piratiAs happens to a pirate crew that sail the Aegean Sea looking for prey. Suddenly a sailor saw the figure of a beautiful young man who was standing on a promontory of the island, this young man was Dionysus. Landed on the island the pirates decided to capture the young man and to request a sumptuous ransom to the family; so the pirates dragged him on board and tried to chain him to the mast of the ship, but they were unable to take him prisoner: but, somehow, the nodes and chains were loosed and the young man freed himself and smiled at his tormentors in a mysterious way.

At that point the helmsman of the ship, seeing the scene, shuddered and began to scream to his fellow leave free the young because he recognized him as a god and exhorted his comrades to not hurt him.

But his companions began taunting the helmsman, but suddenly happened the first miracle. The sailors heard a fascinating scent given off from the deck of the ship, and they realized that he was spouting a source of pure wine. Then the wonder and terror seized the crew, but it was too late: an ivy growing up and clung to the mast, and the oarlocks.

Dionysus, amused by what was he doing, decided to become a lion and pushed the crew, except the helmsman towards the stern of the ship, forcing the pirates overboard. But here is the second miracle, one by one were transformed into dolphins. The only survivor was the steersman who was awarded by the God of Transgression as a reward for being the only one to understand its true nature.

prosimno e dionisoWell known was his journey to Hades to try to bring back to life his mother Semele; was at that moment that he knew Prosymnus who suggested to the god as a guide in the world of the dead, took Dionysus, to his mother near Lerna.

It was then that the guide asked his reward and it was really strange: Dionysus would have to give herself to Prosymnus, as a woman: Dionysus accept it, but asked him to return to the world of the living to get out of that place of death the mother Semele Prosymnus consent and telling him that he would wait for his return.

Occurred, however, that the pastor Prosymnus died before the return of Dionysus. However Dionysus, back near Lerna in order to fulfill the promise, he decided to “satisfy” at least the shadow of the shepherd.

When he arrived in front to the tomb of Prosymnus created with an olive wood a kind of foul and sat on it, and just like a woman enjoyed this practice. Finally eternally grateful to the pastor, he placed among the stars of the sky the figure of his guide.

trionfo di dionisoWhen Dionysus became adult received by Hera an unpleasant gift: he became crazy and began to wander in different parts of Greece and Asia followed by his tutor Silenus, and a group of satyrs and maenads.

The God of Transgression, head of this unique expeditions, fought against the Titans, in Egypt, returning his scepter to the God Amun. Later he went to Syria where he defeated and deposed the king of Damascus, flaying him as punishment for trying to resist him, a God. They say that Dionysus with its procession came to India and along the way he introduced the cult and founded the city.

After the last venture, when he defeated the Kings Indian Deriade, he decided to return to Greece. But on his return opposed him the proud people of the Amazon, daughter of Ares. In this last battle Dionysus did not participate actively but he was a spectator of the fight between the Amazons and maenads devoted to him. Finally, the Maenads won the fierce rivals and the procession could start over again for Greece.

PenteoThe revenge against the King of Thebes, Pentheus and women of the city who did not believe the claims of their princess Semele who claimed to have slept with Zeus was dreadful.
Then Dionysus punished with madness the women of Thebes and pushed to keep the orgiastic rites in his favor in the woods surrounding the city, and infused into the mind of the King Pentheus the “enthousiasmos” *. It was so that women become maenads, worshipers of Dionysus. When they discovered on top of a tree the curious King Pentheus who, driven by Dionysus, tried to to spy the women, they captured the poor Pentheus and devoured alive; Among the cannibals was also present Agave, the mother of the King, who recognized her son just too late. Back in themselves sank into eternal desolation.
As a result of their deeds were banished from Thebes, and only then Dionysus was satisfied with their revenge.

dioniso e ariannaWhile the vicissitudes that saw the God reaching Nasso is much more benign.
The God found poor Arianna on the beach wandering disconsolately, after being seduced and abandoned by the hero Theseus.
Dionysus moved by love for a girl decided to take away from that island poor Arianna and later decided to marry her.

The bride Ariadne, took certanly part in the famous triumph of Dionysus, she was in a chariot pulled by goats, while Dionysus was on chariot drawn by panthers, in a jubilation of happiness and shouting, dancing between satyrs and Sileni. The maenads accompanied the wedding procession with the music of tambourines and syringes, while Silenus, the old guardian of Dionysus, with difficulty was riding his donkey.

As you understand Dionysus was worshiped everywhere is unlike the other gods could bring that sentiment that not all the Olympians were able to offer: the ekstasis *.

But woe to abuse, Dionysus demanded special rituals and much devotion, otherwise the abyss of madness was always open for the transgressors. We can say that the power of the God of Transgression knew no bounds.

Next month we will treat the events of the Goddess of Nature, Demeter.

Alessandro Cerioli

 

* Enthousiasmos literally means “to have a God within themselves,” us today we obtained just a positive condition: enthusiasm.

** Ekstasis literally mean “get out of themselves”, today we speak of ecstasy when something interferes with the human soul.

Olympos: Dioniso, il Dio della Trasgressione

304px-Dionysos_Louvre_Ma87_n2Studio Tablinum: trattare le vicende del Dio Dioniso è come entrare in un mondo fatto di trasgressione e delirio mistico. Un Dio che dalle sue sembianze sembrava più una ragazzina, con il suo corpo sinuoso e i suoi capelli riccioluti e profumati. Figlio di Zeus e della principessa di Tebe Semele.

La sua nascita è ancora più singolare della nascita della Dea Atena, dalla testa del padre Zeus: Dioniso nacque dalla coscia del Padre degli Dei. Accadde che la Madre degli Dei Hera scopri la relazione del marito con una mortale, Semele, e furibonda per l’ennesimo tradimento del marito divino escogitò il modo di eliminare l’amante.

Diciamo che non si prospettava nulla di buono. Hera prese le sembianze della vecchia nutrice di Semele, Beroe, e iniziò a insinuare nella mente della principessa il pensiero che Zeus in fondo non l’amasse molto e che in effetti non gli si era mai mostrato nella sua magnificenza divina, ma che solo fuggevolmente consumava il suo amplesso, al buio delle lampade, e poi si dileguava. Semele a questo punto decise che non si sarebbe più concessa al Padre degli Dei se questi non si fosse presentato nella sua vera natura.

jupiter-semele-della-vecchiaZeus provò a far capire alla giovane amante che questo non era possibile, per il suo bene, ma la giovane non volle sentire ragioni e a questo punto Zeus acconsentì, si presentò nella sua veste sfolgorante e in un solo istante lo splendore del Dio, racchiuso nel fulmine, incenerì la povera principessa. Zeus fece appena in tempo a strappare dal corpo incenerito di Semele il piccolo che ella portava in grembo, Dioniso. Non essendo ancora maturi i tempi Zeus decise di portare a termine la gravidanza e si squarciò una coscia, vi inserì il piccolo Dioniso e poi ricucì la ferita.

Giunto il nono mese Zeus estrasse il neonato Dioniso dalla sua coscia e lo presentò al mondo come suo figlio. Infatti il nome Dioniso significa “nato due volte”.

Simboli caratteristici di Dioniso erano l’uva, l’edera e portava sempre con se un bastone attorcigliato di pampini ed edera, il Tirso; altro attributo sacro al Dio era il Kantharos, caratteristica coppa a due manici con cui bere il vino.

dioniso e silenoIl piccolo Dioniso non era però ancora al sicuro dalla gelosia di Hera e quindi fu nascosto dal padre Zeus nel paese chiamato Nisa, paese che non ha una collocazione precisa, alcuni lo collocano in Asia, altri in Africa. La Madre degli Dei mise sulle sue tracce gli implacabili Titani che lo trovarono intento a giocare nei pressi di una fonte. I Titani cercarono di aggredirlo, ma benché ancora molto piccolo, Dioniso si difese usando la sua dote principale: la metamorfosi. Si trasformò ora in un leone, ora in un toro ed ebbe la meglio sugli aggressori.

Hera, infuriata con i suoi inviati che non riuscirono ad aver ragione del piccolo Dioniso, sbatté le porte dell’Olimpo in un modo così vigoroso che il rumore si propagò per tutto l’universo e propagandosi anche sulla terra stordì Dioniso, a quel punto i Titani lo fecero a pezzi e ne cucinarono i brani in un calderone. Quando il padre Zeus venne a sapere di questa crudele nefandezza folgorò all’istante i Titani e ricomponendo il corpo del figlio gli ridiede la vita.

dioniso e chironeMa vediamo ora le prime vicende del Dio della Trasgressione in eta matura: si pensa che fu allievo del Centauro Chirone, che gli insegno le arti della danza, del canto e le regole iniziatiche dei futuri riti dionisiaci.

Quando Dioniso, apprese queste lezioni da Chirone, decise di intraprendere le sue spedizioni in giro per il mondo e la sua presenza passava tutt’altro che inosservata, a differenza del Dio Hermes, anch’esso un dio girovago, che solea muoversi con fugacità, inosservato e felpato, proprio come si conviene al Dio dei Ladri, Dioniso fa sentire ovunque la sua presenza ed è impossibile non accorgersi di lui. L’epifania di Dioniso è sempre un evento sconvolgente e le genti che ne entrano in contatto diretto non saranno mai più le stesse.

piratiCome accadde ad una ciurma di pirati che solcava l’Egeo in cerca di prede da saccheggiare. All’improvviso un marinaio vide la figura di un giovane bellissimo che se ne stava in piedi su un promontorio di un’isola, questo giovane era Dioniso. Sbarcati sull’isola i pirati decisero di fare prigioniero il giovane e di richiedere un lauto riscatto alla famiglia, lo trascinarono a bordo e cercarono di incatenarlo all’albero maestro della nave, ma questi non vi riuscirono, in un modo o nell’altro i nodi e le catene si scioglievano e il giovane si liberava e sorrideva ai suoi aguzzini in modo misterioso. A quel punto il timoniere della nave, vedendo la scena, ebbe un brivido e si mise ad urlare ai suoi compagni di lasciare libero il ragazzo poiché era un Dio ed esortava i suoi compagni a non fargli del male. I suoi compagni iniziarono a ridere facendosi beffe del timoniere, ma all’improvviso accadde il primo prodigio, i marinai sentirono un profumo inebriante sprigionarsi dal ponte della nave e si resero conto che ne stava scaturendo una fonte di puro vino.

All’ora lo stupore e il terrore si impadronirono dell’equipaggio, ma ormai era troppo tardi, un’edera cresceva e si avvinghiava all’albero maestro e agli scalmi. Dioniso divertito da quanto stava compiendo decise di trasformarsi in un leone e di spingere l’equipaggio, tranne il timoniere, verso la poppa della nave, costringendo i pirati a gettarsi in mare.

Ed ecco il secondo prodigio, uno dopo l’altro i pirati si trasformarono in delfini. L’unico superstite fu il timoniere che, terrorizzato, si sentì rincuorare dal Dio della Trasgressione essendo stato l’unico a comprendere la sua vera natura.

prosimno e dionisoAncora giovane si ricorda il suo viaggio nell’Ade per cercare di riportare in vita la madre Semele, fu in quel frangente che conobbe Prosimno, un vecchio pastoreche si propose quale sua guida nel mondo dei defunti.

Fu cosi che Prosimno guidò Dioniso dalla madre, nei pressi di Lerna e fu in quel momento che la guida chiese la sua ricompensa, davvero singolare. Dioniso doveva farsi amare da Prosimno, come una fosse una donna: Dioniso accettò, ma gli chiese di ritornare nel mondo dei vivi per trarre fuori da quel posto di morte la madre Semele e Prosimno acconsentì dicendogli che avrebbe atteso il suo ritorno.

Accadde però che il pastore Prosimno morì prima che Dioniso facesse ritorno. Tuttavia Dioniso, tornato nei pressi di Lerna per adempiere alla promessa, decise di “soddisfare” almeno l’ombra del pastore.

Avvicinatosi che fu al tumulo di Prosimno creò con del legno di ulivo una sorta di fallo e gli si sedette sopra, e proprio come una donna godette di questa pratica. Infine pose tra le stelle del cielo la figura della sua guida, rimanendole eternamente grato.

trionfo di dionisoQuando Dioniso raggiunse l’età adulta come “regalo” da parte di Hera, fu reso folle e inizio un pellegrinaggio in diverse parti della Grecia e dell’Asia, scortato dal suo tutore Sileno, da un gruppo di Satiri e dalle Menadi.

Il Dio della Trasgressione, a capo di questa singolare spedizione si scontrò con i Titani, in Egitto, restituendo al Dio Ammone lo scettro che questi gli avevano sottratto. Dopo poco tempo si diresse in Siria dove sconfisse e depose il Re di Damasco, scorticandolo vivo per aver tentato di resistere a lui, un Dio.

Si pensa che Dioniso con il suo corteo arrivò sino in India e lungo la strada introdusse il proprio culto, fondando anche delle città.

Una volta ottenuta l’immortalità, dopo l’ennesimo impresa, sconfiggendo il Re indiano Deriade, decise far ritorno in Grecia. Ma al suo ritorno gli si oppose il fiero popolo delle Amazzoni, figlie di Ares.

In questa ultima battaglia Dioniso non partecipo attivamente ma divenne spettatore dello scontro tutto femminile fra le Amazzoni e le Menadi, a lui devote, queste ultime ebbero la meglio sulle feroci avversarie e il corteo poté rimettersi in marcia per la Grecia.

PenteoFeroce fu la vendetta contro il Re di Tebe, Penteo e sulle donne della città che non credettero alle affermazioni della loro principessa Semele, che diceva di aver giaciuto con il Padre degli Dei. A quel punto Dioniso punì con la follia le donne di Tebe e le spinse a tenere dei riti orgiastici in suo favore nei boschi che circondavano la città, mentre infuse nella mente del Re Penteo l’enthousiasmos*.

Le donne ormai divenute Menadi, ossia adoratrici del culto di Dioniso, durante il punto di massima estasi del culto scoprirono in cima ad un albero il curioso Re Penteo che, spinto da Dioniso, voleva vedere con i propri occhi le donne che avevano abbandonato il focolare e il telaio per addentrasi nei boschi ad intraprendere simili rituali.

Le Menadi catturarono il povero Penteo e lo sbranarono vivo; tra le cannibali era presente anche Agave, la madre del Re, che non riconobbe il figliolo se non quando fu troppo tardi. Come Dioniso le rese folli Dioniso gli ridiede la ragione e le donne di Tebe, accortesi di quello che stavano facendo, sprofondarono in una desolazione eterna.

Come risultato delle loro gesta furono bandite da Tebe e solo a quel punto Dioniso fu soddisfatto della propria vendetta.

dioniso e ariannaMentre la vicissitudine che vide il Dio giungere a Nasso è decisamente più benevola. Il Dio trovò sulla spiaggia che vagava sconsolata la povera Arianna, sedotta e abbandonata dall’eroe Teseo. Dioniso mosso da un sentimento amorevole decise di portare via da quell’isola la povera Arianna e in seguito di sposarla. Anche Arianna, in quanto sposa, prese parte al celebre trionfo di Dioniso, dove essa stava sopra un carro trainato da una coppia di capretti, mentre Dioniso avanzava su carro trainato da una coppia di pantere. In un tripudio di allegria e schiamazzi, fra Satiri e Sileni danzanti, le Menadi intrattenevano tutti con la musica dei tamburelli e delle siringhe, mentre Sileno, il vecchio tutore di Dioniso, a fatica si reggeva in groppo al suo asinello.

Come avrete compreso Dioniso era venerato ovunque e a differenza degli altri Dei riusciva a portare quel sentimento che non tutti gli Olimpi erano in grado di offrire: l’ekstasis*. Ma guai ad abusarne, Dioniso esigeva particolari rituali e molta devozione, altrimenti l’abisso del delirio era sempre aperto per i trasgressori. Possiamo dire che il potere del Dio della Trasgressione non conosceva confini.

Il prossimo mese di dicembre tratteremo le vince della Dea della Natura, Demetra.

Alessandro Cerioli

* Enthousiasmos letteralmente significherebbe “avere un Dio dentro di sé”, noi contemporanei ne abbiamo ricavato solo una condizione positiva: entusiasmo.

* Ekstasis letteralmente significherebbe “uscire fuori di sé”, ancora oggi parliamo di estasi quando un qualcosa interferisce con l’animo umano.

Olympos: Athena, Goddess of Wisdom

269px-Athena_Giustiniani_Musei_Capitolini_MC278Studio Tablinum: Athena was not only the Goddess of Wisdom but anche a patron of the war who did not hesitate for a moment to fight her enemies. She overseeing the noblest part of the defense to war in order to “good causes.” The bloodiest aspects of the war were, indeed, assigned to the god Ares, as we write some months in August. Athena was the daughter of Zeus and the Oceanid Metis, the story of her birth is very special. Zeus received from his divine grandparents Uranus and Gaia a sinister prophecy:

if he have generated another son, he, when he grew up he would kill him.

So the Father of the Gods, who he did not want losing his status, decided to make the insane act of swallowing his newborn.

And so, nine months later, Zeus began to suffer a massive migraine that threatened to drive him madso for last resort, persuaded Hephaestus to hit him a blow on the head of the ax. From the wound caused came out Athena, already fully armed.

Athena’s holy objects were the lance, the aegis and helmet. The olive tree and little owl was sacred to the goddess. The Goddess of Wisdom was also called “Glaukopis” for her blue-eyes.

nike_di_samotraciaHis wisdom in peace time was devoted to agriculture, handicraft, weaving and metallurgy. Attributable to Athena was the construction of the largest ship of that time: the ship Argo, which is used by Argonauts heroes . Her is also the invention of olive oil, even today excellent product from Greece.

In war, her wisdom was the prerogative of the warriors with cunning and shrewdness. sometimes she decide to make a gift of his powers to her protected mortals, one of them The most famous was the wily Odysseus.

Athena is Frequently accompanied by Nike, goddess of victory, which symbolically is brought in the right palm of the Goddess, how to assimilate the wisdom during the battle with the victory itself.

poseidone e ateneThe Goddess Athena fight with the God Poseidon for the sovereignty of Attica and Athens. Poseidon with a blow of his trident made to gush out una sorgente di acqua marina from the ground of the city while Athena made appear an Olive Tree. The dispute was resolved in favor of the Goddess of Wisdom thanks to athenians women determined the victory of Athena.

partenoneAthena was sculpted by Phidias in a famous chryselephantine statue, now lost, Athena Parthenos that was in the Athenian temple dedicated to her: the Parthenon. Frequently, resting on his shoulder is the little owl, its symbol “par excellence”.

The cult of Athena was spread in all of Greece, from Sparta, to Megara and Argos; Also into Troy she received a special honors, identified with a very old idol called Palladio, the same one that was stolen during the night from the heroes Odysseus and Diomedes, this act was mentioned as one of the causes of the defeat of Troy during the ten-year war.

Pallas_AtheneThe Trojan prince Paris was one of the heroes less loved by the Goddess of Wisdom. He was the cause of the Trojan war itself with the rape of Helen, but there was anche through more personal reason, as we saw some months ago dealing with the vicissitudes of Aphrodite. Paris During the famous “Judgment” chose Aphrodite, instead of Athena or Hera. During the Trojan War she sided with the Achaeans. She especially protected Odysseus and Menelaus and, under the walls of the besieged city, she crushed and defeated Ares.

Athena is known as one of the three virgin goddesses, she never marries and shows no sexual interest in males, referred to as virgin because she was able to remain independent. Despite this reputation, Hephaestus want to couple with her.

 

One day the God of Fire, tried to rape her in his forge, but the goddess was able to escape from him and Hephaestus reached the apex bathing Athena’s leg.

From the ground, so fertilized, was born Erichthonius, the Goddess Athena, anyway had gone, considered him a legitimate child. When he grew up, unbeknownst by the Olympians, lo rende immortale, she put him under the custody of the king of Athens, Cecrops. When Erichthonius grew up dethroned the king of Athens Amphictyon and became a king.

aracneOne of the most cruel tales was the story about Arachne *: the young women Arachne boasted of being a good weaver, Also better than Athena, who was the owner of That female art. Furious, the Goddess of Wisdom defy Arachne to a weaving race. In effect Arachne wove very well but the theme was derisively towards Zeus. Transformed Athena Arachne into a spider, forcing her to weave her spun for eternity.

medusaAthena, however, was more benevolent with the semi-divine hero Perseus by helping him in the killing of the Gorgon Medusa. She gave him her shield, the aegis, and the hero was protected during the fight with the Gorgon.

Perseus chopped off the head of Medusa and gave it to Athena and she decorate the aegis like with that terrible trophy.

Originally, Medusa was the most beautiful of the three Gorgons sisters. She was seduced by the God Poseidon into the temple of the Goddess of Wisdom. Athena punished Medusa for the profanation, changing her handsome face into a monstrous sembiance.

Athena became also benefactor of Heracle. During the fight with the Nemean lion she explain to the hero how to cut off the skin of the lion by using its claws. The skin of the lion with the cudgel used during the fight, became one most distinguishing attributes for him.

atena e odisseoWith Odysseus was almost maternal. Athena help his protégé to return to his beloved Ithaca, changing its appearance from time to time. Interceded on with the witch Circe, and the Oceanid Calypso and feace with the feace princess Nausicaa, helping considerably the hero and in such a way for resumption the way back to its own island.

Athena help her “protégé” to return to his beloved Ithaca, changing its appearance from time to time. Interceded with Circe, and the Oceanid Calypso and the Feces princess Nausicaa, helping considerably the hero to come back in Itaca.

Athena was famous for her wisdom and intellectual strength, a landmark for greek men and women that ask her protection during disputes of all kinds: legal, family and life daily.

Athena had the last word in the event of an equal right of both parties to the dispute. During the Panathenaic party the athenians girls donated the statue of the Goddess am headmade peplos,a propitiatory gift. Next month we will discover the vicissitudes of Dionysus, God of Transgression and Delirium.

Alessandro Cerioli

* Even today, the term Arachne stands for spider

Olympos: Atena, Dea della Saggezza

269px-Athena_Giustiniani_Musei_Capitolini_MC278Studio Tablinum: oltre che Dea della Saggezza Atena era anche una divinità guerriera che non esitava un solo istante a presentarsi in armi dinanzi al nemico, anche se lei sovrintendeva ad un tipo di guerra dagli aspetti più nobili, ossia una guerra di difesa o intrapresa per “giusta” causa. Mentre gli aspetti più violenti della guerra erano deputati al Dio Ares, come abbiamo visto qualche mese or sono.

Atena era figlia di Zeus e dell’Oceanina Metide, e la storia della sua nascita e davvero particolare. Accadde che Zeus ricevette dai nonni divini, Urano e Gaia, un sinistro vaticinio: se Metide avesse dato alla luce un figlio maschio, questi lo avrebbe spodestato. Quindi il Padre degli Dei, che teneva particolarmente al proprio status, decise di compiere l’insano gesto d’inghiottirlo appena generato. Fu così che, nove mesi  dopo, Zeus iniziò ad accusare una fortissima emicrania, che rischiava di farlo impazzire, quindi per estrema ratio, convinse Efesto, il Dio del Fuoco, a calargli sulla testa un fendente d’ascia. Dalla ferita provocata ne uscì Atena,  già armata di tutto punto.

I simboli della Dea Atena erano la lancia, l’egida e l’elmo. Sacri le erano la civetta e l’ulivo. La Dea della Saggezza era definita anche “glaukopis” ossia la Dea dagli occhi azzurri, dal volto celeste.

nike_di_samotraciaLa sua saggezza in tempo di pace era votata all’agricoltura, all’artigianato, alla tessitura e alla lavorazione dei metalli. E’ attribuibile ad Atena la costruzione della nave più grande di quel tempo: la nave Argo, usata dagli eroi argonauti. Sua è anche l’invenzione dell’olio d’oliva, ancora oggi prodotto d’eccellenza della Grecia.

In guerra la sua saggezza era appannaggio di chi combatteva con furbizia e astuzia; poteva persino decidere di fare dono dei propri poteri ai suoi protetti mortali, uno di questi, il più noto, fu l’astuto Odisseo.

Spesso Atena viene si accompagna alla Dea della Vittoria, Nike, che simbolicamente viene portata nel palmo destro della Dea della Saggezza, come per assimilare la Vittoria stessa e crearne un binomio indissolubile.

poseidone e ateneLa Dea Atena ebbe anche un contrasto importante con il Dio Azzurro Poseidone in merito alla sovranità dell’Attica e delle città di Atene. Poseidone con un colpo del suo tridente fece sgorgare dell’acqua salata dal suolo, mentre Atena fece spuntare una pianta di Ulivo, messa ai voti la disputa si risolse in favore delle Dea della Saggezza. In questa vicenda le donne ateniesi determinarono la vittoria di Atena.

partenoneProprio in questa posizione la Dea Atena è stata scolpita da Fidia nella sua famosa statua crisoelefantina, ora perduta, l’Athena Parthenos che si trovava nel tempio ateniese dedicata a lei dal popolo ateniese: il Partenone. Spesso, poggiata sulla sua spalla, si trova la civetta, suo simbolo per antonomasia.

Il culto di Atena era diffuso in tutta la Grecia: Atene, Sparta, Megara e Argo; anche a Ilio ricevette onori particolari, fu identificata con un vecchissimo idolo chiamato Palladio, lo stesso che fu trafugato nottetempo dagli eroi Odisseo e Diomede, questo atto fu menzionato come una delle cause della sconfitta di Ilio durante la decennale guerra.

Pallas_AtheneIl principe troiano Paride fu tra gli eroi meno amati dalla Dea della Saggezza, oltre che ad essere la causa scatenante della guerra stessa, con il ratto di Elena, ci fu anche un aspetto più personale, come abbiamo visto qualche mese or sono trattando le vicende della Dea Afrodite. Paride durante il famoso “giudizio” scelse Afrodite, scartando Atena e la Madre degli Dei Hera. Da qui la sua animosità nei confronti del principe.

Durante la guerra di Ilio parteggio per gli Achei. Protesse soprattutto Odisseo e Menelao, e durante una disputa sconfisse anche il Dio della Guerra Ares, sotto le mura della città assediata.

Come la Dea della Caccia Diana, Atena, era una divinità riottosa al sesso maschile e la sua verginità era nota a tutto l’Olimpo, ma durante una visita al Dio del Fuoco Efesto, in cerca di nuove armi probabilmente, Efesto, che era stato appena abbandonato da Afrodite, si invaghì della Dea della Saggezza a tal punto che cercò di farla sua con la forza, Atena si ribello ma Efesto, giunto all’apice, bagnò la gamba della Dea. Disgustata Atena si ripulì la gamba da quella sozzura e la gettò a terra. Dalla terra, così fecondata, nacque Erittonio, che la Dea Atena, comunque fosse andata, considerò suo figlio legittimo. Lo allevò all’insaputa degli Olimpi e sempre a loro insaputa lo rese immortale, non potendolo crescere ed accudire lo pose sotto la custodia del re di Atene, Cecrope. Quando Erittonio crebbe spodesto il re di Atene Anfizione e divenne lui stesso re.

aracneCrudele fu la vicenda che vide la Dea della Saggezza punire la sventurata Aracne*. Aracne si vantò di essere una tessitrice migliore di Atena, che di quest’arte era la protettrice. La Dea della Saggezza andò su tutte le furie e sfido Aracne in una gara di tessitura. In effetti Aracne tessé in modo sublime, ma il tema era derisorio nei confronti del padre Zeus. Atena, decisa a non subire altri affronti, trasformo Aracne in un ragno, obbligandola a tessere la sua tela per l’eternità.

medusaBenevola fu con l’eroe semi divino Perseo aiutandolo nell’uccisione della Gorgone Medusa, donandogli il suo scudo, l’egida, che protesse l’eroe durante lo scontro con la Gorgone. Come ringraziamento Perseo dono il capo mozzato di Medusa ad Atena che ella uso per decorare l’egida come un terribile trofeo. In verità Atena stessa fu la causa della mostruosità di Medusa. Originariamente Medusa era la più bella delle Gorgoni, ma ebbe l’ardire di farsi sedurre dal Dio Azzurro Poseidone che, senza badar troppo all’etichetta, la fece sua nel tempio della Dea della Saggezza. Venutolo a sapere, Atena punì Medusa per la profanazione, mutandole l’aspetto e rendendola mostruosa.

Anche il semi divino Eracle fu aiutato da Atena. Durante la lotta dell’eroe con il leone nemeo spiego ad Eracle, dopo che ebbe abbattuto la fiera, come scuoiarlo usando gli stessi artigli per tagliarne la spessa pelle. La pelle del leone divenne uno dei tratti distintivi di Eracle, insieme alla clava usata durante la lotta.

atena e odisseoCon Odisseo fu invece più che benevola, potremmo dire: materna. Atena aiuto il suo protetto a tornare nella sua amata Itaca, mutando le sue sembianze di volta in volta. Intercesse con la maga Circe, con l’Oceanina Calipso e con la principessa feace Nausica, aiutando considerevolmente l’eroe e facendo in modo che riprendesse la strada del ritorno verso la sua isola.

Come avrete compreso siamo di fronte a una divinità che faceva delle sue qualità, la saggezza e la forza intellettuale, un caposaldo. Non a caso sia gli uomini che le donne greche erano soliti chiederle consiglio in merito a diatribe di ogni genere: legali, famigliari e della vita di tutti i giorni. Atena aveva sempre l’ultima parola in caso di egual ragione di ambo le parti in disputa. Durante le feste Panatenaiche le fanciulle della città di Atene donavano alla statua della Dea un peplo tessuto da loro stesse, in segno propiziatorio.

Il prossimo mese scopriremo le vicissitudini dell’estroso Dioniso, Dio della Trasgressione e del Delirio Mistico.

Alessandro Cerioli

*Ancora oggi il termine aracne significa ragno