Olympos: Hermes, il Messaggero degli Dèi

Hermes_Logios_Altemps_Inv8624Studio Tablinum: basterebbero poche parole per definire il Dio Hermes, ossia: ladro, bugiardo e imbroglione. In verità  Hermes era anche un Dio generoso, alle volte, e andrebbe considerato un Dio vagabondo per la sua connotazione “professionale”; era il Messaggero degli Dei, faceva da tramite fra l’Olimpo e la terra, ma non solo, faceva da collegamento fra il mondo dei vivi e quello dei defunti. E’ il Dio delle soglie, un ponte tra il visibile e l’invisibile e arriva sempre inatteso e con rapidità. Per questa sua capacità di essere ovunque e in nessun luogo, leggero e inavvertito, lo rendono non solo patrono delle comunicazioni e dei viaggi ma anche del furti; tutti i ladri di questo mondo, per forza di cose, debbono avere un protettore potente per potersi destreggiare con fugacità.

maiaFiglio di Zeus e della Pleiade Maia, Hermes è considerato uno dei dodici Olimpi, i suoi simboli erano il gallo e la tartaruga, era facilmente riconoscibile per il suo abbigliamento, il suo cappello e i suoi sandali alati, il borsellino ed il Kerykeion, il bastone da viandante. Zeus, per evitare di farsi scoprire dalla moglie Hera, segretamente sgusciava di notte fuori dal letto di nozze e si precipitava nella grotta dove la figlia del gigante Atlante Maia lo attendeva. Da questa unione nacque Hermes e non poteva che essere figlio del Padre degli Dei. Precocemente, la sera della sua nascita, scappò dalla sua culla e si incamminò nella boscaglia. Con stupore la prima cosa che vide fu una tartaruga, animale corazzato e buffo; Hermes preso dallo stupore riportò l’animale nella grotta e con un coltello lo uccise e dal suo guscio ne ricavò una nicchia dove vi posizionò sette corde di nervo di pecora che iniziò a pizzicare, in quell’istante ne scaturì un suono dolce ed armonioso che incantava. Era nata la Lira.

Hermes era un Dio dalla mente fervida e brillante, vedeva cose che gli altri non potevano nemmeno immaginare, e qui la sua seconda avventura, dopo solo un giorno di vita, stava per essere messa in atto. Si mise in testa di rubare le vacche sacre del Dio Apollo, suo fratello. Cosi Hermes depose il nuovo strumento musicale e si incamminò verso i monti della Pieria, dove pascolava la mandria degli Olimpi. Radunò la mandria e la portò via con se, accorto che le vacche camminassero tutte all’indietro per non lasciare tracce direzionali su di un terreno sabbioso. Mentre per confondere le idee costui prese delle calzature enormi con foglie e rami, pensando che nessuno avrebbe mai sospettato che il ladro fosse un bimbo in fasce, ma un gigante o un mostro.

Arrivato in un luogo sicuro nascose le vacche e ne macellò due, che con buon appetito hermes e argodivorò in loco. Si pensa che quel gesto portò il Dio Hermes ad inventare il fuoco e nuove tecniche per cucinare gli alimenti. Insomma dopo ventiquattrore di vita l’infante inventò la Lira, il fuoco e l’arte culinaria.

Apollo, recandosi al pascolo per il controllo quotidiano, si accorse che mancavano all’appello cinquanta vacche e non si capacitava del fatto che le impronte provenissero da una parte improbabile e poi quelle impronte giganti, nessuno poteva lasciare impronte simili. Visto al lavoro un vignaiolo lo interrogò ed il vignaiolo, che non se la senti di mentire al Dio del Sole, racconto un fatto strano, un bimbo che conduceva una cinquantina di vacche che procedevano all’indietro. A quel punto Apollo andò su tutte le furie e si precipitò nella grotta, dove nel frattempo il neonato furfantello Hermes era tornato per un riposino ristoratore. Preso Hermes per un orecchio lo condusse sull’Olimpo. Una volta al cospetto del Padre degli Dei, Hermes giurò e spergiurò che non sapeva nulla di queste “vacche” ma che era solo un povero neonato. Zeus a quel punto rimproverò il neonato intimandogli la restituzione del maltolto e ammonendo Hermes di comportarsi in futuro in modo più corretto, ammonimento che Hermes non seguì mai per via della sua natura scaltra e furtiva. Tuttavia, per fare pace con il fratello Apollo, gli donò lo strumento che da poco aveva inventato, la Lira. Avendola nelle sue mani Apollo divenne anche il Dio della Musica.

Hermes IVCome dicevamo prima Hermes era il Dio protettore dei viandanti, dei commercianti e dei ladri ma essendo un messaggero che viaggiava per tutto il mondo aveva anche un compito più gravoso, ossia quello di accompagnare le anime dei defunti nell’Aldilà, nell’Ade. Il Dio le radunava e con il suo bastone magico le conduceva attraverso le porte dell’inferno dove esse erano condannate a rimanere in eterno e questa operazione si ripeteva tutte le notti, non a caso Hermes veniva anche identificato come una divinità esoterica. Malinconico custode dell’oltremondo.

Era venerato in tutta la Grecia, ma il centro più importante dove veniva praticato il suo culto era a Feneo in Arcadia.

Diciamo inoltre che sull’Olimpo per lui il lavoro non mancava mai, veniva anche impiegato nel disbrigo delle faccende domestiche come pulire la tavola degli Dei, dopo i banchetti, oppure fare il loro coppiere, insomma una sorta di Dio “factotum”.

perseoLe sue molteplici vicende lo vedono aiutare il semidio Perseo nell’uccisione della Gorgone, procurando a Perseo il falcetto di Zeus, le sue scarpe alate, l’elmo di Ade e lo scudo di Atena.

Andò sul grande Caucaso nel tentativo di convincere il Titano Prometeo a svelargli la profezia sulla fine degli Dei Olimpi ma Prometeo, il Titano amico dell’uomo, si rifiutò di parlare e prolungò cosi la sua sofferenza di prigioniero.

Partecipa, come le altre divinità, alla guerra di Ilio parteggiando per gli Achei, anche se proteggerà sempre il Re Priamo, soprattutto quando il vecchio Re andò nell’accampamento dei greci per rivendicare il corpo del figlio Ettore.

Aiutò anche l’eroe Odisseo nel suo rientro a casa, dopo il consiglio degli Dei che stabilì che il Re di Itaca potesse fare ritorno alla sua isola, Hermes si recò dalla Ninfa Calypso per convincerla a far partire Odisseo. Il Messaggero degli Dei aiuto ancora Odisseo dandogli un antidoto contro le pozioni della maga Circe che tramutavano gli uomini in animali.

ErmafroditoGli amori di Hermes furono diversi e tutti con conseguenze bizzarre per la sua discendenza, essendo il Messaggero degli Dei ambiguo nella sua natura stessa, chiaramente, anche la sua prole era alquanto stravagante.

L’amore per la Dea Afrodite portò a generare uno splendido fanciullo dal nome Ermafrodito*. Si dice che Ermafrodito avesse la bellezza di Afrodite e le vivacità di Hermes, nel suo nome sta la chiave degli illustri genitori, ma accadde che durante una scampagnata per i boschi il bel giovane si trovò nei pressi di una fonte e decise di prendersi un bagno, non sapendo però che la Ninfa Salmacide, protettrice di quella fonte, lo spiava interessata a tutta quella bellezza e non appena il ragazzo si tuffo nelle dolci acque della fonte Salmacide entro anch’essa in acqua e si unì a lui, il giovane Ermafrodito, che non voleva saperne di congiungersi con Salmacide, tento di divincolarsi ma la Ninfa presa da una furia cieca fece un giuramento solenne a gli Dei: non venga mai il giorno in cui i nostri due corpi si staccheranno… Pronunciato questo giuramento dall’acqua usci un essere che non era né uomo né donna ma entrambe le cose. Aveva fattezze da fanciulla ma attributi maschili.

dio-panUn altro figlio bizzarro di Hermes, avuto con la ninfa Driope, fu il Dio potente e selvaggio Pan. Hermes avrebbe sedotto la ninfa sulle montagne dell’Arcadia. Invaghitosi di lei il Messaggero degli Dei si trasformò in un caprone e si avvicinò furtivamente alla ninfa, una volta giunto nei suoi pressi con un balzo gli fu addosso e abusò di lei. Ecco perché da questa unione nacque una divinità tanto capricciosa e surreale, metà uomo e metà capro. Si dice che Driope appena vide questo suo figlio ne fu talmente spaventata che lo abbandonò nei boschi.

Pan era una divinità, come suo padre Hermes, che amava i boschi, i pascoli e la campagna, grande amante del sesso e della danza, era solito inseguire le ninfe mentre suona il suo strumento, la siringa o flauto di Pan. Era anche un dio scherzoso e appariva d’improvviso terrorizzando** pastori e viandanti emettendo urla terrificanti.

mercurio-mitoMentre un figlio di eccezionale furbizia, come il padre Hermes appunto, fu Autolico, padre di Laerte e nonno di Odisseo. Nacque dall’unione fra il Messaggero degli Dei e Chione, figlia di Dedalione. Autolico, grande ladro, aveva la capacità di rubare qualsiasi cosa a chiunque e senza essere scoperto. Autolico fu anche un componente degli Argonauti e dispensò consigli al nipote Odisseo durante il loro incontro, non a caso Odisseo era scaltro e ingannatore.

Come avrete compreso siamo di fronte ad un Dio dalle molteplici capacità, non sempre leali e cristalline, ma per i greci Hermes era un Dio a cui votarsi in caso di bisogno pratico: prima di un viaggio, prima dell’apertura di un’attività commerciale o prima di un furto, era bene avere il Dio Hermes come protettore.

Il Prossimo mese tratteremo le vicende della Dea della Saggezza, Atena.

Alessandro Cerioli

*Ancora oggi definiamo Ermafroditismo il fenomeno con il quale una specie animale o vegetale può produrre, in ambo i modi, i gameti maschili e quelli femminili.

** Ancora oggi parliamo di “panico” per le paure improvvise e immotivate.

Olympos: Artemide, la Dea della Caccia

Artemide statuaStudio Tablinum: questa è la Dea più austera e proba dell’Olimpo, oggi giorno potremmo definirla una “single convinta”, non era una Dea che legava molto con il sesso maschile.

La Madre degli Dei Hera l’additava di essere troppo incline ad una natura  mascolina e rozza; ma in verità a parlare era solo la gelosia, dopo l’ennesima scappatella del marito Zeus, questa volta con Latona,  con la quale generò, oltre ad Artemide, anche il Dio Apollo, che abbiamo trattato il mese scorso.

Si narra che Artemide, nata primigenia, aiutò la madre Latona a partorire il fratello divino. Artemide, seduta sulle ginocchia del padre divino, chiese di avere un arco come il fratello Apollo e di avere una schiera di Ninfe e Oceanine che accudissero i suoi cani, quando lei non era a caccia, e che si prendessero cura della sua persona. Zeus da padre generoso concesse ad Artemide quanto richiesto, concedendole inoltre di rimanere vergine per sempre.

oceanineCelebre per la propria austerità, Artemide fu eletta patrona delle iniziazioni femminili, alla quale tutte le fanciulle facevano appello. Adorata in tutta la Grecia, i suoi luoghi di culto si trovavano in quasi tutte le città, soprattutto la nativa Delo e la guerresca Sparta. I suoi simboli sacri erano il cervo ed il cipresso.

Micidiale con la sua muta di cani, che tenevano testa ai leoni; un regalo del Dio Pan. Scorrazzava fra i boschi in cerca di animali da trafiggere con il suo temibile arco, dono questo dei Ciclopi. Il suo corpo atletico e snello con la sua corta tunica da cacciatrice poteva apparire terribilmente sensuale e fu quello che accadde.

atteoneUn giorno, fra i boschi che circondavano Tebe, Artemide si prese un bagno in una delle sorgenti che sgorgavano fresche dal monte Citerone. Trovandosi nei paraggi, per sua disgrazia, il principe tebano Atteone, non poté non contemplare quella bellezza statuaria. Ma nessuno poteva guardare impunemente il corpo di una Dea, e Artemide, accortasi dello sguardo lascivo di Atteone, getto sul viso del malcapitato dell’acqua e immediatamente Atteone si trasformò in un cervo. A quel punto i cani di Artemide, sentito l’odore della bestia nei paraggi, accorsero e ridussero il povero malcapitato in brandelli. Solo quando vide la morte atroce del principe, Artemide placò la propria ira.

caccia calidoniaIn quest’altra vicenda, Artemide mandò un cinghiale di enormi dimensioni contro la città di Calidone*, poiché il suo re Oineo era venuto meno alle offerte rituali dovute alla Dea della Caccia. Questo cinghiale devastò i campi coltivati, Oineo, esasperato, cercò di liberarsi dell’animale, organizzando una battuta di caccia* alla quale parteciparono su invito del re, diversi eroi presenti in Grecia; vediamo la presenza dei gemelli divini Castore e Polluce, di Admeto e Linceo, degli Argonauti Laerte e Giasone e della giovane cacciatrice Atalanta. Con simili cacciatori la fiera non ebbe scampo.

Anche Artemide, come le altre divinità dell’Olimpo, prese parte alla guerra di Troia, parteggiando, come il fratello Apollo, per i troiani. Quando però ebbe a vedere che il fratello abbandonava i suoi protetti per rifugiarsi sull’Olimpo, prese ad insultarlo e lo esortò a ritornare a combattere al fianco dei troiani, Apollo non si degnò nemmeno di risponderle e se ne andò. In quel momento la Madre degli Dei, stanca di questa giovane Dea così baldanzosa, le si piazzò davanti e, con velocità fulminea, le sottrasse l’arco e stringendole i polsi prese a picchiarla sulle orecchie deridendola. Una volta che Hera termino questo trattamento lasciò andare Artemide che spaventata e addolorata si rifugio sull’Olimpo, sulle ginocchia del Padre degli Dei che provvide a consolarla.

artemideLa Dea della Caccia a suo agio nei boschi e meno sui campi di battaglia era anche una Dea vendicativa e in questo tratto era uguale al fratello divino. Contribui ad uccidere i dodici figli di Niobe, figlia del re Tantalo, che vantandosi della sua prole volle fare dei paragoni inopportuni con la madre di Artemide e Apollo, Latona.

Una fine analoga toccò anche al cacciatore Orione, che tento di insidiare la Dea della Caccia. Artemide a quel punto gli mando contro tutti gli animali feroci e selvatici, ma essendo Orione un abile cacciatore li uccise tutti. Artemide a quel punto giocò d’astuzia e mandò contro al Gigante uno scorpione, animale piccolo e velenoso, che punse a tradimento Orione uccidendolo *. Anche questa volta il suo voto di castità fu salvo.

callistoPoiché rispettava ligiamente il proprio voto di castità, Artemide voleva che anche le sue Ninfe e Oceanine facessero lo stesso. Ma questo non accadde a Callisto, la più bella delle Ninfe, che perse la verginità per mano di Zeus. Il Padre degli Dei si presentò alla Ninfa sotto mentite spoglie e quando si rivelò, era ormai troppo tardi per Callisto. Il frutto di questo rapporto violento con il Padre degli Dei non tardò ad arrivare e Callisto, durante uno dei bagni che le Ninfe si concedevano nelle sorgenti boschive, venne scoperta gravida da Artemide che si infuriò con la sua Ninfa e per punirla la trasformo in orsa, tramutando la sua bellezza in bestialità. A distanza di anni, per puro caso, il figlio della Ninfa, Arcade, durante una battuta di caccia rischiò, inconsapevolmente, di uccidere la madre tramutata in orsa. Ma in quel frangente intervenne Zeus che conscio delle sue responsabilità decise di trasformarli entrambi in costellazioni: l’Orsa Maggiore e L’Orsa Minore**.

taigeteNella vicenda di Taigete, una delle Pleiadi, Artemide cercò di intervenire per salvare la propria compagna di caccia, dalla morbosità del padre Zeus, trasformandola in un a cerva, ma il Padre degli Dei non si fece ingannare e riusci comunque a possederla. Da questa unione nacque il fondatore della città di Sparta: Lacedemone.

Grande aiuto diede al padre Zeus quando i due Giganti Oto ed Efialte decisero di assaltare l’Olimpo. Per poco i due Giganti non vi riuscirono, catturando da prima il Dio della Guerra Ares, che fu imprigionato in una vaso per tredici mesi, e poi mettendo in seria difficoltà tutti gli Olimpi. La giovane Artemide a quel punto si trasformò in una splendida cerva e si mise a correre fra i due Giganti che, per non farsela sfuggire, da provetti cacciatori quali erano, lanciarono le loro lance contemporaneamente finendo per trafiggersi l’un l’altro.

La Dea della Caccia aveva una sorta di doppia personalità, un lato benevolo con le fanciulle, che si iniziavano ai suoi riti sin dalla tenera età, e uno oscuro e notturno.

Artemide_EfesiaAd Efeso, città che venerava la Dea Artemide, sorgeva il suo santuario principale e il suo tempio era considerato una delle sette meraviglie del mondo antico, qui ci si rivolgeva alla Dea “buona”, l’Artemide degli efesini, come veniva definito il suo simulacro, di un colorito bruno e dal busto interamente coperto da mammelle. Mentre nella lontana Tauride, esisteva un santuario nel quale si pregava alla Dea “oscura”, e dove si compivano riti sinistri e orrendi. Si narrava che ad officiare questi riti fosse Ifigenia la figlia di Agamennone, re di Micene, costretta a servire la Dea in quelle terre barbare e inospitali a seguito del salvataggio della Dea in occasione del sacrificio intrapreso per ordine del suo stesso padre Agamennone, a seguito del vaticinio di Calcante, che dichiarò l’orrendo atto indispensabile per dare inizio alla guerra di Troia. La povera Ifigenia fu ritrovata fortunosamente e riportata a casa dal fratello Oreste, andato in Tauride per espiare la colpa del matricidio commesso per vendicare l’uccisione del padre Agamennone.

Questo suo lato oscuro e questa sua dimensione lunare, portarono la Dea Artemide ad essere associata alla Dea della Luna che con il suo cocchio portava in cielo la luna nuova.

Il prossimo mese conosceremo meglio il latore di ogni messaggio, buono o cattivo, proveniente dagli Dei, il Dio furbo e bugiardo Ermes.

* La caccia calidonia è un tipo di caccia ancora in auge in alcune nazioni balcaniche

**Per via di questo racconto mitico, quando si osserva il cielo notturno, si può notare che le stelle Pleiadi fuggono dalla costellazione di Orione mentre Orione fugge dalla costellazione dello Scorpione.

***Ancora oggi possiamo ammirare le due costellazioni nel cielo notturno e guardando le stelle dell’Orsa Maggiore potrete pensare alla Ninfa Callisto.

Alessandro Cerioli

Olympos: Poseidone, il Dio del Mare

596px-Poseidon_sculpture_Copenhagen_2005Studio Tablinum: Poseidone è il Dio azzurro, il Dio del Mare, ma anche dei corsi fluviali e dei terremoti. Figlio dei Titani Crono e Rea e fratello di Zeus, con il fratello Ade rappresentano la triade divina più importante dei dodici Olimpi. Grande fu il suo contributo durante la Titanomachia che vedeva le divinità di seconda e di terza generazione affrontarsi. L’arma del Dio del Mare, il Tridente, fu forgiato dai Ciclopi, con questa sconfisse, insieme ai fratelli, i Titani che furono poi scaraventati in una prigione al centro della terra con mura di bronzo, che Poseidone provvide personalmente a costruire, il Tartaro. Il Dio azzurro ebbe un ruolo fondamentale anche durante la Gigantomachia, si dice che sconfisse il Gigante Polibote tagliano con il suo tridente l’isola di Coo e scaraventandogliela contro.

I luoghi di culto del Dio del Mare erano Mykonos, Corinto e in molto città della Magna Grecia, ad Atene era secondo solo alla Dea Atena, a lui erano dedicati ogni anno i Giochi Istmici. I marinai gli rivolgevano preghiere e sacrifici, il più comune era annegare dei cavalli in suo onore. Nell’iconografia classica viene raffigurato sul suo cocchio d’oro trainato da cavallucci marini, circondato da delfini che gli nuotavo attorno e con in mano il suo Tridente.

Amphitrite-PoseidonPoseidone abita le insondabili profondità marine, in un palazzo fatto di corallo e conchiglie, con la splendida moglie, la Nereide Anfitrite, dalla loro unione nacque Tritone, mezzo uomo e mezzo pesce, questo figlio, che noi vediamo spesso raffigurato in splendide statue e giochi d’acqua, possedeva un corno di conchiglia con il quale, suonandolo, ammansiva i marosi e le tempeste. Fu sempre l’araldo del padre e lo seguiva ovunque.

Di particolare rilevanza fu l’aiuto incondizionato che diede all’eroe Giasone e agli Argonauti nel far seguire la rotta giusta alla loro nave Argo.

tritoneGli altri figli del Dio del Mare, avuti fuori dal matrimonio con Anfitrite, non furono cosi benevoli come Tritone. Ad esempio il Ciclope Polifemo che divorò i compagni di Odisseo durante la loro prigionia, il brigante Scirone che venne ucciso da dall’eroe Teseo, oppure il cacciatore maledetto Orione ucciso da uno scorpione mandatogli per vendetta dalla Dea della Caccia Artemide.

In questo palazzo sommerso un giorno fece visita un giovane eroe, Teseo principe di Atene, che si pensa fosse il figlio di Poseidone stesso. L’eroe ateniese diretto verso Creta, intento a sfidare il Minotauro, creatura metà toro e metà uomo, fu accusato da Minosse, Re di Creta, di mentire sulle sue origini divine e così fu messo alla prova dal Re che si sfilò l’anello e lo getto nel mare, dicendo a Teseo di recuperarglielo, se era veramente chi asseriva di essere, il figlio del Dio del Mare. Teseo senza pensarci due volte si getto in mare e con l’aiuto dei delfini raggiunse il palazzo del padre divino dove qui ricevette molti doni, fra cui l’anello del Re Minosse, che incredulo lo riebbe dall’eroe dopo la sua emersione dalle profondità del mare.

pasifae e dedaloIl Dio del Mare sapeva essere generoso con i suoi protetti quanto era crudele con i suoi nemici, lo stesso Re Minosse ne sapeva qualcosa. Molto furbescamente venne meno ad un patto con il Dio del Mare, anziché sacrificare al Dio lo splendido toro inviatogli dallo stesso per celebrare la sua grandezza e di sancire il fatto di essere l’unico degno Re dei cretesi, sacrifico un toro comune nascondendo quello prodigioso, scopertolo Poseidone meditò una vendetta raffinata e subdola. Fece impazzire la moglie del Re, Pasifae, facendola innamorare del toro prodigioso. Presa da questa insana passione, fece costruire all’artigiano di corte Dedalo, una vacca di legno dove lei poteva accoppiarsi con l’animale, da questa unione ne nacque una creatura mostruosa, il Minotauro. Che fu prontamente rinchiuso nel labirinto ideato da Dedalo, nascosto agli occhi dei terrorizzati cretesi.

pegasoIl Dio del Mare aveva un’animale sacro, animale nobile che presto l’uomo imparò a domare, il cavallo. Si pensa che addirittura il cavallo più famoso della storia, Pegaso, fu generato dal Dio stesso durante un fugace rapporto con la Più terribile delle Gorgoni, Medusa. Quando il semidio Perseo sconfisse la creatura mostruosa, decapitandola, dal sangue sgorgato dalla ferita spunto Pegaso. Poseidone stesso, di tanto in tanto amava tramutarsi in un cavallo e galoppare a perdifiato. Accadde cosi che, invaghitosi della Dea Demetra, Dea dell’Abbondanza, cerco di farla sua, la Dea nel tentativo di sfuggirgli si tramuto in una giumenta e si nascose in branco di cavalli, ma il Dio del Mare individuo subito nel gruppo di equini la Dea dell’Abbondanza e tramutatosi in potente stallone si accoppio con lei, da questa unione ne nacque una figlia misteriosa, di cui nessuno doveva pronunciare il suo nomee quindi non c’è stato tramandato. Nacque da questo connubio forzato anche un altro cavallo, meno famoso di Pegaso ma non meno prodigioso: Arione, un cavallo che sapeva parlare come un uomo. Fu cavalcato dall’eroe Adrasto durante la spedizione dei Sette contro Tebe.

aiace oileoTra le divinità Olimpiche, Poseidone, era fra le più irascibili e vendicative, per un nonnulla scatenava tempeste e terremoti, soprattutto quando notava nell’uomo una mancanza di fede nei sui riguardi.

A tal proposito ne sanno qualcosa gli eroi della guerra di Ilio, su tutti Odisseo, costretto ad errare per i mari per dieci lunghi anni prima di poter far ritorno nella sua Itaca. Terribile fu anche la sorte dell’eroe Aiace Oileo, scampato ad una tempesta durante il suo viaggio di ritorno da Ilio, si ritrovo a poca distanza da Mykonos, ed ebbe l’ardire di vantarsi di essersi salvato solo con le proprie forze, sentitolo Poseidone si adirò, impugno il suo Tridente e lo scaglio sulla roccia sulla quale aveva trovato la salvezza il naufrago, la roccia si squarcio in due ed il povero Aiace precipitò in mare, annegando.

La parte restante della roccia, se passerete da quelle parti, la potrete vedere affiorare dal mare.

atena e poseidonePoseidone ebbe una disputa anche con la Dea della Saggezza, Atena, per il dominio sulla città di Atene. Accadde che in quel luogo spunto un ulivo e contemporaneamente inizio a sgorgare dell’acqua, ora l’ulivo era simbolo sacro alla Dea Atena e l’acqua lo era per il Dio Poseidone, chi scegliere come divinità tutelare della città ?

Il Re Cecrope decise di dirimere la questione democraticamente. Convoco tutta la cittadinanza per le votazioni: i maschi votarono per Poseidone mentre le donne per Atena. Vinse la seconda e da allora la città fu sotto la protezione della Dea della Saggezza, da cui prese anche il nome Atene.

Poseidone preso dalla collera verso le donne ateniesi, devasto i campi intorno ad Atene e per placare l’ira del Dio del Mare gli uomini di Atene punirono le donne. Da allora in poi non avrebbero più votato, nessun figlio avrebbe preso il nome della madre e nessuna figlia si sarebbe chiamata con il nome della Dea della Saggezza.

poseidone e laomedontePerò anche Poseidone ebbe le sue sonore sconfitte. Accadde che gli Olimpi, stanchi del dominio incontrastato di Zeus, vollero ribellarsi. A capo di questa ribellione ci furono la Moglie divina Era, il Dio Apollo e il Dio del Mare, cosi Zeus fu ingannato e legato. Fu salvato dalla Nereide Teti con l’aiuto del Centimano Briareo, che subodorando odore di rivolta aiuto il Padre degli Dei. Tutte le divinità coinvolte furono unite. E, tra loro, Poseidone fu mandato a servire il Re di Ilio Laomedonte, che gli fece costruire la potente cinta muraria che circondava la città. Al termine dei lavori il Re Laomendonte si rifiuto di corrispondere il giusto compenso al Dio del Mare. Egli, infuriato fece uscire dalle acque, un enorme mostro marino che, secondo gli oracoli interpellati dal Re terrorizzato, poteva essere placato solo con il sacrificio della sua giovane figlia, Esione. Ormai convinto al sacrificio della figlia, per puro caso, venne in loro soccorso il semidio Eracle che uccise la creatura marina, liberando così la città di Ilio dalla sua terrificante presenza.

E da questo episodio nasce la collera verso la città di Ilio da parte del Dio del Mare e non manco mai di parteggiare a favore degli Achei durante la guerra decennale.

odisseaSiamo di fronte ad una divinità estremamente volubile che veniva temuta e venerata da tutto il mondo greco. Capace di grandi slanci ma nel contempo di grandi violenze. E se rapportate il tutto all’estensione dei mari capirete che Poseidone era un Dio che esigeva rispetto.

Il prossimo mese tratteremo le vicende del Dio più bello e crudele dell’Olimpo, Apollo.

Alessandro Cerioli

Olympos: Ares, il Dio della Guerra

Ares_villa_HadrianaStudio Tablinum: a differenza del mese scorso, in cui vi ho parlato del Dio Efesto, un Dio buono e generoso, diciamo il Dio più raccomandabile dell’Olimpo, questo mese vi parlerò del Dio meno raccomandabile, litigioso e attacca brighe dell’Olimpo, il Dio Ares.
Il Dio della Guerra è figlio di Zeus ed Era, ma si pensa che la Madre degli Dei partorì lui e la sorella Eris toccando un fiore, senza giacere con il Padre degli Dei.

Per alcune imprecisioni di carattere Mitologico, nel corso dei secoli Ares è stato ritenuto il Dio della Guerra, com’è universalmente conosciuto, in verità Ares era più una divinità direttamente legata al culto del sangue e della violenza, specie sul campo di battaglia.

I greci diffidavano di questo Dio per via del suo brutto carattere, non a caso fu la divinità protettrice per eccellenza di popolazioni barbare e belluine come i Traci; sempre in Tracia si rifugio dopo essere stato scoperto in fragranza d’adulterio con Afrodite, da Efesto, e conseguentemente deriso da tutto l’Olimpo.

erisI suoi animali sacri erano il cinghiale, il cane e l’avvoltoio. Sul campo di battaglia, dove l’essere umano compie le peggiori nefandezze, si accompagnava con la sorella Eris, la Dea della Discordia, insieme favorivano le barbarie e le razzie. Ma come si sa “can che abbaia non morde”, in effetti, in pochi scontri bellicosi il Dio della Guerra ne usci vincitore, ma il più delle volte la ragione di altre divinità o semi divinità aveva la meglio sulla sua forza brutale e non era raro che si rifugiasse sull’Olimpo dopo aver rasentato la sconfitta.

L’esempio più noto della letteratura classica fu lo scontro, sotto le mura di Ilio, al fianco di Ettore contro Diomede, o durante la mischia creatasi sotto le mura di Ilio con altre divinità presenti. Ares fu messo in difficoltà e si ritirò, la stessa Atena, Dea della Saggezza, con astuzia lo battè sonoramente.

amazzoniIl culto del Dio della Guerra, nell’Antica Grecia, non era molto diffuso, sappiamo che a Sparta veniva invocato prima della Battaglia, sempre a Sparta, nel suo tempio, la sua statua lo raffigurava incatenato, come a simboleggiare il fatto che gli spartani, vivendo per la guerra, avevano bisogno della sua presenza costantemente.

Una storia singolare ci viene riportata dalle Argonautiche di Apollonio Rodio, gli uccelli sacri ad Ares, muovendosi in un uno stormo circolare intorno al suo tempio, costruito secondo la leggenda dal popolo della Amazzoni, sue figlie, sulle sponde del Ponto Eusino, lasciavano cadere le loro piume appuntite come dardi, su qualsiasi persona che cercasse di entrarvi.

deimos e PhobosEssendo Ares una divinità “turbolenta” amava circondarsi di divinità altrettanto “turbolente”, come i figli, avuti dall’unione con Afrodite, Deimos e Phobos, Il Dio del Terrore e il Dio della Paura, la sorella di Ares e degna compagna Enio, Dea degli Spargimenti di Sangue e infine i figli di Stige e del Titano Pallante Bia, Dea della Violenza e Cratos, Dio della Potenza.

Questo manipolo di divinità diffondeva morte e distruzione sui campi di battaglia di tutto il mondo. Ares era solito presentarsi sul campo di battaglia con una quadriga trainata da quattro cavalli immortali dal respiro infuocato; la sua armatura era bronzea ed era ben distinguibile per via del luccichio, come arma aveva una lancia che usava per trafiggere i suoi rivali.

ares e il suo cocchioLo stesso padre Zeus, cercò di far rinsavire questo figlio cosi bellicoso ma il Padre degli Dei pote davvero poco contro la natura violenta di Ares, lo apostrofò anche con parole molto dure, come queste: “Non venire a piangermi addosso, essere infido. Tu sei per me il più odioso degli Dei dell’Olimpo. Ami solo contese, guerre e battaglie. Hai il furore intollerabile di Hera, tua madre, che io freno a stento con le mie parole. Ma io non voglio infierire troppo su di te, perche alla fine , purtroppo, sei anche mio figlio. E ringrazia di esserlo: altrimenti ti avrei spedito nelle viscere della terra, più in basso dei Titani”.

ares e alirozioFu addirittura giudicato da un tribunale soprasseduto da tutti gli Olimpi, per via dell’omicidio del figlio di Poseidone, Alirozio.

Ai piedi dell’Areopago, il tribunale di Atene dove si giudicavano i crimini di carattere religioso, c’è una fonte, Ares vide presso questa fonte Alirozio che faceva delle avance a sua figlia Alcippe, senza pensarci due volte lo uccise.

Fu assolto da quel crimine da parte degli Olimpi, o più probabilmente fu graziato, per l’ennesima volta dal padre Zeus.

cadmoUn intervento di diverso tipo fecero le altre divinità nei confronti di Cadmo, eroe del ciclo tebano, che compiendo un oracolo si imbatte in un Drago che custodiva “la fonte di Ares”, probabilmente anche la spaventosa creatura era figlia del Dio della Guerra, avendogli ucciso diversi uomini andati in cerca d’acqua, decise d’intervenire e uccise il Drago, ma essendo lo stesso legato in un qualche modo ad Ares, Cadmo dovette espiare la colpa e servire il Dio della Guerra come uno schiavo per otto lunghi anni.

Al termine di questo periodo infelice gli Dei lo premiarono, soprattutto Atena, e lo fecero Re della regione di Tebe, inoltre gli concessero in sposa la figlia di Ares e di Afrodite, la Dea Armonia. Il matrimonio fu celebrato con grandi festeggiamenti da parte di tutti gli Olimpi che, discendendo sulla terra, portarono sontuosi doni ai due sposi.

Un’ altra leggenda bizzarra narra che due Giganti imprigionarono Ares, durante una delle sue infime imprese, in un orcio di bronzo per tredici mesi. Dovette intervenire il Dio Hermes per liberarlo dopo che, con i suoi piagnistei, ebbe attirato l’attenzione degli Olimpi.

Come averete potuto leggere, il Dio della Guerra era tutto ciò che è violenza e arroganza e l’uomo, mutuando dal dio questa prerogativa, incarna tutto ciò che di violento è considerato proprio della mascolinità.
Il mese prossimo tratteremo le vicende di Poseidone, Dio del Mare.

Alessandro Cerioli

Olympos: the god of fire Hephaestus

398px-Vulcan_Coustou_Louvre_MR1814Studio Tablinum: it is with great pleasure that, this month, I will talk about the avdentures of  Heaphaestus, the God of Fire.

When I was a child, I was fascinated by his strength and intelligence: he was one of the few gods of the Pantheon, constructive and not destructive, as was instead his brother Ares. He was considered the unluckiest god of the Pantheon.

Hephaestus, since its inception, had to struggle against life adversities: he was not born with qualities such as beauty, elegance or friendliness, but he had a great intelligence: he was  indeed, called the “Engineer  of Olympus”.

This ingenious God was the creator of the Olympians residence and, in his own forge, he also created the weapons of the gods and heroes and much more. The most amazing creation were his automatons used as assistants.

Those inventions made of ​​him the God of engineering, technology, metallurgy and sculpture.
His symbols were: the anvil, hammer and tongs. His forge was located beneath Mount Etna in Sicily.

He was worshiped in all over Greece, particularly in Athens, he was considered a God with a bad temper, but it was appreciated by the faithful for his genius.

hera e tetiHis mather, Hera, during one of the many episodes of hate towards her traitor husband, decided to give birth to a son alone,  in order to punish Zeus about His continuous betrayals with other gods and mortal women.

But Hera, since it was also the goddess of marriage, asked for help to Thetis, the mother of the hero Achilles, who procured seaweed with supernatural powers that allowed women to get pregnant without the “help” of man.

Nine months later, Hera gave birth to HephaestusZeus could not remain indifferent and jealous, he asked for an explanation to his wife.

The real drama came when the baby was born: they were both disgusted by his ugliness, and in an extreme gesture, threw down  Hephaestus from OlympusThe poor baby took several days to land in the ocean, but he remain lame for its entire existence. An unnatural act that never forgave to his divine parents, especially his mother Hera.

He took his revenge by chaining her mother to a magical throne. Era was released only after giving in marriage to Hephaestus the Goddess of Love, the beautiful Aphrodite.

teti efestoHephaestus was picked up by the Nereids Thetis and Eurynome and he grew up in an underwater cave. To honor the Nereids, still a child, he created beautiful jewelry.

Despite his physical defect, Hephaestus was very brave during the War against Giants.

With his brothers he expelled from Olympus, the Giants, Gaea’s soons.

Hephaestus fought  against Clizio, one of the most threatening. The God of Fire killed him with a red-hot iron rod.

ciclopiHe took with him in his forge the children of Uranus and Gaea, the Cyclops who, like their brothers Titans, were repeatedly defeated by the Olympians.

Hephaestus worked with those wondrous creatures because of their high knowledge of metals; not by chance, the Zeus’ thunderbolts and lightning  were manufactured in the forge of Hephaestus.

Despite its ugliness Hephaestus had many beautiful women: his wife Aphrodite, the Nereid Cabiro, mother of his two sons, the Cabiri, and the Nymph Etnamother of other two children, the Palici.

atena ed efestoThe funniest story come form one of the many myths about the foundation of Athens:

When the Goddess Athena went to Hephaestus forge and ordered some arms, he tried to seduce her with the streght.

But Athena suddenly disappeared, leaving him alone in the moment of maximum enjoyment. His semen fell on the ground and fertilized the goddess Gaea, and after nine months  she gave birth to a child, Erichthonius, one of the first kings of Athens.

Haephaestus designed for the King of the Phaeacians Alcinous, two  automata – dogs as guardians of the royal palace.
These two automata marveled much the hero Odysseus, who saw them while visiting the gardens with the beautiful Nausicaa, daughter of Alcinous.

The reputation of Hephaestus, compared to other deities, is flawless and therefore his vicissitudes are limitedBut we like it as it is: honest and hard-working God of Olympus.

In the next article, I will tell you the story of Ares, the destructive and violent God of War. 

With the god of war, we conclude the trio of gods previously involved: Aphrodite, Goddess of Love and  Hephaestus, God of Fire.

Alessandro Cerioli

 

Olympos: Efesto, Dio onesto e sfortunato

398px-Vulcan_Coustou_Louvre_MR1814Studio Tablinum: con molto piacere, questo mese di aprile, tratteremo le vicende del Dio Efesto, Dio del Fuoco. Un dio che sin da bambino mi affascinava per la sua forza ed intelligenza, uno dei pochi Dei del Pantheon costruttivi e non distruttivi, come invece il fratello di Efesto, Ares. Dai più considerato il Dio più sfortunato del Pantheon. Dio che sin dalla sua nascita ha dovuto lottare contro le avversità. Non nacque con doti quali bellezza, eleganza e simpatia, ma con una grande intelligenza, fu infatti “l’Ingegnere”dell’Olimpo. Ideatore delle abitazioni degli Olimpi, della sua intera fucina, delle armi degli dei e degli eroi ed altro ancora, non ultimo, dei suoi automi di metallo che egli usava come aiutanti.

Questo Dio oltre ad essere Dio del Fuoco lo era anche dell’ingegneria, della tecnologia, della metallurgia e della scultura. I suoi simboli divini erano l’incudine, il martello e le tenaglie, mentre la sua fucina era situata sotto il monte Etna, in Sicilia.

Adorato in tutta la Grecia ma soprattutto ad Atene, non era considerato un Dio dal buon carattere, ma veniva apprezzato dai fedeli per la sua genialità.

hera e tetiLa madre del Dio del Fuoco, Hera, in uno dei momenti di avversione nei confronti del marito fedifrago decise di mettere al mondo un figlio, per farla pagare a Zeus per i continui tradimenti con Dee e donne mortali. Ma poiché Hera era anche la Dea del Matrimonio non poteva tradire apertamente il marito e quindi chiese aiuto alla nereide Teti, la madre dell’eroe Achille, che gli procuro un’alga con poteri sovrannaturali, quest’alga consentiva alle donne di rimanere in cinta senza “l’aiuto” dell’uomo. Nove mesi dopo Hera sgravò il frutto di quest’alga Efesto. Sulle prime Zeus fece l’indifferente ma preso poi da gelosia chiese spiegazioni alla moglie divina. Siano a qui, penserete voi, è quasi tutto normale, ma il dramma fu che entrambi rimasero disgustati dalle fattezze di questo neonato, dalla sua bruttezza e in un gesto estremo gettarono Efesto giù dall’Olimpo, il povero neonato impiego diversi giorni ad atterrare nell’Oceano, rovinosamente, con la conseguenza di rimanere zoppo per tutta la sua esistenza.

Un gesto questo che non perdono mai ai suoi genitori divini, soprattutto alla madre Hera. Come avrete letto nell’articolo su Afrodite, si vendico della madre incatenandola ad un trono appositamente costruito, ne fu liberata solo dopo aver ottenuto in sposa la Dea dell’Amore.

teti efestoEfesto venne raccolto dalle nereidi Teti ed Eurinome, che decisero di dare asilo ad Efesto che crebbe con loro in una grotta sottomarina, per loro, il Dio del Fuoco, inventore sin da fanciullo, ideo e forgiò diversi gioielli per gratitudine verso le sue benefattrici.

Il Dio del Fuoco era anche coraggiosissimo, durante la Gigantomachia, insieme ai suoi fratelli Olimpi ricacciarono sulla terrà i Giganti figli di Gea, La Madre Terra, il Gigante che tocca ad Efesto era fra i più minacciosi e si chiamava Clizio, il Dio del Fuoco lo uccise con una mazza di ferro arroventata.

Troviamo Efesto anche fuori dalle mura di Ilio a parteggiare per gli Achei.

ciclopiPrese al servizio anche i figlio di Urano e di Gea, i Ciclopi, che come i loro fratelli Titani furono più volte sconfitti dagli Olimpi, si serviva di queste creature prodigiose per via della loro alta conoscenza dei metalli, non ha caso nella fucina di Efesto si fabbricavano i fulmini e le saette di Zeus.

Nonostante la sua bruttezza, Efesto ebbe molte donne di comprovata bellezza, dalla moglie Afrodite, alla Nereide Cabiro, dalla quale ebbe due figli i Cabiri, sino alla Ninfa Etna, dalla quale ebbe due figli i Palici.

atena ed efestoMa la vicenda più esilarante riguarda una delle leggende riguardanti il mito della fondazione di Atene: Atena, la Dea della Saggezza si reco nella fucina di Efesto per ordinargli delle armi, data la bellezza della Dea, Efesto, inizio a molestarla, ma essa rifiutò le avance del Dio del Fuoco, questi preso da smaniosa bramosia cerco di farla sua con la forza, a quel punto la Dea Atena si smaterializzo all’improviso, lasciando solo Efesto nel momento di massimo godimento.

Il suo seme cadde sulla nuda terra, finendo per fecondare la Dea Gea, che dopo nove mesi dette alla luce un bambino: Erittonio, uno dei re di Atene.

Per il Re Alcinoo, signore dei Feaci, costruì due cani robotizzati che perennemente facevano la guardia alla reggia. Questi due animali di metallo stupirono molto l’eroe Ulisse, che passando dall’isola, durante le sue peregrinazioni, li vide mentre veniva accompagnato dalla bella figlia di Alcinoo, Nausicaa.

Siamo di fronte ad uno degli Olimpi più generosi e onesti. La reputazione di Efesto è impeccabile e quindi le sue vicissitudini sono limitate, rispetto alle altre divinità. Ma Il Dio del Fuoco piace così, onesto e laborioso Dio dell’Olimpo.

Nel prossimo articolo tratterò le vicende del fratello di Efesto, Ares, Dio della Guerra che a differenza del primo era un Dio distruttivo e violento. Il Dio della Guerra chiuderà il terzetto delle divinità precedentemente coinvolte: Afrodite, Dea dell’Amore ed appunto Efesto, Dio del Fuoco.

Alessandro Cerioli

Olympos: Aphrodite, Goddess of Love

venere di miloStudio Tablinum: this is an article that will certainly appeal to a male audience, while to the fairer sex do not will go unnoticed some similarities.

We will discuss about the most provocative and sensual deity in the pantheon: Aphrodite.

Born from the foam of the sea when Cronus, the titan lord of heaven in the second divine generation, emasculated his father Uranus. Just a few drops generated the Goddess of Love, Aphrodite celebrated as the Goddess of Beauty, Sensuality and Lust.

To Aphrodite are assigned many places of worship throughout Greece and are given to her various epithets, two best known are: Acidalia, due to the source in which she used to dive, located in Boeotia and Cytherea, derived from the place of his landing, soon after her conception, on the island of Kythera.

To the Goddess of Love is dedicated the celebration of the aphrodisiac *: a party in which dances become a kind of embrace of group. A party in which dancing and dances result in a kind of embrace of the group. In Corinth also participate the priestess of the goddess as an act of worship towards him.

nascita di venereThe Italian artist Sandro Botticelli in his famous painting “The Birth of Venus” makes full use of the mythical atmosphere of that event: Aphrodite is received on the beach by one of the Hours, deities of the seasons, especially the to the Spring proffers to her a blanket with embroidered flowers. Behind Aphrodite, Zephyrus heats her with his breath.

Let’s find out more about who was Aphrodite : Goddess of love is one of the few deities of the pantheon married but not for love: her marriage with the god of fire, Hephaestus, was the result of a deception.

There are many versions, I will follow the most reliable, but taking a step back: the Mother of the Gods, Hera, hurled her new born child Hephaestus, because of his ugliness, down from Olympus and remained crippled due to the impact to a leg.

47 Gian Battista Tiepolo - Venere e VulcanoDetermined to get back to Hera, being also the God of Metallurgy, imprison his mother on a throne especially created, in exchange for her release Hera granted to Hephaestus the permission to marry Aphrodite.

The marriage with Aphrodite made ​​him the most mocked husband of the whole Pantheon.

Being an unhappy wife Aphrodite abandons the arms of divine lovers as Ares, god of war, and the mortal Anchises and Adonis.

One of the most exhilarating adventures about betrayals of Aphrodite with Ares was when , Hephaestus caught, cleverly, the two lovers in fragrant.

afrodite e aresTired of the constant betrayals of the divine wife, conceived, over their wedding bed a system of chains so fine to result invisible. Leaving with an excuse, He get away from home and waits for the right moment.

He does not have to wait long before that Ares can sneak into the house and lie with Aphrodite, but at that point, the system created by Hephaestus snaps and imprisons the lovers.

Cries of despair rise from that alcove while the Fire God leads them to Olympos. The Goddess of Love is shamed, exposed tomockery of other Olympian gods. Poseidon, God of the Sea, orderes Hephaestus to free the two lovers and guarantees that Ares would pay for this adultery.

AdoneOne of her saddest vicissitudes happened to Aphrodite, is her love for the young mortal Adonis.

The history between Adonis and Aphrodite begins even before Adonis is born: his mother Mirra was driven by the Goddess of Love to lie with his father Teia, committing incest, once the father was aware of deception chase her daughter with intent vindictive; Aphrodite, to subtract Mirra to the violence his father turns her into a tree, the tree of Myrrh *.

After nine months, the trunk of this tree is torn and emerges Adonis.

Aphrodite falls in love immediately with this little child and took him under his custody. growing Adonis develops a sort of divine beauty that attracts the Goddess of Love and beyond. Even the Goddess Persephone remains attracted to such an extent that he decided to kidnap the young man, only the intervention of Zeus was able to make peace between the two Goddesses, in fierce contrast, decreeing that Adonis should live a third of the year in Hades, third in Kythera and a third where he likes best.

The period of the year when it was not under the tutelage of the two deities was fatal. While located in the woods, is hit by a wild boar that kills him. The boar was Ares, the God of War who, jealous of Adonis, wanted to underline his supremacy over Aphrodite.

54 Carracci - venere e anchiseWhile we might call a great love the affair between Aphrodite and the Trojan hero Anchises, not only for the fleeting embraces but especially for their long-term consequence. The goddess, in the guise of a Phrygian Princess, seduced Anchises while he herding sheep.

Aphrodite pregnant, decides to reveal her true divine nature and reveals a prophecy on the unborn child to the father Anchise. In fact, from their union was born Aeneas, founder of the Roman people.

Anchises boasting of this relathionship, drunken, enrages Zeus, who hits him with a thunderbolt making him lame. During the last years of his life Anchises will be forced to witness the downfall of his Ilium.

During the fire, which destroyed the city, flees to Italy carried on the shoulders of his son Aeneas. He died on the beaches Drépano, today Trapani, where today there is a stele where is remembered.

il giudizio di parideIn the competition between women Aphrodite from his best, as in the case of the famous “Judgment of Paris”.* The golden apple with the inscription “the most beautiful”, became an object of contention since the time of the wedding of Peleus and Thetis, when Eris, goddess of discord, created that magic apple. Weary about that competition Zeus instructs Hermes to find a judge for their “non-partisan” and found him in the Trojan prince Paris.

The Goddesses, to win the favor of the prince, promised him several rewards: Hera would have made him immensely rich, immensely wise Athena and Aphrodite immensely attractive in the eyes of women, according to what you choose?

Of course, be immensely attractive. So he chooses Aphrodite, that promises the most beautiful woman in the world: Helen Queen of Sparta. *

amore e psicheBecause of jealousy she does not spare even the beautiful mortal Psyche.

Aphrodite ordered to Eros, God of Love, to use his arrows to make Psyche fall in love with the ugliest man on earth, but it happened that Eros pricked with one of his arrows and fell in love madly Psyche. Psyche, however, betrayed the trust of the lover Eros, trying to see him under the light of a lantern, which is unheard of for a mortal, aware of this Eros run away.

She, by the will of Aphrodite, will have to endure the tests comparable to the labors of Heracles: to divide the seed into the temple of the goddess, obtain the golden wool shearing some sheep grazing, go to Persephone, to take some of her beauty to be put in a box for the Goddess of Love. All these trials were completed with great success.

Realizing the love of Psyche and loving her in turn, implores Zeus because Eros makes Psyche immortal.

Eros decided to marry Psyche. Since that marriage, Eros and Psyche are inseparable. From their marriage was born Edonè, the Goddess of Pleasure.

pigmalione e galatea nuovaAphrodite was also a goddess of compassion, as it is told in the story of the sculptor Pygmalion *.

Pygmalion, a sculptor of undoubted ability, has not yet found the love of a woman who could reciprocate his love.

Appeared to him in a dream, Aphrodite, gave the sculptor to discover the pleasures of love, when that dream Pygmalion was inspired and created an ivory sculpture that resembled the Goddess of Love and named her Galatea.

Falled in love with his sculpture, he decided to live forever with her, he prays Aphrodite to make the sculpture animated, Aphrodite, compassionately, gave birth to the valuable sculpture. The two lovers decided to get married.

As you read from the vicissitudes you have just read, Aphrodite has never enjoyed a good reputation, terrible and cunning, capricious and moody, but still adored and respected.

To the Greeks she was the goddess of fecundity, the most beautiful deities of the pantheon. The Greeks had a deep respect for the Goddess of Love, so much to sing lullabies and prayers to propitiate the love and fertility. In the next month we will discuss the story of Hephaestus, God of Fire, “the supreme architect of Olympus”, as well as the husband of Aphrodite, as mentioned in this article.

Alessandro Cerioli

NOTES:

* From the name of the goddess comes the word Aphrodisiac: that is, a substance which, presumably, increase the capacity amatory.

* From this story the Myrrh tree is called “precious” because of its content: the story is about the birth of the myth of Adonis, while in everyday life a fragrant resin.

* As a gesture of Eris was born on the way to say “apple of discord”.

* From this decision of Aphrodite originate the basis for the future abduction of the beautiful Helen and the consequent tragic Trojan War.

* Since this event is usually called Pygmalion one who acts as master to another person, and teach it the basics of living in society.