Lust for Art: Ad Infinitum

 

Tablinum: eccovi il video della mostra ‪#‎AdInfinitum‬. La mostra dal carattere artistico-scientifico ha saputo fondere la corrente artistica dell’Astronomical Art con la scienza astronomica.
Un sentito ringraziamento va ai nostri partner: Gruppo Astrofili LarianiSkyward experimental rocketry, grazie al loro contributo l’aspetto scientifico è risultato piacevole e impeccabile.
Un ringraziamento più che doveroso ai due attori protagonisti di Ad Infinitum: Giorgio Tardonato e Pierre Kuentz, le loro opere d’arte hanno suscitato emozione e profondo interesse.
E in fine grazie a tutte quelle trecento persone che hanno apprezzato il nostro lavoro…

Lust for Art: Ad Infinitum

Tablinum: eccovi la galleria fotografica del Vernissage della mostra Ad Infinitum. La mostra dal carattere artistico-scientifico ha visto una grande affluenza di persone interessate all’Astronomical Art. Si ringraziano i partner che hanno contribuito, con la loro professionalità, al successo di Ad Infinitum.


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Lust for Art: Ad Infinitum

 

Tablinum:  eccovi il video della trasmissione Angoli, Espansione TV, dove viene descritta la mostra Ad Infinitum e si trattano i suoi temi chiave. Il project manager di TCM, Alessandro Cerioli, introduce i telespettatori alla scoperta della mostra Ad Infinitum.

A voyage trough the stars with Pierre Kuentz

Fifty years lived as an artist. Pierre Kuentz, has joined with his early works,at only 18 years of age,  with the art collections of the French amateurs.

Following a profound study of art history, Kuentz travels abroad and the suggestions therein obtained inspire him.

From his African period spent in Gabon and in the Ivory Coast, he obtained a palette with predominant primary colors, shadows and reflections.)

During his career, he has participated in numerous artistic events. He has attended international museums and galleries where he was able to learn more about the contemporary, artistic world at the highest levels.

He develops a very personal painting technique based on the mixture of color pigments and sand.
He has worked for many years next to Master Gustave Tiffoche Breton, painter and ceramist of international fame which enabled him access to the collections of major European and American buyers.
In recent years, he has switched from terrestrial landscapes to astronomical ones thereby fusing a thorough scientific precision with his inimitable style of painting, revealing a delicate sensitivity for the enigma that the cosmos represents in humans.

For decades, his paintings have only been accessible to major collectors, and are now accessible to the wider public due to his participation in international events such as the Carousel du Louvre, the Grand Palais and international exhibitions such as Ad Infinitum in collaboration with Cultural Tablinum management.

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When we are faced with the spectacle of the cosmos, it is impossible not to be overwhelmed by a feeling of wonder and alienation.

The Universe images that elicit so much admiration in us are not visible to the naked eye but only through the great Hubble technological eye.

Shapes and sublime colors act on an artist’s sensitivity thus providing a great evocative and emotional impact:

During the long, artistic career of Pierre Kuentz, his paintings have always distinguished themselves not only for their evident technical excellence, but aboveall for their extraordinary sensitivity to color and the emotions that they convey to the human soul.

His artistic techniques developed under the influence of the great masters of the twentieth century avant-garde from which he has borrowed the uncommon sensitivity to the use of color :

you might guess the appeal of a mature Cezanne in which the line study introduces the concepts of Cubism of Braque and Picasso. Also evident are the strong color contrasts that evoke Matisse and there are also references to the style of the Italian genius, Parisian by adoption, Amedeo Modigliani.

In subsequent years, the meeting with the colors and authenticity of African landscapes can only donate to his works that inimitable touch of colors and material inserts, especially the desert sands, which capture the spectator in a hot whirlpool of earthly colors that remind us of zenithal sunsets and scorched deserts interspersed with savannas.

Finally: the artist’s emotional eye switches from earth to heaven and begins to investigate the wonders of the cosmos; the colors that Hubble offers us from distant galaxies millions of light years away, provoke in him an irresistible fascination, impossible not to direct it toward an artistic inspiration.
Pierre Kuentz through his art invites us to free ourselves from our everyday life in order to let the beauty of the Universe  attract us and then to allow us to participate in the excitement of being part of its wonderful mechanism.

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Ad Infinitum: alla scoperta della Space Art con Giorgio Tardonato e Pierre Kuentz

“La  storia dell’evoluzione ci insegna che l’Universo non ha mai smesso di essere creativo o inventivo”.
Karl Popper e John Eccles, The Self and Its Brain, 1977

 

Tablinum: La meraviglia per l’infinita bellezza del cosmo. Tutti noi sin dall’infanzia abbiamo scrutato, con il naso all’insù, la volta celeste: le stelle, luminose e lontane costellazioni, promessa di mondi tanto distanti, la luna e i pianeti, il sole; abbiamo immaginato di raggiungere galassie e pianeti lontani e magari abbiamo fantastico su ciò che per millenni è stato per l’uomo irraggiungibile oggetto di ricerca e anche di fantasticheria.
L’osservazione del cielo ha sempre accompagnato l’umanità fin dalle sue origini. Rappresentazioni degli astri, venerati quali oggetti di culto, si trovano già nelle incisioni rupestri. Agli albori della civiltà, gli antichi Egiziani e i Babilonesi dall’attenta osservazione del cielo e degli astri ricavarono calendari abbastanza precisi; le osservazioni fatte da Copernico, da Galileo e da altri scienziati dal XVI secolo in poi costituirono i primi grandi passi verso la scienza moderna.
L’infinito teatro del cosmo ha da sempre esercitato la sua essenziale influenza sull’essere umano.
Un anelito che ha plasmato tutti i cieli della storia dell’arte: dalla volta trapuntata di stelle della tomba della Regina Nefertari, al cielo stellato di Van Gogh.
Ma quando le suggestioni delle prime missioni spaziali e delle grandi scoperte astronomiche del XX secolo si coniugano alla sensibilità degli artisti del pianeta terra, la fusione fra scienza e arte si fa perfetta e trova la sua espressione più alta nella corrente della Space Art.
La percezione artistica è stata capace di catturare la bellezza del cosmo sulla tela, accrescendo il suo legame con l’osservazione del cielo e non è per nulla inusuale che gli stessi artisti siano degli esperti astrofili e collaborino attivamente con gli scienziati.
Molto spesso dal confronto fra scienziati ed artisti è stato creato un messaggio forte e coinvolgente: quello di trasmettere al pubblico il sogno di esplorare il cosmo. Le opere degli artisti hanno saputo divulgare le scoperte scientifiche, probabilmente anche ispirare le nuove generazioni, le loro tele si sono fatte ricettacolo di tutte quelle emozioni che genera nell’animo umano il sentirsi parte della meraviglia del cosmo.
Tratto fondamentale della Space Art è quello di aver saputo reinterpretare e divulgare, attraverso gli strumenti propri dell’arte, concetti scientifici di grande portata e rilevanza rendendoli adatti alla divulgazione culturale ed esprimendo in essi tutta la carica espressiva propria del mezzo artistico.
Ad Infinitum ha l’ambizione di volerci spingere a riprendere contatto con l’universo, alzando gli occhi verso quel cielo stellato che troppo spesso viene soffocato dalle luci delle nostre città e per la cui bellezza non si riesce più a provare meraviglia.

Un’arte quella espressa dagli Space Artists, che trova nella tecnologia un essenziale e irrinunciabile strumento di lavoro; è infatti soprattutto grazie agli scatti del telescopio spaziale Hubble che Giorgio Tardonato e Pierre Kuentz hanno potuto trasporre su tela tutta la meraviglia di quell’ autentico teatro di luci che  racchiude in sé il segreto della connessione tra Uomo e Cosmo.
Un ruolo inusuale per uno strumento scientifico che si trasforma in eccezionale coautore di queste sensazionali opere d’arte.

Per proteggere la cultura e la bellezza della notte stellata molti hanno chiesto all’Unesco di dichiarare il cielo notturno patrimonio dell’umanità, ma per questioni tecniche ciò non è mai potuto avvenire. Forse ci basterebbe  spingerci a ritrovare un contatto fisico e creativo con la natura e l’anelito all’infinito che essa veicola in noi.

In Ad Infinitum ha trovato un felice connubio la visione creativa di artisti e curatori unita alla competenza scientifica di astrofili e ingegneri aerospaziali, grazie alle collaborazioni con il Gruppo Astrofili LarianiSkyward Experimental Rocketry.
Una partnership che darà luogo ad una serie di eventi ad ingresso libero che vogliono abbattere le barriere ideali fra arte e scienza in nome di quell’anelito all’infinito che ci sospinge tutti ad alzare lo sguardo verso il nostro cosmo.

GLI SPACE ARTISTS IN MOSTRA: GIORGIO TARDONATO E PIERRE KUENTZ

Giorgio Tardonato e Pierre Kuentz non sono solo due artisti conosciuti e apprezzati ma anche due scienziati, impegnati in seminari e lezioni a livello internazionale che hanno voluto, attraverso l’arte, dare voce alla meraviglia dell’Universo.

Le tele di Giorgio Tardonato si distinguono per il rigore scientifico a cui si fonde la volontà di esprimere sulla tela la meraviglia di galassie e astri remoti, senza mai lasciare che la fantasia prenda il sopravvento sul realismo di quanto rappresentato; del resto, come egli stesso dichiara: “il nostro universo possiede in sé tutta la bellezza e la meraviglia necessaria e l’artista non potrebbe rendere lo spettacolo della natura ancora più stupefacente”.

Pierre Kuentz, ha un approccio più sensitivo alla rappresentazione dell’universo “nelle mie tele” spiega “voglio che traspaia tutta la meraviglia dell’uomo che si accosta ad osservare uno spettacolo millenario e ineffabile”. Le sue opere, realizzate spesso facendo ricorso a materiali non convenzionali, vogliono stimolare in noi una meraviglia fanciullesca.

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LEGGI LA VERSIONE INTEGRALE DEL CATALOGO DI AD INFINTUM

FOCUS:  LA SPACE ART

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La Space Art è una forma contemporanea di espressione artistica che vuole illustrarci le meraviglie dell’Universo. Come gli altri generi, anche la space art ha diverse correnti al suo interno: si passa da quello più realistico, a quello impressionistico, a quello della strumentazione (hardware art), alla scultura, a quello più astratto e al filone zoologico. Anche se gli artisti hanno raffigurato nelle loro opere elementi astronomici già da molti secoli, il genere vero e proprio della Space Art è ancora alla propria infanzia: esso è nato nel momento in cui l’umanità ha guadagnato la capacità tecnica di guardare oltre l’orizzonte terrestre e raffigurare artisticamente quello che si vede al di là di esso. Qualunque sia il percorso stilistico, l’artista in genere tenta di comunicare idee legate al tema spaziale. Attraverso la Space Art gli artisti comunicano utilizzando l’illustrazione e la pittura per rappresentare le più attuali scoperte scientifiche. Alcuni sono essi stessi scienziati o astrofili e hanno avuto modo di accedere direttamente alla strumentazione scientifica se non addirittura di partecipare alle missioni spaziali. Per molte decadi abbiamo raccolto le suggestioni sullo spazio e sulle missioni spaziali attraverso il mezzo pittorico o digitale. Le riviste scientifiche e quelle dedicate all’arte, soprattutto Oltreoceano, hanno concesso molto spazio alle opere degli Space Artists che si sono cimentati non solo in rappresentazioni fedeli della realtà spaziale ma, stimolati dalla propria sensibilità e fantasia, ci hanno spesso regalato immagini fantastiche e visionarie di mondi lontani e in attesa di essere esplorati. Chesley Bonestell, R. A. Smith, Lucien Rudaux, David A. Hardy e Ludek Pesek sono fra gli artisti universalmente più noti e rappresentativi di questo genere pittorico. Questi primi space artists sono stati nel corso della propria carriera artistica direttamente coinvolti nella realizzazione di immagini che potessero illustrare le future missioni nello spazio proponendole non solo agli esperti del settore ma divulgandole anche al grande pubblico. Grazie alla loro arte fu dato un forte impulso alla divulgazione del nascente settore della creazione missilistica spaziale e delle missioni astronautiche.

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“In viaggio fra le stelle con Pierre Kuentz”

 

Chesley Bonestell. Pioniere della Space Art

«Non ho dubbi che Chesley Bonestell, con le sue meravigliosamente accurate rappresentazioni sia degli obiettivi da esplorare che degli strumenti dell’era spaziale, ci abbia aiutato a creare lo scenario per quel che era certamente a venire. […] Senza Bonestell e le sue opere d’arte, l’era della NASA avrebbe potuto essere rimandata di molti anni, o potrebbe non essersi ancora verificata».

Joseph Chamberlain, direttore dell’Adler Planetarium

Chesley Bonestell con Wernher von Braun

Chesley Knight Bonestell (1 Gennaio, 1888–11 Giugno, 1986) Fu uno dei pionieri dell’arte astronomica, insieme con l’astronomo e illustratore francese Lucien Rudaux. I suoi dipinti hanno avuto una grande influenza sull’illustrazione astronomica e di fantascienza e contribuirono a ispirare il programma spaziale statunitense.

A seguito del sodalizio con il divulgatore scientifico Willy Ley. e dietro suo suggerimento, cominciò a introdurre nei suoi dipinti navi spaziali e astronauti. Nel 1946 Life pubblicò una serie di sue illustrazioni, concernenti una missione spaziale Terra-Luna con equipaggio.

Ben presto altre riviste cominciarono ad avvalersi della sua collaborazione. Tra esse Look, Coronet, Pic Magazine, Scientific American (il cui fascicolo di ottobre del 1948 pubblicò in copertina un’immagine del Sole visto da Mercurio), Air trails, Astounding Science Fiction, The Magazine of Fantasy & Science Fiction, Science Fiction e Galaxy.

Continuò lavorando ad altri dipinti che furono pubblicati dalle principali riviste, molti dei quali furono poi raccolti nel best-seller The Conquest of Space (1949), realizzato in collaborazione con Willy Ley. In esso veniva fatto autorevolmente il punto sulle conoscenze astronautiche e si offrivano spunti per i programmi avvenire. Il grande realismo delle tavole di Bonestell, come ci riferisce in una sua recensione Arthur C. Clarke, spinse diversi lettori a considerarle non dei dipinti ma vere e proprie fotografie a colori.

Collaborò ancora con l’industria cinematografica offrendo la sua consulenza artistica e tecnica per la realizzazione degli effetti speciali dei film prodotti da George Pal, tra cui Destination Moon 1955, The War of the Worlds, 1953, When Worlds Collide, 1951, The Conquest of Space, 1955 e Cat-Women on the Moon, 1953.
I suoi quadri sono apprezzati dai collezionisti ed esposti in istituzioni come il National Air and Space Museum e la National Collection of Fine Arts. La sua tavola di Saturno visto dal suo satellite Titano è stata ripubblicata molte volte ed è probabilmente una delle immagini di tal genere più conosciuta anche da i non specialisti.

Wernher von Braun, elogiando le opere di Bonestell, scrisse: «Nei miei anni di collaborazione con Chesley ho imparato a rispettare, addirittura a temere, la mania per la perfezione di questo straordinario artista. Il mio archivio è pieno di disegni di razzi che avevo preparato per aiutarlo nel suo lavoro, e che egli mi ha restituito con domande dettagliate e pertinenti o con critiche feroci per qualche svista o incoerenza».

Una delle opere più famose e suggestive di Chelsey Bonestell: la rappresentazione di Saturno vista dalla sua gigantesca luna di  Titano é considerata l’opera che ha segnato le sorti successive delle esplorazioni spaziali.

In viaggio fra le stelle con Pierre Kuentz

imagesCinquant’anni vissuti da artista per Pierre Kuentz che a soli 18 anni è entrato a far parte delle collezioni d’arte di facoltosi amatori francesi.

Dopo lo studio approfondito della storia dell’arte Kuentz lascia che siano i suoi viaggi e le suggestioni veicolate da essi ad ispirarlo.
Dal suo periodo africano, trascorso nel Gabon e nella Costa d’Avorio, ricava una tavolozza in cui predominano colori primari, ombre e riflessi caldi, quasi terrosi.

Nel corso della sua carriera partecipa a numerosi eventi artistici, frequenta musei e gallerie internazionali dove ha modo di approfondire la conoscenza del mondo artistico contemporaneo ad altissimi livelli.

Sviluppa una sua personalissima tecnica pittorica basata sull’avvicendarsi sulla tela di pigmenti di colore e sabbia. Lavoro a fianco del Maestro Gustave Tiffoche Breton, pittore e ceramista di fama internazionale entrando nelle collezioni di importanti acquirenti europei ed americani.
Nelle creazioni degli ultimi anni dai paesaggi terrestri è passato a quelli astronomici in cui fonde un’ accurata precisione scientifica al suo inimitabile stile pittorico e a una delicata sensibilità per l’enigma che il cosmo rappresenta per l’uomo.

Le sue opere, per decenni visionabili solo da parte di importanti collezionisti, sono ora fruibili anche al grande pubblico grazie alla sua partecipazione alle rassegne internazionali del Carousel du Louvre e del Grand Palais e di mostre divulgative come Ad Infinitum realizzata in collaborazione con Tablinum Cultural Management.

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Nel corso della lunga carriera artistica di Pierre Kuentz, i suoi dipinti si sono sempre distinti non solo per l’evidente eccellenza tecnica ma soprattutto per la straordinaria sensibilità di quest’artista al colore e alle emozioni che esso veicola nell’animo umano.
La sua è una tecnica che ha avuto i suoi esordi sotto l’influenza dei grandi maestri delle avanguardie del XX secolo a cui deve la non comune sensibilità per il colorismo: non possiamo non intuire il fascino del maturo Cezanne dalle forme preludenti il cubismo braquiano e picassiano, i contrasti cromatici alla Matisse e non mancano gli omaggi al genio tutto italiano, ma parigino d’adozione di Modigliani.
I paesaggi marini dorati dal sole delle coste meridionali del suo Paese ne hanno, fin dagli esordi, dominato la tavolozza.
L’incontro con i colori e la matericità dei paesaggi aficani non potevano che donare quel tocco inimitabile fatto di colori ed inserti materici, per lo più sabbie del deserto, alle sue opere che catturano lo spettatore in un vortice di colori caldi e terrosi che ci parlano con meraviglia di tramonti zenitali e deserti inframezzati a savane riarse.

E infine ecco che l’occhio emozionale dell’artista passa dalla terra al cielo ed inizia ad indagare le meraviglie del cosmo: i colori che Hubble ci restituisce da galassie lontane milioni di anni luce, possiedono un fascino per lui irresistibile: impossibile non convogliarlo in ispirazione artistica.

Forte è la carica emozionale che investe lo spettatore con le sue sfumature di colore e con  l’energia che ci viene trasmessa dai rossi intensi e dagli squarci di luce di Trou Noir en espansion in cui la profondità del buco nero è illuminata improvvisamente da un lampo di energia che si sprigiona dal suo interno mentre attorno l’Universo risplende della luce rossa propria delle stelle più antiche

In Galassia m106, possiamo ammirare il vorticare di sfumature tipico di questa galassia a spirale impreziosito dall’originale tecnica materica dell’artista che inserisce nella pigmentazione degli evidenti granelli di sabbia. Il fulcro visivo della composizione, rappresentato dal buco nero in espansione che sta per inghiottire l’intera galassia, risucchia anche l’occhio dell’osservatore verso il suo fulcro.

Opere come Montagne Mistiche, pur mantenendo la scientifica riproduzione delle foto scattate da Hubble, ci trasmettono attraverso le sfumatura di colore, tutta l’emozione dell’artista posto di fronte alla meraviglia e ai grandi interrogativi che l’osservazione del cosmo risveglia in lui.

Altre opere lasciano sbalorditi per il perfetto connubio fra dimensione emozionale e scientifica: è questo il caso delle sfumature iridescenti di opere come Nebulosa Planetaria o Nebulosa del Cuore e dell’Anima, arricchite dalla tecnica sincretica che unisce la colorazione acrilica alla sabbia.

L’invito che Pierre Kuentz vuole porre attraverso la sua arte è quello di liberarci dalla nostra quotidianità per lasciarci stregare dalla meraviglia dell’Universo fino a lasciare emergere in noi l’emozione di fare parte del suo meraviglioso meccanismo.
Emozioni dall’Universo che si traducono nelle vibranti sfumature delle tele di Kuentz in cui scienza e arte si fanno emozione pura. Un autentico viaggio fra le stelle, i colori dell’Universo.