SensArt: Le Cinque Anime della Scultura. Va Edizione

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Tablinum: anche quest’anno torniamo ad indagare il mondo della scultura e lo facciamo con la consueta mostra internazionale Le Cinque Anime della Scultura. Va Edizione. Questo percorso espositivo ideato dalla storica dell’arte Elisa Larese e dal classicista Alessandro Cerioli, vuole far risaltare al meglio le qualità dei cinque artisti presenti quest’anno; dalla sinuosità del vetro soffiato di Alexis Silk, alla tenacia delle pietre fossili di Cecilia Martin Birsa, passando dalla classicità contemporanea di Michał Jackowski sino alla visione onirica di Esin Cakir, concludendo con le opere eclettiche di Pantaleo Cretì.

Le Cinque Anime della Scultura sono divenute ormai un appuntamento irrinunciabile per gli addetti al settore e grazie a questa vocazione internazionale i visitatori potranno ammirare le impressioni artistiche provenienti da paesi lontani.

La mostra avrà una sua Vernice, Sabato 6 Ottobre 2018, presso lo spazio espositivo officinacento5 (v.le Lecco, 105 Como), a partire dalle ore 19.30. Il personale di Tablinum Cultural Management sarà a disposizione dei visitatori per maggiori dettagli ed una lettura specifica della mostra. Invitiamo tutti i nostri colleghi e amici a venirci a trovare e a passare qualche ora insieme in compagnia di queste splendide sculture…

Rassegna artistica SensArt 2019 a cura di TCM

Moon Adoring Encounter e Panter : le opere di Brigitte Cabell per Art Capital 2017

Tablinum: scolpire la pietra è un lavoro difficoltoso, estremamente fisico, che costringe lo scultore a porre in gioco se stesso in un duro confronto con la materia, sino a domarla, facendo in modo che essa assecondi ls propria volontà poietica di artista.

Opale bianco e serpentino verde dallo Zimbawe sono le pietre che Brigitte Cabell ha scelto per la realizzazione delle sue sculture. Si tratta di pietre dure, non malleabili, dalla storia millenaria.

Brigitte Cabell si pone, scegliendo tali materie prime, nel solco di una tradizione scultorea che ha solcato secoli e secoli: il serpentino, che prende il suo nome dall’aspetto “a pelle di un serpente”, dovuta alle inclusioni e variazioni di colore, è una pietra antichissima già utilizzata in ambito scultoreo dagli antichi sumeri, 4.000 anni fa, che la chiamavano za-tu-mush-gir.

È con questa pietra, ritenuta magica, che è stato realizzato il trentesimo capitolo del ibro dei morti egiziano, sono state scolpite le maschere rituali precolombiane, cesellate le preziose stautine Yu cinesi e altro ancora.

Encounter, green serpentine from Zimbawe, hieght 48, lenght 26 cm, 2016

Il serpentino verde è pietra dal valore di talismano e connettore dell forze vitali; il suo impiego come materia prima va ad assumere un significato essenziale in un’opera come Encounter.

Il dialogo – incontro fra le forme e la linea è, come lascia intuire il titolo, voluto dalla scultrice, un continuo convergere e ricovergere di forme che si fondono, l’una nell’altra.

La sepentina, volutamente grezza, delle parti più esterne viene finemente lavorata e lucidata in corrispodenza del focus di questa scultura dove questo incontro atavico lascia intravedere il suo lato più prezioso proprio dove l’incontro si fa fusione ed energia pura a cui attingere in questo vortice di forme.

Lavorare una pietra come Encounter significa investire un notevole sforzo fisico ed emotivo: le venature della pietra dialogano, accompagnando lo scalpello della scultrice, nella definizione di forme mentre l’urgenza creativa si scontra con la durezza e la fatica del lavoro scultoreo che, grazie allo sforzo interiore ed esteriore dell’artista riesce a liberare la bellezza intrinseca della pietra lasciando che essa si riveli allo sguardo.

Altra pietra di millenaria genesi geologica, è l’opale, scelto per la seconda scultura di Brigitte Cabell: Moon Adoring. Essa nasce dal silicio che si deposita geologicamente per millenni. L’opale, secondo la tradizione, racchiude in sè il potere di tutti gli elementi e le loro rispettive caratteristiche: l’energia e la forza del Fuoco; la prosperità, la pace e il benessere della Terra; l’intuizione, le emozioni e la sensibilità dell’Acqua; la comunicazione e la creatività dell’Aria.

Dall’iridescenza di una pietra tanto preziosa non puo’ che apparire lei, pallida e trasognata: l’Adoratrice della luna.

Moon Adoring,  white opal from Zimbabwe, height 26 length 33 cm, 2016

Adoratrice di millenarie lune già trascorse e di altre non ancora scritte nel nostro futuro, questa scultura incanta con la sua eterea delicatezza.

Lavorando a questa pietra Brigitte Cabell si lascia guidare, assecondandone venature e  dimensioni: è così che puo’ emergere un volto di donna che si abbandona al fascio di luna abbacinante e bianca.

La pietra, grezza nello sbozzare i lunghi e fluenti capelli dell’adoratrice, rapidamente fluisce in un movimento scultoreo in cui le linee si fanno più curve e le superfici assumono una rilevanza essenziale sino a tratteggiare un delicato volto di donna, adorante i pallidi raggi dell’astro lunare.

Le opere di Brigitte Cabell, Moon Adoring e Panter, saranno presentate in esclusiva presso lo stand E7 di Tablinum Cultural Management in collaborazione con Artistes Indépendants dal 14 al 19 Febbraio 2017 presso il Grand Palais di Parigi.

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BRIGITTE CABELL

cabellBrigitte Cabell, artista tedesca nata in Germania, a Berlino, ha lo studio nella Reismühle – Monaco di Baviera.  E’ vissuta per molto tempo in Italia, a Firenze.

Ha studiato medicina in Germania e ha lavorato come cardiologa fino sei anni fa in clinica, parallelamente alla clinica gli ultimi 14 anni ha frequentato diverse accademie in Germania, Austria, Italia, concentrandosi sullo studio di pittura e scultura; quest’ultima si è rivelata più affine al suo animo.

Ha esposto a Monaco, Berlino, Venezia, alla Triennale delle arti visive di Roma, nonché a Como presso l’officinacento5, in collaborazione con Tablinum Cultural Management.

Lust for Art: Le Cinque Anime della Scultura. IIIa Edizione – Vernissage

Tablinum: eccovi alcuni scatti del Vernissage della mostra “Le Cinque Anime della Scultura. IIIa Edizione“, presso lo spazio espositivo officinacento5, a Como.

Lo staff di Tablinum Cultural Management ringrazia tutte le persone che hanno partecipato a questa mostra internazionale.

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Comunicato Stampa Le Cinque Anime della Scultura. IIIa Edizione

scultura_3_invito_mail-02Tablinum Cultural Management torna a indagare le declinazioni dell’arte attraverso “Le Cinque Anime della Scultura”. Dal 8 ottobre 2016 al 21 ottobre 2016 presso lo spazio comasco di officinacento5, in Como, si terrà la terza edizione delle Cinque Anime della Scultura. L’Inaugurazione della mostra si terrà sabato 8 ottobre 2016 dalle ore 19.30 presso lo spazio comasco di officinacento5 (Viale Lecco 105 Como)

Nei giorni successivi sarà osservato il seguente orario di visita: Mar – Ven 14.00 – 18.00 Sab – Dom : 10.30 – 12.00 – 14.00 – 18.00 L’ingresso è libero a tutti gli eventi in programma.

Il concetto curatoriale da cui scaturisce tale rassegna è legato alla simbologia artistico – estetica del numero cinque: simbolo di una mente polimorfa, in costante mutamento, che ci spinge ad utilizzare ogni nostra competenza esteriore e interiore per raggiungere un’ aliquid. Una simbologia intensa che permea tutto il percorso espositivo: armonia e contrasto, ricerca e sublimazione si fondono in questo percorso espositivo ed emozionale che si concretizza in cinque diverse anime d’artista. La scultura riunisce in sé il concreto tentativo di plasmare il mondo che ci circonda e allo stesso tempo di infondere a esso le suggestioni che s’imprimono con maggiore forza nell’animo umano. Un’interpretazione di cui l’artista si trasforma in un medium privilegiato. Per questo ci siamo riproposti di riunire cinque scultori e cinque modi diversi di tradurre nel linguaggio estetico il mondo che ci circonda attraverso un’acuta analisi dei propri sensi e una declinazione fatta di suggestioni che si concretizzino nelle opere realizzate da cinque diverse anime d’artista. In questa terza edizione, a dare voce alle cinque anime della scultura saranno cinque scultori internazionali selezionati da Tablinum per l’eccellenza dell’esecuzione e per la peculiarità delle tecniche e dei materiali utilizzati ma anche per il diverso dialogo che le loro opere sanno innescare con lo spettatore.

Alexandra Slava Sevostianova, è anagraficamente la più giovane tra gli artisti selezionati per questa terza edizione. La sua è una carriera di promettenti successi: a soli vent’anni, Alexandra Slava Sevostianova ha già riscosso importanti riconoscimenti tra cui quello di The Art Renewal Center e le sue opere sono già parte di importanti collezioni private in Ucraina, Malta, Francia e in Italia.

Roberto Piaia ha da sempre rappresentato l’animo femminile fondendo nelle sue opere, pittoriche e scultoree, l’insegnamento degli antichi maestri a tecniche fortemente innovative, frutto di studio e sperimentazione costanti che lo rendono un vero e proprio pioniere. Piaia presenterà alle Cinque Anime della Scultura le sue opere “Mudra” e “Oltre in Bronzo” realizzate una in bronzo, l’altra con una particolare lega in bronzo e acciaio frutto di studi e sperimentazioni personali, entrambe espressione della corrente artistica dell’Assurfivo di cui è fondatore.

Teresa Condito è stata membro del Collettivo la Grand Bouffe presso la 56° Biennale di Venezia, dove ha ricevuto il premio ufficiale dallo stato del Guatemala e dal Commissario del Padiglione Nazionale, torna a esporre con Tablinum a seguito di Ars Naturans, svoltasi in agosto presso il Museo Giardino Botanico di Villa Carlotta. Le opere esposte in occasione de Le Cinque Anime della Scultura esprimono eloquentemente una fase di forte ispirazione artistica in cui le emozioni fanno scaturire nuove soluzioni creative. Nascono così opere come “Black and White”, “Thrill” e “Metamorphosis”. Cecilia Martin Birsa In occasione de Le Cinque Anime della Scultura, riproporrà tre opere accolte con grande successo alla sua ultima personale a Venezia presso la Galleria Rosenberg in concomitanza del cinquecentenario del Ghetto ebraico di Venezia: “Arcuata”, “Donna allo Specchio” e “Nodo Nero”; sculture in cui l’artista libera dalla pietra forme dalla sensualità atavica propria dell’universo femminile.

Pablo Atchugarry si divide fra l’Uruguay, sua patria d’origine, e l’Italia, dove vive dal 1978. Sin dagli albori della propria carriera ha dedicato la propria ricerca artistica alla scultura esprimendo attraverso vari materiali la propria poetica, Nel 2015 ha esposto 40 delle sue opere in una personale a Roma presso il Museo dei Fori Imperiali “Pablo Atchugarry. Città Eterna, eterni marmi” e ha realizzato per il padiglione Uruguaiano della Expo 2015, una scultura intagliata nel legno di un ulivo vecchio più di 800 anni intitotala “La vida después de la vida”. L’artista presenterà in occasione de Le Cinque Anime della Scultura la sua ultima creazione, “Senza Titolo”, da poco terminata, in marmo statuario di Carrara.

Lust for Art 2016: Tablinum presenta Ars Naturans di Teresa Condito al Museo Giardino Botanico di Villa Carlotta

COMUNICATO STAMPA

logoTablinum Cultural Management: La rassegna LUST for ART 2016, curata da Tablinum Cultural Management, si terrà dal 1 luglio 2016 al 30 settembre 2016 presso l’incantevole cornice del Museo Giardino Botanico di Villa Carlotta, sul Lago di Como,  per proporre ad appassionati e collezionisti le opere di cinque artisti di rilievo internazionale.

A seguito della fortunata rassegna 2015 “Art in Expo. Feed the World with Art”, che lo scorso anno ha fatto registrare un totale di 42.590 visitatori in soli sei mesi di programmazione, quest’anno Tablinum propone per la sua programmazione 2016 la rassegna tematica Lust for Art con la quale ci apprestiamo a indagare il meccanismo estetico che l’arte innesca in noi passando attraverso tutte le nostre percezioni poiché la libido artistica è energia psichica e creativa che ha come luogo fisico la mente, il cervello: la creatività è costituita da un puzzle i cui tasselli sono linguaggio e percezione.

teresa conditoIl terzo appuntamento estivo della rassegna Lust for Art prevede la mostra personale dell’arista italiana Teresa Condito.

Il rapporto con la Natura è per Teresa Condito, cresciuta in una famiglia di orafi, maestri nella lavorazione del corallo, fatto di piccoli gesti creativi per cesellarla e impreziosirla.

Il suo sviluppo artistico vede nella creazione di volumi scultorei la sua forma comunicativa più efficace ed espressiva. I materiali prescelti spaziano dal marmo al corten passando per l’alluminio, l’acciaio, il plexiglass e le pietre preziose.

I suoi lavori, laddove si coniugano la sua primaria vocazione orafa a quella più espressamente artistica, le hanno fatto ottenere importanti menzioni su riviste internazionali come Vogue Jewels, Vioro, International Jewelery, Arte Yioya ed è membro ad honorem della rassegna internazionale Gold Expressum.

Nel 2010 vince l’assegnazione Progetto “Più Europa” per la città di Casoria, in Piazza Benedetto XV, e realizza ne 2014 la sua opera pubblica “l’ESSERE” .

Teresa Condito ha partecipato alla 56esima Biennale di Venezia come membro del collettivo “La grande Bouffe” presso il padiglione del Guatemala presentando opere emblematiche come “Bambola a cucù” “Pistolino degli stracci” e “Silent night club”. Per le sue installazioni ha ricevuto il premio ufficiale dallo stato del Guatemala e dal Commissario del Padiglione Nazionale.

Nella sua scultura viene raccontato un mondo “altro”, dove la natura è esaltata attraverso l’ispirazione artistica e grazie alla quale l’elemento naturalistico diventa straordinario, mentre in ciò che è normalmente riconoscibile, si cela l’inatteso.

Villa_Carlotta_-_Lake_Como.jpgNon poteva esserci luogo migliore dove poter ambientare la nuova personale di Teresa Condito, Ars Naturans, se non a Villa Carlotta: dove l’arte creata dal genio artistico ha instaurato un dialogo ininterrotto con la meraviglia del mondo naturale, rinnovando nei secoli la propria carica perturbante in un luogo dove le metamorfosi fra arte e natura diventano concrete e tangibili.

La mostra ARS NATURANS è dedicata a dieci sculture inedite dell’artista, realizzate appositamente per quest’occasione. Si tratta di una mostra – installazione dedicata al connubio tra natura e arte, di cui Villa Carlotta è luogo emblematico.

L’allestimento, pensato in chiave creativa, ci riporta in un ambiente immersivo dove grazie anche all’ausilio di mezzi audiovisivi, le sculture sono accostate al fascino delle bellezze naturalistiche di Villa Carlotta e del Lago di Como.

Ars Naturans avrà luogo presso la WunderKammer Saal di Villa Carlotta, Tremezzina (co), da sabato 23 luglio a martedì 2 agosto 2016.


Orari visita:

Da lunedì a venerdì dalle ore 14.30 alle ore 18.00

Sabato e domenica dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle ore 18.00.


Ars Naturans è curata dalla storica dell’arte Elisa Larese

 Un’esperienza di visita unica, grazie all’uso della tecnologia digitale

La mostra ARS NATURANS è dedicata a dieci sculture inedite dell’artista, realizzate appositamente per quest’occasione. Si tratta di una mostra – installazione dedicata al connubio fra natura e arte, di cui Villa Carlotta è luogo emblematico. L’allestimento, pensato in chiave creativa, ci riporta in un ambiente immersivo dove grazie anche all’ausilio di mezzi audiovisivi, le sculture sono accostate al fascino delle bellezze naturalistiche di Villa Carlotta e del nostro Lago.

Contenuti speciali e testi curatoriali, a cura di Elisa Larese, saranno consultabili direttamente attraverso i link visuali  QRCode disseminati nel percorso espositivo.


VILLA CARLOTTA: Villa Carlotta, in Tremezzina, Lago di Como, è celebre in Italia e nel resto del mondo grazie al suo magnifico parco botanico e le sue sale ricche di capolavori d’arte.

Villa Carlotta è un luogo di rara bellezza: qui capolavori della natura e dell’ingegno umano convivono armoniosamente in 70.000 mq tra giardini e strutture museali.

 +39034440405        segreteria@villacarlotta.it      www.villacarlotta.it


TABLINUM CULTURAL MANAGEMENT: i nostri progetti nascono  dalla volontà di divulgare un modello culturale in cui il sistema dell’arte sappia comunicare valori fondanti che sorpassino le usuali logiche di mercato e riscoprano il valore primario della cultura quale nutrimento essenziale della coscienza umana. Per questo amiamo considerarci prima di tutto “impiegati della cultura”.

+393392181456      info@studiotablinum.com     www.studiotablinum.com


 

 

 

 

THE INNER ASYMMETRIES OF MIEKE VAN DEN HOOGEN

Tablinum: after having admired the works of Mieke van de Hoogen during the last exhibition at officinacento5 in Como, we like to give you an enlightening conversation with the artist to find out more about her work of art: in her work, images of women take an important place. In these images, she strives for a combination of naturalistic elements, abstracted forms and emotions. A female body does not interest her as it represents an ideal of beauty, but it is a representation of a body, a body which is lived, which can be read emotions in the image.

She tell us about her use of images: “The image is not an empty vessel, the body is no shell. In this shard I give it inward again, as thin as possible, fragile. In addition to images of women I make ceramic objects. In these objects, I lost my imagination. They are made f or the enjoyment of form. I also make pots, built according to ancient Indian techniques, sometimes with a silkscreen decoration, sometimes reduced fired. By reducing the work undergoes hypoxic changing color: green copper is copper red. The expression and the joy that I have put in the pot, there is hardly a tool. In addition, I also make bowls, vases and plates, which are usually meant to be used”.

Mieke Van De Hoogen

Do you think there is a material or a technique in which it is easier to express yourself?

There is not a material to express myself easier than clay, because it’s a soft material in which you can work very Nice.

What triggers you during the creative process?
The trigger is that mostly I make large work about 1 meter high, and when I am working on the top of the statue it already dry on the bottom and then it easely breaks. When the big vases are in the knill  it’ ‘s important to control the temperature constantly, because when the temperature is highering too fast, or lowering too fast the sculpturen will collaps.

What are the sensations that you feel during the processing of your sculptures?

When I am busy with making the sculpture I am fully concentrated and I forget all about me, time, to eat, ect.

A question to which all the artists always respond reluctantly, but in the end it is natural to

ask: who inspires you or at least what is the artistic figure who most influenced the way you

express yourself with the language of sculpture?

The artist who inspires me most is Giacometti

How is the world seen through the eyes of a sculptor?

When I am looking around I am always looking to people to see how beuatifull or how ugly they are. Something of this I want to express in my sculptures.

What are the main qualities that do you think should have a sculptor?

The quality is patience, because  it’s a long way from clay to a statue or a sculpture.

How long does it take to make a sculpture? What are the main steps?

First of all, I have to prepare the clay, coloring it, then it has to dry about a week. Then a can start to make something . Every day  I have to bild a small part on the statue or sculpture. The clay may not break or splitt up during the process.  When the work is finished it has to dry for a week or two, it has to be baked in the knill, first time till 950 degrees, than I have to glaze it and for the second time I have to bake it till 1050 degrees.

A work of art could be also a confession. What do you want to confess?

My work is not a confession, I enjoi it very much, it’s a plessure.

What is an important memory that you carry with you and that makes you always move?

During the work and looking around yourself you see the differences in form and people  and that always inspires me.

How do you feel to exhibit your sculptures together with those of four other international

artists?
I like to meet other artists on an international podium, and I hope people like my work.

I know that is a difficult question: what is the work that most represents you?

The work that represents me most are the body’ ‘s of women.

What do you think about the future of art, particularly about sculpture?
More young people are painting nowadays, and the handwork  of ceramics is losing ground.

What will be your next challenge for your professional artistic career?                                       The next step in my Career is an exhibition in New York in June 2016.

Elisa Larese

THE 2nd EDITION OF THE FIVE SOULS OF THE SCULPTURE

Tablinum: the Five souls of the sculpture is the last appointment of Art in Expo. Feed the World with Art.

Having reached an amount of 30,000 visitors during the whole period of Art in Expo, feed the world with art is a great token of appreciation for Tablinum and its partners.

Five is indeed a special issue: is the number of five senses that we use to interpreting the world; a  number that symbolizes a polymorphic mind, constantly mutating, which encourages us to use all our outward and inwar strengths in order to reach something else.

That number convey a strong symbolism that permeates the whole exhibition: harmony and contrast, research and sublimation come together in this visual and emotional route which is realized in five different souls of artists.

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JEAN PHILIPPE VATTIER: A SENSORIAL CHOICE

Jean-Philippe Vattier was born in Rouen in 1962. The stone sculpture has always been at the center of his life and his work. After laure in gioiellieria at the Ecole du Louvre in Paris, she opened a shop in Rouen, where he sells jewelry, all unique, of its creation, and handmade.

The need to create not new: as a child carved in stone, carved wood and work with clay.

During the work of professional jeweler, Jean-Philippe Vattier remains tied to his art: the best way to give shape and meaning to the world.

Six years ago, Jean-Philippe Vattier chose to move from small stones to larger models, in order to devote himself exclusively to sculpture.

Jean-Philippe Vattier exposed – sculptures made of clay and stone – in the Carmelite chapel in Bois-Guillaume (76) in December 2005. Since then he has participated in several exhibitions in Guangzhou (China) in December 2008 and twice in the Carrousel du Louvre in Paris in 2009.

The choice of material to be sculpted is done in the same place where he remove the stone: Carrara marble, soapstone from China, but also stones from Brazil, India or elsewhere.

The selection criteria are not only the color and the grain of the stone, but also the artist’s perception of the deeper meaning of matter and its future potential.


JEAN PAUL LAGARRIGUE: DIRECT CARVING

Jean Paul Lagarrigue from 2010 to 2012 he made during a workshop, seven studies with other sculptors. From 2012 to 2015 he has created several sculptures in his studio at his studio.
Throughout the years he collected 14 participation in international fairs and exhibitions.

The artist creates without sketches or preliminary models directly on the stone.

The process of creation is done in two stages:

The choice of subject of the sculpture depend from the choice of the stone and its overall characteristics: shape, color, hardness.

Then, during the work of sculpture, the design is refined, guided, directed by internal features (faults, inclusions) Stone who discover in every stroke of the sculptor. C e work is challenging because the material is removed whenever a risk-taking (breakage, accidents material doubt on the form), however necessary to give rise work.

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LAURENT LAFONTAS: A BODY AND SOUL OF STEEL

Born on April 7th, 1972 Professional sculptor approved the House of the Artists University graduate Jean Jaurès of Toulouse. Teenager, it is with the clay that he discovers a way of expression. Later, during his studies, he develops his artistic experiments by realizing artistic videos and cartoon movies. 5 years ago, he discovers the metal. He begins by representing the strength of the feelings, the drives, the tensions, the agonies of the being … then, he directs his work to more sensualism and realizes essentially feminine busts. At present, he realizes generally his works from assembly of small identical parts. In his last productions, he questions the balance, the unstable, the contrast, the difference, the limit.

For several years Lafontas experiences the creation of sculptures assembled by welding steel. His latest creations are made primarily by female busts that produces mainly using nails and screws. It represents the strength of feelings, tension, sensuality and trubles of human soul. The metal becomes flesh and feeling of his sculptures.

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MIEKE VAN DEN HOOGEN: INNER ASYMMETRIES

In my work, images of women take an important place. In these images, I strive for a combination of naturalistic elements, abstracted forms and emotions. A female body does not interest me as it represents an ideal of beauty, but if it is a representation of a body, a body which is lived, which can be read emotions in the image.

A symmetric body seems to have been built, yet it feels never the same. I want to express by an image asymmetrical building. Because these images are constructed of ceramic, so hollow, the contents should be expressed in the shard.

The image is not an empty vessel, the body is no shell. In this shard I give it inward again, as thin as possible, fragile. In addition to images of women I make ceramic objects. In these objects, I lost my imagination. They are made f or the enjoyment of form. I also make pots, built according to ancient Indian techniques, sometimes with a silkscreen decoration, sometimes reduced fired. By reducing the work undergoes hypoxic changing color: green copper is copper red. The expression and the joy that I have put in the pot, there is hardly a tool. In addition, I also make bowls, vases and plates, which are usually meant to be used.

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CARLO PAZZAGLIA: THE ADRENALINE OF  THE CREATION

I was born in Bologna in January ‘52; I live in the mountains, in Sestola, on the border between Emilia and Tuscany. At 24 I enrolled in the Faculty of Architecture of Venice. I passed all the exams but I never discussed the thesis. I have had many jobs; the last was the stonemason. This was my gym. For some years I do the sculptor.

I work the river stones, iron, wood and lately also the marble, trying to bring to light their life energy. My sculptures tell stories, as were the diaries of the earth. I pursue, as in all my things, simplicity and synthesis. Nowadays it’s not cheap.

Every one of us is inspired from a particular material, either for elective affinities or because he has learned how to work on that; you can experiment with other materials but working with your favorite is like coming back home. When comes the inspiration I feel like a rush of adrenaline and my heart tells me that it is the right one.

During the creative process, you go from happiness to have solved a problem in discontent because what I do not correspond to the vision that I had, to the anger that I feel when demolish even the work of a month or the frenzy for which even forget to eat. I am inspired by the man with his stories and his suffering. I owe much, if not all, Caravaggio, El Greeco, Goya, Giacometti and Brancusi, but I drank from a lot of other sources.

Elisa Larese

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