Vincenzo Vallone, Attenzione, c'è attenzione nel mondo!

Attenzione, c’è attenzione: Vincenzo Vallone a Villa Carlotta con un’opera-denuncia contro i crimini dell’ISIS

Tablinum: “Salveremo la città ma non le immagini degli idoli” così minaccia l’ISIS. Dal deserto siriano attraverso alcuni siti Internet, ma anche attraverso i social network, l’ISIS svende frammenti di antiche civiltà: fra di essi anche i monumenti archeologici di Palmyra, regina del deserto, patrimonio dell’Umanità, inutilmente posta sotto tutela UNESCO; caduta irrimediabilmente sotto le mani distruttrici delle milizie ISIS.

Vantaggi economici ed effetto mediatico. C’è chi sostiene che l’ISIS distrugga per mettere in risalto estreme ideologie collegate all’integralismo religioso; c’è chi invece, vede in questa terribile pratica non solo una conteporanea damnatio memoriae ma, piuttosto, un rapido e certo metodo di finanziamento per le attività terroristiche del Califfato: pochi i reperti autentici distrutti, molte le copie “di scena” e moltissimi quelli destinati al mercato nero di un’occidente irresponsabilmente complice.

Si distrugge, si smantella, si sottrae, si esporta. Il terrore sale e con esso le vittime.

L’ISIS inaugura il marketing del terrore: esecuzioni di massa, in città inermi, lungo battigie marine, o attraverso gabbie in cui annegare altri esseri umani. Molte ormai le estorsioni collegabili alle forniture di petrolio, di armi e di ordigni nucleari in una girandola di interessi incrociati e di catastrofi incombenti per il mondo che conosciamo.

Teatri di sangue contemporanei: dopo Parigi, in gennaio, con l’attentanto al settimanale satirico Charlie Hebdo lo scenario di marzo è diventato il Museo del Bardo di Tunisi.

26 giugno 2015, giornata di sangue: di nuovo in Tunisia, 37 vittime sulla spiaggia di Sousse, ancora delirio integralista in Francia, a Lione;  e poi gli attacchi in moschea in Kuwait e in Somalia ad opera dello Shebab.

“Il terrorismo alimentato da fanatiche distorsioni della fede in Dio, sta cercando di introdurre nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in Africa i germi di una terza guerra mondiale” così commenta il presidente della repubblica italiana Segio Mattarella di fronte alla notizia diramata dal Daily Mail dello sventato attentato alla Regina Elisabetta, alla nuova strage di civili a Sirte e all’orrore a Palmyra.

Settembre: foto satellitari, su Palmyra in Siria, confermano la distruzione del Tempio di Bel e la strage nella città moderna. Tragedie dei migranti: a scuotere l’indifferenza di noi occidentali sono i marchi rinvenuti sulla pelle dei profughi e la fine tragicamente, morbosamente documentata dai media, di un bimbo e della sua famiglia in fuga verso un futuro in cui la vita di tutti i giorni non conoscesse guerre e stragi.

Voremmo poter scrivere la parola fine eppure…l’escalation prosegue pericolosamente rischiando di travolgerci una volta per tutte.

ARTinEXPO brochure vallone

Attenzione, c’è attenzione! è questo il richiamo, quasi un’invocazione che l’artista lancia a tutti noi.  Vincenzo Vallone,  attraverso la sua opera-progetto realizzata in 10 pannelli ci parla in modo diretto, mettendoci di fronte alla distruzione già compiuta Il rischio che corre il nostro patrimonio culturale e con esso la nostra identità, è concreto quanto quello già consumatosi per altri patrimoni o altre genti, non poi così distanti. Siamo di fronte a un’opera dalla forte carica di denuncia: l’emergenza è quella di scuotere i propri contemporanei e indurli a penetrare con attenzione le vere conseguenze di ciò che sta accadendo nel mondo.

E così l’immaginazione, segnata dagli ultimi tragici eventi legati al terrorismo dell’ISIS e all’esodo forzato dei migranti, trasforma clamorosamente le opere d’arte più preziose del nostro patrimonio nazionale grazie ad una “Mescolanza di intelligenza umana e intelligenza artificiale”

In una rappresentazione tutta inventata,  in cui  si cammina sul filo sottile di simulazione e realtà: entrambe tragicamente agghiaccianti; minaccia sicura di alienazione per un’intera secolare cultura. Se è destino insito in tutta la materia di ritornare alle proprie origini, di tornare infine allo stato di informe origine, il pensare una simile condanna rivelarsi sui capolavori della nostra cultura annichilisce e terrorizza.

Abbiamo imparato a conoscere e apprezzare il linguaggio personalissimo di Vallone fatto di “lamiere fiorite”  e ora dobbiamo prendere atto della sua trasfigurazione: quelli che ci ripropone sono frammenti, “cocci”, rovine abbandonate alle spalle dalla ferocia iconoclasta di un nemico inatteso e senza volto.

Schegge del nostro passato che l’artista conficca nella nostra coscienza come schegge a monito nel nostro futuro.

La potenza distruttiva che l’artista sembra intuire alitare sul collo della nostra civiltà, ha il volto e la pesantezza di un arcano, inarrestabile potere.

Un omaggio “estremo” all’età aurea della nostra civiltà, il Rinascimento, mentre tutta la sua eredità è messa in pericolo dalle ombre del fanatismo religioso e dell’oscurantismo culturale che si stagliano all’orizzonte.

Vallone rielabora dieci opere capitali del Rinascimento Italiano attraverso la creazione di rendering fotografici in cui, in un gioco di riflessi, le opere appaiono immerse  in uno strato d’acqua la cui immersione ed emersione diventa simbolo del coinvolgimento dell’artista stesso nella tempesta culturale che rischia di abbattersi sulla nostra identità collettiva. La sensibilità dello spettatore segue il ritmo dello specchio d’acqua, con i suoi picchi di intensità cromatica a cui si fonde una profonda emotività, che grida alla presa di posizione non solo morale in difesa dei frutti più preziosi della nostra cultura.

Lo spazio pittorico è qui ripensato e scomposto con meticolosità architettonica per poi essere reinterpretato con la sensibilità e la delicatezza propria dell’artista impegnato nel convogliare un messaggio intenso e assolutamente contemporaneo.

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Artisti e opere dalle quali sono stati tratti i 10 rendering di simulazione

1 – da Caravaggio, Scudo con testa di Medusa (Uffizi Firenze, 1597)

2 – da Leonardo, Dama con l’ermellino (Cracovia, 1490)

3 – da Raffaello, Ritratto di Maddalena Strozzi ( Firenze, 1507)

4 – da Raffaello, Belle Jardinière (Louvre Parigi, 1507)

5 – da Caravaggio, Bacco (Uffizi Firenze, 1595)

6 – da Raffaello, La muta (Urbino, 1507)

7 – da Leonardo, La Gioconda ( Louvre Parigi, 1517)

8 – da Caravaggio, Fanciullo con canestra di frutta (Galleria Borghese Roma, 1593-1594)

9 – da Leonardo, Belle ferronière (Louvre Parigi, 1496)

10 – da Michelangelo, La fine dei tempi (part. del Giudizio Universale Roma, 1542)


VINCENZO VALLONE è nato a Telese Terme (Benevento), dove vive e lavora.
Architetto.
Ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti e  architettura all’Università “Federico II” di Napoli.
Si è consacrato alla progettazione degli spazi urbani, al recupero storico, alla pianificazione territoriale e alle tematiche dell’ambiente e del paesaggio.
Dipinge da sempre.

ART in EXPO: La rassegna “Art in Expo. Feed the World with Art”, vedrà altri tre appuntamenti da qui ad ottobre divisi fra Villa Carlotta e lo spazio espositivo comasco officinacento5, si iscrive fra gli appuntamenti imperdibili dedicati ad Expo Milano 2015, con l’intento di “nutrire” il pianeta, fornendo ad esso nuove energie mentali che contribuiscano alla sua crescita e rinnovamento, alimentando il prezioso che è in noi.

Elisa Larese

“COLOURS AND…”

DSCN2196Studio Tablinum: the exhibition, which has been organised at Villa Carlotta from July the 17th to July the 31st of the British artist Roland Osita Nwankwo, was a sort of “work in progress”.

In fact in the first week he gave life to the works that have been shown during the next week in the Wunderkammer Saal; room recently opened on the mezzanine floor of the Villa.

Surely the location was of great help to the imagination of our painter: Villa Carlotta, in addition to being one of the most important museums of Lombardy, is famous for its lush botanical garden where you can see many species of plants and flowers.

How not to speak of Lake Como? It, too, in perfect union with the lush garden, is an inexhaustible source of chromatic emotions; a magical place that lulls and takes you away with its sway.

And surely even our artist has been shocked by its beauty. A unique and authentic beauty.

The colors of the paintings that he has produced in the first week prove that: has been able to portray with absolute mastery all the nuances of this locus amoenus.

Scale of colors follow each other in harmony and peace; at times some seem to stand out on others but they are never predominant. Everything is calibrated, without any particular tension and, moreover, could not be otherwise due to the location.

In addition, the style of painting of Osita follows his own personality: he was born in England but is of African origin and, in spite of the chaotic rhythms of the city, in the veins continues to flow the placid tranquility of the homeland.

That’s why we decided to name this show All the colors of an artist’ soul”: the common denominator between the artist and the landscape is color; treated in an exemplary manner by Osita but comes -authentically and naturally- from Nature through fantastic landscapes which people don’t consider as they should do.

Camilla Oliveri

“COLORI E…”

DSCN2196Studio Tablinum: la mostra che si è tenuta a Villa Carlotta dal 17 al 31 Luglio dell’artista britannico Roland Osita Nwankwo è stata una sorta di “work in progress”. Infatti, nella prima settimana, ha dato vita alle opere che sono state esposte la settimana successiva all’interno della Wunderkammer Saal; sala di recente apertura nel piano ammezzato della Villa.

Sicuramente la location è stata di grande aiuto alla fantasia del nostro pittore: Villa Carlotta, oltre ad essere uno dei più importanti musei della Lombardia, è famosa per il suo rigoglioso giardino botanico in cui si possono ammirare moltissime specie di piante e fiori.

Come non parlare del lago di Como? Anch’esso, in perfetto connubio con il lussureggiante giardino, è fonte inesauribile di emozioni cromatiche; un luogo magico che ti culla e ti porta via con il suo ondeggiare.

E sicuramente anche il nostro artista è stato colpito da tanta bellezza. Una bellezza unica e autentica.

I colori delle tele che ha prodotto nella prima settimana ce lo dimostrano: ha saputo ritrarre con assoluta maestria tutte le sfumature di questo locus amoenus.

Scale di colori si susseguono in modo armonioso e pacato; a tratti alcuni sembrano spiccare su altri ma mai in modo predominante. Tutto è calibrato, senza alcuna particolare tensione e d’altronde non poteva essere diversamente vista la location.

Inoltre il modo di dipingere di Osita ricalca la sua stessa personalità: anche se è nato in Inghilterra è di origini africane e, nonostante i ritmi caotici della città, conserva nelle vene la placida tranquillità della terra natia.

Ecco perché abbiamo deciso di intitolare questa mostra “tutti i colori dell’animo di un artista”: il denominatore comune tra l’artista stesso e il paesaggio è il colore; trattato in maniera esemplare da Osita ma fornito in maniera autentica e naturale dalla Natura attraverso spettacoli paesaggistici ai quali -purtroppo- si presta troppa poca attenzione.

Camilla Oliveri