Lust for Art 2016: Tablinum presenta Ars Naturans di Teresa Condito al Museo Giardino Botanico di Villa Carlotta

COMUNICATO STAMPA

logoTablinum Cultural Management: La rassegna LUST for ART 2016, curata da Tablinum Cultural Management, si terrà dal 1 luglio 2016 al 30 settembre 2016 presso l’incantevole cornice del Museo Giardino Botanico di Villa Carlotta, sul Lago di Como,  per proporre ad appassionati e collezionisti le opere di cinque artisti di rilievo internazionale.

A seguito della fortunata rassegna 2015 “Art in Expo. Feed the World with Art”, che lo scorso anno ha fatto registrare un totale di 42.590 visitatori in soli sei mesi di programmazione, quest’anno Tablinum propone per la sua programmazione 2016 la rassegna tematica Lust for Art con la quale ci apprestiamo a indagare il meccanismo estetico che l’arte innesca in noi passando attraverso tutte le nostre percezioni poiché la libido artistica è energia psichica e creativa che ha come luogo fisico la mente, il cervello: la creatività è costituita da un puzzle i cui tasselli sono linguaggio e percezione.

teresa conditoIl terzo appuntamento estivo della rassegna Lust for Art prevede la mostra personale dell’arista italiana Teresa Condito.

Il rapporto con la Natura è per Teresa Condito, cresciuta in una famiglia di orafi, maestri nella lavorazione del corallo, fatto di piccoli gesti creativi per cesellarla e impreziosirla.

Il suo sviluppo artistico vede nella creazione di volumi scultorei la sua forma comunicativa più efficace ed espressiva. I materiali prescelti spaziano dal marmo al corten passando per l’alluminio, l’acciaio, il plexiglass e le pietre preziose.

I suoi lavori, laddove si coniugano la sua primaria vocazione orafa a quella più espressamente artistica, le hanno fatto ottenere importanti menzioni su riviste internazionali come Vogue Jewels, Vioro, International Jewelery, Arte Yioya ed è membro ad honorem della rassegna internazionale Gold Expressum.

Nel 2010 vince l’assegnazione Progetto “Più Europa” per la città di Casoria, in Piazza Benedetto XV, e realizza ne 2014 la sua opera pubblica “l’ESSERE” .

Teresa Condito ha partecipato alla 56esima Biennale di Venezia come membro del collettivo “La grande Bouffe” presso il padiglione del Guatemala presentando opere emblematiche come “Bambola a cucù” “Pistolino degli stracci” e “Silent night club”. Per le sue installazioni ha ricevuto il premio ufficiale dallo stato del Guatemala e dal Commissario del Padiglione Nazionale.

Nella sua scultura viene raccontato un mondo “altro”, dove la natura è esaltata attraverso l’ispirazione artistica e grazie alla quale l’elemento naturalistico diventa straordinario, mentre in ciò che è normalmente riconoscibile, si cela l’inatteso.

Villa_Carlotta_-_Lake_Como.jpgNon poteva esserci luogo migliore dove poter ambientare la nuova personale di Teresa Condito, Ars Naturans, se non a Villa Carlotta: dove l’arte creata dal genio artistico ha instaurato un dialogo ininterrotto con la meraviglia del mondo naturale, rinnovando nei secoli la propria carica perturbante in un luogo dove le metamorfosi fra arte e natura diventano concrete e tangibili.

La mostra ARS NATURANS è dedicata a dieci sculture inedite dell’artista, realizzate appositamente per quest’occasione. Si tratta di una mostra – installazione dedicata al connubio tra natura e arte, di cui Villa Carlotta è luogo emblematico.

L’allestimento, pensato in chiave creativa, ci riporta in un ambiente immersivo dove grazie anche all’ausilio di mezzi audiovisivi, le sculture sono accostate al fascino delle bellezze naturalistiche di Villa Carlotta e del Lago di Como.

Ars Naturans avrà luogo presso la WunderKammer Saal di Villa Carlotta, Tremezzina (co), da sabato 23 luglio a martedì 2 agosto 2016.


Orari visita:

Da lunedì a venerdì dalle ore 14.30 alle ore 18.00

Sabato e domenica dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle ore 18.00.


Ars Naturans è curata dalla storica dell’arte Elisa Larese

 Un’esperienza di visita unica, grazie all’uso della tecnologia digitale

La mostra ARS NATURANS è dedicata a dieci sculture inedite dell’artista, realizzate appositamente per quest’occasione. Si tratta di una mostra – installazione dedicata al connubio fra natura e arte, di cui Villa Carlotta è luogo emblematico. L’allestimento, pensato in chiave creativa, ci riporta in un ambiente immersivo dove grazie anche all’ausilio di mezzi audiovisivi, le sculture sono accostate al fascino delle bellezze naturalistiche di Villa Carlotta e del nostro Lago.

Contenuti speciali e testi curatoriali, a cura di Elisa Larese, saranno consultabili direttamente attraverso i link visuali  QRCode disseminati nel percorso espositivo.


VILLA CARLOTTA: Villa Carlotta, in Tremezzina, Lago di Como, è celebre in Italia e nel resto del mondo grazie al suo magnifico parco botanico e le sue sale ricche di capolavori d’arte.

Villa Carlotta è un luogo di rara bellezza: qui capolavori della natura e dell’ingegno umano convivono armoniosamente in 70.000 mq tra giardini e strutture museali.

 +39034440405        segreteria@villacarlotta.it      www.villacarlotta.it


TABLINUM CULTURAL MANAGEMENT: i nostri progetti nascono  dalla volontà di divulgare un modello culturale in cui il sistema dell’arte sappia comunicare valori fondanti che sorpassino le usuali logiche di mercato e riscoprano il valore primario della cultura quale nutrimento essenziale della coscienza umana. Per questo amiamo considerarci prima di tutto “impiegati della cultura”.

+393392181456      info@studiotablinum.com     www.studiotablinum.com


 

 

 

 

Lust for Art: Human Symphony – In Itinere

Tablinum: intervento del project manager Alessandro Cerioli alla trasmissione Angoli di Espansione TV in occasione di Lust for Art‬ 2016 con gli artisti Joakim Hansén e Maria Mouriadou. Le due mostre dal titolo “Human Symphony” e “In Itinere” rimarranno in essere sino a domenica 17 luglio 2016, presso la Torretta Romantica di Villa Carlotta, Tremezzina (co).

Lust for Art. Rassegna Artistica 2016

#LustforArt #Tablinum

Tablinum: continua la scelta programmatica di Tablinum di creare una rassegna tematica annuale dedicata agli eventi espositivi promossi da dipartimento curatoriale del nostro studio.

Dopo il fortunato successo di Art in Expo. Feed the World with Art che lo scorso anno ha fatto registrare un totale di 42.590 visitatori, che ci hanno seguito con entusiasmo nelle location ospiti della rassegna, dandoci un eccezionale supporto, quest’anno abbiamo deciso di guardare l’arte attraverso lo sguardo di chi la ama e la colleziona spinto da una grande passione.

L’arte è stata un fattore essenziale allo sviluppo della nostra società  e la passione è stata il suo motore.

“Se c’è sulla terra e fra tutti i nulla qualcosa da adorare, se esiste qualcosa di santo, di puro, di sublime, qualcosa che assecondi questo smisurato desiderio dell’infinito e del vago che chiamano anima, questa è l’arte” scriveva Gustave Flaubert ed ecco perché vogliamo celebrarla attraverso le opere di una selezionata rosa di artisti contemporanei provenienti da più nazioni europee e lo vogliamo fare guidati dal sentimento di passione che essa instaura in noi.

In un secolo in cui la cultura, e quindi anche l’arte che ne costituisce la linfa vitale, viene troppo spesso messa da parte o piegata a logiche avulse, è bene soffermarsi sulla sensibilizzazione nei confronti di essa.

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Arte e godimento estetico: arte come potere  di risvegliare il potenziale spirituale che  giace dormiente all’interno di ogni  individuo. 

Arte che suscita desiderio, stimola il nostro senso estetico e la nostra brama di possesso. La percezione racchiude in sé e implica nel suo atto non solo il vedere le cose, ma sentire in sé il rielaborare dei sentimenti.

Con questa rassegna ci apprestiamo a indagare il meccanismo estetico che l’arte innesca in noi passando attraverso tutte le nostre percezioni. L’arte penetra prima dallo sguardo per raggiungere poi nella sua completezza la nostra riflessione e il nostro godimento estetico. 

La libido artistica è energia psichica e creativa che ha come luogo fisico la mente, il cervello: la creatività è costituita da un puzzle i cui tasselli sono linguaggio e percezione.

Vi invitiamo a riscoprire voi stessi attraverso l’arte e il suo linguaggio universale.

Elisa Larese

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PROGRAMMA:

Ad Infinitum

Giorgio Tardonato – Pierre Kuentz

officinacento5, Como, 07.05.2016 – 15.05.2016

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Human Symphony

Joakim Hansén

Villa Carlotta, Tremezzina (co), 01.07.2016 / 17.07.2016

Joakim Hansèn locandina villa carlotta ita

#LustforArt #JoakimHansen #Tablinum




 In Itinere

Maria Mouriadou

Villa Carlotta, Tremezzina (co), 01.07.2016 /17.07.2016

#LustforArt #MariaMouriadou #Tablinum

#LustforArt #MariaMouriadou #Tablinum


 Ars Naturans

Teresa Condito

Villa Carlotta, Tremezzina (co), 23.07.2016 / 03.08.2016

#LustforArt #TeresaCondito #Tablinum

#LustforArt #TeresaCondito #Tablinum


Essentia

Monique Laville

Villa Carlotta, Tremezzina (co), 16.09.2016 / 30.09.2016

#LustforArt #MoniqueLaville #Tablinum

#LustforArt #MoniqueLaville #Tablinum


 Inner Asymmetries

Mieke Van den Hoogen

Villa Carlotta, Tremezzina (co), 16.09.2016 / 30.09.2016

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#LustforArt #MiekeVanDenHoogen #Tablinum


Le Cinque Anime della Scultura. IIIa Edizione

officinacento5, Como, 8.10.2016 / 22.10.2016

le cinque anime della scultura II edizione social

Vincenzo Vallone, Attenzione, c'è attenzione nel mondo!

Attenzione, c’è attenzione: Vincenzo Vallone a Villa Carlotta con un’opera-denuncia contro i crimini dell’ISIS

Tablinum: “Salveremo la città ma non le immagini degli idoli” così minaccia l’ISIS. Dal deserto siriano attraverso alcuni siti Internet, ma anche attraverso i social network, l’ISIS svende frammenti di antiche civiltà: fra di essi anche i monumenti archeologici di Palmyra, regina del deserto, patrimonio dell’Umanità, inutilmente posta sotto tutela UNESCO; caduta irrimediabilmente sotto le mani distruttrici delle milizie ISIS.

Vantaggi economici ed effetto mediatico. C’è chi sostiene che l’ISIS distrugga per mettere in risalto estreme ideologie collegate all’integralismo religioso; c’è chi invece, vede in questa terribile pratica non solo una conteporanea damnatio memoriae ma, piuttosto, un rapido e certo metodo di finanziamento per le attività terroristiche del Califfato: pochi i reperti autentici distrutti, molte le copie “di scena” e moltissimi quelli destinati al mercato nero di un’occidente irresponsabilmente complice.

Si distrugge, si smantella, si sottrae, si esporta. Il terrore sale e con esso le vittime.

L’ISIS inaugura il marketing del terrore: esecuzioni di massa, in città inermi, lungo battigie marine, o attraverso gabbie in cui annegare altri esseri umani. Molte ormai le estorsioni collegabili alle forniture di petrolio, di armi e di ordigni nucleari in una girandola di interessi incrociati e di catastrofi incombenti per il mondo che conosciamo.

Teatri di sangue contemporanei: dopo Parigi, in gennaio, con l’attentanto al settimanale satirico Charlie Hebdo lo scenario di marzo è diventato il Museo del Bardo di Tunisi.

26 giugno 2015, giornata di sangue: di nuovo in Tunisia, 37 vittime sulla spiaggia di Sousse, ancora delirio integralista in Francia, a Lione;  e poi gli attacchi in moschea in Kuwait e in Somalia ad opera dello Shebab.

“Il terrorismo alimentato da fanatiche distorsioni della fede in Dio, sta cercando di introdurre nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in Africa i germi di una terza guerra mondiale” così commenta il presidente della repubblica italiana Segio Mattarella di fronte alla notizia diramata dal Daily Mail dello sventato attentato alla Regina Elisabetta, alla nuova strage di civili a Sirte e all’orrore a Palmyra.

Settembre: foto satellitari, su Palmyra in Siria, confermano la distruzione del Tempio di Bel e la strage nella città moderna. Tragedie dei migranti: a scuotere l’indifferenza di noi occidentali sono i marchi rinvenuti sulla pelle dei profughi e la fine tragicamente, morbosamente documentata dai media, di un bimbo e della sua famiglia in fuga verso un futuro in cui la vita di tutti i giorni non conoscesse guerre e stragi.

Voremmo poter scrivere la parola fine eppure…l’escalation prosegue pericolosamente rischiando di travolgerci una volta per tutte.

ARTinEXPO brochure vallone

Attenzione, c’è attenzione! è questo il richiamo, quasi un’invocazione che l’artista lancia a tutti noi.  Vincenzo Vallone,  attraverso la sua opera-progetto realizzata in 10 pannelli ci parla in modo diretto, mettendoci di fronte alla distruzione già compiuta Il rischio che corre il nostro patrimonio culturale e con esso la nostra identità, è concreto quanto quello già consumatosi per altri patrimoni o altre genti, non poi così distanti. Siamo di fronte a un’opera dalla forte carica di denuncia: l’emergenza è quella di scuotere i propri contemporanei e indurli a penetrare con attenzione le vere conseguenze di ciò che sta accadendo nel mondo.

E così l’immaginazione, segnata dagli ultimi tragici eventi legati al terrorismo dell’ISIS e all’esodo forzato dei migranti, trasforma clamorosamente le opere d’arte più preziose del nostro patrimonio nazionale grazie ad una “Mescolanza di intelligenza umana e intelligenza artificiale”

In una rappresentazione tutta inventata,  in cui  si cammina sul filo sottile di simulazione e realtà: entrambe tragicamente agghiaccianti; minaccia sicura di alienazione per un’intera secolare cultura. Se è destino insito in tutta la materia di ritornare alle proprie origini, di tornare infine allo stato di informe origine, il pensare una simile condanna rivelarsi sui capolavori della nostra cultura annichilisce e terrorizza.

Abbiamo imparato a conoscere e apprezzare il linguaggio personalissimo di Vallone fatto di “lamiere fiorite”  e ora dobbiamo prendere atto della sua trasfigurazione: quelli che ci ripropone sono frammenti, “cocci”, rovine abbandonate alle spalle dalla ferocia iconoclasta di un nemico inatteso e senza volto.

Schegge del nostro passato che l’artista conficca nella nostra coscienza come schegge a monito nel nostro futuro.

La potenza distruttiva che l’artista sembra intuire alitare sul collo della nostra civiltà, ha il volto e la pesantezza di un arcano, inarrestabile potere.

Un omaggio “estremo” all’età aurea della nostra civiltà, il Rinascimento, mentre tutta la sua eredità è messa in pericolo dalle ombre del fanatismo religioso e dell’oscurantismo culturale che si stagliano all’orizzonte.

Vallone rielabora dieci opere capitali del Rinascimento Italiano attraverso la creazione di rendering fotografici in cui, in un gioco di riflessi, le opere appaiono immerse  in uno strato d’acqua la cui immersione ed emersione diventa simbolo del coinvolgimento dell’artista stesso nella tempesta culturale che rischia di abbattersi sulla nostra identità collettiva. La sensibilità dello spettatore segue il ritmo dello specchio d’acqua, con i suoi picchi di intensità cromatica a cui si fonde una profonda emotività, che grida alla presa di posizione non solo morale in difesa dei frutti più preziosi della nostra cultura.

Lo spazio pittorico è qui ripensato e scomposto con meticolosità architettonica per poi essere reinterpretato con la sensibilità e la delicatezza propria dell’artista impegnato nel convogliare un messaggio intenso e assolutamente contemporaneo.

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Artisti e opere dalle quali sono stati tratti i 10 rendering di simulazione

1 – da Caravaggio, Scudo con testa di Medusa (Uffizi Firenze, 1597)

2 – da Leonardo, Dama con l’ermellino (Cracovia, 1490)

3 – da Raffaello, Ritratto di Maddalena Strozzi ( Firenze, 1507)

4 – da Raffaello, Belle Jardinière (Louvre Parigi, 1507)

5 – da Caravaggio, Bacco (Uffizi Firenze, 1595)

6 – da Raffaello, La muta (Urbino, 1507)

7 – da Leonardo, La Gioconda ( Louvre Parigi, 1517)

8 – da Caravaggio, Fanciullo con canestra di frutta (Galleria Borghese Roma, 1593-1594)

9 – da Leonardo, Belle ferronière (Louvre Parigi, 1496)

10 – da Michelangelo, La fine dei tempi (part. del Giudizio Universale Roma, 1542)


VINCENZO VALLONE è nato a Telese Terme (Benevento), dove vive e lavora.
Architetto.
Ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti e  architettura all’Università “Federico II” di Napoli.
Si è consacrato alla progettazione degli spazi urbani, al recupero storico, alla pianificazione territoriale e alle tematiche dell’ambiente e del paesaggio.
Dipinge da sempre.

ART in EXPO: La rassegna “Art in Expo. Feed the World with Art”, vedrà altri tre appuntamenti da qui ad ottobre divisi fra Villa Carlotta e lo spazio espositivo comasco officinacento5, si iscrive fra gli appuntamenti imperdibili dedicati ad Expo Milano 2015, con l’intento di “nutrire” il pianeta, fornendo ad esso nuove energie mentali che contribuiscano alla sua crescita e rinnovamento, alimentando il prezioso che è in noi.

Elisa Larese

Art in Expo. Feed the World with Art. 3rd Part

ARTinEXPO LOGOTablinum: la mostra internazionale “Art in Expo. Feed the World with Art. 3rd Part” torna nella splendida Wunder Kammer Saal di Villa Carlotta, Tremezzina (co).

Questo terzo appuntamento internazionale sarà esclusivamente dedicato all’opera dell’artista Vincenzo Vallone “ATTENZIONE C’È ATTENZIONE”. Questa opera non è solo il titolo di un’ opera-progetto (o progetto-opera), ma è allarme, avvertimento, preoccupazione e quindi meditazione sul patrimonio culturale di Palmira, in Siria, sotto l’arsenale armamentario dell’Isis con la conseguente tragedia dei migranti. Contemporaneità in continuo divenire con l’attualità, la quotidianità.

“Art in Expo. Feed the World with Art” è un progetto curatoriale ideato da Tablinum Cultural Management. Il catalogo artistico e il tour virtuale alla mostra sono stati curati dalla storica dell’arte italiana Elisa Larese.

Orari di Apertura al Pubblico:

23.09.201504.10.2015: apertura al pubblico tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00 (ultimo ingresso ore 17.00)

ART IN EXPO. FEED THE WORLD WITH ART:

Nutrire il pianeta significa, anche, fornire ad esso nuove energie mentali che contribuiscano alla sua crescita e rinnovamento, alimentando il prezioso che è in noi.  Per questo Tablinum Cultural Management grazie all’ospitalità presso Villa Carlotta propone una rassegna di mostre d’arte, direttamente legate a EXPO 2015 e dedicate alle opere di artisti selezionati in base allo stile e al messaggio unico e indipendente.

VIRTUAL ART TOUR:

Grazie ad un progetto curatoriale di arte interattiva, lo spettatore scoprirà praticamente tutto sulla genesi dell’ opera esposta, le tecniche di realizzazione e linguaggio iconologico dell’artista. Tutti i contenuti saranno disponibili tramite il proprio smartphone con la tecnologia QR.

 

ART in EXPO. Feed the World with Art

Tablinum: nutrire il pianeta significa, anche, fornire ad esso nuove energie mentali che contribuiscano alla sua crescita e rinnovamento, alimentando il prezioso che è in noi. Per questo Tablinum Cultural Management grazie all’ospitalità presso gli spazi di Villa Carlotta propone una rassegna di mostre d’arte dedicate alle opere di tre differenti artisti selezionate in base allo stile e al messaggio unico e indipendente. Grazie a un progetto curatoriale interattivo, capace d’interagire virtualmente con il visitatore, sarà possibile rivivere la genesi delle opere esposte, approfondirne le tematiche ed indagarne il significato. Contenuti speciali e testi curatoriali saranno consultabili direttamente attraverso i link disseminati nel percorso espositivo, con la nuova tecnologia dei QRCode.

GLI ARTISTI ESPOSTI:

ni convenzionali della rappresentazione. Un’anatomia spesso allungata o resa più compatta e corpi completamente glabri dallo sguardo splendidamente espressivo sono i tratti salienti dell’opera di Feuilloley Un’opera che pur rappresentando figure umane è ben lungi dal naturalismo del ritratto. L’occhio dell’artista è incapace di indugiare in superficie, non può astenersi dallo scandagliare l’interiorità dei suoi soggetti ed infine li denuda e non solo esteriormente. Eccoli comparire, caricature di moti d’animo perfettamente ritratti sulla tela.

Myriam Feuilloley

1-PhotoFEUILLOLEY-001La parola d’ordine è fantasia, ed è grazie ad essa che Feuilloley riesce ad appellarsi a quella che è la dimensione magica dell’essere in modo che nel suo linguaggio dominino i meccanismi dell’inconscio e del simbolico.

Attraverso le sue opere il mondo ci appare sublimato dalle sue ingannevoli apparenze e i suoi personaggi, denudati ci appaiono finalmente per ciò che sono grazie all’interiorizzazione della metamorfosi che ammiriamo sulle sue tele.

Nelle sue opere è sempre possibile recuperare una serie di livelli ed è questa la sfida che lancia l’artista allo spettatore che per comprendere al meglio dev’essere pronto a mettere in discussione se stesso in qualità di osservatore e al contempo soggetto. E’ così che dipingere si rivela per Myriam soprattutto un’esigenza interiore di comunicare la visione del mondo, un bisogno che porta ad una continua rielaborazione ed approfondimento del proprio stile.

Stephane Deguilhen

deguilheln StepahneCome liberare le forme intrappolate nella materia? La scultura di Deguilhen si colloca laddove la forma si incontra con l’assoluto di cui essa diventa espressione. Il suo è un linguaggio spontaneo che sgorga puro che reca l’impronta dello spontaneo incontro con la materia. Lo scultore sente pulsare nella materia grezza la sua essenza intrappolata: non deve fare altro che lasciarsi assecondare da essa per rivelarla al resto del mondo.

Il suo destino è quello di fare da tramite, di sentire in sé il paesaggio inglobarne ogni granello di pietra, ogni frastagliato contorno di montagna fino a trasformare il mondo che lo circonda nello stesso mondo interiore a questo punto la sua arte sgorga limpida e inarrestabile poiché essa fluisce direttamente dalla natura a lui e per tramite del proprio sguardo ogni radice, ogni pietra o materia ritrova la sua vera essenza.

Delle opere di Stéphane ammiriamo la spontanea rivelazione, lo schiudersi di un mondo finalmente senza più veli in cui non esiste alcun fato superiore, alcun mitologico demiurgo ma semplicemente si celebra la capacità dell’uomo di ritrovare il proprio legame primigenio con la natura in cui è immerso. Emblematico per il suo significato intrinseco è la testa del toro, prima scultura che Stéphane racconta di aver liberato dalla corteccia di un albero. Quasi una predestinazione; animale protagonista della Feria tipica della terra d’origine dello scultore; la pratica della tauromachia racchiude in sé un destino tragicamente drammatico e al contempo arcano:

Così come il pesate compito che grava sulle spalle del torero diventa quello di difendere un’ideale di bellezza e perfezione apollinea dalla vicinanza con la sinistra e ripugnante forza della bestia, sentita in tutta la sua ferina imprevedibilità così l’artista si cimenta con la materia per fissare in un istante di bellezza e perfezione ciò che in essa è di primo acchito confuso nel multiforme divenire del mondo.

Elisa Larese

IL CATALOGO

Consultalo on line a questo link!

Tablinum Cultural Management: i nostri progetti nascono dalla volontà di divulgare un modello culturale in cui il sistema dell’arte sappia comunicare valori fondanti che sorpassino le usuali logiche di mercato e riscoprano il valore primario della cultura quale nutrimento essenziale della coscienza umana. Per questo amiamo considerarci prima di tutto “impiegati della cultura”.

“COLOURS AND…”

DSCN2196Studio Tablinum: the exhibition, which has been organised at Villa Carlotta from July the 17th to July the 31st of the British artist Roland Osita Nwankwo, was a sort of “work in progress”.

In fact in the first week he gave life to the works that have been shown during the next week in the Wunderkammer Saal; room recently opened on the mezzanine floor of the Villa.

Surely the location was of great help to the imagination of our painter: Villa Carlotta, in addition to being one of the most important museums of Lombardy, is famous for its lush botanical garden where you can see many species of plants and flowers.

How not to speak of Lake Como? It, too, in perfect union with the lush garden, is an inexhaustible source of chromatic emotions; a magical place that lulls and takes you away with its sway.

And surely even our artist has been shocked by its beauty. A unique and authentic beauty.

The colors of the paintings that he has produced in the first week prove that: has been able to portray with absolute mastery all the nuances of this locus amoenus.

Scale of colors follow each other in harmony and peace; at times some seem to stand out on others but they are never predominant. Everything is calibrated, without any particular tension and, moreover, could not be otherwise due to the location.

In addition, the style of painting of Osita follows his own personality: he was born in England but is of African origin and, in spite of the chaotic rhythms of the city, in the veins continues to flow the placid tranquility of the homeland.

That’s why we decided to name this show All the colors of an artist’ soul”: the common denominator between the artist and the landscape is color; treated in an exemplary manner by Osita but comes -authentically and naturally- from Nature through fantastic landscapes which people don’t consider as they should do.

Camilla Oliveri